Il caso di Alberto Genta: la testimonianza chiave di Piergiorgio Crocco

La misteriosa scomparsa di Alberto Genta

Alberto Genta, noto come lo «spagnolo» di Altare, è scomparso nel maggio del 2003 all'età di 65 anni. La vicenda ha dato origine a un complesso caso giudiziario che ha visto imputato Giancarlo D’Angelo con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Nonostante le indagini, il corpo di Genta non è mai stato ritrovato, rendendo le prove dell'accusa basate su elementi puramente indiziari.

mappa concettuale delle indagini sulla scomparsa di Alberto Genta con i punti salienti del processo

Il ruolo decisivo di Piergiorgio Crocco

La svolta nel processo è arrivata grazie a Piergiorgio Crocco, un ferroviere in pensione di Cairo Montenotte. Crocco, testimone chiave della difesa, ha dichiarato di aver visto Alberto Genta vivo in una data successiva a quella presunta della sua scomparsa. Inizialmente, la sua testimonianza è stata oggetto di grande dibattito in aula, poiché il teste non si era presentato durante le fasi preliminari delle indagini.

Il ferroviere ha raccontato in tribunale di aver incontrato Genta l'8 maggio 2003 presso la stazione di San Giuseppe di Cairo. Quel giorno, Crocco - all'epoca responsabile della gestione merci - aveva notato il faccendiere fermo sul secondo binario con un abito azzurro e una valigetta, intento a chiedere informazioni su una coincidenza ferroviaria per la Francia. Il testimone ha spiegato di non essersi rivolto subito alle autorità poiché riteneva l'episodio irrilevante, comprendendone l'importanza cruciale solo dopo aver incontrato casualmente D’Angelo.

Geo&Geo - Pasquale Tucciariello su Carmine Crocco e Giustino Fortunato - 24 ottobre 2008

L'esito del processo e le motivazioni della sentenza

Il processo si è concluso con l'assoluzione di Giancarlo D’Angelo dall'accusa di omicidio volontario, formula pronunciata perché "il fatto non sussiste". Le motivazioni, depositate dal giudice estensore Marco Rossi, sottolineano come le prove presentate dall'accusa fossero scarse, contraddittorie e incapaci di superare il ragionevole dubbio richiesto dalla legge.

Elementi chiave della decisione giudiziaria:

  • Assenza del corpo: Nonostante la certezza morale che Genta sia deceduto, non vi è prova che sia stato vittima di un omicidio; non si esclude la morte naturale o un incidente.
  • Debolezza degli indizi: L'accusa non è riuscita a dimostrare una responsabilità diretta di D’Angelo.
  • Testimonianza di Crocco: Il ricordo del ferroviere ha fornito un elemento di rottura fondamentale nella ricostruzione temporale degli eventi.
Fase processuale Esito/Dettaglio
Richiesta accusa (PM Scolastico) 21 anni di reclusione
Verdetto finale Assoluzione (il fatto non sussiste)
Testimone decisivo Piergiorgio Crocco

Gli avvocati difensori, Attilio Bonifacino e Carlo Risso, hanno espresso soddisfazione per la sentenza, sottolineando come questa abbia confermato i dubbi sollevati fin dall'inizio riguardo alle circostanze della scomparsa e alle prove indiziarie portate contro il loro assistito.

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