Visite di Papa Francesco alla Pontificia Università Lateranense

La Visita a Sorpresa per la Meditazione Quaresimale (26 marzo)

La mattina del 26 marzo, la Pontificia Università Lateranense di Roma ha ricevuto un dono straordinario: una visita a sorpresa di Papa Francesco. L'annuncio, avvenuto alle ore 9:00, è stato diffuso tramite un tweet dell'Università stessa, che ha dichiarato: "La Pontificia Università Lateranense riceve un dono straordinario. Stamattina #PapaFrancesco è a sorpresa in Università per guidare la meditazione quaresimale. La comunità accademica è in festa e lo ascolta con gioia e grande partecipazione".

Il Pontefice ha spiegato il motivo della sua presenza affermando: "Volevo venire e volevo parlarvi così. E la Quaresima è stata l'occasione per farlo". Questa visita ha colto di sorpresa gli studenti che, per quella mattina, attendevano l'intervento del cardinale Angelo De Donatis, Gran Cancelliere dell'università. L'ingresso del Papa nell'Aula Magna, alle 9 in punto, è stato accolto da "bocche spalancate e uno scroscio di applausi", generando "una sorpresa carica di gioia ed entusiasmo". Prima della meditazione, il Papa ha salutato i decani e presidi e ha benedetto un crocifisso ligneo, donatogli dall'Ucraina come ringraziamento per il concreto aiuto offerto dalla Santa Sede alle popolazioni colpite dal conflitto.

La Lectio Divina: Spunto dal Libro di Daniele

La meditazione di Francesco ha preso la forma di una Lectio divina, commentando la prima Lettura liturgica del giorno, un brano tratto dal libro del profeta Daniele. Questo passaggio narra la preghiera penitenziale di tre giovani di Israele - Anania, Azaria e Misaele - i quali, pur avvolti dal fuoco destinato a divorarli, riconoscono le colpe dei padri, chiedono perdono e aiuto, fiduciosi della misericordia del Signore e convinti che "non c'è delusione per coloro che confidano in te".

illustrazione biblica dei tre giovani nella fornace ardente

Il Significato della Preghiera dei Tre Giovani

Il Papa ha evidenziato che il brano, che racconta vicende del VI secolo a.C. durante l'esilio in Babilonia e la persecuzione del re Antioco Epifane, aveva lo scopo di infondere coraggio. Di fronte alle persecuzioni del presente, Israele guardava all’esempio di personaggi del passato la cui testimonianza aveva avuto la meglio sulla violenza del potere del mondo. Essere avvolti dalle fiamme e rimanere incolumi, ha sottolineato il Papa, è possibile "con l’aiuto del Signore Gesù, il Figlio di Dio, e della brezza dello Spirito Santo".

La Critica al "Pensiero Unico" e all'Individualismo

Francesco ha paragonato la situazione dei giovani biblici a quella degli studenti odierni: "Vi immagino così: anche se viviamo in un contesto culturale segnato dal pensiero unico, che avvolge e addormenta tutti con il suo abbraccio mortifero e brucia ogni forma di creatività e di pensiero divergente, voi camminate incolumi grazie al radicamento in Gesù e nel suo Vangelo, reso attuale dalla potenza dello Spirito Santo". In tal modo, si "custodite uno sguardo alto e anche uno sguardo altro sulla realtà, una differenza cristiana apportatrice di novità".

Il Pontefice ha ammonito contro i pericoli del "pensiero unico" e dell'individualismo: "Pensate alla spinta che riceviamo continuamente a vivere in un individualismo comodo e avaro - tutti noi -, preoccupato unicamente del proprio benessere". Ha definito l'inverno demografico attuale come "l’effetto di questo pensiero unico, egoistico, rivolto soltanto su se stessi, che solo cerca la 'mia' realizzazione". Rivolgendosi agli studenti, ha aggiunto: "Voi studenti pensate bene a questo: pensate a come questo pensiero unico è così 'selvaggio'… Sembra molto culturale ma è 'selvaggio', perché ti impedisce di fare storia, di lasciare dopo di te una storia".

Il Papa ha commentato l'elevazione dell'io personale o di gruppo, domandandosi: "Quanto è pericoloso tutto questo? Quanto ci separa dagli altri e quindi dalla realtà? Quanto ci fa ammalare di tante nevrosi?". Ha poi usato parole forti per affermare che seguire lo Spirito Santo significa "evitare di essere bruciati: bruciati nel cervello, nel cuore, nel corpo, nelle relazioni" per aprirsi alla speranza.

infografica sui pericoli dell'individualismo e del pensiero unico nella società contemporanea

L'Importanza della "Mistica del Noi" e l'Appartenenza a un Popolo

Francesco ha ribadito la centralità delle relazioni nel pensiero cristiano, derivante dalla realtà trinitaria stessa di Dio. Da qui il senso della "comunione universale con l’umanità intera come vocazione di tutti" e la vita della Chiesa come "la 'mistica del noi' che si fa lievito della fraternità universale". Ha aggiunto: "La mistica del noi è lievito dalla fraternità universale", e la fede cristiana spinge "alla relazione, all’incontro con il mistero sacro dell’altro, alla comunione". Ha sottolineato che il Vangelo "ci dà tutti gli anticorpi per guarire da questa malattia dell’individualismo".

Ricordando l'importanza del "noi", il Pontefice ha raccontato un aneddoto che ha strappato più volte le risate degli studenti: «Una volta un sacerdote giovane mi fece un tranello. Mi chiese: qual è il contrario di “io”? Ho risposto: “tu”. E lui disse: no, è “noi”! Padre, qualche volta anche i Papi sbagliano!».

Il Papa ha anche commentato un altro aspetto della preghiera dei tre giovani israeliti: il loro sentirsi parte di una storia e di un popolo che ha peccato, per cui chiedono perdono. Tuttavia, i loro padri hanno anche testimoniato la misericordia di Dio e i giovani assumono questa certezza: "Sono convinti che un futuro c’è, che la porta non è sbarrata, pur in mezzo all’ostilità e alla persecuzione". Francesco ha espresso il desiderio che gli studenti "custodiste questa speranza fondata sulla promessa di Dio", e che "nel progettare il futuro conservaste la memoria di essere popolo, di avere una storia con luci e ombre, di essere protagonisti nell’oggi di quel dialogo d’amore tra Dio e gli uomini che ha attraversato i secoli!". I sogni dei padri, ha aggiunto, "alimenteranno e provocheranno le vostre visioni per l’oggi", e il sentirsi parte di un popolo di peccatori "vi darà gli anticorpi per non commettere gli stessi errori: verso Dio, verso gli altri, verso il creato intero".

Il Ruolo degli Studi Ecclesiastici: una "Rivoluzione Culturale"

Il Papa ha sottolineato che il percorso accademico degli studenti non deve isolarli dal mondo, ma "ad abitarlo con consapevolezza critica e capacità di discernimento". L'adesione al Vangelo e alla Tradizione non blocca il pensiero, anzi fornisce "un punto di vista libero, autentico, fedele al reale, direi “sano”, rispetto a questo nostro tempo".

Tornando agli studi, il Papa ha ricordato che essi devono servire a interpretare la storia dell’umanità intera alla luce della Parola di Dio per costruire il futuro, evitando di chiudersi "in circoli accademici senza respiro, giocare con i concetti invece che interpretare la vita, attaccarsi alle formule ma distaccarsi dall’esistenza reale delle persone". Per questo, ha auspicato un "«radicale cambiamento di paradigma», una «coraggiosa rivoluzione culturale»" negli studi ecclesiastici, che scaturisca dal contributo della riflessione e della prassi del popolo di Dio "sul campo" in ogni angolo del mondo, producendo "una vera ermeneutica evangelica, per capire meglio la vita, il mondo, gli uomini". A braccio, ha aggiunto: "Ancora non abbiamo superato la logica dell’illuminismo", e per farlo occorre una nuova ermeneutica, quella "della memoria, dell’appartenenza a un popolo, di avere una storia; l’ermeneutica di camminare verso una speranza", armonizzando mente, cuore e mani - ciò che si pensa, si sente e si fa.

È necessario, secondo il Papa, avere un pensiero aperto e uno spirito di ricerca "basata sulle verità di ragione e di fede". Ha raccomandato agli studenti: "Innamoratevi del pensiero incompleto, perché questa è la nostra strada, sempre aperta al ‘maius’ di Dio e alla verità".

La Fiducia e la "Sfacciataggine Giovanile"

L’ultimo spunto di riflessione offerto da Papa Francesco è partito dal cuore contrito dei giovani di Israele davanti a Dio, nel quale ha visto "un po’ di sfacciataggine giovanile", simile a quella del figlio prodigo che confida nel perdono del padre, sapendo di essere amato. Dietro tutto questo c'è la fiducia, e il Papa ha augurato ai giovani presenti di essere "intraprendenti e coraggiosi" nel sognare e progettare il futuro, perché "sfacciatamente" fiduciosi nel Signore. Papa Francesco poi si è soffermato nella richiesta di perdono dei tre giovani, una richiesta di perdono che gli associa ai padri che hanno sbagliato.

Il Papa ha sottolineato che gli studi sono utili fin quando non sganciano dalla storia precedente, ma piuttosto che aiutano a interpretare, perché non si deve "giocare con i concetti invece di interpretare la vita". Dietro la preghiera dei giovani, che invocano la misericordia di Dio, ha concluso il Papa, c’è "una fiducia".

I Saluti e l'Invito alla Preghiera

A proposito di 'sfacciataggine', Francesco ha salutato i presenti chiedendo scusa per aver iniziato la sua Lectio divina, seguendo il momento liturgico, senza aver detto loro prima neppure 'buongiorno', ma lo ha fatto ringraziando tutti per l’accoglienza e per l’ascolto. Ha raccomandato ancora di continuare "a lavorare, perché la vita non incomincia con voi ma ha bisogno di voi per continuare. Radicati nella memoria degli antenati, radicati nell’appartenenza a un popolo. Il presente è vostro e non è vostro: è un dono che viene dalla storia, offerto a te, ma per portarlo avanti".

Come è solito fare, il Santo Padre ha infine chiesto ai presenti di pregare per lui, con una battuta che ha strappato risate: "Pregate per me perché, come si dice in Argentina, a me tocca ballare con quella brutta! Il Signore ha voluto che anche loro abbiano diritto di ballare!".

foto di Papa Francesco mentre saluta e sorride agli studenti

La Conclusione del Convegno "Educazione, Diritti Umani, Pace"

In un altro momento significativo, Papa Francesco si è recato alla Pontificia Università Lateranense per il momento conclusivo del Convegno su "Educazione, diritti umani, pace". La Giornata di Studio, organizzata dall’Ateneo pontificio sul tema: "Educazione, diritti umani, pace. Gli strumenti dell’azione interculturale ed il ruolo delle religioni", si è conclusa con l’inaugurazione di una mostra nell’atrio dell’Ateneo, intitolata "Calligrafia per il Dialogo: promuovere la cultura di pace attraverso la cultura e l'arte".

Il Contesto del Convegno e l'Inaugurazione della Mostra

Il Papa ha voluto sottolineare con la sua presenza la rilevanza dell’iniziativa promossa dall’Ateneo pontificio, tenendo il discorso conclusivo nell’Aula Magna Benedetto XVI. La mostra è stata dedicata alla memoria del cardinale Jean-Louis Tauran, uomo che ha speso la sua vita per favorire il dialogo a tutti i livelli. Francesco ha sottolineato che le opere dell'artista saudita Al-Khuzaiem "si propongono come strumenti per aprire sentieri di pace, richiamare diritti, e fare della persona il centro di ogni azione e di ogni progetto educativo", e che il loro linguaggio "vuol essere dialogico".

foto di opere di calligrafia araba che trasmettono messaggi di pace e dialogo

L'Appello del Papa alla Costruzione della Pace

Nel suo discorso, Papa Francesco ha affermato: "Non possiamo restare indifferenti, limitandoci a invocare la pace. Tutti, educatori e studenti, siamo chiamati a costruire e proteggere quotidianamente la pace, rivolgendo la nostra preghiera a Dio perché ce ne faccia dono". Ha richiamato la responsabilità all'educazione delle nuove generazioni alla pace e alla loro formazione "per rispondere alle sfide dei nostri tempi". Per questo, ha detto, "è necessario mostrare creatività e proposte per il futuro, aiutando ogni persona a crescere per diventare un protagonista".

L'Educazione delle Nuove Generazioni

Alle nuove generazioni, ha affermato il Pontefice, non vanno trasmessi solo "contenuti tecnici", ma anche "una sapienza umana e spirituale, fatta di giustizia, rettitudine, comportamenti virtuosi e in grado di realizzarsi in concreto". Questa sapienza, valorizzando l’esperienza anche negativa del passato, deve offrire ai giovani "un metodo capace di guardare i fatti nelle loro cause e di fornire gli strumenti per superare conflitti e contrapposizioni".

Il Papa ha osservato che "molte volte anche noi, donne e uomini di fede, ci limitiamo a dare indicazioni piuttosto che trasmettere l’esperienza di valori e virtù". Il nostro messaggio, ha avvertito, rischia di essere così "astratto e di rimanere inascoltato". Ha anche aggiunto che "un habitat che si definisce 'religioso', ma in realtà è ideologico, genera in alcune persone sentimenti di violenza e persino desiderio di vendetta".

Il Valore del Dialogo e l'Esperienza dei Valori

Di fronte alla mancanza di pace, ha ribadito Francesco, non basta invocare la libertà dalla guerra, proclamare diritti o utilizzare l’autorità. Occorre "soprattutto mettersi in discussione e recuperare la capacità di stare tra le persone, dialogare con esse e comprenderne le esigenze, magari con la nostra debolezza, che poi è il modo più autentico per essere accolti quando parliamo di pace".

Il Papa ha quindi evidenziato la necessità del dialogo, affermando che "cercare ed esplorare ogni opportunità per dialogare non è solo un modo per vivere o coesistere, ma piuttosto un criterio educativo". Ha incoraggiato: "Andate avanti, con coraggio. Quanto abbiamo bisogno di uomini di fede che educano al vero dialogo, utilizzando ogni possibilità e occasione!".

Il Ricordo del Cardinale Jean-Louis Tauran

Francesco ha ricordato la figura del cardinale Jean-Louis Tauran, a cui la mostra era dedicata. "La sua vita - ha detto - è stata tutta proiettata nella prospettiva del dialogo".

Una Vita Dedicata al Dialogo

Il Papa ha descritto il cardinale Tauran come un uomo che ha incarnato anzitutto il dialogo con Dio, e poi il dialogo tra i popoli e i governi, "per il quale il diplomatico Tauran si è prodigato favorendo la conclusione di accordi, di mediazioni o proponendo soluzioni, anche tecniche, a conflitti che minacciavano la pace, limitavano i diritti dell’uomo e offuscavano la libertà di coscienza".

Il Dialogo Interreligioso

Come Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, il cardinale Tauran "ci ha fatto capire che non basta fermarsi a ciò che ci avvicina, ma è necessario esplorare nuove possibilità perché le diverse tradizioni religiose possano trasmettere, oltre che un messaggio di pace, trasmettere la pace come messaggio". Francesco ha riferito del suo "incessante desiderio di incontro e di dialogo" che lo portò, a pochi mesi dalla morte, a Riyadh nell’aprile 2018. Una figura, ha concluso il Papa, "che anche per me è stata importante e di grande aiuto per comprendere molte situazioni nel mio servizio di Vescovo di Roma e successore di Pietro".

ritratto del Cardinale Jean-Louis Tauran

L'Invito Finale per un "Patto Educativo Globale"

La conclusione dell'intervento di Papa Francesco è stata un invito a pregare e a fare ogni sforzo "perché attraverso un autentico Patto Educativo Globale si possa inaugurare un’era di pace per l’intera famiglia umana".

tags: #visita #di #papa #francesco #alla #pontificia