I Funerali dell'Arcivescovo Alfano e Altri Riti Funebri Significativi

Il panorama ecclesiale e civile italiano è stato recentemente segnato da diverse cerimonie funebri che hanno richiamato l'attenzione pubblica e le autorità. Tra queste, spiccano i funerali presieduti dall'Arcivescovo Franco Alfano, che hanno toccato momenti di profonda commozione e riflessione.

Funerali del Vescovo Emerito Felice Cece a Castellammare di Stabia

A Castellammare di Stabia, l'arcivescovo Francesco Alfano ha officiato i funerali del Vescovo Emerito Felice Cece. La cerimonia si è svolta in forma privata, alla presenza dei familiari e di alcuni sacerdoti.

  • Erano presenti al rito funebre anche il Vescovo di Teano-Calvi, Arturo Aiello, il Vescovo di Avellino, e i due vescovi di Nola.

Nell'omelia, l'arcivescovo Alfano ha espresso commozione, ricordando come l'espressione "rimanete in me e io in voi" fosse molto cara al Vescovo Felice Cece. Ha sottolineato la gratitudine per l'eredità lasciata dal Vescovo Felice, esortando a raccogliere i frutti e a continuare il cammino, andando alle radici, a Cristo che è la vita. Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, ha fatto pervenire un telegramma, ricordando la figura di Cece e manifestando vicinanza alla famiglia e alla comunità diocesana.

Foto della cattedrale di Castellammare di Stabia durante un funerale.

Le Esequie di Carmine Parlato e la Tragedia della Funivia del Faito

Sempre nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Castellammare di Stabia, l'arcivescovo Francesco Alfano ha celebrato le esequie di Carmine Parlato, macchinista di turno nella cabina della funivia del monte Faito, vittima della tragedia del 17 aprile scorso. La cerimonia è avvenuta in un clima di lutto cittadino, con circa duemila persone presenti.

  • Il feretro è giunto nella cattedrale verso le 14, seguito dalla moglie Elvira e dal figlio Marco. Ad attenderlo colleghi di Eav e parenti.
  • Sull'altare, davanti al feretro, era presente il gonfalone del comune di Castellammare di Stabia, che ha proclamato il lutto cittadino.

Il momento più toccante delle esequie è stato l'intervento di Elvira, vedova di Carmine Parlato, che dal pulpito si è rivolta ai responsabili della tragedia. Ha scosso le coscienze con parole dure: "Avete strappato Carmine alla vita negandogli i sogni futuri. A noi tocca sopravvivere a questo dolore immane. La morte di Carmine e delle altre vittime, merita risposte. Queste vite spezzate, chi stava portando il pane a casa e chi godeva delle nostre bellezze. Sia punto di svolta tra passato e futuro." Ha esortato i suoi colleghi e coloro che dovevano proteggere i viaggiatori ad assumersi le proprie responsabilità, sottolineando che "Quello che è successo non è una fatalità. Carmine e i viaggiatori altrimenti non sarebbero morti. Il primo passo di giustizia, chi ha sbagliato paghi. È il momento delle risposte e della verità."

L'arcivescovo Alfano ha aperto la messa ricordando i "giorni di passione che con fatica si aprono uno dopo l'altro. Dolorosi per tutti, per i familiari, per la città di Castellammare e un'intera comunità." Nel corso dell'omelia, si è soffermato sulla paura, sull'incertezza e sulla rabbia, sentimenti che accompagnano queste tragedie, che coinvolgono tutta la comunità e che "vanno presi sul serio." Ha esortato i familiari di Carmine e tutti i presenti a "non perdere la speranza," usando le parole tanto care a Papa Francesco: "Ci sono momenti in cui sembra che tutto si blocchi, ma anche una ferita mortale può trasformarsi in occasione di condivisione e solidarietà. Uniamoci, apriamo il nostro cuore, ricerchiamo sentieri di dignità e rinascita."

La strage del Faito: morte e terrore sulla funivia

Nella cattedrale si sono ritrovate unite le comunità di Castellammare e di Vico Equense, città natale di Parlato. Erano presenti il sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza, l'europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo, il parlamentare Marco Sarracino, il sindaco di Meta, in rappresentanza della città metropolitana di Napoli, e il sindaco di Vico Equense. Presente anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha dichiarato: "Noi dobbiamo affidarci con fiducia agli organi inquirenti che stanno agendo in maniera encomiabile e rapida. E noi tutti attendiamo la verità." Ha puntualizzato che questo è però il momento "di essere accanto alla famiglia," di dare solidarietà "alla moglie e al figlio" della vittima, un momento in cui "vengono in mente tante situazioni e ci si chiede il perché."

I Funerali di un Tredicenne a Gragnano

A Gragnano, in provincia di Napoli, la comunità si è fermata per salutare un tredicenne che si è suicidato. I suoi compagni, con indosso magliette dedicate ad Alex, hanno assistito al rito accompagnati dalla musica di Blanco, la sua canzone preferita, 'Nostalgia'. L'arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, Franco Alfano, si è rivolto a circa duemila persone con parole di monito e conforto: "Guai a voi che ora ridete calpestando i fratelli e guai a voi perché poi piangerete ma non è una minaccia di un Dio che vuole distruggere."

Foto di un corteo funebre con giovani in magliette commemorative.

I Funerali di Ciriaco De Mita a Nusco

Il funerale di Ciriaco De Mita a Nusco ha assunto le sembianze di un funerale di Stato, data la presenza di numerose personalità istituzionali. Tra i presenti vi erano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il ministro Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, il senatore Sergio Puglia e il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Molti sindaci della provincia di Avellino hanno partecipato, così come i protagonisti della Democrazia Cristiana irpina e nazionale dell'epoca.

Foto del presidente Sergio Mattarella ai funerali di Ciriaco De Mita.

La cattedrale cinquecentesca di piazza Sant'Amato era troppo piccola per contenere la folla che avrebbe voluto partecipare. Tutta Nusco si è concentrata in pochi metri: chi dietro le transenne, chi davanti al maxi-schermo in piazza Dottore Natale, collegato in diretta con la chiesa.

Un Addio Commosso e Ricordi di uno Statista

L'addio a De Mita è stato un tuffo nella storia italiana, con i ricordi di "un grande statista, che non ha mai perso il suo contatto con il territorio," come ha affermato Clemente Mastella. Sergio Mattarella ha ricordato De Mita con parole che evidenziano "Coerenza, passione e intelligenza."

La strage del Faito: morte e terrore sulla funivia

Il cerimoniale è stato rigoroso, anche per la presenza del Capo dello Stato, giunto in elicottero con la figlia. Mattarella ha preso posto in prima fila nella cattedrale, accanto alla famiglia di De Mita: la signora Annamaria con le figlie Antonia, Simona e Floriana, e il quarto figlio Giuseppe, insieme ai nipoti. Antonia, visibilmente commossa, si è stretta alla madre. Al passaggio della bara, la gente fuori e dentro la chiesa ha applaudito. Sulla bara di legno chiaro era stretta la fascia tricolore di sindaco di Nusco con la targhetta del nome Luigi Ciriaco De Mita, accompagnata dalle date di nascita e morte. Prima della chiusura, la figlia più piccola, Simona, ha voluto lasciare all'interno un mazzo di carte napoletane, a ricordo dell'innocente passione del padre per scopone e briscola. Anche i suoi inseparabili occhiali da vista sono stati lasciati nella bara.

La Celebrazione e i Ricordi Personali

L'arcivescovo Pasquale Cascio ha celebrato il rito, ricordando le radici di De Mita, battezzato in quella stessa chiesa 94 anni prima e assiduo frequentatore della Messa. Rivolgendosi al defunto, ha chiesto: "Chiedi lassù per l'Italia che hai servito con il cuore e la fede." La celebrazione è stata un tributo a una delle figure importanti della Democrazia Cristiana e della storia italiana.

Gerardo Bianco, amico e compagno di studi a Milano e a Roma negli anni '60, ha ricordato: "Amava dormire fino a tardi, svegliarlo non era facile. Era uno studioso, cui piaceva ragionare e confrontarsi seguendo la vecchia scuola politica che si rifaceva a Sturzo e poi, in Irpinia, a Fiorentino Sullo."

Il Legame con Nusco e il Ruolo di Padre e Nonno

Oltre una ventina di manifesti a lutto, affissi nelle bacheche di Nusco, testimoniavano il dolore della comunità. Sindaci, il Pd, la Cisl, la polisportiva e la scuola hanno ricordato "la perdita del caro Ciriaco." Il manifesto comunale sul portone del Municipio richiamava l'ufficio politico di De Mita, chiuso da febbraio, da quando era diventato sindaco nel 2014. La piazza del maxi-schermo, che aveva ospitato i suoi comizi, si è riempita per l'addio.

La storia e gli anni trascorsi si sono manifestati nell'incedere incerto, spesso con l'aiuto di un bastone, di alcuni compagni di viaggio di De Mita che entravano in chiesa: Nicola Mancino, Gerardo Bianco, Giuseppe Gargani e Angiolino Alfano. Tuttavia, lo statista, l'uomo politico e di cultura è diventato padre e nonno nei ricordi in chiesa del figlio Giuseppe e dei nipoti Matilde, Simone, Tommaso e Nicolò. Le loro parole hanno espresso amore e consapevolezza del significato del padre e del nonno nella storia d'Italia. "Non disperderemo il tuo insegnamento, ciao papà," ha detto Giuseppe.

Giuseppe Sangiorgi, giornalista e stretto collaboratore di De Mita, ha ricordato la sua capacità politica e i suoi discorsi: "È stato l'ultimo sturziano, conoscitore profondo del pensiero del fondatore del Partito popolare. Seguendo quell'insegnamento, ti dico ciao sindaco." Anche Paolo Buratta, uno dei carabinieri della scorta di De Mita dal 1982 al 1994, lo ha ricordato: "Aveva grande umanità da uomo normale." Un politico, leader, presidente del Consiglio, segretario nazionale della Dc, morto da sindaco della sua Nusco. "In fondo, come un grande attore politico, è morto ancora sulla scena," ha concluso Sangiorgi, tra gli applausi della gente. Nusco ha detto addio a Luigi Ciriaco, il suo cittadino più illustre.

La strage del Faito: morte e terrore sulla funivia

tags: #funerali #madre #arcivescovo #alfano