La presenza dei missionari francescani in Madagascar affonda le radici in un legame profondo e duraturo, testimoniato da decenni di impegno in opere di evangelizzazione, carità e promozione umana. Quest'isola, spesso definita "l'ottavo continente" per la sua straordinaria biodiversità e cultura, ha accolto nel tempo diverse famiglie francescane, che hanno contribuito a tessere una fitta rete di solidarietà e fede.
Le Origini della Presenza Francescana e delle Clarisse
La Provincia Serafica dei Frati Minori Conventuali è presente anche in Francia, a Nizza, dove la comunità francescana di Cimiez porta avanti da anni un'intensa attività pastorale e missionaria, in particolare con i giovani. L'associazione missionaria “Cimiez Mission et Développement” mantiene da oltre cinquant’anni un legame speciale con il Madagascar, dove i primi missionari francescani e le Clarisse di Cimiez avevano aperto le loro comunità. Da questo legame, coltivato negli anni dal diacono Hubert e da sua moglie Jeannette - che vivono per cinque mesi all’anno nella regione di Ambondrona insieme al loro figlio adottivo Rochel - è nata una rete di amicizia e di solidarietà che unisce Nizza all’Africa.
La presenza di “Cimiez Mission” rappresenta per la parrocchia uno sbocco prezioso, permettendo a bambini, giovani e adulti di partecipare concretamente alla vita missionaria e alimentando uno spirito di carità e di apertura universale. Attraverso iniziative come i salvadanai di Quaresima, i mercatini e le vendite di crêpes, è maturata la consapevolezza che la missione non è lontana, ma può diventare un’esperienza viva, condivisa e concreta.

Esperienze Missionarie Recenti: Impegno e Testimonianza
La Missione dei Giovani di Nizza con Fr. Marco Savioli
Fr. Marco Savioli ha raccontato l’esperienza vissuta insieme a un piccolo gruppo di ragazzi della parrocchia Sainte Marie des Anges: un mese di missione in Madagascar, nella diocesi di Ambanja, nel segno della fraternità e della condivisione. Il gruppo, composto da Fr. Marco Savioli e quattro giovani (Clémence, Julia, Ronan e Zélie), è partito il 17 luglio verso il Madagascar settentrionale. Dopo i primi giorni di ambientamento presso la famiglia di Hubert, l’esperienza si è articolata in due fasi.
- La prima fase ha condotto il gruppo tra le isole di Nosy Be e altre piccole comunità cattoliche, dove sono stati portati aiuti e vissuti momenti di incontro e fraternità.
- Successivamente, il gruppo si è spostato sulla “Grande terra”, nel villaggio di Maherivaratra, con attività per i bambini e l’inaugurazione di un campo da basket per le ragazze, costruito grazie al contributo dei giovani parrocchiani.
- L’ultima settimana ha visto i missionari ospiti delle Clarisse di Ambanja, insieme ai dieci giovani borsisti sostenuti da “Cimiez Mission”, vivendo giorni di preghiera, lavoro, scambio culturale e tanta allegria.
Due settimane diverse, ma unite dallo stesso filo: l’incontro autentico e la scoperta della bellezza di essere fratelli nella fede.
L'Impatto del Paese e le Riflessioni sull'Esperienza
L'arrivo in Madagascar è stato descritto come un’immersione nel profumo dei fiori di Ylang-ylang, un'esperienza che evoca un senso del divino, dove Dio è chiamato Andriamanitra (il Signore profumato). Gli aromi, i sapori, i colori e la flora e fauna uniche di questa terra sono stati particolarmente colpiti, ma soprattutto i volti: tanti volti giovani e sorridenti, un mosaico meraviglioso di tratti e tonalità che, anche nelle situazioni più difficili, si rivelano come un inno di speranza. La povertà è talmente comune da sembrare normale, ma la miseria quasi mai, poiché tutti si adoperano per trarre dalla terra cibo e materiale. Come hanno testimoniato degli spaccapietre (anche donne e giovani): poveri sono coloro che non hanno un lavoro, insegnando che non si finisce mai di imparare cosa sia la dignità umana.
L'esperienza ha arricchito profondamente la fede e la vita dei partecipanti. Pregare con gli amici malgasci ha donato nuova consapevolezza sulla fede cristiana, la sobrietà di vita ha insegnato la felicità con poco, e il contatto con la gente ha toccato le corde dell’amicizia e dell’apertura al diverso. Le relazioni con il Vescovo, il clero, le religiose e i catechisti hanno confermato che la Chiesa è bella e giovane. Essere missionari non è solo dare, ma anzitutto ricevere: ricevere da Dio e da coloro a cui si è inviati. Il loro cuore ha colmato i giovani, rendendo la separazione estremamente difficile. I frutti dell’amore talvolta sono salati.
Tra gli episodi indimenticabili vi sono la gioia dei giovani borsisti che si accingono agli studi universitari, l’abbraccio con i sacerdoti e il diacono che hanno guidato il gruppo, e il volto di un uomo poverissimo e malato che ha donato una bottiglia d’acqua alla processione di ringraziamento.
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La Missione della Gi.Fra. Siciliana e delle Suore Francescane
Nei primi mesi del 2024, un gruppo di 12 ragazzi e ragazze siciliani, molti dei quali impegnati nel cammino della Gi.Fra. (Gioventù Francescana), insieme a tre suore accompagnatrici (Suor Mariella, Suor Giulia e Suor Larissa), ha intrapreso un’esperienza missionaria in Madagascar. Il viaggio, organizzato grazie a MissioMo (centro missionario di Modena) con l'appoggio delle suore francescane di Palagano, ha permesso di vivere a stretto contatto con la quotidianità delle comunità locali e le loro fragilità.
Durante la permanenza, il gruppo ha svolto servizio presso:
- Carceri
- Lebbrosari
- Case di accoglienza per disabili
- Comunità di religiosi e religiose, frati e suore che li hanno accolti
Le suore francescane di Palagano hanno stabilito la loro presenza in diversi villaggi del Madagascar, utilizzando la capitale Antananarivo come base d'appoggio. Hanno visitato villaggi come Ambalavao Betany, Ambalavao Fianarantsoa, Ampahimanga e Alarobia. Al mattino, si dedicavano a realizzare disegni nelle aule delle scuole gestite dalle suore, preparando gli ambienti per l'accoglienza dei bambini a settembre. Nel pomeriggio, interagivano con i bambini del villaggio, che, curiosi verso lo “straniero”, venivano nel giardino del convento per conoscerli e giocare. Oppure visitavano le famiglie per pregare insieme e immergersi in uno stile di vita profondamente diverso.
Una comunità di suore francescane malgasce si è inoltre da poco installata a Beandrarezona, contribuendo alla rete di supporto locale.

Riflessioni sull'Appartenenza e il Vangelo
L’esperienza missionaria, che nasce da una chiamata, ha spinto i partecipanti a riflettere sull’appartenenza. Si sono interrogati su come, da cristiani e francescani, si debba porre nei confronti del mondo e vivere la vita alla luce del messaggio evangelico, affrontando il significato di “passare dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo”. I partecipanti hanno portato con sé tre aspetti fondamentali:
- L’amore e l’accoglienza fraterna ricevuti.
- La bellezza di condividere la fede senza il bisogno di identificarsi in un’etnia, lingua o cultura.
- L’inquietudine e il disarmo di fronte a un popolo di Dio santo, ma abbandonato ed emarginato dalle scelte umane.
Tutti gli incontri e le persone conosciute hanno donato qualcosa di unico e irripetibile, confermando che questa terra meravigliosa è pregna dell’amore di Dio. Il "post missione" ha lasciato la consapevolezza di incontrare ancora Gesù e di essere strumenti nelle sue mani, anche se il Madagascar si è rivelato una realtà complicata e piena di contraddizioni, che non basterebbe un libro per spiegare appieno.

I Francescani e la Promozione Umana in Madagascar
La Famiglia Francescana in Madagascar, attraverso Franciscans International (FI), si impegna attivamente nella promozione dei diritti umani e nel contrasto alle sfide sociali che affliggono l'isola. FI ha recentemente condotto un workshop di rafforzamento delle capacità con i membri della Famiglia Francescana in Madagascar, in vista dell’imminente Revisione Periodica Universale (UPR) del Paese.
Le prolungate siccità e le conseguenti carestie nel sud hanno alimentato un’ondata di migrazioni interne, portando a crescenti tensioni tra gli sfollati e le comunità ospitanti. Questi flussi migratori hanno messo in luce significative carenze nella risposta del governo, con le persone che hanno indicato l’assenza di infrastrutture e il fallimento delle autorità nell’affrontare le carestie come fattori chiave nella loro scelta di partire. L’assenza di un quadro normativo per gestire questi flussi migratori sta ulteriormente aggravando la situazione.
Mentre la migrazione per lavoro stagionale dal sud era già comune, la crisi attuale spinge le persone a trasferirsi in modo permanente. Queste comunità sfollate riferiscono di avere difficoltà ad accedere all’istruzione, al cibo e all’acqua, e affrontano lo stigma nelle loro comunità ospitanti. Inoltre, le comunità meridionali sfollate ricorrono ad alcune pratiche culturali, come l’agricoltura a basso costo, che sono in conflitto con le pratiche esistenti nel nord e causano un ulteriore degrado ambientale.
Con il sostegno di FI, i Francescani in Madagascar trasmetteranno le loro scoperte alle Nazioni Unite prima dell’UPR del Madagascar all’inizio del 2025. Nell’ambito di questo meccanismo, la situazione dei diritti umani di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite viene esaminata a rotazione, e al termine del processo vengono formulate raccomandazioni per migliorare la situazione, stabilendo parametri concreti per azioni e politiche future.

Il Significato dell'Essere Missionario Oggi
L'esperienza missionaria francescana in Madagascar, sia per i frati che per le suore e i giovani, si è rivelata un percorso di crescita e profonda consapevolezza. I partecipanti sono tornati con la certezza che le relazioni fraterne e la costante preghiera comunitaria confermano la non illusorietà del Vangelo, ma la sua essenza di gioia e risurrezione. Come frate e sacerdote, Fr. Marco Savioli ha sottolineato l'importanza di incoraggiare i giovani, richiamando l'esortazione biblica "Aza matahotra!" (Non temere!).
Il significato dell’essere missionario oggi è inteso non solo come un atto di donazione, ma primariamente come un atto di ricezione: ricevere da Dio la forza per superare ogni prova e ricevere dalle persone a cui si è inviati un amore così grande da rendere difficile il distacco, anche se i frutti dell'amore, talvolta, possono essere salati. La consapevolezza di incontrare ancora Gesù e di essere strumenti nelle sue mani è la vera conclusione di ogni esperienza missionaria.
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