La Crisi Gestionale dell'Istituto Nazareth e il Ruolo di Francesco La Rosa

A Roma, l'Istituto Nazareth, una scuola che in passato ha fatto la storia della Capitale, sta attraversando ormai da anni una profonda crisi gestionale ed economica. Questa situazione di difficoltà è stata caratterizzata da bilanci in rosso, una malagestione finanziaria e persino da minacce rivolte a insegnanti che avevano osato chiedere spiegazioni. Tali problematiche hanno portato molte famiglie, specialmente nei quartieri di Prati e Borgo Pio, a decidere di non iscrivere più i loro figli a quella che un tempo era una gloriosa scuola cattolica, poi trasformata in cooperativa.

Foto storica dell'Istituto Nazareth a Roma

La Trasformazione della Gestione e la Nascita della Nuova Srl

Il Passaggio della Cooperativa Nazareth

La crisi ha raggiunto un punto cruciale quando, dal 26 agosto (di un anno precedente alla narrazione, come specificato successivamente), la cooperativa Nazareth non è più risultata intestata a Francesco La Rosa (all'epoca Rettore, ora ex), Luisa Trovalusci (Preside dell'Istituto) e Guglielmo Pernaselci. La titolarità è passata formalmente ad altre tre persone: Leopoldo Antonini, Aldo Castellani ed Emanuela Antonini, due delle quali di età avanzata.

In ogni cooperativa, i soci dovrebbero scegliere con voto di maggioranza da chi farsi amministrare; tuttavia, all'Istituto Nazareth, la decisione di cedere il controllo della cooperativa è stata presa, e non è una novità, dai tre ex amministratori in gran segreto. Essi hanno agito nel mese di agosto, un periodo in cui molti erano in vacanza, giornalisti compresi.

La Nuova Srl: Obiettivi e Proprietà

Parallelamente a questo passaggio, è emersa la nascita di una nuova Srl, datata primo agosto 2016. Questa mossa è stata descritta come un tentativo "arguto" dei tre ex amministratori per uscire da una situazione intricatissima. L'obiettivo era rilevare l'intera cooperativa ormai in crisi per diventarne gli effettivi proprietari della scuola.

I presunti vantaggi di questa operazione erano duplici: rendere dipendenti coloro che fino ad allora erano soci ed evitare di pagare i TFR (Trattamento di Fine Rapporto) ai professori, i quali, come già raccontato, erano stati "ampiamente minacciati". La proprietà di questa nuova società è stata attribuita a Luisa Trovalusci, Preside del Nazareth, che deteneva la maggioranza con il 33,34 per cento delle quote. Francesco La Rosa, sebbene con quote minoritarie, figurava come Presidente del Consiglio d’Amministrazione della società, mentre Guglielmo Pernaselci deteneva le rimanenti quote minoritarie.

Documenti legali o schema di riorganizzazione societaria

Sviluppi Recenti e Abbandoni dei Ruoli

La situazione gestionale dell'Istituto Nazareth si è mantenuta "fumosa", con un clima di instabilità tale da compromettere anche aspetti fondamentali come gli esami di riparazione degli alunni. A distanza di quasi un anno dalla creazione della Srl, i tre amministratori hanno deciso di cedere la società a un nuovo proprietario, un commerciante con diverse attività tra Roma e la Campania.

Successivamente, il primo ad abbandonare un ruolo attivo è stato proprio questo nuovo proprietario, che ha rinunciato in primavera. Di recente, anche Francesco La Rosa ha rinunciato a un ruolo attivo nella scuola. Invece, per quanto riguarda l'ex proprietaria e preside Luisa Trovalusci, sembrerebbe, stando alle preoccupazioni di alcuni genitori, che sia rimasta al suo posto. Una causa legale è tuttora in corso presso il tribunale Civile di Roma (sezione lavoro) per stabilire la legalità e i vantaggi delle operazioni.

Irregolarità Negli Esami di Recupero Debiti Formativi

Un esempio emblematico della "malagestione" e del momento di transizione vissuto dalla scuola è emerso riguardo alla modalità di somministrazione delle verifiche di recupero dei debiti formativi.

Gli esami, iniziati il 1 settembre, sono fondamentali per gli studenti per recuperare i debiti formativi assegnati a giugno e per verificare la loro idoneità all'ammissione alla classe successiva. Ogni compito d'esame dovrebbe recare il timbro della scuola a tutela dei ragazzi, evitando sospetti di "brogli" o favoreggiamenti indiretti.

Tuttavia, è stato riscontrato che sui testi d'esame comparivano solo le firme dei ragazzi, dei due docenti esaminatori e del dirigente scolastico, mentre il timbro dell’Istituto Nazareth non era presente da nessuna parte. Questa anomalia ha sollevato interrogativi tra gli studenti, che chiedevano: "dove sono i timbri? Sto firmando in bianco?". In seguito a tali esami, almeno un'alunna non è stata ammessa all'anno successivo, e a questo punto, avrebbe il diritto di fare ricorso, anche alla luce di nuovi documenti inediti.

La domanda, in un contesto simile, è stata se il Ministero dell’Istruzione avrebbe potuto inviare un'ispezione per fare chiarezza sulla situazione.

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