Interpretazioni di UFO nell'Arte Sacra: Analisi e Controanalisi

Da qualche tempo, la ricerca di testimonianze di avvistamenti di UFO si è rivolta al passato e in particolare alla storia dell'arte. Sono stati pubblicati libri e pagine web con riproduzioni di dipinti, soprattutto medievali e rinascimentali, che vengono portati come prove di avvistamenti di "oggetti volanti non identificati" nei secoli passati. Il termine UFO è l'acronimo dell'espressione inglese "Unidentified Flying Object" o "Unknown Flying Object", ovvero "oggetto volante non identificato". Poiché spesso tali oggetti non identificati sono interpretati come navicelle aliene, il termine si è diffuso anche con questo significato.

Questa corrente di pensiero, che indaga i contatti con UFO nel passato, è nota come clipeologia, termine coniato nel 1959 dal latino "clipeus", lo scudo dei soldati dell'antica Roma. Secondo alcuni, i Romani avrebbero indicato con questo termine le apparizioni degli UFO. Ad esempio, in un testo di Plinio il Vecchio, si descrive la presenza di "clipei ardentes" in cielo, letteralmente "scudi di fuoco".

L'approccio dei "cacciatori di UFO" nell'arte consiste nel prendere un libro con riproduzioni d'arte, preferibilmente opere precedenti al XVII secolo, e cercare "particolari strani", soprattutto di forma lenticolare o di "disco volante". In questo modo, si identifica facilmente qualche elemento che sembra bizzarro e si dichiara questo o quell'oggetto incongruo rispetto all'ambiente o all'epoca dell'opera d'arte, e quindi "alieno" ed extraterrestre.

Skeptical vs UFO artwork representation

Tuttavia, gli storici dell'arte e gli scettici sottolineano che in campo scientifico non si può lavorare in questo modo. Nessuno prenderebbe sul serio chi decontestualizza l'opera d'arte per reinterpretarla secondo i canoni dell'attualità, o chi ragiona basandosi su banali similitudini. Non viene fatto nessun tentativo di informarsi sugli stili pittorici dell'epoca o sul possibile significato simbolico di quegli "strani" elementi, che così sono presi per raffigurazioni realistiche di "oggetti volanti non identificati" osservati dal vero dagli artisti. È fondamentale considerare che chi commissionava i soggetti e ne controllava puntigliosamente l'esecuzione (spesso istituzioni religiose) non avrebbe mai permesso all'autore di rappresentare altro da ciò che era stato in precedenza concordato, soprattutto nel caso di immagini sacre che dovevano rispettare regole iconografiche ben precise.

Analisi di Opere d'Arte Controverse

La Madonna con Bambino e San Giovannino

L'opera "ufologica" più conosciuta e citata in libri e pagine web è la Madonna con Bambino e San Giovannino, esposta a Palazzo Vecchio a Firenze. Attribuita a Sebastiano Mainardi o a Jacopo del Sellaio, artisti della fine del Quattrocento fiorentino, è stata soprannominata "la Madonna dell'UFO" o "la Madonna del disco volante". Questo dipinto è stato inserito in un rapporto pubblicato negli Stati Uniti dalla UFO Research Coalition e citato come unica raffigurazione antica di un UFO.

Sullo sfondo, in alto a destra, dietro le spalle di Maria, gli ufologi ritengono visibile la presenza di un incontro ravvicinato con un UFO. La scena dell'oggetto è in sottofondo e piccola, con particolari che all'inizio possono sfuggire. Ingrandendo l'area, si nota un uomo con una mano sulla fronte che guarda con aria di stupore in cielo verso l'oggetto, e un cane che pare abbaiare all'oggetto stesso. Una delle interpretazioni ufologiche più accreditate identifica nella figura "la presenza di un oggetto aereo, color grigio piombo, inclinato sulla sinistra e dotato di una cupola o torretta, apparentemente identificabile come un mezzo volante di forma ovoidale in movimento".

Madonna with Child and Saint John the Baptist, detail of the UFO

Gli storici dell'arte, invece, spiegano che quell'oggetto non sarebbe altro che la "nube luminosa" descritta nell'apocrifo Protovangelo di Giacomo, che avrebbe illuminato la scena della Natività. Molti altri dipinti dell'epoca raffigurano la stessa scena, con il pastore che si copre gli occhi con la mano guardando verso il cielo dove compare la nube dalla quale spesso sbuca un angelo.

Un'altra particolarità del dipinto è la presenza, in alto a sinistra, della Stella della Natività accompagnata da altre tre piccole stelle o fiammelle. Questi simboli religiosi sembrano rifarsi a un'iconografia più antica, persa nella Firenze dell'umanesimo e del neoplatonismo. Le tre stelle, ad esempio, visibili in dipinti del secolo precedente e nelle icone bizantine, sono simbolo della triplice verginità di Maria: prima, durante e dopo il parto.

Il Protovangelo di Giacomo e la Nube Luminosa

In un altro tondo, attribuito alla scuola dello stesso Sebastiano Mainardi e conservato nella chiesa dello Spirito Santo a Sommariva Perno, si vede la stessa scena del pastore che, con la mano sulla fronte, guarda verso l'apparizione dell'angelo. Sopra la testa della Madonna appare anche la nube luminosa, inclinata come nel tondo di Palazzo Vecchio. Tuttavia, anche con un forte ingrandimento, quell'oggetto non rivela la presenza di un angelo come nel racconto evangelico, ma solo della nube che irradia luce. Dobbiamo ricordare che in quell'epoca i soggetti sacri non venivano tratti solo dai quattro vangeli canonici, ma anche dagli Apocrifi, testi più tardi, spesso di carattere popolare e narrativo. Uno dei più famosi era il Protovangelo di Giacomo, dove si trova una scena della Natività in cui non compare un angelo, ma una "nube luminosa": "Si fermarono nel luogo dov'era la grotta, ed ecco una nuvola luminosa adombrava la grotta. [...] E subito la nuvola si dissipò dalla grotta e apparve una grande luce nella grotta, tanto che i nostri occhi non la potevano sopportare". Questo accenno a una luce abbagliante giustifica il gesto del pastore che si ripara gli occhi con la mano. Questa interpretazione è supportata da studi come quello di Diego Cuoghi, che analizza molti quadri considerati "eretici" per la presenza di UFO.

Mario Bussagli, in "Storia degli angeli" (Rusconi, 1991), scrive che "nel complesso il Medioevo si rivelò come un periodo centrale per lo sviluppo dell'iconografia angelica, le cui soluzioni furono successivamente reinterpretate in senso decisamente naturalistico dalle successive culture rinascimentale e barocca. È il caso degli "Angeli nuvola" che vennero più avanti riproposti come figure alate sorrette da soffici cuscini di vapore".

La Crocifissione di Cristo del Monastero di Visoki Dečani

Nel Monastero di Visoki Dečani in Kosovo, all'interno della cupola, si trova un affresco della Crocifissione, dipinto nei primi decenni del XIV secolo. A causa dei quindici metri da terra, non è facile scorgere le «due capsule spaziali», con tanto di guidatore al loro interno, che gli ufologi interpretano come navicelle volanti con piloti. Date le posizioni dei due piloti, si potrebbe ipotizzare un inseguimento tra le due navicelle: il soggetto più a destra è voltato verso il primo, forse per controllarne la posizione. Quest'ultimo sembra andare più velocemente del primo, mentre gli angeli raffigurati tra i due velivoli si tappano le orecchie, probabilmente per l'assordante rumore, e tengono gli occhi chiusi, abbagliati dalla luce. Questa opera è stata notata per la prima volta nel 1966 da Aleksander Painovich, che scattò delle foto e, analizzandole, individuò i due oggetti aerei.

Fresco of the Crucifixion at Visoki Dečani Monastery, highlighting the alleged UFOs

Gli storici dell'arte ribattono che queste due navicelle non sono altro che la rappresentazione del Sole (a sinistra) e della Luna (a destra). Questa iconografia, che deriva dalle tradizionali divinità solari della Persia e della Grecia, è ricorrente nelle crocifissioni di stile bizantino-ortodosso e nelle crocifissioni medievali. I due corpi celesti sono considerati testimoni della Crocifissione ed è per questo che entrambi guardano verso il centro, dove si svolge la scena. Questo spiega anche come mai l'oggetto a sinistra, il sole, sembri risplendere maggiormente di quello a destra, la luna.

Il Battesimo di Cristo di Aert de Gelder

Il dipinto dell'olandese Aert de Gelder, realizzato nel 1710 e conservato al Fitzwilliam Museum di Cambridge, è un altro esempio di opera d'arte oggetto di interpretazioni ufologiche. Sopra una scena tradizionale del battesimo campeggia un oggetto discoidale con vari fasci di luce proiettati verso Gesù. Gli ufologi vedono in questo oggetto la prova che gli alieni abbiano assistito al battesimo di Gesù, identificandolo come una grande nave spaziale che manda un enorme fascio di luce sui due per illuminarli.

The Baptism of Christ by Aert de Gelder, highlighting the discoidal object

Secondo gli studiosi ufficiali, l'immagine rappresenta semplicemente un battesimo così come era dipinto di consuetudine tra gli artisti di genere. Il disco volante non sarebbe altro che la presenza divina dello Spirito Santo, associata a quella della colomba, visibile a stento nel disco, mentre i raggi raffigurerebbero il battesimo dell'Altissimo nei confronti del figlio. Come spiega Diego Cuoghi, lo Spirito Santo in forma di colomba è spesso raffigurato all'interno di un cerchio luminoso dal quale partono i raggi che simboleggiano la Grazia divina. Il catalogo del Fitzwilliam Museum descrive il dipinto: "Sullo sfondo di un paesaggio collinare, Gesù è battezzato da Giovanni, tra un cerchio di spettatori".

Il Miracolo della Neve di Masolino da Panicale

Il dipinto di Masolino da Panicale, intitolato "Fondazione della Basilica di Santa Maria Maggiore" (conosciuto anche come "Il Miracolo della Neve"), realizzato all'inizio del Quattrocento e conservato al Museo di Capodimonte a Napoli, raffigura una nevicata in piena estate, il 5 agosto 352 d.C. Gli ufologi ritengono che nel quadro sia presente una flotta di UFO, di cui uno, in primo piano, trasporta proprio il Cristo e la Madonna, mentre osservano dall'alto la scena. Secondo i clipeologi, l'insolita nevicata è stata provocata dagli stessi UFO, e non sarebbe stata una semplice nevicata, dato che non è possibile che nevichi ad agosto, ma si tratterebbe di bambagia, chiara e forse appiccicosa, scambiata per neve.

The Miracle of the Snow by Masolino da Panicale, showing discoidal clouds

Gli scettici, invece, ricordano che nel '400 l'arte era stilizzata e quindi quello era il modo degli artisti dell'epoca di rappresentare le nuvole. Inoltre, gli eventi atmosferici come una nevicata in agosto, sebbene rari, non sono impossibili. La storia del miracolo, per inciso, non è attestata prima del X secolo e la Basilica fu in realtà costruita sotto il pontificato di Sisto III, intorno alla metà del V secolo.

La Tebaide di Paolo Uccello

Nella "Tebaide" di Paolo Uccello, conservata nella Galleria dell'Accademia a Firenze, gli ufologi ritengono sia presente un OVNI di colore rosso, ben visibile alla destra del crocifisso, al centro del dipinto, e lo identificano come un disco volante, sospeso a mezz'aria e sormontato da una cupola centrale.

The Thebaid by Paolo Uccello, detail of the red object

Gli storici dell'arte ribattono che il presunto disco volante è in realtà un cappello da Cardinale (del quale sono visibili i cordoni con le nappe), uno degli attributi di San Girolamo. Sono innumerevoli le versioni di questa scena religiosa in cui si vede il cappello rosso gettato a terra di fianco a San Gerolamo in preghiera.

Glorificazione dell'Eucaristia di Ventura Salimbeni

Nel dipinto "Glorificazione dell'Eucaristia" di Ventura Salimbeni, del 1595, conservato nella Chiesa di San Lorenzo in San Pietro a Montalcino (SI), gli ufologi hanno individuato un "mappamondo" simile ai satelliti messi in orbita dall'Unione Sovietica (ad esempio gli Sputnik). L'oggetto misterioso ha una forma sferica e compare con antenne tra Cristo e Dio.

Glorification of the Eucharist by Ventura Salimbeni, showing the

Anche in questo caso, gli storici dell'arte non si stupiscono per la presenza di quell'oggetto, che compare in moltissime altre raffigurazioni della Trinità tra Dio Padre, Gesù e lo Spirito Santo. Si tratta del "globo del creato" o "sfera celeste", ovvero l'intero Universo sul quale la Trinità impone il proprio potere divino. Le presunte "antenne" sono in realtà gli scettri impugnati da Dio e Gesù.

L'Annunciazione di Carlo Crivelli

L'Annunciazione realizzata dall'artista Carlo Crivelli nel 1486 è un altro dipinto che ha suscitato un ampio dibattito. Gli ufologi e i sostenitori della Teoria degli Antichi Astronauti evidenziano la presenza di un oggetto circolare da cui parte un raggio di luce che si dirige direttamente verso la Vergine Maria. Essi interpretano questo come la fecondazione della Vergine Maria da parte di un "angelo" proveniente da un disco volante, suggerendo origini extraterrestri per Gesù.

The Annunciation by Carlo Crivelli, detail of the light beam

Gli scettici e gli storici dell'arte, invece, descrivono l'oggetto come un'interpretazione artistica di Dio circondato dagli angeli, nello specifico un vortice di angeli nelle nubi, una rappresentazione delle divinità presente in molte opere sacre medievali e rinascimentali.

Considerazioni Metodologiche

Per comprendere appieno il significato di questi elementi nell'arte medievale e rinascimentale, è cruciale adottare un approccio metodologico rigoroso. Non è corretto interpretare letteralmente con gli "occhi di oggi", ovvero con il nostro bagaglio culturale del XXI secolo, opere d'arte del XV secolo. La simbologia dell'epoca era profondamente diversa da quella attuale. È indispensabile documentarsi sulla simbologia artistica usata dai pittori dell'epoca e ricordare che gli artisti lavoravano su commissione, spesso con istruzioni precise dettate da religiosi, personaggi di potere o ricchi commercianti, e non potevano inserire oggetti a loro piacimento.

Come sottolinea Kenneth Clark, l'uomo comune ha perso la capacità di riconoscere i soggetti dell'arte antica e di comprenderne i significati. Molti riferimenti biblici, un tempo universalmente compresi, sono ormai incomprensibili alle ultime generazioni. Prima di supporre un intervento alieno, è quindi necessario documentarsi su come gli artisti dell'epoca erano soliti raffigurare le Sacre Scritture e ricordarsi di non fare "cherry picking", scegliendo, tra tante, solo le immagini che il nostro occhio riconduce ad altre forme dell'immaginario contemporaneo. Inoltre, se davvero ci fosse stata una presenza aliena in quel periodo, perché non trovarne traccia anche in tutto il resto dei documenti che sono arrivati fino a noi?

Dipinti classici che sembrano contenere UFO

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