Il Mistero dell'Uomo dalla Maschera di Ferro

Per secoli, il mistero della "Maschera di Ferro" ha affascinato e tormentato gli studiosi. Contrariamente a quanto spesso si crede, non si tratta di un'invenzione letteraria, ma di una figura realmente esistita. Anche il celebre D'Artagnan, famosissimo moschettiere, ebbe un ruolo marginale nella vicenda, rifiutando la custodia della "Maschera" e ottenendo di essere esaudito da Luigi XIV.

illustrazione del XVII secolo di un prigioniero con una maschera, forse in velluto nero

Entrambi i personaggi furono resi celebri dal romanzo "Il visconte di Bragelonne", con cui Alexandre Dumas concluse la sua nota trilogia sui moschettieri del re. Il racconto di Dumas ebbe grandissima fortuna tra il pubblico, ma non era del tutto nuovo, essendo stato divulgato già nel 1751 da Voltaire in un’appendice al XXV capitolo della sua opera "Il secolo di Luigi XIV". Il filosofo ne aveva sentito parlare nel periodo del proprio internamento alla Bastiglia, dove l’uomo mascherato era morto il 19 novembre del 1703.

Le Prime Ipotesi e Illazioni

Fu proprio Voltaire a ventilare l'ipotesi che si trattasse d'un fratellastro del Re Sole, che Anna d’Austria avrebbe concepito col cardinale Mazzarino. Nel corso dell’Ottocento, Jules Michelet riprese questa tesi, pur attribuendo il concepimento a un semplice capitano delle guardie del cardinale. La fortissima somiglianza con il futuro Re Sole avrebbe portato l’infelice "frutto della colpa" a finire i suoi giorni con la maschera sul volto.

Tuttavia, queste illazioni sono state messe in discussione: le regine francesi partorivano davanti all’intera corte, rendendo impossibile nascondere la nascita di un gemello o di un fratellastro. Questo suggerisce che dietro la Maschera di Ferro si celasse un segreto di Stato di portata ben maggiore, un segreto che incredibilmente resiste ancora oggi.

L'Infruttuosa Ricerca di Liselotte von der Pfalz

Già la principessa Palatina Liselotte von der Pfalz, cognata di Luigi XIV e nelle grazie del sovrano, cercò inutilmente di scoprirlo. In una lettera scritta nel 1711, a pochi anni dalla morte della "Maschera", fu costretta ad ammettere di non aver mai potuto sapere chi fosse il detenuto.

Sia Liselotte che Voltaire avevano limitato le loro indagini agli ultimi venti anni di vita del prigioniero, ignorando che, dal 1669 al 1681, il poveretto era stato recluso a Pinerolo, una roccaforte piemontese allora appartenente alla corona francese.

La Custodia di Bénigne Saint-Mars

La "Maschera" venne condotta a Pinerolo da un fedelissimo del re, un moschettiere della cerchia di D’Artagnan, Bénigne Saint-Mars, che divenne governatore della rocca. Da allora, Saint-Mars sarebbe stato l’ombra della "Maschera" fino alla fine dei suoi giorni. Anche se generalmente lo si descrive come "violento con i prigionieri", nei confronti del misterioso detenuto si comportò sempre con la massima deferenza. Lo si evince dalla circostanza che gli servisse direttamente il pasto, restando in piedi a testa scoperta e sedendosi solo su invito del recluso. Al detenuto non veniva fatto mancare assolutamente nulla.

Mappa delle prigioni francesi menzionate, con evidenziate Pinerolo, Exilles, Santa Margherita e la Bastiglia

Le Condizioni di Detenzione

Esiste un altro particolare intrigante: tutte le celle in cui la "Maschera" stazionò (dopo Pinerolo, andò ad Exilles, a Santa Margherita e alla Bastiglia) venivano ristrutturate prima del suo arrivo, con spese sempre ingenti. Naturalmente si trattava sempre di prigioni, per quanto dorate fossero. Ben tre porte disposte in sequenza impedivano alle guardie di ascoltare le parole della "Maschera", che a sua volta non poteva rivolgersi loro, pena la morte. In 34 anni di segregazione, il poveretto fu ammesso a confidarsi unicamente con il confessore e il suo guardiano Saint-Mars. Persino il medico, quando lo visitava, ne ignorava le fattezze, che restavano rigorosamente celate sotto la famosa maschera.

La Natura della Maschera

Contrariamente a quanto si pensa, la maschera non era interamente in ferro. La frase di Voltaire, che accennava ad un "sottogola munito di molle d’acciaio", è stata mal interpretata. Probabilmente, anche per motivi igienici, era composta di velluto, secondo un’usanza ricorrente nella Francia dell’epoca. Inoltre, nel caso dell’illustre prigioniero, vi si ricorreva solo quando necessario, come nei trasferimenti da una prigione all’altra. Vista la segretezza degli spostamenti, pochissimi lo notavano arrivare. La presenza dell’imbarazzante recluso doveva passare inosservata il più possibile, e il fatto che il mistero persista dimostra l'efficacia delle misure adottate.

Soltanto una volta l’ufficiale Blainvillier, cugino del governatore, riuscì a spiare il recluso a Santa Margherita, approfittando di una finestra che affacciava sulla cella. Dalla descrizione lasciata, quello sventurato dalla "alta figura" mostrava "capelli bianchi", indossava sempre "biancheria finissima" e "riceveva spesso libri". Al di là di questi pochi dettagli, null’altro trapelò mai.

L'Identità del Prigioniero: Ipotesi e Controversie

Secondo il diario privato di Etienne de Junca, luogotenente reale e carceriere della Bastiglia, "nessuno ne conosceva il nome", anche se era stato registrato sotto quello (falso) di Filbert Gesnon. De Junca annotò anche che, al momento della morte, gli venne "assegnato il nome di de Marchiel". Questi due nomi sono palesemente apocrifi, il che consentì al cappellano padre Griffet di sostenere che l’anagramma dell’ultimo dei due portasse ad identificarlo con il conte di Vermandois, figlio del re e della sua amante de la Vallière.

I Candidati Più Noti

Numerose ipotesi sono state avanzate sull'identità dell'uomo dalla Maschera di Ferro:

  • Eustache Dauger: Secondo lo studioso Nicolas Carreau, basandosi sulla corrispondenza tra il governatore Saint-Mars e il ministro della guerra, il detenuto era chiamato Eustache Danger. Arrivò alla prigione di Pinerol nel 1669, per poi essere trasferito a Exilles nel 1681, sull'Isola di Santa Margherita nel 1687 e infine alla Bastiglia nel 1698, dove morì nel 1703. Sebbene Eustache Danger fosse un personaggio realmente esistito, la sua vera identità non fu mai diffusa o confermata.
  • Un Fratello Gemello del Re Sole: Già con Voltaire cominciò a circolare la voce che l'uomo in carcere fosse il fratello gemello di Luigi XIV. La sua prigionia e la maschera servivano a impedire ai rivali politici di mettere in dubbio il suo diritto al trono o di usarlo per i propri tornaconti. Questa teoria, ripresa da Dumas, ha un punto debole: il parto della Regina era quasi un evento pubblico, rendendo impossibile nascondere l'esistenza di un gemello.
  • Il Padre Naturale di Luigi XIV: Un'altra teoria suggerisce che il prigioniero fosse il padre biologico di Luigi XIV. Luigi XIII e Anna d'Austria furono sposati per 23 anni senza eredi, e si diceva che il re fosse impotente. Il cardinale Richelieu e Mazzarino avrebbero permesso a un giovane di sangue reale di ingravidare la regina per assicurare un erede. Il padre naturale, notando la somiglianza con il Re Sole, avrebbe tentato di ricattarlo, finendo imprigionato. Questa ipotesi spiegherebbe il divieto di ucciderlo.
  • Nicolas Fouquet: Ex ministro delle finanze di Luigi XIV, accumulò un'immensa fortuna, mettendo in cattiva luce il Re Sole. Arrestato da D’Artagnan e sottoposto a un processo pilotato, fu accusato di peculato e lesa maestà, finendo ai ferri a vita. Transitò anch'egli da Pinerolo nello stesso periodo in cui vi governava Saint-Mars. Tuttavia, la sua data di morte ufficiale (1680) non combacia con quella della "Maschera" (1703).
  • Ercole Antonio Mattioli: Informatore sia dei Savoia che del Re di Francia e del re di Spagna, provocò gravi danni alla corona francese. Incarcerato a Pinerolo con il falso nome di Lestang, morì, sulla carta, poco dopo di febbre (1675). La sua morte ufficiale non combacia con quella della Maschera. L'ipotesi è considerata più plausibile di quella di Fouquet, data la sua conoscenza di segreti diplomatici e la somiglianza fonetica del suo nome con "Marchioly", lo pseudonimo sulla tomba della Maschera di Ferro.
  • François de Bourbon, duca di Beaufort: Cugino del re e capo del movimento della Fronda. Morì in combattimento nel 1669, ma il suo corpo non fu mai ritrovato, alimentando la tesi del suo rapimento e incarcerazione.
  • Louis de Bourbon, conte di Vermandois: Figlio del Re Sole e di Louise de La Vallière. Bandito dalla corte per omosessualità. Secondo una gazzetta manoscritta del 1687 e una scoperta del 1789, un biglietto ritrovato in una cella della prigione recitava: "Sono Luigi di Borbone, conte di Vermandois, nominato grande ammiraglio di Francia. Una sciocchezza mi ha fatto rinchiudere...". La sua morte ufficiale per vaiolo nel 1683 non combacia con la data di morte della Maschera.

Il mistero della MASCHERA DI FERRO - Strane Storie

Il Mito Romantico e la Propganda

Le testimonianze di chi aveva visto il prigioniero alimentarono le speculazioni sul suo nome e sul motivo della reclusione. Questi non erano pettegolezzi innocenti, ma nascondevano la volontà di criticare Luigi XIV e l'assolutismo francese. Durante la guerra dei nove anni (1688-1697) la propaganda olandese tentò di sfruttare questa voce per minare la legittimità di Luigi XIV, affermando che il prigioniero mascherato era un ex amante della regina madre e, a sua volta, il vero padre del monarca.

Per illuministi e rivoluzionari, la maschera era un esempio di oppressione e tirannia che generava l’assolutismo del Re Sole.

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