L'Arcidiocesi di Udine (in latino: Archidioecesis Utinensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia che si distingue per essere senza suffraganee, appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. La sede arcivescovile si trova nella città di Udine, dove è situata la cattedrale di Santa Maria Annunziata.
Nel territorio diocesano sorgono anche due importanti basiliche minori: il santuario della Beata Vergine delle Grazie, anch'esso a Udine, e il duomo di Santa Maria Assunta a Cividale del Friuli.
Al 2022, l'arcidiocesi contava 472.500 battezzati su un totale di 487.800 abitanti, testimoniando una profonda radice cattolica nella regione.

Cenni Storici e Modifiche Territoriali
La storia dell'Arcidiocesi di Udine è strettamente legata alla soppressione dell'antico Patriarcato di Aquileia. Con la bolla Iniuncta nobis, Papa Benedetto XIV soppresse il patriarcato e contestualmente eresse l'Arcidiocesi di Udine, segnando un momento cruciale per la Chiesa friulana.
Successivamente, il 1º maggio 1818, in forza della bolla De salute Dominici gregis di papa Pio VII, la sede di Udine divenne un semplice vescovato, soggetto alla sede metropolitana di Venezia.
Nello stesso anno, si verificarono importanti modifiche territoriali che ridisegnarono i confini diocesani:
- Venne ceduto alla Diocesi di Gorizia e Gradisca il territorio degli attuali decanati di Monfalcone e di Ronchi.
- Alla Diocesi di Concordia furono assegnate sette parrocchie: Castello d'Aviano, Erto, Cimolais, Claut, Corbolone, Sesto e Torrate, insieme alla zona di Saletto-Bando, che era priva di autonomia propria e inclusa nella giurisdizione di Morsano.
- Alla Diocesi di Ceneda furono attribuite altre otto parrocchie: San Polo di Piave, Rugolo, Sarmede, Godega, Orsago, Pinidello, Caneva e Stevenà.
Il Privilegio del "Rosso Patriarchino"
In un richiamo all'antico prestigio dell'ex patriarcato, l'Arcivescovo di Udine detiene un privilegio singolare: quello di indossare l'abito corale, lo zucchetto, la fascia e la filettatura della talare di un particolare colore. Questo colore è un rosso abbrunato, distinto dalla porpora cardinalizia (e utilizzato anche in seta moiré), noto come "rosso patriarchino".
Questo privilegio è unico perché, a differenza di quello concesso ad alcuni arcivescovi di vestire la porpora cardinalizia, viene goduto dall'Arcivescovo di Udine anche al di fuori della propria giurisdizione, sottolineando un'eredità storica di grande rilevanza.

La Vita Pastorale e le Istituzioni Culturali
La vita dell'Arcidiocesi di Udine è animata da un'intensa attività pastorale, guidata dall'attuale arcivescovo, monsignor Andrea Bruno Mazzocato. Le sue lettere pastorali delineano le direttrici spirituali per la comunità. Ad esempio, la lettera "Designò altri settantadue e li inviò" è rivolta agli operatori pastorali, invitandoli a portare la Parola del Vangelo nelle case del Friuli, ricordando che "Lo Spirito Santo parla alla nostra Chiesa e dice: “Guai a voi se in questo tempo non annunciate il Vangelo!”".
Un'altra significativa lettera, "I loro occhi riconobbero il Signore". Per una Chiesa purificata dalla tribolazione”, mira a fortificare i fedeli di fronte al rischio di una demoralizzazione generalizzata, radicando la spiritualità nell'umano.
L'arcidiocesi si impegna anche nella conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio culturale e storico attraverso diverse istituzioni:
- Il Sito ufficiale dell'Arcidiocesi di Udine offre informazioni e aggiornamenti.
- Il Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo conserva opere d'arte e testimonianze della storia ecclesiastica.
- Il Museo del Tesoro del Duomo di Cividale custodisce preziosi manufatti legati alla cattedrale storica.