Francesca Chaouqui ha rilasciato dichiarazioni significative in merito agli eventi e alle persone coinvolte nei processi vaticani, offrendo la sua versione dei fatti e chiarendo il suo ruolo. Queste dichiarazioni affrontano temi cruciali, dal suo presunto ruolo nell'orientare le testimonianze alla sua relazione con figure chiave come monsignor Perlasca e la signora Ciferri, fino alle motivazioni dietro le sue azioni.
Il Ruolo nelle Dichiarazioni di Monsignor Perlasca
In merito all'accusa di aver orientato le dichiarazioni di monsignor Perlasca, Francesca Chaouqui ha categoricamente negato qualsiasi coinvolgimento. Ha affermato: «Assolutamente no. Non esiste alcun messaggio in cui io ho mai indicato cosa dire o come porsi a monsignor Perlasca. Ha fatto tutto la Ciferri. E fu Perlasca a incidere gli audio. Io ne ho solo portato a conoscenza il Papa».
La Cena al Ristorante Scarpone con il Cardinale Becciu
Chaouqui ha anche respinto l'affermazione di aver organizzato la cena al ristorante Scarpone, durante la quale monsignor Perlasca avrebbe registrato il cardinale Becciu. Spiegando le circostanze di quell'incontro, ha dichiarato: «Non ho mai organizzato quella cena. Perlasca ha invitato il cardinale perché potesse dare una sua versione dei fatti dopo quello che era emerso. Da quanto ne so il Papa cercava un pentimento. Che non ci fu».

Il Rapporto con la Signora Ciferri e le Accuse sui Gioielli
Riguardo il suo rapporto con la signora Ciferri e l'accusa di averle chiesto 15mila euro in gioielli, Francesca Chaouqui ha fornito una descrizione dettagliata della sua percezione di Ciferri e ha negato fermamente le accuse economiche.
«La Ciferri, che ora forse cerca di dare l’idea della sprovveduta e raggirata, è una donna molto scaltra e forte, un’ex agente dei servizi segreti da cui è stata, per suo racconto, mandata via con ignominia», ha affermato Chaouqui. Ha inoltre smentito categoricamente l'affermazione di Ciferri di averla rappresentata come un anziano magistrato, chiarendo: «È stata lei a raccontare a Perlasca che io ero un anziano magistrato, cosa che non ho mai rappresentato a nessuno, né mai avallato. La signora Ciferri ha sempre conosciuto esattamente la mia identità».
Relativamente alla questione dei 15mila euro in gioielli, Chaouqui ha dichiarato di aver appreso di tale accusa dalla stampa. «Ho appreso dalla stampa questa follia dei soldi, nelle conversazioni ci sono infiniti passaggi nei quali era persino sorpresa che io non nutrissi e non perseguissi nessun interesse personale», ha spiegato. Ha già intrapreso azioni legali per tutelarsi: «Ho già dato mandato al mio avvocato Giuseppe Staiano di tutelarmi da questa infamia in tutte le sedi giudiziarie più opportune». Infine, ha precisato un dettaglio cruciale: «Un’ultima cosa: non ho mai visto la Ciferri di persona. Mai».

Le Motivazioni Dietro le Comunicazioni
Francesca Chaouqui ha anche affrontato la domanda sul perché abbia scritto alla Ciferri che «lo scopo non è proteggere me ma evitare che Becciu sia assolto in appello». La sua risposta ha toccato il tema della credibilità della Chiesa e la sua preoccupazione per tentativi di manipolazione.
«Se la Chiesa perde credibilità forse è anche per certi comportamenti che sono stati accertati dal Tribunale Vaticano», ha argomentato. Ha espresso timore riguardo agli eventi attuali: «Temo che tutto ciò che sta accadendo sia un tentativo di manipolare la percezione della realtà anche del Santo padre Leone».
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