Comunicazioni e Direttive della Conferenza Episcopale Italiana

La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) è stata particolarmente attiva nel comunicare con i vescovi e il popolo di Dio in Italia, affrontando questioni cruciali che vanno dal cammino sinodale nazionale agli appelli per la pace internazionale, fino alle direttive pastorali in tempo di pandemia. Queste comunicazioni offrono una bussola per il futuro delle Chiese in Italia e la loro partecipazione alla vita della Chiesa universale.

Il Cammino Sinodale delle Chiese in Italia

La presidenza della CEI ha inviato una lettera ai vescovi italiani per aggiornare sullo stato del cammino sinodale, un percorso ancora in evoluzione. Questo cammino si è avviato nella 74ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, tenutasi a maggio. Successivamente, in una sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente, svoltasi in videoconferenza il 9 luglio 2021, è stato delineato un primo disegno del percorso.

Struttura e Fasi del Cammino Sinodale

Il cammino sinodale prevede un percorso quadriennale scandito da tre fasi correlate: narrativa, sapienziale e profetica.

  • La prima fase - narrativa (biennio 2021-2022) è dedicata all'ascolto e al racconto della vita delle persone, delle comunità e dei territori. Nel primo anno (2021-2022), le Chiese faranno proprie le proposte della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi per la XVI Assemblea Generale Ordinaria. Nel secondo anno (2022-2023), la consultazione del popolo di Dio si concentrerà su alcune priorità che saranno individuate dall’Assemblea Generale della CEI del maggio 2022.
  • La seconda fase - sapienziale (un anno, 2023-2024) vedrà le comunità, insieme ai loro pastori, impegnarsi in una lettura spirituale delle narrazioni emerse nel biennio precedente. L'obiettivo è discernere "ciò che lo Spirito dice alle Chiese" attraverso il senso di fede del popolo di Dio. In questo esercizio saranno coinvolte le Commissioni episcopali e gli Uffici pastorali della CEI, nonché le Istituzioni teologiche e culturali.
  • La terza fase - profetica culminerà nel 2025 in un evento assembleare nazionale. In questo momento di "con-venire" verranno assunte alcune scelte evangeliche, che le Chiese italiane saranno chiamate a riconsegnare al popolo di Dio e a incarnare nella vita delle comunità nella seconda parte del decennio (2025-2030).
Infografica: fasi del cammino sinodale italiano con timeline

Metodologia e Contesto

Il cammino sinodale non parte da zero, ma si innesta nelle scelte pastorali degli ultimi decenni, in particolare nei Convegni Ecclesiali di Verona e Firenze. Proprio a Firenze, papa Francesco esortò ad "avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium". La CEI adotta il metodo di "consultazione capillare" proposto dal Sinodo dei Vescovi, che prevede il coinvolgimento di:

  • Parrocchie e operatori pastorali
  • Associazioni e movimenti laicali
  • Scuole e università
  • Congregazioni religiose
  • Gruppi di prossimità e volontariato
  • Ambienti di lavoro, luoghi di assistenza e cura

Per questo, è fondamentale costituire gruppi sinodali diffusi sul territorio, non solo nelle strutture parrocchiali, ma anche nelle case e ovunque sia possibile incontrare e ascoltare persone. Questo metodo richiede la presenza di un moderatore e di un segretario per ogni gruppo. All'inizio di ottobre verranno consegnate le prime linee per il cammino sinodale e alcuni suggerimenti metodologici. Nella prossima sessione autunnale (27-29 settembre), il Consiglio Episcopale Permanente nominerà un Comitato con il compito di promuovere, sostenere e accompagnare il cammino.

Sfide e Prospettive in Tempo di Pandemia

La lettera della CEI riconosce che "l’epoca che attraversiamo è colma di dolore e di grazia". La crisi sanitaria ha rivelato innumerevoli sofferenze, ma anche enormi risorse. Le comunità devono confrontarsi con isolamento, disgregazione, emarginazioni e tensioni, ma la creatività espressa, pur messa alla prova dal perdurare della pandemia, racchiude un desiderio di relazioni profonde e rigeneranti. La ripresa autunnale delle attività pastorali sarà probabilmente ancora condizionata dalla pandemia. In queste settimane, le Chiese sono impegnate nella progettazione del prossimo anno pastorale, con l'invito a un "dialogo aperto" e a evitare "inutili contrapposizioni", poiché "in gioco c’è il futuro dei nostri ragazzi". Papa Francesco ha invitato ad avviare un cammino sinodale nazionale proprio in questo contesto.

Foto: persone che dialogano in un contesto ecclesiale o di comunità

Messaggi e Comunicazioni della CEI in Ambito Internazionale e Nazionale

Solidarietà e Appello per la Pace in Medio Oriente

Il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso fraterna vicinanza e sincera solidarietà ai vescovi, al clero, ai consacrati e alle popolazioni colpite dalla guerra, attraverso una lettera inviata ai Patriarchi del Medio Oriente. Il Cardinale ha manifestato apprensione per l’inasprirsi delle violenze nell'area, che continuano a provocare sofferenza, ferite e lutti, gravando soprattutto sui più fragili: famiglie, bambini, anziani, malati, e persone costrette a lasciare le proprie case o a vivere nell’incertezza quotidiana. Una forte preoccupazione è stata espressa per il rischio che le comunità cristiane del Medio Oriente, culla della fede, possano perdere la speranza, specialmente tra le giovani generazioni, spingendole ad abbandonare la loro terra natia.

Il Card. Zuppi ha sottolineato che "il grido di chi soffre interpella la coscienza di tutti e non può essere ignorato", ribadendo che "la guerra non è e non può mai essere la risposta". La logica della forza, ha affermato, non può sostituirsi alla paziente arte del dialogo e della diplomazia, unica via percorribile per la composizione delle contese e per la costruzione di una pace giusta e duratura. Il Presidente della CEI ha concluso rinnovando l’appello di Papa Francesco affinché "tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace".

Nella lettera ai Patriarchi è stata anche ricordata la Giornata di preghiera e digiuno per la pace, vissuta dalla Chiesa italiana il venerdì 13 marzo, in memoria di padre Pierre El-Raii, sacerdote ucciso in Libano, e delle martoriate Chiese del Medio Oriente. L’Ufficio liturgico nazionale ha invitato, per la celebrazione dell’Eucaristia in quella giornata, a utilizzare il formulario per la Messa "in tempo di guerra o di disordini" (Messale Romano, pag. 896) e a vivere l'esercizio della Via Crucis con una speciale intenzione di preghiera per il Medio Oriente. Il digiuno è stato esortato "come espressione di solidarietà e preghiera per quanti soffrono a causa dei conflitti armati in corso nel mondo e per implorare il dono della pace in Medio Oriente".

Card. Zuppi: "Si trovino vie di pace per l'Ucraina. Gaza? Grande sofferenza"

Messaggio di Benvenuto al Nunzio Apostolico in Italia

In occasione della nomina di Mons. Edgar Peña Parra a Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino da parte di Papa Francesco, il Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, ha inviato un messaggio di benvenuto al presule venezuelano. La CEI ha espresso gratitudine al Santo Padre per la sua attenzione premurosa e costante verso la Chiesa italiana. Il ministero del Nunzio Apostolico rinnova il particolare vincolo di comunione che unisce la Sede Apostolica e le comunità ecclesiali italiane.

Il messaggio ha evidenziato che gli anni di servizio di Mons. Peña Parra alla Segreteria di Stato hanno offerto occasioni di incontro con le Chiese in Italia. La CEI si è detta certa che la sua esperienza al servizio della Chiesa universale sarà di sostegno al cammino delle Chiese italiane, nello spirito della comunione ecclesiale, dell’ascolto fraterno e della collaborazione con l’Episcopato.

Indicazioni Pastorali e Appelli Generali della CEI

L'Importanza dell'Eucaristia e della Vita Comunitaria

Consci della situazione generale, i vescovi italiani vivono la fede come un dono gratuito, che si esprime anche nei gesti e nelle celebrazioni, a partire dall’Eucaristia, evento di grazia di fondamentale importanza. Nella convocazione e nella partecipazione alla celebrazione eucaristica si manifesta l'essere comunità e famiglia, poiché, come afferma san Paolo, "noi che ci nutriamo di un unico pane siamo chiamati a formare un solo corpo" (1Cor 10,17). Sin dal giugno 2020, molte Diocesi e Parrocchie italiane hanno organizzato le processioni, adottando sia la modalità “tradizionale” che quella “a stazioni”, data la varietà di tradizioni e prassi locali. Gesù Buon Pastore, inoltre, conosce i cuori, i desideri e le speranze, così come i fallimenti e le delusioni delle comunità.

Foto: celebrazione eucaristica in una chiesa italiana

Appello Collettivo per la Pace e la Conversione da Assisi

I Pastori della Chiesa italiana, riuniti nella città di San Francesco, uomo di pace, hanno auspicato che all’umanità siano risparmiati ulteriori lutti e tragedie e che sia evitata la spaventosa ipotesi di una catastrofe dalle conseguenze incalcolabili. Si sono rivolti, in particolar modo, a quanti detengono le sorti dei popoli, sull’esempio di San Francesco che scrisse una lettera ferma e franca, chiedendo di non "dimenticare il Signore né deviare dai suoi comandamenti".

La CEI ha anche ricordato il monito di San Paolo VI pronunciato sessant’anni fa all’ONU: "non gli uni contro gli altri, non più, non mai!", evidenziando come il fine dell'ONU sia agire "contro la guerra e per la pace". Il Pontefice proseguiva affermando che "il sangue di milioni di uomini e innumerevoli e inaudite sofferenze, inutili stragi e formidabili rovine sanciscono il patto che vi unisce, con un giuramento che deve cambiare la storia futura del mondo: non più la guerra, non più la guerra!".

Perché ciò si concretizzi, è necessario, ieri come oggi, una vera conversione e un profondo cambiamento di mentalità, che parta dalla convinzione che Dio ha dato a tutti le ricchezze della terra. Le parole di San Francesco, che esortavano a fare penitenza e a convertirsi realmente, a vedere uomini e cose con gli occhi di Dio e a fare propri i suoi criteri di valore e di giudizio, rimangono attuali. È questo che i vescovi italiani hanno umilmente chiesto a tutti e in primo luogo a loro stessi, sulla tomba del Santo. Con voce accorata, in nome del Principe della pace (Is 9,5), essi hanno supplicato quanti governano i popoli, affinché - messe al bando le armi, a cominciare dalle testate atomiche - impieghino ogni sforzo a servizio della pace e i mezzi a loro disposizione per combattere la fame nel mondo.

Foto: Statua di San Francesco d'Assisi con sfondo paesaggistico

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