Il percorso di catechesi attraverso il libro degli Atti degli Apostoli ci introduce a un viaggio straordinario: il viaggio del Vangelo nel mondo. Questo libro biblico, scritto da san Luca evangelista, mostra il meraviglioso connubio tra la Parola di Dio e lo Spirito Santo che inaugura il tempo dell’evangelizzazione. Come dice il Salmo (147,4), Dio «manda sulla terra il suo messaggio» e «la sua parola corre veloce». La Parola di Dio è dinamica, irriga ogni terreno su cui cade, e la sua forza non deriva dalla retorica.
Il Ruolo Dello Spirito Santo Nella Proclamazione del Vangelo
San Luca ci dice che la parola umana diventa efficace non grazie all’arte del bel parlare, ma grazie allo Spirito Santo, che è la dýnamis di Dio, la sua forza dinamica, che ha il potere di purificare la parola e di renderla apportatrice di vita. La differenza tra la Bibbia e un libro di storia risiede nel fatto che le parole della Bibbia sono prese dallo Spirito Santo, il quale conferisce loro una forza molto grande, una forza diversa che aiuta affinché quella parola sia seme di santità, seme di vita, e sia efficace.
Quando lo Spirito visita la parola umana, essa diventa dinamica, come “dinamite”, capace di accendere i cuori e di far saltare schemi, resistenze e muri di divisione, aprendo vie nuove e dilatando i confini del popolo di Dio.

Dalla Resurrezione alla Testimonianza: La Prima Comunità degli Apostoli
Il Vangelo si conclude con la risurrezione e l’ascensione di Gesù, e la trama narrativa degli Atti degli Apostoli parte proprio da qui, dalla sovrabbondanza della vita del Risorto trasfusa nella sua Chiesa. San Luca ci dice che Gesù «si mostrò vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio» (At 1,3). Non c’è dunque da lottare per guadagnarsi o meritare il dono di Dio; tutto è dato gratuitamente e a suo tempo. La salvezza non si compra, non si paga: è un dono gratuito.
Dinanzi all’ansia di conoscere anticipatamente il tempo in cui accadranno gli eventi da Lui annunciati, Gesù risponde ai suoi: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,7-8). Il Risorto invita i suoi a non vivere con ansia il presente, ma a fare alleanza con il tempo, a saper attendere il dipanarsi di una storia sacra che non si è interrotta ma che avanza, va sempre avanti; a saper attendere i “passi” di Dio, Signore del tempo e dello spazio.
Questa attesa, gli Apostoli la vivono insieme, la vivono come famiglia del Signore, nella sala superiore o cenacolo, le cui pareti sono ancora testimoni del dono con cui Gesù si è consegnato ai suoi nell’Eucaristia. Essi attendono la forza, la dýnamis di Dio, pregando con perseveranza, come se non fossero in tanti ma uno solo, in unità e con perseveranza. È con la preghiera, infatti, che si vince la solitudine, la tentazione, il sospetto e si apre il cuore alla comunione.
La Ricostituzione del Collegio Apostolico e l'Esempio di Giuda
Il percorso del Vangelo narrato dal libro degli Atti degli Apostoli mostra come il Vangelo si sia diffuso, partendo dalla Risurrezione di Cristo, fonte di vita nuova. I discepoli, obbedienti al comando di Gesù, rimangono uniti, concordi e perseveranti nella preghiera, stringendosi a Maria, la Madre, e preparandosi a ricevere la potenza di Dio non in modo passivo, ma consolidando la comunione tra loro.
Quella prima comunità era formata da circa 120 fratelli e sorelle: un numero che porta in sé il 12, emblematico per Israele (le dodici tribù) e per la Chiesa (i dodici Apostoli scelti da Gesù). Tuttavia, dopo gli eventi dolorosi della Passione, gli Apostoli del Signore non sono più dodici, ma undici. Uno di loro, Giuda, si è tolto la vita schiacciato dal rimorso.
La Caduta di Giuda
Giuda aveva iniziato a separarsi dalla comunione con il Signore e con gli altri, a fare da solo, a isolarsi, ad attaccarsi al denaro fino a strumentalizzare i poveri, a perdere di vista l’orizzonte della gratuità e del dono di sé, fino a permettere al virus dell’orgoglio di infettargli la mente e il cuore. Da «amico» (Mt 26,50) si trasformò in nemico e in «guida di quelli che arrestarono Gesù» (At 1,17). Aveva ricevuto la grande grazia di far parte del gruppo degli intimi di Gesù e di partecipare al suo stesso ministero, ma a un certo punto pretese di “salvare” da sé la propria vita con il risultato di perderla (cfr Lc 9,24). Smise di appartenere col cuore a Gesù e si pose al di fuori della comunione con Lui e con i suoi, smettendo di essere discepolo e ponendosi al di sopra del Maestro. Lo vendette e con il «prezzo del suo delitto» acquistò un terreno, che non produsse frutti ma fu impregnato del suo stesso sangue (cfr At 1,18-19).
La Scelta di Mattia e la Forza della Comunione
Se Giuda ha preferito la morte alla vita (cfr Dt 30,19; Sir 15,17) e ha seguito l’esempio degli empi la cui via è come l’oscurità e va in rovina (cfr Pr 4,19; Sal 1,6), gli Undici scelgono invece la vita, la benedizione, diventando responsabili nel farla fluire a loro volta nella storia, di generazione in generazione, dal popolo d’Israele alla Chiesa. L’evangelista Luca ci fa vedere che dinanzi all’abbandono di uno dei Dodici, che ha creato una ferita al corpo comunitario, è necessario che il suo incarico passi a un altro. Pietro indica il requisito: il nuovo membro deve essere stato un discepolo di Gesù dall’inizio, cioè dal battesimo nel Giordano, fino alla fine, cioè all’ascensione al Cielo (cfr At 1,21-22). Occorre ricostituire il gruppo dei Dodici.
Si inaugura a questo punto la prassi del discernimento comunitario, che consiste nel vedere la realtà con gli occhi di Dio, nell’ottica dell’unità e della comunione. Due sono i candidati: Giuseppe Barsabba e Mattia. Tutta la comunità prega così: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto … che Giuda ha abbandonato» (At 1,24-25). E, attraverso la sorte, il Signore indica Mattia, che viene associato agli Undici. Si ricostituisce così il corpo dei Dodici, segno della comunione, e la comunione vince sulle divisioni, sull’isolamento, sulla mentalità che assolutizza lo spazio del privato, segno che la comunione è la prima testimonianza che gli Apostoli offrono. Gesù l’aveva detto: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35).

I Dodici manifestano negli Atti degli Apostoli lo stile del Signore. Sono i testimoni accreditati dell’opera di salvezza di Cristo e non manifestano al mondo la loro presunta perfezione ma, attraverso la grazia dell’unità, fanno emergere un Altro che ormai vive in un modo nuovo in mezzo al suo popolo: il Signore Gesù. Gli Apostoli scelgono di vivere sotto la signoria del Risorto nell’unità tra i fratelli, che diventa l’unica atmosfera possibile dell’autentico dono di sé. Anche noi abbiamo bisogno di riscoprire la bellezza di testimoniare il Risorto, uscendo dagli atteggiamenti autoreferenziali, rinunciando a trattenere i doni di Dio e non cedendo alla mediocrità.
Il Percorso Terreno di Gesù: Un Cammino di Rivelazione e Servizio
L’esistenza terrena di Gesù può essere efficacemente meditata anche tramite la presa in esame del suo effettivo camminare, secondo quanto è testimoniato dai Vangeli. Seguirlo nel suo peregrinare lungo le strade e i villaggi della Galilea, attraverso il deserto, sulla riva del lago o salendo un monte, per le vie della Giudea e di Gerusalemme, vuol dire seguirlo nei luoghi dell’effettiva rivelazione della verità di Dio e dell’uomo.
Nell’analisi di p. Gilberto Depeder su Credere Oggi relativa al Vangelo di Marco, si legge che i primi passi del Gesù adulto sono diretti verso il basso: dal villaggio collinare di Nazaret scende fino alla depressione del fiume Giordano, uno dei punti più bassi della Terra («Venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni», Mc 1,9). Questo cammino corrisponde a una reale discesa nell’umanità dolente e prostrata, nel luogo dove i peccatori si facevano battezzare in attesa di un intervento salvifico da parte di Dio.
In Galilea, Gesù è intento a camminare sulla riva del lago («passando lungo il mare di Galilea», Mc 1,16), osservando il lavoro dei pescatori. È durante questo tragitto a piedi che vengono chiamati i primi quattro discepoli, che si metteranno a seguirlo («lo seguirono», Mc 1,18; «andarono dietro a lui», Mc 1,20), affiancando lo stile di apostolato itinerante di Gesù. Spesso è lungo una strada che Gesù fa i propri incontri, tra chi si presenta a Lui per essere guarito (Mc 1,40; 5,22-27; 6,56; 7,32; 8,22; 9,17; 10,46), chi ne contestano l’operato (Mc 2,23s.; 8,11), chi viene chiamato (Mc 2,14) e chi gli corre incontro (Mc 10,17).

Il cammino di Gesù, che si spinge poi oltre i confini della Galilea, dalla Decapoli alla Samaria, si conclude nella Giudea, a Gerusalemme. Proprio nelle ultime ore della sua vita, il racconto marciano non utilizza più verbi che ne esprimono il movimento. Non è più Cristo che si sposta dove vuole, ma sono gli altri, dai soldati alla folla fino ai capi dei sacerdoti, che lo fanno andare dove vogliono («condussero», Mc 14,53; 15,16-22; «portarono via», Mc 15,1). Egli si mette così nelle mani degli uomini, evitando volontariamente di sottrarsi alle estreme conseguenze del loro atteggiamento. Il verbo “consegnare” usato più volte (ad esempio: «il figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori», Mc 14,41) esprime il senso di una vita interamente spesa a servizio degli uomini e il pieno abbandono alla volontà di Dio. È questo ciò che Gesù ha imparato lungo l’intero percorso della propria vita, aprendo a noi la possibilità di un rinnovato cammino.
Escursione al Rifugio XII Apostoli: Un Viaggio Nelle Dolomiti di Brenta
Il Rifugio XII Apostoli, a quota 2487 metri nel cuore delle Dolomiti di Brenta, è una meta imperdibile per gli appassionati di montagna e una stupefacente scoperta per chi non l’ha mai visitato. Il nome “XII Apostoli” deriva dalla forma delle dodici figure erose nella roccia, posizionate come una corona dietro il rifugio, che ricordano proprio gli apostoli.
Sarà merito della gestione appassionata, della roccia che avvolge e toglie il fiato, del particolare significato di questo posto e di quello che lì è stato realizzato, ma di certo è un luogo che non lascia indifferenti. La struttura offre cortesia (anche nelle giornate più affollate) e ottimi piatti della tradizione trentina, come polenta, lucanica alla piastra e funghi.

La Chiesa nella Roccia: Un Luogo di Memoria
Nel rifugio si trova quella che è considerata la più suggestiva chiesa di montagna al mondo, con una cappella di 500 metri cubi scavati nella roccia, le cui finestre disegnano una croce alta quasi 10 metri. La sua realizzazione deriva dalla tragica morte in un crepaccio, nel 1950, di tre giovani escursionisti. Da lì l’idea di dare vita a un’opera dedicata a tutti i caduti in montagna.
Percorsi per Raggiungere il Rifugio XII Apostoli
1. Da Malga Movlina
Da Ponte Arche, si procede verso Stenico. Dopo circa 4 chilometri, si imbocca la Val d’Algone fino a Malga Movlina (14 chilometri in totale, con solo i primi tratti asfaltati), dove si parcheggia. Dalla malga si raggiunge il Passo Bregn de l’Ors e quindi si prosegue sul sentiero.
2. Da Pinzolo (con Telecabina e Seggiovia)
Utilizzando la telecabina da Pinzolo e poi la seggiovia si raggiunge Doss Sabion. Si scende per circa mezz’ora e poi si raggiunge il Passo Bregn de l’Ors, proseguendo sul sentiero 307 (tempo totale stimato: circa 3 ore). Al ritorno, per evitare la salita fino a Doss Sabion, al Bregn de l’Ors si scende direttamente sulla forestale fino alla malga, si prende il sentiero nel bosco a destra per Prà Rodont per poi scendere con la telecabina. Per quest’ultimo tratto, calcolare almeno un’ora. Il trekking che porta al Rifugio Dodici Apostoli rappresenta una porta di accesso alle meravigliose Dolomiti di Brenta a partire da Pinzolo. Questo gruppo appartato, situato in provincia di Trento, è lontano dagli altri gruppi centrali delle Dolomiti, ma ne rappresenta allo stesso modo l’incredibile particolarità del paesaggio dolomitico.
3. Dalla Valagola
Il Rifugio Dodici Apostoli, situato a 2.489 metri di altitudine, è raggiungibile anche dalla Valagola, vicino alla nota località turistica di Pinzolo. Tra le cose da fare se vi trovate a Pinzolo o Madonna di Campiglio, il sentiero di trekking che parte dalla Valagola, vi porterà tra i luoghi più iconici delle Dolomiti di Brenta. Nei pressi della strada forestale si può trovare spazio per parcheggiare gratuitamente. Il primo tratto di sentiero si snoda tra la forestale sterrata e il sentiero che si intreccia con essa, con un leggero dislivello lungo la stradina o nel cuore del bosco. Seguendo il sentiero 324 con direzione Lago di Valagola-Rifugio Dodici Apostoli, si arriva al Lago di Valagola e poi si prosegue nel bosco. Questo tratto di salita è molto tranquillo e porta a superare circa 300 metri di dislivello fino al Pian de Nardis in quasi 45 minuti. Questa verde radura costituisce l’anticamera al terreno roccioso delle Dolomiti di Brenta, dove si comincia a intravedere il Rifugio Dodici Apostoli, che spicca al centro di uno scenario roccioso incredibile.

Dettagli e Difficoltà del Percorso
Dopo il Piano di Nardi (o Lago Asciutto), situato a 1822 metri, inizia la vera salita. Il sentiero 307 procede in salita su sentiero roccioso che risale il fianco dei ghiaioni dolomitici. La salita è molto ripida, denominata "Scala Santa", e questo tratto sale attraverso le rocce sempre più in alto. In alcuni punti, il sentiero è attrezzato con delle corde metalliche che aiutano l’avanzata in salita su roccia, rendendola accessibile anche a bambini un po’ allenati, ma è bene prestare attenzione. Si passa prima tra la vegetazione bassa per poi affrontare la "scala santa", tra ghiaioni e rocce. Le rocce si appiattiscono poi conducendo in un avvallamento dove si trova il Rifugio XII Apostoli.
Il panorama che si ammira dal Rifugio verso le Dolomiti di Brenta è di un aspetto quasi lunare. Volgendo lo sguardo verso ovest, il panorama è altrettanto mozzafiato, verso alcune delle cime più belle dell’Adamello, tra cui la Cima Presanella (3.558 m.). Questi cartelli ricordano anche che ci troviamo nel Parco Naturale Adamello-Brenta, istituito nel 1967, e comprendente due gruppi montuosi: a est le Dolomiti di Brenta con le loro rocce calcaree e dolomitiche, mentre a ovest il gruppo dell’Adamello-Presanella, con le sue rocce di origine magmatica.
Rifugio e Passo XII Apostoli: il giro ad anello
Riepilogo Dati Escursione (da Doss del Sabion)
- Difficoltà: difficile
- Punto di partenza: Doss del Sabion (stazione a monte)
- Tempo totale di percorrenza: 05:05 h
- Lunghezza totale: 12,9 km
- Altitudine: tra 1.862 e 2.504 m s.l.m.
- Dislivello complessivo (salite | discese): +972 m | -972 m
- Segnaletica: 307, XII Apostoli
- Destinazione: Rifugio XII Apostoli
- Punti di ristoro: Rifugio XII Apostoli
- Periodo consigliato: Luglio, Agosto, Settembre
Riepilogo Dati Escursione (da Valagola)
- Dislivello: 1.350 metri in salita
- Distanza complessiva: 18 chilometri
- Tempo di percorrenza: circa 4 ore per l’andata e 3 ore e mezza per il ritorno (considerare circa 8 ore e mezza o 9 ore complessive di escursione, includendo le pause)
- Difficoltà: il percorso presenta alcuni tratti più difficili, in cui bisogna prestare molta attenzione.
Il Viaggio della Vita e la "Nave Sion": L'Importanza della Fede e della Guida
La nostra esistenza può essere paragonata a un viaggio. Di recente, un’escursione lungo il fiume Colorado attraverso il Cataract Canyon, nello Utah sudorientale, ha offerto una metafora significativa. Una guida fluviale esperta ha dato importanti istruzioni sulla sicurezza, sottolineando tre regole per un viaggio sicuro attraverso le rapide:
- Rimanete sulla barca!
- Indossate sempre il giubbotto di salvataggio!
- Tenetevi sempre con entrambe le mani!
Durante la nostra esistenza, la maggior parte di noi attraversa momenti di acque tranquille, ma arrivano anche tempeste. Come disse un presidente della Chiesa, “Siamo in mezzo al mare. Arriva una tempesta e, come dicono i marinai, la nave procede con grande difficoltà. ‘Io non intendo rimanere qui’, dice uno, ‘non credo che questa sia la «Nave Sion»’. ‘Ma siamo in mezzo al mare’. ‘Non importa, io non rimango qui’. Così dicendo, egli si toglie la giacca e si butta in mare. Affogherà? Sì. Lo stesso accade a coloro che lasciano questa chiesa.”
Il presidente Young era preoccupato anche che le persone si smarrissero quando venivano benedette, quando la vita andava bene. “È in un clima mite, quando la vecchia nave Sion naviga con una brezza leggera [e] tutto è tranquillo in coperta, che alcuni fratelli vogliono allontanarsi con le scialuppe per farsi […] una nuotata, alcuni finiscono per annegare, altri vanno alla deriva e altri ancora ritornano sulla nave.” Il presidente Young ricordò ai santi: “Siamo sulla vecchia nave Sion. […] [Dio] è al timone e vi rimarrà. […] Va tutto bene, cantate alleluia, perché il Signore è qui. Egli comanda, guida e dirige.”

La Guida degli Apostoli e dei Profeti Moderni
Dobbiamo mettere in atto una continua conversione, accrescendo la nostra fede in Gesù Cristo e la nostra fedeltà al Suo vangelo durante tutta la nostra vita - non solo una volta, ma costantemente. Le guide fluviali esperte di oggi possono essere paragonate agli apostoli, ai profeti e agli ispirati dirigenti locali del sacerdozio e delle organizzazioni ausiliarie della Chiesa. È fondamentale guardare sempre ai dirigenti della Chiesa, perché coloro che si smarriscono e sono confusi sono di solito quelli che hanno dimenticato che quando la Prima Presidenza e il Quorum dei Dodici parlano all’unisono, rappresentano la voce del Signore per quel momento. In altre parole, essi lasciano la “vecchia nave Sion” - si allontanano; cadono in apostasia.
I dirigenti della Chiesa, uomini e donne di esperienza, che hanno vissuto in moltissimi luoghi e lavorato con tante persone con percorsi diversi alle spalle, vedono e conoscono il mondo come pochi altri. La saggezza individuale e di gruppo dei Fratelli è un conforto; essi hanno vissuto di tutto, incluse le conseguenze delle varie leggi e linee di condotta governative, delusioni, tragedie e perdite nelle loro famiglie. Le parole del Signore sono riportate nelle Scritture e negli insegnamenti degli apostoli e dei profeti. Dobbiamo diventare come i figli di Mosia che “si erano rafforzati nella conoscenza della verità”, diventando uomini e donne “di sano intendimento”.
Rimanere Concentrati e Superare i Dubbi
Se rimaniamo concentrati sul Signore, ci viene promessa una benedizione senza pari: “Pertanto voi dovete spingervi innanzi con costanza in Cristo, avendo un perfetto fulgore di speranza e amore verso Dio e verso tutti gli uomini.” A volte, Santi degli Ultimi Giorni fedeli e simpatizzanti sinceri cominciano a concentrarsi sui “complementi” invece che sui principi fondamentali. Satana tenta di distrarci dal messaggio chiaro e semplice del vangelo restaurato. Altri potrebbero concentrarsi su domande e dubbi. Ovviamente, avere domande e dubbi non è in contraddizione con un discepolato devoto.
Il Consiglio della Prima Presidenza e il Quorum dei Dodici Apostoli hanno dichiarato: “Ci rendiamo conto che di tanto in tanto i membri della Chiesa possano avere domande sulla dottrina, sulla storia o sulle pratiche della Chiesa. Ricordate, Joseph Smith stesso aveva delle domande che diedero il via alla Restaurazione.” Le domande importanti sono incentrate su ciò che conta di più: il piano del Padre Celeste e l’Espiazione del Salvatore. La nostra ricerca deve indurci a diventare discepoli premurosi, gentili, affettuosi, pronti a perdonare, pazienti e devoti.
Fratelli e sorelle, rimanete sulla barca, usate il vostro giubbotto di salvataggio e tenetevi stretti con entrambe le mani. Evitate le distrazioni! E se qualcuno di voi è caduto dalla barca, lo cercheremo, lo troveremo, ci occuperemo di lui e lo riporteremo sano e salvo sulla “vecchia nave Sion”, dove Dio, nostro Padre, e il Signore Gesù Cristo sono al timone e ci porteranno in salvo. Di questo rendo testimonianza umilmente nel nome di Gesù Cristo.