L'intervento di Matteo Salvini in relazione a episodi di cronaca che coinvolgono l'uso della forza da parte di rappresentanti delle istituzioni, così come le sue recenti dichiarazioni in ambito religioso, offrono uno spaccato delle sue strategie comunicative e delle sue posizioni politiche.
Il caso Voghera e l'ipotesi della legittima difesa
Il 21 luglio 2021, Matteo Salvini, allora vicepremier, intervenne con un video sui social media riguardo ai fatti di Voghera. "Altro che far west a Voghera si fa strada l’ipotesi della legittima difesa", dichiarò, poche ore dopo l'arresto dell'assessore comunale alla Sicurezza della Lega, Massimo Adriatici. Quest'ultimo era stato arrestato per aver sparato e ucciso Younes El Boussettaoui, un 39enne marocchino, in piazza Meardi.
Salvini prese immediatamente le difese dell'esponente del suo partito. Pur invitando ad "aspettare le ricostruzione", il leader leghista espresse pochi dubbi sulla dinamica, affermando: "A fronte di un’aggressione, come extrema ratio la difesa è sempre legittima. E se fosse vero che il soggetto, che purtroppo è morte, fosse già noto alla polizia evidentemente non si è trattato di un regolamento di conti."

Tuttavia, a quattro anni e mezzo di distanza, le parole di Salvini sembrano in contrasto con la sentenza di primo grado che ha condannato Massimo Adriatici a 12 anni per omicidio volontario. Il processo, celebrato con rito abbreviato davanti al giudice Luigi Riganti, ha comportato una riduzione di un terzo della pena.
Il caso Rogoredo e la difesa del poliziotto
Un caso simile si è verificato pochi giorni fa, quando Matteo Salvini ha commentato l'inchiesta su Carmelo Cinturrino, un poliziotto che ha sparato e ucciso il 28enne Abderrahim Mansouri a Rogoredo. In quell'occasione, il leader della Lega invocò nuovamente la legittima difesa: "Sto con il poliziotto, senza se e senza ma", dichiarò, definendo l'inchiesta "veramente ingenerosa, gratuita" e insinuando che l'agente avesse sparato senza un reale motivo di farlo.
Nonostante l'arresto del poliziotto avvenuto pochi giorni dopo, che ha di fatto smontato la difesa d'ufficio di Salvini, il leader leghista non ha fatto un passo indietro. "Rifarei il post di solidarietà al poliziotto di Rogoredo", ha dichiarato dopo il fermo, mostrando una ferma convinzione nelle sue posizioni.
Il pellegrinaggio a Fatima e la consacrazione dell'Italia
In un contesto differente, Matteo Salvini ha recentemente intrapreso un pellegrinaggio al santuario mariano di Fatima, in Portogallo. In margine alla visita, rispondendo a una domanda di un giornalista sull'eventuale appoggio della Chiesa cattolica, ha dichiarato: "L’Europa è nata qua e su questi valori può crescere, può guarire e può prosperare. Noi parliamo ai cuori, alle teste, alle donne e agli uomini. Poi ognuno ragiona con la sua testa, prega con il suo cuore e vota con la sua mano. Non veniamo a chiedere o a togliere a nessuno, però testimoniamo la nostra fede e ci tengo a farlo, anche con le mie opere".

La visita a Fatima, condivisa sui social con l'Ave Maria di Gounod in sottofondo, è stata l'occasione per "consacrare l’Italia, le italiane e gli italiani al Cuore Immacolato di Maria". Questo gesto ha suscitato reazioni, con alcuni che lo hanno interpretato come un affidamento dell'Italia alla Madonna, non fidandosi delle decisioni del governo Draghi.
Per questa sua nuova devozione mariana, Salvini ha ricevuto le preghiere di padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. Alcuni commentatori hanno collegato questo mantra mariano, rievocando anche una storica esclamazione di Renato Pozzetto, come un elemento chiave delle mutazioni nelle strategie comunicative di Matteo Salvini.
Critiche e analisi delle strategie politiche
Le azioni e le dichiarazioni di Salvini hanno attirato critiche. L'affermazione "a Fatima ho consacrato la salute degli italiani", in un periodo post-pandemico, è stata vista da alcuni come un esempio di "oscurantismo magico al servizio del consenso", tipico di paesi considerati meno evoluti. Viene richiamato il comandamento di "non nominare il nome di Dio invano", accusando Salvini di violarlo frequentemente.
Si osserva come il leader leghista, che in passato dipingeva l'Italia sull'orlo della distruzione, ora si batta per il "vaccino dei vacanzieri" e sia stato "disinnescato dall’affievolirsi del virus". I malumori interni alla Lega sembrano ingrossarsi, portando Salvini a fare affidamento sulla Madonna per alimentare la sua figura, definita "esagitata" e "povera di contenuti".
In occasione del voto, Salvini ha dichiarato: "A chi dedico questo voto? Lo dedico alle decine di migliaia di italiani ingiustamente processati e incarcerati senza che nessuno abbia pagato le conseguenze". È arrivato al seggio accompagnato dalla compagna Francesca Verdini, inserendo la scheda nell'urna dopo aver stretto la mano ai responsabili e agli agenti.
Un episodio degno di nota è stato il siparietto con una donna incrociata all'uscita del seggio, che ha simulato un conato di vomito. Salvini ha risposto prontamente: "Buon appetito anche a te cara".
L'impressione generale è che Salvini tema la "madonnina infilzata" di Giorgia Meloni e sia più preoccupato dei voti che del Recovery Fund. Di conseguenza, si presenta come un politico devoto, mariano, ma anche con sfumature "NoVax" e berlusconiane, mostrando una strategia di "lotta e di sottogoverno".