L'Apocalisse di San Giovanni Apostolo, presentata dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), offre una visione complessa e simbolica della "fine del mondo", intesa non come la distruzione fisica del pianeta, ma come la trasformazione radicale delle vicende umane e il trionfo definitivo del Regno di Dio. Questo libro si inserisce nel grande filone degli scritti apocalittici, mescolando passato, presente e futuro per rivelare il senso nascosto degli eventi.

Contesto e Autore dell'Apocalisse
Giovanni, che si presenta come "fratello e compagno nella tribolazione", comunica ai cristiani i messaggi rivelati dal Signore sul mistero delle vicende umane. L'esperienza di rapimenti, visioni ed estasi che ha dato origine a questo libro è avvenuta nell'isola di Patmos, dove Giovanni stava rendendo testimonianza a Gesù. Le tradizioni antiche riferiscono di un esilio o relegazione dell'apostolo Giovanni a Patmos, luogo in cui avrebbe scritto l'Apocalisse.
Le Lettere alle Sette Chiese d'Asia
In un primo momento, l'autore si rivolge a sette comunità cristiane situate in diverse città dell'attuale Turchia occidentale, evidenziando i loro pregi e difetti. Queste lettere sono parte integrante del messaggio profetico e fungono da monito e incoraggiamento per i fedeli di ogni tempo.
1. Efeso
All'angelo della Chiesa di Efeso, Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro, dice: "Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima. Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvedrai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto. Tuttavia hai questo di buono, che detesti le opere dei Nicolaìti, che anch'io detesto. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò da mangiare dell'albero della vita, che sta nel paradiso di Dio."
2. Smirne
All'angelo della Chiesa di Smirne, il Primo e l'Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita, dice: "Conosco la tua tribolazione, la tua povertà - tuttavia sei ricco - e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma appartengono alla sinagoga di Satana. Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere, per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte."
3. Pergamo
All'angelo della Chiesa di Pèrgamo, Colui che ha la spada affilata a due tagli, dice: "So che abiti dove Satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di Satana. Ma ho da rimproverarti alcune cose: hai presso di te seguaci della dottrina di Balaàm, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d'Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione. Così pure hai di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaìti. Ravvediti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve."
4. Tiatira
All'angelo della Chiesa di Tiàtira, il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente, dice: "Conosco le tue opere, la carità, la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime. Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Iezabèle, la donna che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli. Io le ho dato tempo per ravvedersi, ma essa non si vuol ravvedere dalla sua dissolutezza. Ebbene, io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione, se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato. Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini, e darò a ciascuno di voi secondo le proprie opere. Ma quello che possedete tenetelo saldo fino al mio ritorno. Al vincitore che persevera sino alla fine nelle mie opere, darò autorità sopra le nazioni; le pascolerà con bastone di ferro e le frantumerà come vasi di terracotta, con la stessa autorità che a me fu data dal Padre mio e darò a lui la stella del mattino. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese."
5. Sardi
All'angelo della Chiesa di Sardi, Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle, dice: "Conosco le tue opere; ti si crede vivo e invece sei morto. Svegliati e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai accolto la parola, osservala e ravvediti, perché se non sarai vigilante, verrò come un ladro senza che tu sappia in quale ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi mi scorteranno in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese."
6. Filadelfia
All'angelo della Chiesa di Filadelfia, il Santo, il Verace, Colui che ha la chiave di Davide, dice: "Quando egli apre nessuno chiude, e quando chiude nessuno apre. Conosco le tue opere. Ho aperto davanti a te una porta che nessuno può chiudere. Per quanto tu abbia poca forza, pure hai osservato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. Ebbene, ti faccio dono di alcuni della sinagoga di Satana - di quelli che si dicono Giudei, ma mentiscono perché non lo sono -: li farò venire perché si prostrino ai tuoi piedi e sappiano che io ti ho amato. Poiché hai osservato con costanza la mia parola, anch'io ti preserverò nell'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra. Verrò presto. Tieni saldo quello che hai, perché nessuno ti tolga la corona. Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso il mio Dio, insieme con il mio nome nuovo. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese."
7. Laodicea
All'angelo della Chiesa di Laodicèa, l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio, dice: "Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: 'Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla', ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese."

Visioni Profetiche e Simbolismo
Accentando l'uso dei simboli, l'Apocalisse descrive il corso della storia con i tentativi del potere del male di vanificare i progetti divini. Le meraviglie operate da Dio nel passato, in particolare il trionfo conseguito dall'Agnello-Gesù con la sua morte e risurrezione, offrono all'uomo e alla Chiesa l'assicurazione di un esito positivo del combattimento contro le forze che si oppongono alla redenzione di Cristo.
Il Trono Celeste e i Sette Sigilli
Dopo le lettere alle chiese, Giovanni ha una visione di una porta aperta nel cielo, dove vede un trono e su di esso seduto Colui che è simile nell'aspetto a diaspro e cornalina, circondato da un arcobaleno simile a smeraldo. Attorno al trono ci sono ventiquattro seggi con ventiquattro vegliardi in candide vesti e corone d'oro. Davanti al trono ardono sette lampade, simbolo dei sette spiriti di Dio, e vi è un mare trasparente simile a cristallo. In questo contesto, Giovanni vede un libro sigillato con sette sigilli nella mano destra di Colui che siede sul trono. Nessuno, né in cielo, né in terra, né sotto terra, è degno di aprire il libro, ma il leone della tribù di Giuda, l'Agnello come immolato, si rivela degno di sciogliere i sigilli.

L'apertura dei sigilli scatena una serie di eventi:
- Primo sigillo: Un cavallo bianco e il suo cavaliere, a cui viene data una corona, esce vittorioso per vincere ancora.
- Secondo sigillo: Un cavallo rosso fuoco, il cui cavaliere riceve il potere di togliere la pace dalla terra, causando conflitti e sgozzamenti reciproci.
- Terzo sigillo: Un cavallo nero e il suo cavaliere con una bilancia in mano, mentre una voce annuncia carestia: "Una misura di grano per un denaro e tre misure d'orzo per un denaro! Olio e vino non siano sprecati."
- Quarto sigillo: Un cavallo verdastro, il cui cavaliere si chiama Morte, e l'Inferno lo segue, con il potere di uccidere un quarto dell'umanità.
- Quinto sigillo: Vengono mostrate le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della loro testimonianza.
- Sesto sigillo: Si verifica un violento terremoto, il sole diventa nero come un sacco di crine, la luna diventa come sangue, le stelle cadono dal cielo e le montagne e le isole sono rimosse dal loro posto.
Dopo il sesto sigillo, un angelo sale dall'oriente con il sigillo del Dio vivente per segnare i servi di Dio sulla fronte, da ogni tribù, popolo e lingua. Poi una moltitudine immensa in vesti candide e rami di palma rende lode a Dio.
Le Sette Trombe
Dopo l'apertura del settimo sigillo, sette angeli ricevono sette trombe. L'angelo si ferma presso l'altare, reggendo un incensiere d'oro, e il fumo dell'incenso sale con le preghiere dei santi. I suoni delle trombe annunciano ulteriori catastrofi:
- Prima tromba: Grandine e fuoco, mescolati a sangue, scrosciano sulla terra, bruciando un terzo della terra, degli alberi e tutta l'erba verde.
- Seconda tromba: Una massa incandescente, simile a una montagna, viene scagliata nel mare, trasformando un terzo del mare in sangue, uccidendo un terzo delle creature marine e distruggendo un terzo delle navi.
- Terza tromba: Cade dal cielo una grande stella, ardente come una fiaccola, che colpisce un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque, rendendole amare.
- Quarta tromba: Un terzo del sole, della luna e delle stelle viene oscurato, riducendo di un terzo la luce del giorno e della notte.
- Quinta tromba: Un astro caduto dal cielo apre il pozzo dell'Abisso, da cui esce fumo e cavallette dall'aspetto di cavalli pronti per la guerra, con corone d'oro, volti d'uomo, capelli di donna, denti di leone e code con aculei come scorpioni, che tormentano gli uomini per cinque mesi.
- Sesta tromba: Quattro angeli incatenati sul fiume Eufrate vengono sciolti per uccidere un terzo dell'umanità con un esercito di duecento milioni di cavalieri.
Un angelo potente, con il volto come il sole e le gambe come colonne di fuoco, annuncia che "non vi sarà più tempo". Giovanni riceve un piccolo libro da mangiare, dolce come il miele in bocca ma amaro nelle viscere. Due testimoni, che profetizzano per milletrecentosessanta giorni, sono uccisi dalla bestia che sale dall'abisso, ma dopo tre giorni e mezzo tornano in vita e ascendono al cielo.
La Donna, il Drago e le Bestie
Nel cielo appare una donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo, incinta. Appare anche un drago rosso con sette teste e dieci corna, con sette diademi sulle teste, che cerca di divorare il figlio appena nato della donna. Il figlio, destinato a pascolare tutte le nazioni con uno scettro di ferro, viene rapito verso Dio. Scoppia una guerra in cielo, Michele e i suoi angeli combattono contro il drago, che viene precipitato sulla terra.
Poi Giovanni vede una bestia che sale dal mare, con sette teste e dieci corna, e su ciascuna testa un titolo blasfemo. La bestia riceve potere dal drago e a essa è concesso di agire per quarantadue mesi, bestemmiando Dio. Appare poi un'altra bestia, che sale dalla terra, con due corna simili a quelle di un agnello ma che parla come un drago. Essa opera grandi segni e inganna gli abitanti della terra, costringendoli a fare un'immagine della prima bestia e a ricevere un marchio sulla mano destra o sulla fronte, senza il quale nessuno può comprare o vendere.
La Caduta di Babilonia e il Giudizio Finale
La caduta della grande Babilonia, simbolo della città perversa, è il preannuncio della sconfitta definitiva del nemico. Un angelo annuncia la caduta di Babilonia, e un altro angelo esorta i fedeli a uscire da essa per non partecipare ai suoi peccati e non ricevere le sue piaghe. Dopo la sua caduta, Giovanni vede un cavallo bianco e il suo cavaliere, il cui nome è "Verbo di Dio", che conduce gli eserciti celesti. La bestia e i re della terra si radunano per combattere contro il cavaliere e il suo esercito, ma vengono sconfitti. La bestia e il falso profeta sono gettati nello stagno di fuoco e zolfo.
Il cavaliere bianco dell’apocalisse, e’ Cristo o l’anticristo?
Satana viene incatenato per mille anni. Durante questo periodo, coloro che non hanno adorato la bestia e non hanno ricevuto il suo marchio tornano in vita e regnano con Cristo per mille anni. Questa è la prima risurrezione. Dopo i mille anni, Satana viene liberato dal suo carcere ed esce per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magòg, radunandoli per la guerra. Essi assediano l'accampamento dei santi e la città amata, ma un fuoco scende dal cielo e li divora. Il diavolo viene gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta, per essere tormentato giorno e notte per i secoli dei secoli.
La Nuova Gerusalemme e l'Eternità
Dopo la sconfitta definitiva di Satana e il giudizio finale, Giovanni vede un grande trono bianco e Colui che vi siede, davanti al quale cielo e terra scompaiono. I libri vengono aperti, incluso il libro della vita, e i morti vengono giudicati secondo le loro opere. La Morte e gli inferi vengono gettati nello stagno di fuoco, che è la seconda morte. Il mare non c'è più.
Poi Giovanni vede la città santa, la nuova Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Questa città risplende della gloria di Dio, ha dodici porte con i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele e dodici basamenti adorni di ogni specie di pietre preziose. La città non ha bisogno di sole né di luna, perché la gloria di Dio la illumina e l'Agnello è la sua lampada. In essa gli uomini finalmente "saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro".

Colui che siede sul trono dice: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose. Scrivi, perché queste parole sono certe e vere". Il tempo è vicino, e lo Spirito e la sposa dicono: "Vieni!". E chi ascolta, ripeta: "Vieni!". Colui che attesta queste cose dice: "Sì, vengo presto!". Amen.