L'Archivio Diocesano novarese custodisce una documentazione di particolare rilievo nel panorama archivistico italiano, configurandosi come un avvenimento inusuale. I documenti coprono un arco temporale significativo, con estremi cronologici che vanno dal 1560 al XIX secolo.
Questa singolare conservazione è strettamente legata alla storia della città di Novara e alla gestione delle istanze giudiziarie in materia di fede. Tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, coesistevano due principali tipologie di tribunali: da una parte l'Inquisizione Romana, gestita dai Domenicani, dall'altra l'Inquisizione Vescovile.
La Peculiarità dell'Inquisizione Novarese
Il vescovo Carlo Bascapè (1550-1615) giocò un ruolo cruciale, riservandosi personalmente la decisione sui fenomeni di stregoneria, che in precedenza rientravano nelle competenze dell'Inquisizione Romano-Domenicana. Questa azione rivendicò l'autonomia dell'Inquisizione Novarese dalla Chiesa di Roma, permettendo così all'Archivio Diocesano di conservare i registri di questi processi, un fatto eccezionale per gli archivi diocesani d'Italia.

Struttura e Contenuto delle Unità Archivistiche
La classe XII.2 dell'Archivio consiste di 24 unità archivistiche o teche inventariate, a cui si aggiungono 96 unità archivistiche condizionate in volumi, non inventariati. Questi documenti contengono atti relativi a cause civili, con la documentazione più recente, a partire dalla prima metà del XIX secolo, quasi esclusivamente incentrata su cause matrimoniali.
Si evidenzia una consistente lacuna documentaria dal 1621 al 1815, in parte colmata dai volumi non inventariati. Gli atti sono quasi esclusivamente relativi a processi per delitti comuni, per concubinaggio e per trascuratezza nella disciplina del clero.
Le teche XII.2,5 e XII.2,6 rivestono particolare interesse, in quanto contengono atti di processi inventariati come relativi a Causis fidei. Queste due teche sono in realtà quasi esclusivamente dedicate alle fasi di vari processi per stregoneria istruiti fra il 1609 e il 1611. I restanti fascicoli riguardano cause istruite contro persone accusate di vivere «alla lutherana», generalmente mercanti che per ragioni professionali entravano in contatto con la vicina Svizzera, oppure contro guaritori ed esorcisti.
È raro trovare fascicoli processuali completi, poiché i volumi risultano essere stati smembrati e collazionati più di una volta. Di solito, per ogni causa, sono reperibili soltanto alcune fasi processuali e, in moltissimi casi, manca la sentenza o la decisione conclusiva.
L'importante lavoro di lettura e schedatura di tutti i volumi inventariati è stato affidato a Elisabetta Lurgo, che ha completato la schedatura di XII.2.1, XII.2.2; XII.2.3; XII.2.5; XII.2.6, vol. 2; XII.2.8; XII.2.11, voll. 1 e 3. Per le teche XII.2.9 e XII.2.10, è stata effettuata la schedatura delle cause relative a delitti contro la fede. Inoltre, è stata condotta una lettura cursoria della sottoserie XII.1, che include le carte processuali relative alla causa contro il prete Antonio Grignaschi, fondatore di una setta messianica in Val d'Ossola intorno al 1850, con la schedatura completa delle teche XII.1.50; XII.1.51; XII.1.52. Le teche XII.2.12/13/14/15/16/17/18/19/20/21/22/23/24 sono tutte relative a cause civili, in grandissima parte cause matrimoniali.

Casi Documentati in Materia di Fede: Estratti dai Registri
Di seguito si evidenziano alcuni dei documenti schedati relativi ai processi in materia di fede, offrendo uno spaccato delle accuse e dei procedimenti giudiziari dell'epoca.
Sez.XII, cl. 2, teca n. 1
Denuncia per Concubinato e Magia
- PROCEDIMENTO: Denuncia e informazioni contro presbitero Iacopo di Cerano per concubinato e magia. Il denunciante, Francesco Maria de Barberis, afferma di essere stato maleficiato.
- LUOGO: Non specificato (diocesi di Novara).
- DATA: 3 maggio 1563.
- CARTE: 4.
Sez.XII, cl. 2, teca n. 2, vol. n. 2 "Liber informationum, 1585-1590"
Informazioni contro Presbitero Gaspare Cattaneo
- PROCEDIMENTO: Informazioni contro il presbitero Gaspare Cattaneo per concubinato con monache ed esercizio della professione di guaritore senza permesso.
- LUOGO: Non specificato (diocesi di Novara).
- DATA: 12 aprile 1586 - 14 aprile 1586.
- CARTE: 4.
- GIUDICE DI FEDE: Battista de Regis, vicario episcopale.
Informazioni contro Giovanni Battista della Bella (Santecca)
- PROCEDIMENTO: Informazioni contro Giovanni Battista della Bella, detto Santecca, per bigamia, convivenza con la moglie, certa Lucia, e con una certa Giacomina della Secondella, da cui ha avuto due figli.
- LUOGO: Non specificato (diocesi di Novara).
- DATA: 05 maggio 1590.
- CARTE: 3.
- GIUDICE DI FEDE: Valerio Maffeo, vicario episcopale.
Sez.XII, cl. 2, teca n. 3, vol. n. 3
Procedura sommaria contro Presbitero Ottavio Monoto di Pavia
- PROCEDIMENTO: Procedura sommaria contro il presbitero Ottavio Monoto di Pavia, cappellano di Trecate e maestro di scuola, per aver praticato esorcismi su un gruppo di donne e «fare professione di esorcizzare inspiritati» tramite benedizioni, unzioni nel corpo degli indemoniati, scongiuri e preghiere sopra i loro corpi.
- LUOGO: Trecate e nei dintorni di Novara (diocesi di Novara).
- DATA: 27 agosto 1611.
- CARTE: 4.
- ESITO: Sentenza di condanna a una pena pecuniaria e varie penitenze salutari.
- GIUDICE DI FEDE: Alessandro Mazzola, vicario episcopale.
Processo formale contro Antonio Celera
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Antonio Celera, già curato di Crodo in Valle Antigorio, per aver tenuto in casa come serve alcune donne senza licenza dei superiori (in particolare una sua cugina, Giacomina de Veglio, e una certa Caterina, in realtà Margherita moglie di Antonio Botta, fuggita dal marito e con nome cambiato). È accusato di aver portato via Margherita dal marito a Pontemaglio, dove il prete aveva una proprietà. La donna era già stata interdetta dai curati della parrocchiale di Crevola per non aver ricevuto i sacramenti in tempo di Pasqua. Inoltre, un suo parrocchiano, Pietro Margarita, era stato da lui più volte esorcizzato in casa propria con «altri remedi che s'usano a maleficiati». Pietro e due sue sorelle - Domenica e Cattherina «ossia Maria» - erano detenute nelle carceri vescovili. Con Caterina è accusato di aver avuto pratica carnale ed era fama pubblica che l'avesse violentata più volte prima che lei si sposasse, mentre si recava a casa sua per esorcizzare il fratello.
- LUOGO: Pontemaglio, Valle Antigorio (diocesi di Novara).
- DATA: 03 aprile 1614 - 26 aprile 1614.
- CARTE: 8.
- GIUDICE DI FEDE: Nicola Leonardo, vicario episcopale.
Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"

Processo contro Eusebio Isorno, chirurgo
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Eusebio Isorno, chirurgo di Intra, accusato di «tenere in casa scritture piene di superstitioni et incanti» e di utilizzare ostie consacrate da diluire insieme a una polvere per guarire le malattie.
- LUOGO: Intra (diocesi di Novara).
- DATA: 13 giugno 1596 - 20 luglio 1596.
- CARTE: 11.
- GIUDICI DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale; nella seduta del 2 luglio 1596 era presente anche Domenico Buelli, inquisitore generale.
- NOTE: Sul bordo superiore sinistro della carta 1r è riportato: "expeditus et absolutus".
Informazioni contro Francesca de Brusti di Trecate
- PROCEDIMENTO: Informazioni contro Francesca de Brusti di Trecate, convocata una volta presso il tribunale vescovile perché non conviveva con il marito, e accusata di aver somministrato al suocero una polvere mescolata alla minestra per farlo addormentare «in modo che sarìa restato immobile come morto» per poter andare «al ballo».
- LUOGO: Trecate (diocesi di Novara).
- DATA: 13 gennaio 1597.
- CARTE: 3.
- ESITO: Condanna a penitenze salutari in data 28 gennaio 1597; assolta dalla censura in cui era incorsa in quanto recidiva.
- GIUDICE DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale.
Procedura sommaria contro Antonio Maria Ciconia di Trecate
- PROCEDIMENTO: Procedura sommaria contro Antonio Maria Ciconia di Trecate per preparazione di incantesimi e filtri, e somministrazione di «alcuno rimedio di potere far dormire persona con darglielo da magnare, et che essendo solita a cridare con qualch'un altro s'aquieti».
- LUOGO: Trecate e dintorni (diocesi di Novara).
- DATA: 25 gennaio 1597 - 30 gennaio 1597.
- CARTE: 5.
- GIUDICE DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale.
Processo contro Francesco Poletti di Re in Valle Vigezzo
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Francesco Poletti di Re in Valle Vigezzo per pratica di esorcismi vari.
- LUOGO: Cesa, Angera e altri luoghi (diocesi di Novara).
- DATA: 15 gennaio 1597 - 04 marzo 1597.
- CARTE: 22.
- ESITO: Sentenza in data 02 aprile 1597, con diffida dal praticare guarigioni in futuro e dall'insegnare formule di guarigione; obbligo di trattenersi a Novara almeno fino alle calende di giugno a disposizione del tribunale vescovile; pagamento del vitto del carcere al collaterale episcopale.
- GIUDICE DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale.
Processo contro Giovanni Giacomo Maio di Cerano
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Giovanni Giacomo Maio di Cerano per aver detto pubblicamente che la storia di Lot e della distruzione di Sodoma è una favola a cui non bisogna credere, e per concubinato (ha avuto una figlia da una certa Maddalena di Cerano, vedova).
- LUOGO: Cereno (diocesi di Novara).
- DATA: 02 maggio 1600 - 30 maggio 1600.
- CARTE: 11.
- GIUDICE DI FEDE: Orazio Busutio, subdelegato come vicario episcopale [subdelegato apostolico].
Processo contro Elisabetta, moglie di Bernardo Farinetti
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Elisabetta, moglie di Bernardo Farinetti di Pramosello, per malefici.
- LUOGO: Pramosello (diocesi di Novara).
- DATA: 03 giugno 1600.
- CARTE: 4.
- GIUDICE DI FEDE: Orazio Busutio, vicario episcopale.
- DENUNCIANTE: La vicina Domenica, moglie di Giacomo del Mola ossia Farinetto, che avrebbe mangiato carne cucinata dall'imputata.
Procedura sommaria contro Iacopo Gravona
- PROCEDIMENTO: Procedura sommaria contro Iacopo Gravona da Gravona per non essersi confessato da almeno dieci/undici anni.
- LUOGO: Gravona (diocesi di Novara).
- DATA: 25 novembre 1600.
- CARTE: 3.
- GIUDICE DI FEDE: Orazio Busutio, vicario episcopale.
- NOTE: Sul bordo superiore sinistro della c. 73 r è riportato: "expedita e sententia sub die 20 ottobre 1601".
Processo contro Presbitero Antonio Montano (Maffioletto)
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro il presbitero Antonio Montano di Mergozzo, detto Maffioletto, per aver preparato filtri d'amore, praticato esorcismi su donne «inspiritate» (che erano venute a chiedergli un rimedio per guarirle, essendo lui stesso a maleficiarle). In particolare, è accusato di conoscere il «secreto» per far fermare un boccone in gola a una persona: un giorno a tavola si era vantato di conoscere «parolle che gli bastavano l'animo di far affermare il boccone in gola ad una d'esse persone assistenti, come in effetto fece», facendo quasi morire soffocata una persona, fino a quando «esso constituto, qual teneva la mano dritta alzata, non l'abbassò».
- LUOGO: Non specificato (diocesi di Novara).
- DATA: 14 marzo 1601 - 17 ottobre 1601.
- CARTE: 25.
- GIUDICE DI FEDE: Il vicario episcopale; dal 30 settembre 1601 è presente anche Domenico Buelli, inquisitore generale.
Processo contro Bianca Bertolinetti
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Bianca Bertolinetti, moglie di Pietro Bertolinetta di Bracchio, accusata di stregoneria e maleficio contro un suo compaesano, Lorenzo, che aveva minacciato «di farlo andare baiando gli monti» come faceva «Isabetta di Ronello, la quale era tenuta per maleficiata, et che doppo dette minacce seguì nel detto Lorenzo l'estrema indispositione di travaglio di mente et corpo, per il che essa constituta è fatta sospetta d'haver ella maleficiato il detto Lorenzo».
- LUOGO: Bracchio (diocesi di Novara).
- DATA: 13 giugno 1601 - 23 agosto 1601.
- CARTE: 6.
Processo contro Catterina Franzinetta
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Catterina Franzinetta, moglie di Francesco Franzinetti di Bracchio, per aver guarito con incantesimi, insegnato formule di guarigione e di esorcismi su persone «fasinate». È accusata di «conoscere quando la creatura è fasinata da maschio et quando da femina, da maschio nel recitare il patre nostro, et da femina nel recitare l'ave Maria»; e di aver stregato una bambina, i cui genitori si rivolsero a lei perché «essendo il sospetto sopra essa constituta che fassinata l'havesse, gli fu parlato acciò la guarisse, essendo stata lei che gli havesse fatto il male».
- LUOGO: Bracchio (diocesi di Novara).
- DATA: 23 agosto 1601.
- CARTE: 4.
Processo contro Domenico Pignolo, formaggiaio ("vive more hereticorum")
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Domenico Pignolo, formaggiaio di Crodo detto Paolino, perché "vive more hereticorum".
- LUOGO: Crodo, sotto la curia di Baceno (diocesi di Novara).
- DATA: 20 aprile 1601 - 23 agosto 1602.
- CARTE: 28.
- GIUDICE DI FEDE: Orazio Besutio, vicario episcopale.
- NOTE: L'imputato dichiara di essere stato nel luogo detto He, «terra de Bernesi et ivi non si dice messa», per circa quindici anni come bracciante. Spiega che nel paese c'è un predicatore la domenica, il lunedì e il venerdì e chi non va ad ascoltare le prediche viene messo in prigione. Gli abitanti della regione vengono chiamati «lutherani, se bene tra loro non si dicono lutherani, ma non saprei mo' dire la setta loro precisa». Riferisce che lì si celebrano solo le feste di Natale, Capodanno, Pasquetta e Pasqua grande; battezzano i figli, ma non si comunicano né si confessano, né somministrano l'estrema unzione. Mangiano carne ogni giorno, non «fanno alcuna vigilia» e non celebrano feste di santi. Ammette di aver vissuto come gli altri e di aver creduto «potermi salvare vivendo a quel modo pensando che sì come Iddio mi ha datta l'anima me la dovesse salvare». Non si confessa né si comunica da quindici o sedici anni e ha sentito solo due messe, entrambe nell'ultimo anno. Conosce solo «un poco dil pater nostro» ma non il Credo né i Dieci comandamenti; recita con molti errori il padre nostro cattolico, mentre ripete in tedesco quello che recitavano nel luogo di He, imparato dai padroni. Conclude dicendo che mentre «ero là», egli credeva che «quella fosse la vera fede, et che essi non errassero, ma hora creddo che questa cioè la catholica sia la megliore».

Processo contro Domenico Tibaldo Caccia
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Domenico Tibaldo Caccia per aver consegnato a una donna (ora in prigione) un «boletino» in latino contenente «scongiuri diabolici, con mistura di parolle sacre et divine», ricevuto da un frate che era venuto in canonica tempo prima a predicare.
- LUOGO: Novara (diocesi di Novara).
- DATA: 03 settembre 1602 - 18 dicembre 1602.
- CARTE: 12.
Procedura sommaria contro Cesare de Marchis
- PROCEDIMENTO: Procedura sommaria contro Cesare de Marchis di Iselle Superiore per bestemmie e invocazioni al diavolo [«diavolo portami via che ti do l'anima, non sai che tu che sei il mio padrone, vienmi a pigliare»].
- LUOGO: Dintorni di Novara e di Milano (diocesi di Novara e diocesi di Milano).
- DATA: 31 ottobre 1602 - 04 gennaio 1603.
- CARTE: 8.
- GIUDICE DI FEDE: Battista Boniperto, vicevicario episcopale.
Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 2 "Libri constitutorum in causis fidei, 1610-1614"
Processo contro Elisabetta de'Giuli di Baceno (la Bastarda)
- PROCEDIMENTO: Processo formale contro Elisabetta de'Giuli di Baceno, detta la Bastarda.
- LUOGO: Baceno e dintorni (diocesi di Novara).
- DATA: 07 novembre 1609 - 07 settembre 1611.
- CARTE: ...
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