La storia delle Figlie di Nostra Signora di Lourdes di Casale Monferrato è profondamente legata alla figura della sua fondatrice, Giovannina Mazzone, e si inserisce in un periodo di grandi trasformazioni sociali e religiose dell'Italia post-unitaria.
La Fondatrice: Giovannina Mazzone
L'Infanzia e la Vocazione
Giovannina Mazzone nacque a Casale Monferrato (Alessandria) il 28 luglio 1861. Era figlia del dott. Paolino, Primario di Medicina dell'Ospedale Santo Spirito, e di Giovannina Teglia, direttrice della scuola elementare “S. G.M.” Purtroppo, dopo aver dato alla luce la bimba tanto desiderata, la mamma morì di setticemia durante il parto, lasciando Giovannina orfana di madre. Un'altra dura prova attendeva Giovannina a sedici anni: la morte del padre.
Confortata dalla grazia ricevuta per la guarigione agli occhi, Giovannina dedicò completamente la sua vita religiosa alla Vergine Maria, ispirandosi a Bernadette Soubirous, la Veggente di Massabielle nata 17 anni prima della Mazzone. Nonostante le differenze sociali (la prima appartenente alla ricca borghesia, la seconda a una classe povera), condividevano un aspetto profondo nella loro spiritualità.
Il Contesto Sociale e l'Impegno Caritativo
Giovannina Mazzone nacque e crebbe negli anni successivi all'Unità d'Italia, in un'epoca di profonda trasformazione e di diffuse difficoltà sociali. Il 1860 fu un anno storicamente importante per la storia italiana, con l'impresa dei Mille di Garibaldi, e Casale Monferrato era una piccola ma significativa città del Piemonte risorgimentale. La fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento furono caratterizzati da una diffusa e dolorosa miseria a livello popolare, con epidemie, accattonaggio e atti di brigantaggio. L'agricoltura monferrina era in declino, e le condizioni di uomini, donne e ragazzi che lavoravano nelle cave casalesi per l'industria cementiera erano spesso precarie.
In questo scenario, il movimento sociale cattolico cominciava a delinearsi con maggiore chiarezza, spinto anche dall'Enciclica di Leone XIII "Rerum Novarum" (15 maggio 1891) sulla questione operaia. Sebbene l'Opera dei Congressi Cattolici si fosse sviluppata con un certo ritardo a Casale Monferrato a causa dei legami con la tradizione sabauda, l'attenzione alle problematiche sociali crebbe. In questo contesto, Giovannina Mazzone, inizialmente dedicatasi all'attività catechistica nella parrocchia di Santo Stefano e all'assistenza ai più in difficoltà tramite le Dame di S. Vincenzo, orientò il suo impegno verso il sostegno e il riscatto delle giovani donne e delle lavoratrici, in un periodo in cui l'emancipazione femminile era ancora lontana.
Il suo motto, "Ogni forma di bene mi attrae!", la guidò nella realizzazione di un vasto elenco di opere sociali. La sua figura divenne notissima in Piemonte, e tutti ricorrevano a lei con la certezza di trovare aiuto generoso ed efficace. In difesa della libertà, durante la Seconda Guerra Mondiale, Giovannina Mazzone diede rifugio a israeliti perseguitati, e nella sua casa di via Trevigi si tennero le prime adunanze clandestine del Comitato di Liberazione Alta Italia.

La Nascita e lo Sviluppo dell'Istituto
Le Origini e il Primo Oratorio
La parrocchia di Santo Stefano diventò la casa della catechista Giovannina, ma le sue aspirazioni erano più grandi. Non ancora ventenne, fondò per le sue amiche una Scuola di Catechismo presso la parrocchia di S. Stefano. Dopo una visita a Parigi con lo zio Giuseppe nel 1883, dove fu attratta dal celebre "curé" Dupaulou, nel 1892 nacque l'Oratorio, uno dei primi in Italia. Questo Oratorio e Ricreatorio per ragazze aveva fini religiosi e sociali, un complesso di opere che comprendeva l'istruzione religiosa e l'aiuto alle giovani donne bisognose. Tra le finalità vi era anche quella di "sovvenire anche nei loro bisogni materiali con sussidi, collocamenti a lavoro, acquisto di piccole cognizioni utili alle loro condizioni". Per realizzare queste finalità, creò corsi specifici per le domestiche e per le operaie.
Nel 1893, prese forma quello che sarebbe diventato il Convitto per accogliere le studentesse del circondario che frequentavano le scuole casalesi, nate dall'esigenza di offrire un luogo sicuro a molte giovani che venivano in città per gli studi e si fermavano in luoghi non sempre di buona fama. La sua attività per il riscatto della donna, delle giovani e delle lavoratrici divenne la sua caratteristica distintiva, ponendola tra le prime a operare per l'emancipazione femminile e la promozione del loro ruolo nella società.
Consolidamento e Riconoscimento
Alcune giovani si prestarono all'assistenza a tempo pieno e divennero le prime Figlie di Nostra Signora di Lourdes. Nell'Oratorio non poteva mancare la cappella con la presenza di Gesù Eucaristico, adattata in una stanza per il culto. Intanto, la sua opera si consolidò e si affermò. Già alla fine dell'Ottocento, Giovannina Mazzone teneva contatti con Don Orione a Tortona e con la Madre Teresa Michel di Alessandria, che perseguivano scopi analoghi.
I vescovi di Casale, prima mons. Gavotti e in seguito mons. Pella, favorirono e benedirono l'opera della Mazzone, Terziaria Francescana, denominando l'istituto "Nostra Signora di Lourdes". La sua attività fu talmente riconosciuta che nel 1910 le venne concessa dall'autorità vaticana la medaglia d'oro "Pro Ecclesia et Pontefice". Fu allora che, dopo trent'anni, l'Oratorio prese il nome di Opera di Nostra Signora di Lourdes. L'Istituto casalese ottenne il riconoscimento ecclesiastico di diritto diocesano, eretto come Ente Morale con decreto governativo. Legalmente riconosciuto con decreto del Capo dello Stato in data 27 settembre 1944, n.917, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale d'Italia n. 28 in data 3 febbraio 1945, è iscritto nel Pubblico Registro delle Persone Giuridiche della Provincia di Alessandria al n. 46 del 20 marzo 1987. L'approvazione vescovile, per opera di mons. L. Gavotti, avvenne il 3 giugno 1915, e fu eretto come Istituto religioso di Diritto diocesano il 26 agosto 1938.

Espansione delle Opere e Assistenza durante le Guerre
La grande opera di apostolato della Mazzone si estese con l'apertura di scuole e asili ad Oropa, Biella, a Premia in Val Formazza e a Vallegiolitti. Fu fondato anche il pensionato di Genova. Tra il 1920 e il 1940, nacquero altre opere a Mirabello, a Fremura Ligure, a Biella, a Genova e l'Asilo di S. Teresa del Bambino Gesù per le lavoratrici del Setificio di Casale.
Durante la Prima Guerra Mondiale, l'Istituto divenne centro di raccolta per i profughi del Friuli. Anche durante la Seconda Guerra Mondiale, l'Istituto continuò la sua opera didattica e assistenziale, istituendo anche lezioni di cucito, ricamo, steno-dattilografia e pittura. A Casale, nel 1953, fu inaugurata la "Madonna Faro" che domina piazza Castello, voluta da Giovannina in segno di amore per la sua città.
Il Carisma e lo Spirito dell'Istituto
L'Istituto è la famiglia religiosa delle "Figlie di Nostra Signora di Lourdes" fondata da Giovannina Mazzone con il preciso scopo di accogliere e formare "piccole operaie del Buon Dio che tendono a coprire quei vuoti che i grandi Istituti sorpassano". Le religiose sono chiamate ad un lavoro apostolico minuto, talvolta episodico e frammentario, come quello delle spigolatrici, ma sempre teso a testimoniare Cristo con benignità e semplicità in ogni forma di bene, particolarmente in spirito missionario nei vari ambienti della Chiesa locale e universale.
"Lo spirito della nostra comunità è l'apostolato, la missionarietà." Il nome "Figlie di Nostra Signora di Lourdes" lega le Sorelle a una tenerissima devozione alla Vergine Maria, modello di piena disponibilità al Signore, e offre in Santa Bernardetta Soubirous un modello di vita e spiritualità. Il motto dell'opera, come detto, è: "Ogni forma di bene mi attrae!". Nel carisma di Giovannina Mazzone, con intuizione apostolica profondamente radicata nella vita di preghiera, ha saputo "leggere i segni del suo tempo" e rispondervi con impegno e totale dedizione.
La Missione in Africa e le Superiore Generali
Il Sogno Missionario della Fondatrice e la Morte
Il sogno di Giovannina Mazzone è sempre stato quello di aprirsi anche alle terre di missione. Già nell'ottobre 1921 diceva che: "la missionarietà deve essere il fondamento della sua casa, e quando fosse giunta l’ora della partenza per le missioni, non si devono lesinare le forze, i mezzi e correre all’appello di Gesù, sotto qualunque cielo…". E ripeteva: "abbiate un animo missionario, pensate e agite da missionarie, siate larghe di mente e di cuore…!".
Il 9 gennaio 1954, Giovannina Mazzone lasciò questa terra, presentando al cospetto di Dio la sua vita interamente donata. Morì a Casale Monferrato in fama di santità, lasciando un venerato ricordo.
Suor Michelle Rolland e l'Apertura in Benin
La visione missionaria della fondatrice trovò piena realizzazione grazie all'operato di Suor Michelle Rolland. Nata il 29 marzo 1939 a Lione, in Francia, Suor Michelle trascorse una giovinezza attiva nella Croce Rossa francese e nello scoutismo. Dopo aver conosciuto l'Istituto "Nostra Signora di Lourdes" di Casale Monferrato e aver scoperto lo spirito missionario di Giovannina Mazzone con il suo motto, decise di entrare nella congregazione religiosa in Italia.
Emette i suoi primi voti il 25 agosto 1962 e fu inviata presso la comunità di Genova per un percorso di formazione abilitante all'insegnamento. Dopo gli anni di studio, tornò a Casale per accompagnare le ragazze studentesse nel collegio del Mazzone, insegnando la lingua francese. Nel settembre 1984 è stata eletta Superiora Generale e fu costretta ad abbandonare l'insegnamento. Durante il suo mandato, Suor Michelle ha letto e raccolto gli scritti della Fondatrice in un libretto intitolato "Dal profondo del cuore", traducendolo anche in francese, e ha approfondito il carisma di Giovannina Mazzone e la spiritualità dell'Istituto.
Nel 1988, con il grande appoggio e la benedizione di monsignor Carlo Cavalla, Vescovo di Casale, Madre Michelle Rolland, superando le resistenze delle consorelle italiane, rese possibile l'apertura della Missione delle Figlie di Nostra Signora di Lourdes in Benin (Africa). Rispose con spontaneità e senza viaggi esplorativi all'invito del Vescovo Lucien M. Agboka, inviando in Benin tre suore italiane per aprire un centro di promozione femminile e un dispensario. Dopo tre anni di Missione, l'Istituto ha accolto le prime vocazioni Beninesi. Attualmente, vi sono sei comunità in Benin, con scuole materne, medie e primarie, orfanotrofi, case accoglienza e un noviziato con convitto.
Per il suo servizio esemplare, il 12 novembre 2019, Papa Francesco, tramite il Nunzio Apostolico in Italia monsignor Emil Paul Tscherrig, ha concesso a Suor Michelle Rolland l'Onorificenza Pontificia "Croce pro Ecclesia et Pontefice", consegnata dal vescovo di Casale Monferrato.

L'Elezione di Suor Odile Adjidowe
Giovedì 21 luglio 2022, in Benin, è stata eletta la quinta Superiora Generale delle Figlie di Nostra Signora di Lourdes: Suor Odile Adjidowe. Per la prima volta, la superiora è africana. Fino a quel momento, ricopriva il ruolo di vicaria generale. Con lei, sono state elette le quattro consigliere generali: Suor Michelle Rolland (superiora generale emerita), Suor Monique Dagbelou, Suor Leocadie Arawo e Suor Eulalie Kotoko.
Festività e Pubblicazioni
La festa solenne della Comunità delle Figlie di Nostra Signora di Lourdes si celebra l'11 febbraio con una Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo, seguita da Adorazione Eucaristica pomeridiana e S. Messa con Benedizione dei Bambini.
La Comunità pubblica un bollettino trimestrale intitolato "Casa Mazzone", che viene inviato gratuitamente a chi ne fa richiesta.