Il Ruolo di Sacerdoti e Laici nella Comunità Ecclesiale

La relazione tra sacerdoti e laici all'interno della comunità ecclesiale è un tema di profonda importanza, che suscita riflessioni e talvolta preoccupazioni tra i fedeli. Diverse lettere giunte alla redazione mettono in luce sentimenti di tristezza e amarezza per quella che viene percepita come un'assenza dei parroci, in particolare nei confessionali, e una tendenza al non ascolto. Secondo alcuni fedeli, i sacerdoti sembrano essere eccessivamente presi dalla fretta, dalla pigrizia o dall'indolenza, trascurando la necessità di una presenza più costante e attenta.

Sebbene la partecipazione alla Messa sia ritenuta fondamentale, emerge il bisogno di una maggiore presenza da parte dei preti, la cui diminuzione viene avvertita con rammarico. Il parroco, nella concezione di chi scrive, dovrebbe essere una guida che incoraggia la partecipazione alla vita della chiesa, spinge verso il matrimonio in chiesa e, in generale, promuove un avvicinamento a Dio. Alcuni esprimono il desiderio di vedere un maggiore zelo nell'attirare le anime a Dio da parte di alcuni sacerdoti, lamentando che, al contrario, alcuni comportamenti sembrino allontanare i fedeli.

Illustrazione che rappresenta un sacerdote che ascolta un fedele in confessionale, con un'atmosfera di serenità e dialogo.

Un sacerdote anziano, con oltre novant'anni di vita sacerdotale, offre una prospettiva storica, osservando come la gioventù odierna non frequenti più le chiese, non si confessi e sembri priva di un solido quadro morale riguardo al rapporto con Dio. Questo quadro di "tutto è lecito" contrasta con la visione tradizionale del rapporto con il divino.

Le due lettere, pur provenendo da angolazioni diverse, sembrano toccare lo stesso nucleo problematico: una frattura, forse una vera e propria rottura, nel rapporto tra sacerdoti e parrocchiani, tra pastori e fedeli. Questa incrinatura non è un fenomeno recente, ma affonda le radici in generazioni passate, coinvolgendo sia l'educazione impartita dai genitori ai ragazzi di oggi, sia la formazione dei preti di ieri. Il mondo è cambiato, e con esso anche la dimensione religiosa, rendendo questo contesto diverso da quello del passato.

La Chiesa come Popolo di Dio e la Corresponsabilità

Il Concilio Vaticano II ha presentato la Chiesa primariamente come "Popolo di Dio". Attraverso il battesimo, tutti diventiamo figli di Dio, fratelli e partecipi della missione profetica, sacerdotale e regale di Cristo. La comunità parrocchiale è, quindi, una "comunità di fedeli", composta da sacerdoti e laici. L'espressione "I fedeli laici, unitamente ai sacerdoti (...) formano l'unico Popolo di Dio e Corpo di Cristo" sottolinea questa unione fondamentale.

La Chiesa è vista come la famiglia di Dio, un luogo di comunione tra i credenti. Questa comunione ecclesiale è definita "organica", caratterizzata dalla presenza di membri con funzioni diverse ma complementari. Gesù stesso continua a guidare il suo popolo attraverso coloro che sono stati scelti per rappresentarlo, nonostante le loro debolezze. I vescovi sono i primi designati, ma poiché non possono essere ovunque, costituiscono comunità locali, le parrocchie, affidate alla guida di un parroco che ne fa le veci.

Schema che illustra la struttura della Chiesa come

Il Ruolo del Parroco

Il parroco è un presbitero a cui il Vescovo affida la cura pastorale di una parrocchia. Egli rappresenta il Vescovo nella comunità ed è una presenza di Gesù, attraverso cui Cristo opera nella comunità. Le sue funzioni principali sono tre: pastorale, profetica e sacerdotale.

  • Funzione Pastorale: Come pastore, il parroco guida la vita della comunità, promuove l'unità, coordina i carismi dei fedeli e le diverse forze presenti. Viene definito "ministro (= servitore) dell'unità".
  • Funzione Profetica: Il parroco ha il compito di trasmettere la Parola di Dio, insegnare la dottrina della Chiesa e custodire la Verità rivelata, interpretata dall'autorità ecclesiastica.
  • Funzione Sacerdotale: Attraverso l'ordinazione, il parroco partecipa in modo speciale al sacerdozio di Gesù e opera "in persona Christi" (impersonando Cristo) nella celebrazione dell'Eucarestia e nell'amministrazione dei sacramenti.

Tutte queste funzioni sono da intendersi come un servizio alla comunità. L'autorità del parroco, in un'ottica evangelica, è un servizio volto al bene dei fratelli, in una comunità d'amore. Come disse Giovanni Paolo II, "presiedere la comunità non significa dominarla ma servirla". L'atteggiamento dei fedeli verso il parroco dovrebbe essere di fede, riconoscendo in lui la presenza di Gesù, e di amore, ricordando le parole: "Chi ascolta voi, ascolta me" e "Chi accoglie voi, accoglie me".

La Partecipazione Attiva dei Laici

Tutti i cristiani, per il Battesimo e la Cresima, partecipano alla funzione sacerdotale, profetica e regale (pastorale) di Cristo e, di conseguenza, hanno una parte attiva nella vita e nell'azione della Chiesa. I laici non sono semplici "utenti di servizi religiosi", ma sono Chiesa stessa e, pertanto, corresponsabili della comunità ecclesiale. Come sottolineato nella lettera apostolica "Christifideles Laici", i fedeli laici "possono e devono fare moltissimo per la crescita di una autentica comunione ecclesiale all'interno delle loro parrocchie".

La responsabilità comunitaria dei laici è una fonte di rinnovamento per la Chiesa e contribuisce a plasmarne il volto per le nuove generazioni. La corresponsabilità si esprime in molteplici forme: collaborazione nell'apostolato, nella catechesi, nell'amministrazione, nelle opere sociali e caritative, nella preparazione liturgica, nell'assistenza ai malati, e in molti altri ambiti. Alcuni laici svolgono il ministero straordinario dell'Eucarestia, altri operano in gruppi, associazioni e movimenti, o si dedicano alla preparazione ai sacramenti.

Un contributo insostituibile alla crescita della Chiesa è offerto dalla preghiera e dalla sofferenza vissuta in unione con Cristo. La corresponsabilità instaura un rapporto nuovo tra sacerdoti e laici: entrambi si sentono responsabili dell'edificazione della comunità, pur nella distinzione dei compiti. Come affermava Sant'Agostino: "Per voi sono vescovo, con voi sono cristiano".

Immagine che raffigura un gruppo eterogeneo di persone (sacerdoti e laici) che collaborano attivamente in diverse attività parrocchiali.

Strutture di Comunione e Collaborazione

La collaborazione e la corresponsabilità trovano una concreta realizzazione nelle strutture di comunione auspicate dal Concilio Vaticano II, in particolare il Consiglio pastorale e il Consiglio per gli affari economici. Questi organismi sono pensati per favorire l'unione, la compartecipazione e il dialogo tra tutte le forze vive della parrocchia. Tuttavia, affinché queste strutture siano efficaci, è necessario che i loro membri posseggano un profondo spirito comunitario, una reale apertura al dialogo e la capacità di costruire armonia.

Spesso, la mancanza di esperienza nella costruzione di rapporti basati sull'unità e sulla comprensione reciproca ha impedito a queste strutture di dare i frutti sperati. È fondamentale che i sacerdoti riconoscano i doni dello Spirito nei laici, accogliendo il loro apporto, i loro consigli e la loro collaborazione, in spirito di comunione e reciproco aiuto. Valorizzare lo specifico apporto dei laici nei diversi ambiti pastorali, sia nella progettazione che nel servizio, è essenziale per una parrocchia comunità missionaria che assume una fisionomia sempre più laicale.

Nella Chiesa-comunione, i diversi stati di vita sono uniti e coordinati tra loro. Pur mantenendo la loro originalità, si pongono in relazione reciproca e si mettono al servizio gli uni degli altri, vivendo l'uguale dignità cristiana e la vocazione universale alla santità nella perfezione della carità.

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