Il Santuario della Beata Vergine di Gallivaggio: Storia, Fede e Restauro

Il Santuario della Madonna di Gallivaggio, situato nel suggestivo comune di San Giacomo Filippo, in Valtellina, è uno dei luoghi di culto più significativi della Valchiavenna e non solo. Incorniciato in un anfiteatro alpino di imponenti massi rocciosi, che contribuiscono al suo fascino spirituale e paesaggistico, il santuario rappresenta un punto di riferimento per la fede e la devozione alla Madre di Misericordia.

Foto panoramica del Santuario di Gallivaggio immerso nel paesaggio alpino

L'Apparizione della Beata Vergine (1492)

Contesto Storico e Sociale

L'origine del Santuario di Gallivaggio è legata a un evento miracoloso avvenuto in un'epoca di profonde turbolenze. Nel cuore dell'asperrima e selvaggia Valle di S. Giacomo, oggi conosciuta dai turisti come Valle dello Spluga, in una località denominata Grualle, la Vergine apparve il 10 ottobre 1492. Tempi tristissimi correvano allora: le lotte fratricide avevano sconvolto l'ordine cristiano nei vecchi gloriosi Comuni, e un fermento di novità stava invadendo il mondo. La Valchiavenna, essendo un passaggio obbligato e comodo per il centro della Svizzera e della Germania, subì i malefici influssi di questo periodo, durante il quale nei paesi del Nord stava lentamente maturando la cosiddetta riforma, che avrebbe spezzato l'unità cattolica d'Europa.

Il Racconto dell'Apparizione e il Messaggio di Maria

La mattina di mercoledì 10 ottobre 1492, due povere contadinelle dei vicini villaggi di Vho e Lirone si incamminarono verso la rupestre gola di Gallivaggio per raccogliere castagne nei boschi. Le fanciulle si strinsero impaurite e tremanti quando, nel mezzo di una luce, videro una "signora" dal comportamento regale, con un velo candido che le avvolgeva il capo e le copriva le spalle, e uno stuolo di angeli che le facevano corona.

Avvenne un confidenziale e sconvolgente colloquio: "Che fate giovinette mie?" chiese Maria. La più grandicella rispose: "Siamo qui a raccogliere castagne". "Ma ne trovate a sufficienza?". "Ne abbiamo a sufficienza per grazia di Dio e della Beata Vergine". E la risposta fu: "Sono io la Vergine Maria!". Di colpo le ragazze si misero in ginocchio e con le mani giunte risposero: "Nostra Signora, come mai siete venuta in un posto così selvaggio?". Maria replicò: "Io vado in ogni luogo per la conversione dei peccatori".

La Madonna parlò con accento accorato alle giovanette, chiedendo loro di richiamare alla vera vita cristiana i popoli che stavano allontanandosene. Verso il suo divino Figlio, adirato per tanti disordini, Ella aveva implorato: "Misericordia, Misericordia, Misericordia!". Alle fortunate veggenti ricordò di divulgare il suo messaggio di penitenza, di preghiera e di santificazione dei giorni festivi, annunciando che, se i peccatori non si fossero convertiti e non avessero meglio osservato i giorni festivi (dal sabato pomeriggio alle 15), la punizione del Figlio sarebbe arrivata presto. Concluse dicendo: "Così infatti mio Figlio e Signore vostro prenderà motivo di accogliere ancor più le mie suppliche per voi ed io non mi stancherò di pregare con maggior ardore per voi peccatori". Accompagnata dal canto degli angeli, la Vergine si congedò. Questo colloquio fu trascritto e custodito gelosamente nel Santuario.

I Primi Miracoli e la Nascita della Devozione

Le due giovanette, riavutesi dallo stupore, corsero al loro paesello di Vhò, dove trovarono sostenitori ed oppositori. Ma i miracoli fecero cadere ogni opposizione: perfino un bimbo morto risuscitò, quando fu posto sul sasso dove aveva posato i piedi la Madonna. Tutta la popolazione si radunò per tre giorni in preghiera alla Madonna per questo “miracolo”.

La Storia Costruttiva del Santuario

Dall'Oratorio alla Basilica

Immediatamente dopo l'apparizione, fu costruito un piccolo oratorio in legno, che fu benedetto nella primavera successiva dall'arciprete di Chiavenna, Gianbattista Pestalozza. Questa cappella durò circa 20 anni e fu poi sostituita da una in muratura. La chiesa attuale è la terza costruita sul luogo dell’Apparizione. Le precedenti, datate 1493 e 1510, furono sostituite dall’attuale edificio, eretto a partire dal 1598. I lavori della basilica, a tre navate, furono consacrati solennemente nel 1615 da monsignor Filippo Archinti, allora vescovo di Como.

Ricostruzione storica o affresco raffigurante la costruzione del santuario di Gallivaggio

Sviluppi Successivi

Nel 1728 iniziarono i lavori per la costruzione del campanile, alto 52 metri, terminato nel 1731. Nel 1742 il Capitolo Vaticano decretò e offrì la corona d'oro per incoronare il bellissimo simulacro, ancora oggi assai venerato. Nel 1892, ricorrendo il quarto centenario dell'Apparizione, furono organizzate imponenti feste giubilari, alla presenza del Card. Andrea C. Ferrari.

Caratteristiche Architettoniche e Artistiche

L'interno del santuario è a tre navate con volte a crociera sostenute da colonne monolitiche in granito. Dedicato a Maria Madre di Misericordia, il Santuario conserva pregevoli opere d'arte. Tra queste vi sono affreschi di Domenico Caresana, realizzati tra il 1605 e il 1606, e dipinti di Paolo Camillo Landriani, detto il Duchino, e Cesare Ligari.

Interno del Santuario di Gallivaggio con dettaglio delle navate e degli affreschi

La Frana del 2018 e i Lavori di Restauro

Il Disastro e l'Intervento Provvidenziale

Il 29 maggio 2018, il Santuario fu gravemente danneggiato da una rovinosa frana di migliaia di metri cubi di roccia, fango e alberi che si abbatté su chiesa, campanile e strutture adiacenti. Il complesso, nonostante la massa e il violentissimo impatto dei detriti, rimase in piedi. Nel maggio 2018, all’indomani della frana, il Vescovo Oscar Cantoni, in un suo messaggio di riflessione, riportò lo stupore di un geologo, il quale, «incaricato di sorvegliare il progressivo smottamento», rilevò che «la massa rocciosa, dopo il distacco, ha deviato rispetto alla direttrice del santuario. Precipitando si è sbriciolata e quindi non sono caduti sassi di grosse dimensioni».

Come credenti, scrisse ancora il Vescovo, «abbiamo il diritto di affermare, senza timidezza alcuna, che una mano provvidenziale, quella di Maria, è intervenuta a tutela e a difesa del Santuario, come già è capitato nei tempi passati, dando un ulteriore segnale di vicinanza, di benevolenza e di affezione nei nostri confronti. A Gallivaggio Maria è di casa già dal lontano 1492 e qui esercita la sua maternità verso i discepoli del suo Figlio…».

Gallivaggio, cronistoria della frana

Il Progetto di Ricostruzione e i Finanziamenti

Il Santuario è stato temporaneamente chiuso a seguito della frana. Grazie ai fondi messi a disposizione da Regione Lombardia e dalla Provincia di Sondrio, sono iniziati i lavori di messa in sicurezza e restauro. L’Accordo di Programma per la riconsegna del Santuario al pubblico prevede un importo pari a 4 milioni e 650mila euro, di cui 2 milioni finanziati da Regione Lombardia, 1 milione e 650mila euro dalla Provincia di Sondrio e il resto in capo alla Diocesi di Como.

La cantierizzazione inizierà ragionevolmente entro fine novembre 2018, secondo le modalità indicate dalle autorizzazioni della Soprintendenza che prescrive come primo passaggio la realizzazione di test, saggi stratigrafici e approfondimento della campagna diagnostica. Il termine dei lavori è previsto indicativamente per fine 2026, con l’obiettivo di rendere fruibile il Santuario al pubblico. Questo primo traguardo è il frutto di un proficuo lavoro di rete con le istituzioni locali, regionali e il Ministero della Cultura; la Diocesi esprime riconoscimento per la collaborazione fattiva e per il contributo messo a disposizione. In un tempo così minacciato da conflitti e tensioni, il Santuario di Gallivaggio è lì a ricordarci, anche con questo inizio lavori, che la Diocesi e l’umanità intera sono assetate di Misericordia.

L’obiettivo è ridare vita al Santuario e restituirlo, nella sua bellezza e sacralità, alla comunità locale e ai pellegrini che da secoli ne custodiscono la memoria. Possiamo contribuire tutti a scrivere una nuova pagina della sua storia, così che il Santuario di Gallivaggio potrà continuare ad essere meta di pellegrinaggi e luogo di preghiera, mantenendo viva la devozione alla Madonna della Misericordia.

Le Celebrazioni e la Devozione

La Diocesi comense celebra il 10 ottobre la festa liturgica della Madonna di Gallivaggio sotto il titolo di Madre della Misericordia. A ottobre, il Santuario di Gallivaggio si accende della fede dei devoti della “Madre della Misericordia”. La mattina del 10 ottobre, il vicario generale della diocesi di Como, monsignor Ivan Salvadori, ha presieduto la Messa solenne nella memoria della solennità dell’Apparizione della Beata Vergine Maria, madre di Misericordia. La liturgia si è svolta nella Collegiata di San Lorenzo in Chiavenna, dato che il Santuario è temporaneamente chiuso.

La bellezza del Santuario risalta tra i dirupi e i massi erratici ed attira, soprattutto il 10 ottobre, innumerevoli folle di ogni ceto e da ogni paese. Pure molto frequentate sono le feste di Sant'Anna (26 luglio) e della Natività della Madonna (8 settembre).

Il Santuario è aggregato alla Basilica di Santa Maria Maggiore, sottolineando la sua importanza nel panorama della devozione mariana. Annesso al Santuario è pure un moderno ospizio per i pellegrini, anche se attualmente chiuso a causa dei lavori.

Come Raggiungere il Santuario

Il Santuario di Gallivaggio dista otto chilometri da Chiavenna, sulla strada per Campodolcino e Madesimo, con cui è collegato da autolinea, ed è assistito da un Rettore. Attualmente, data la chiusura temporanea per i lavori di restauro, è consigliabile verificare le modalità di accesso e le celebrazioni alternative.

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