Splendido alle falde del Monte Scalambra, all'ombra dei lecci e dei lauri secolari, l'Eremo di San Lorenzo a Piglio, visto dal basso, appare come una fortezza di pace, di meditazione e di fede francescana. La visita al Convento è particolarmente suggestiva, sia per la cornice naturale dove sorge, sia per l'atmosfera di raccoglimento e di spiritualità che lo circonda.

Le Origini Francescane del Convento
Il Convento di San Francesco, sotto il titolo di San Lorenzo, fu fondato, si narra, dallo stesso San Francesco d'Assisi intorno al 1215-1223. Secondo la tradizione, San Francesco, di ritorno dalla Terra Santa e diretto verso Subiaco, trovò questo terreno alle falde dello Scalambra, donato dal Cardinale Giovanni Colonna, Vescovo di Sabina. Nel 1215, il Cardinale Colonna mise a disposizione dell'Ordine Francescano una piccola zona dei suoi possedimenti, un'area dove la montagna degrada su alture collinose, formando un terrazzo aperto sulla Valle del Sacco, un luogo che offriva un buon ritiro per i frati.
La Chiesa e il Convento sono retti dai Frati Minori Conventuali e dedicati a S. Lorenzo, arcidiacono e martire della Chiesa Romana, la cui festività ricorre il 10 agosto. Nel 1958, al Poverello d'Assisi è stata dedicata una statua con l'iscrizione del Cantico delle Creature, posta vicino alla Chiesa.

La Vita Eremitica del Beato Andrea Conti
Tra le figure più importanti legate all'Eremo vi è il Beato Andrea Conti. Nato intorno al 1240 ad Anagni come Andrea De Comitibus (dei Conti) di Segni, era un parente stretto dei Papi Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII, gli ultimi due rispettivamente zio e nipote. Si narra che in questo convento sia stato un modello perfetto di umiltà e mortificazione francescana, di modestia e di pietà.
Il Beato Andrea Conti visse per oltre quaranta anni in preghiera, in penitenza ed estrema povertà in un'angusta ed umida grotta vicino al Convento. Quest'antro, stretto, umido e buio, era "più per covile di fiere che per stanza di uomini", dove Andrea Conti visse isolato dal mondo. Accanto alla grotta, al cui interno sulla roccia è stata scolpita l'effigie del Beato, vi era un Oratorio dove si venerava una statua in legno del Santo, rappresentato con un libro in mano; questa costruzione fu demolita nel 1903.
La passeggiata verso la grotta si snoda lungo un ampio tappeto erboso verdeggiante, con una recinzione in pietra a sinistra e pini invecchiati a destra. La grotta non presenta un limite all'entrata, salvo eventuali problemi di corpulenza. A destra dell'ingresso della grotta si osserva una croce scavata nella parete rocciosa con una grata di piccoli fori; alcuni dicono che essi servissero a trattenere il diavolo, che faceva incessanti visite ad Andrea Conti.

Nelle vicinanze del Convento, una Cappella dedicata al Sacro Cuore, a forma di rotonda, fu costruita nel 1893 sui ruderi di un'antica cappellina, eretta sul luogo dove spesso si recava il Beato Andrea. Un'altra croce era incisa su un masso isolato situato a metà strada fra il Convento di San Lorenzo e il vecchio borgo di Piglio, nota come «Cona del Beato Andrea», dove in onore del Beato esisteva una “Cona” (da Icona: immagine sacra), una Cappelletta campestre che fu sostituita nel 1835 da un piedistallo che sosteneva un masso e una croce.
Architettura e Curiosità della Chiesa
La chiesa, adiacente al convento francescano, è di tardo stile barocco, identico per struttura e dimensioni a quello di Sant'Andrea al Quirinale di Roma. Essa presenta un tetto con una cupola divisa in due sezioni che, in maniera quasi "magica", appare e scompare dalla vista dalla sottostante città di Piglio. La visita di ritorno nella piazza di Piglio sembra infatti essenziale per cercare la cupola della Chiesa di San Lorenzo che sale dalle pendici del Monte Scalambra. Un giorno non si riesce a vedere la cupola, mentre in un altro giorno la cupola è visibile a tutti i frequentatori della piazza. La ragione di questa particolare visibilità mutevole rimane un mistero. Ai piedi della chiesa di San Lorenzo, non si riscontra alcun segno di mancanza di solidità o di cambiamento di altitudine del terreno e degli edifici.

Ospiti Illustri e Storia Recente
Il Convento di San Lorenzo è stato per decenni sede del noviziato della Provincia e ha accolto numerosi e benemeriti uomini e Frati Minori. Tra gli ospiti illustri, nel 1424 il luogo sacro accolse i resti di Benedetto da Pileo, il più insigne degli umanisti laziali. Il 13 luglio del 1788 vi fu sepolto P. Felice Andrea Guanciali di Zagarolo, vissuto a Piglio molto santamente, e nel Convento è stata sepolta anche la Terziaria Francescana Antonia Spirito di Piglio. Sembra, inoltre, che vi abbia trascorso del tempo nientemeno che Pier d'Isernia, cioè Papa Celestino V. Verso la fine del secolo XVII, fu ospite dei Frati di San Lorenzo anche un altro insigne frate: Padre Vincenzo Marco Coronelli da Venezia, fondatore dell'Accademia dei Moderni Argonauti e creato, nel 1702, Generale di tutto l'Ordine dei Conventuali di San Francesco.
Dal 1892 al 1908 vi dimorarono P. Giovanni di Albano, G. Bongianni (autore della “Vita del B. Andrea Conti”) e G. B. Ciavardini di Alatri (autore de “Accenni di pie tradizioni sul convento e B. Andrea Conti di Piglio”). Anche San Massimiliano Kolbe nel 1937 fu ospite del Convento.
Piglio e i suoi dintorni sono stati oggetto di molte attenzioni dalle fazioni impegnate nella distruzione durante la Seconda Guerra Mondiale. Il 20 agosto del 1943 il Convento fu visitato dal Principe Umberto di Savoia. Dopo l'8 settembre 1943, il Convento diede rifugio a numerosi ufficiali e sottufficiali italiani, che si sottrassero così all'occupante tedesco. La Chiesa, dopo circa dieci anni di forzata chiusura al culto, è stata riconsacrata il 23 agosto 1954 e custodisce l'urna contenente i resti del Beato Andrea Conti.
Il convento è stato recentemente restaurato e dispone di oltre venti stanze con bagno, a cui si aggiungono altre otto del vecchio noviziato, già con progetti di lavori. Oggi la gente viene in chiesa in pellegrinaggio a piedi o in auto attraverso una corsia di pini giganti che proteggono la strada dagli elementi. Attualmente, sebbene il convento possa contare su un numero ridotto di residenti stabili, l'area è popolata da numerosi gatti che sembrano assorbire la pace e la serenità del luogo.
