L'abside e il presbiterio sono elementi architettonici fondamentali nelle chiese, carichi di significato simbolico e spesso oggetto di ricche decorazioni artistiche. Comprendere la loro funzione e la loro evoluzione è essenziale per apprezzare l'architettura sacra.
L'Abside: Culmine del Percorso Sacro
L’abside è uno spazio semicircolare o poligonale che conclude una navata, coperto da un catino, ossia una struttura a forma di quarto di sfera. L’abside è il culmine del percorso sacro verso l’altare, il punto della massima concentrazione dell’attesa, il luogo della maggiore disponibilità alla suggestione visiva quando presenta decorazioni pittoriche.
Nelle chiese romaniche, l’abside è la parte che ha il maggior significato simbolico. Nella monofora centrale una Annunciazione mostra ancora il colore originario.

Evoluzione e Decorazione Absidale
A Roma, nelle chiese di fondazione altomedievale, la scelta del mosaico come tecnica decorativa dell’abside è dovuta all’esigenza di ricevere e rinfrangere la luce esterna, di utilizzare un materiale prezioso (pasta vitrea d’oro) e di semplificare il segno per comunicare in maniera efficace il messaggio religioso. Un diffuso progetto figurale è la teofania, ovvero la raffigurazione dell'epifania e apparizione divina.
Nella basilica di Santa Pudenziana, il mosaico absidiale (V sec.) ha Cristo in trono al centro del collegio apostolico disposto attorno ad un nobile portico dietro il quale c’è un panorama urbano attorno ad una croce gemmata contro un cielo animato di nuvole e di grandiosi simboli apocalittici.

Il Mosaico Absidale e il Simbolismo della Trinità
Un esempio significativo di decorazione absidale è il mosaico duecentesco di una cattedrale, che, pur rifatto nel 1884 su volere di Leone XIII mantenendone invariata l’iconografia, rappresenta in alto il volto di Cristo - che la tradizione vuole sia miracolosamente apparso in San Giovanni - e sotto di lui la colomba dello Spirito. Tutta la Misericordia della Trinità si rivela nella croce gemmata sottostante che è come avvolta da luce che diviene acqua. Nel battesimo di Gesù si annuncia che Lui è il Figlio prediletto di Dio.
Infatti alla base della Croce sta un monte paradisiaco da cui sgorga acqua che si suddivide in quattro fiumi, ricordo della fecondità promessa in Genesi e realizzata nella Gerusalemme Celeste (Gen 2,10-14 e Ap 22,1). A quell’acqua si abbeverano due cervi e un’infinità di creature che traggono vita dalla Trinità rivelatasi nella croce. La chiesa è rappresentata anche dalle mura gemmate della Gerusalemme Celeste protette dall’arcangelo Michele che è sotto la croce.
Il Presbiterio: Spazio del Clero e dell'Altare
Lo spazio riservato al clero posto alla fine della navata centrale e contenente l’altare maggiore è il presbiterio. In alcune chiese, il presbiterio è separato dalla navata centrale da una struttura divisoria architettonica e scultorea, una sorta di tramezzo chiamata iconostasi.
Al termine dell’attuale spazio presbiterale si osserva l’altare posto a ridosso dell’abside centrale. Precedentemente era posizionato al di sotto della volta a crociera costolonata del presbiterio.

L'Altare e il suo Contesto Storico
L’altare è la mensa sulla quale viene celebrato il sacrificio eucaristico e si trova nella zona presbiteriale. Può essere coperto da un ciborio, una grande edicola architettonica sorretta da quattro colonne reggenti una volta. Rinnovato all’epoca dell'arcivescovo Angilberto II (824-859), il ciborio della basilica milanese di Sant’Ambrogio forma un binomio tematico sulla teologia ambrosiana con l’altare di oro realizzato dal maestro Vuolvinio.
In particolare, sul timpano rivolto verso la navata centrale, è raffigurato a stucco Cristo che dona le chiavi a San Pietro e il codice a San Paolo ( = traditio legis). L’altare, invece, a forma di cassa, presenta molteplici figurazioni a sbalzo tra cui Sant’Ambrogio che incorona Angilberto e il magister phaber Vuolvinio.

Il Culto della Madonna del Popolo e l'Altare Sessa Aurunca
A Sessa Aurunca, l'altare è oggi strettamente legato alla venerata immagine della “Madonna del Popolo” protettrice, insieme a San Leone IX, della Diocesi e città di Sessa Aurunca. La decorazione dell’abside centrale è stata voluta proprio come conseguenza del forte culto popolare, sviluppatosi maggiormente a partire dal secolo XVIII.
Origini e Controversie sul Culto
Stando alla tesi di Diamare, il dipinto raffigurante la Madonna con Gesù Bambino era stato rinvenuto presso il convento di Sant’Anna in Sessa Aurunca. Dopo il ritrovamento si succedono eventi miracolosi tanto da decidere, per il grande culto e pietà popolare, la traslazione in Cattedrale attorno al primo quarto del Seicento. Nel corso dei secoli sull’Immagine era stata applicata una “riza” in lamine d’argento che permetteva d’osservare i soli volti.
Malgrado la visione del dipinto molto parziale vi fu l’attribuzione al pittore Marco Cardisco, ritenuta valida e confermata negli anni successivi. Un nuovo studio, che ha riaperto il dibattito sulla nascita del culto, è quello di Riccardo Naldi. Questi ha proposto una lettura diversa dal ritrovamento “miracoloso” inquadrando il dipinto della Madonna del Popolo in un contesto storico - artistico ben preciso e stimolando ulteriori approfondimenti sulle sue origini. L’autore ipotizza che l’opera pittorica sia stata commissionata sin dall’inizio per la Cattedrale, o perlomeno presente in questo edificio dal 1539.
La tradizione del rinvenimento presso il convento di Sant’Anna in Sessa si basa su quanto riportato dal canonico Gennaro Creta nel suo scritto “Registro dei Vescovi” in cui attesta che il 26 luglio del 1612, durante l’episcopato di Fausto Rebalio (1604-1624), si tenne una solenne processione in onore della Madonna del Popolo con conseguente incoronazione all’interno della sacrestia.
Il culto continuò a crescere negli anni tanto che nel 1727 fu rifatto, per volontà del vescovo Luigi Maria Macedonio (1718-1727), il nuovo altare dedicato alla Madonna del Popolo. Al 1782 risale l’ultimazione della decorazione della zona absidale voluta dai vicari capitolari Testa e Grella durante la sede vacante. A quel momento storico si deve la decorazione marmorea dell’abside centrale dal forte aspetto scenografico con l’inserimento delle statue raffiguranti San Pietro e Paolo riconducibili alla bottega di Giuseppe Sanmartino. La collocazione delle due opere scultoree fu probabilmente a discapito delle due tavole raffiguranti San Pietro e San Paolo, che sino al 1762 erano documentate ai lati dell’immagine mariana. Questi due dipinti sono stati attribuiti allo stesso autore della ‘Madonna del Popolo’ Marco Cardisco, che verosimilmente aveva realizzato un polittico con Maria ed il Bambino al centro.
Elementi Architettonici Correlati
Battistero
Edificio a pianta centrale poligonale o circolare entro cui è collocato il fonte battesimale per la celebrazione del relativo sacramento cattolico. Il battesimo, infatti, attraverso l’immersione del corpo di un fedele in una vasca d’acqua, simboleggia l’entrata nella comunità religiosa.
A Pisa, nella piazza dei Miracoli, il battistero rappresenta idealmente la nascita dell’uomo e si collega con il duomo (l’età adulta di un cristiano) e il camposanto (il momento della morte e il trapasso all’aldilà). A Parma, il battistero progettato da Benedetto Antelami (1196-1260) assume un carattere gotico per lo slancio verticale delle strutture, esaltato dalla presenza di guglie sul tetto, e la ricca decorazione plastica delle lunette dei tre portali in cui le sculture si staccano gradualmente dalla parete assumendo un’autonomia artistica. Il battistero sorge sulla piazza principale, accanto al duomo, al campanile, al palazzo arcivescovile e ad alcune strutture comunali assumendo una funzione, oltre che religiosa, civile. Infatti, l’edificio è usato come camera mortuaria, luogo di rappresentanza e per esporre il bottino di guerra. Le sue molteplici funzioni giustificano la presenza di ben tre portali d’accesso, fortemente strombati.
A settentrione, il portale della Vergine (con la rappresentazione della Madonna in trono nella lunetta) è riservato all’accesso degli ecclesiastici nel sabato di Pasqua e nel giorno di Pentecoste per la celebrazione dei battesimi. Ad occidente, sotto il portale del Redentore, con il Giudizio universale, simbolo di speranza di resurrezione e di misericordia, viene composto la bara del defunto.
Campata e Capitello
- Campata: Spazio architettonico delimitato da quattro colonne (o pilastri), coperta da una volta a crociera. Nelle chiese romaniche, la campata scandisce lo spazio delle navate. Tra le campate della navata centrale e laterali, esiste un preciso rapporto matematico e proporzionale.
- Capitello: Elemento architettonico posto tra la colonna e la trabeazione (o l’arco). L’arcata che apre il presbiterio ha a destra un elaborato capitello con l’immagine di Salomone che suona la viella, lo strumento musicale ad arco tipico dei trovatori, che proprio alla fine del XII secolo raggiungeva la sua forma più evoluta.

Contrafforte e Cripta
- Contrafforte: Ingrosso della muratura addossato alla parete, eseguito in corrispondenza di un arco o di una volta per controbilanciare le spinte inclinate indotte da questi sulle pareti. Nell’architettura gotica, la base di un contrafforte può adottare forme geometriche variabili e cornici mistilinee.
- Cripta: Ambiente sotterraneo di una chiesa, ricavato sotto l’abside e il presbiterio.
Deambulatorio e Facciata
- Deambulatorio: Spazio architettonico a forma circolare o poligonale, collocato nella zona presbiteriale e absidiale come prolungamento delle navate laterali. Spesso, presenta delle cappelle radiali che alloggiano altari commissionati da privati.
- Facciata: La parte esterna anteriore, frontale e principale di un edificio sacro, posto ad est, con la funzione di introdurre il fedele nell’ambiente interno. Si distingue una facciata a salienti, il cui profilo segue la diversa altezza delle navate; e a capanna, che presenta il tetto a due spioventi. Spesso, nelle parti più vicine al tetto, ci sono archetti pensili che danno ritmicità e decorazione alla parete muraria. Oltre ai portali di ingresso, la facciata può presentare il protiro, il rosone, finestre e contrafforti.
Finestra, Guglia e Matroneo
- Finestra: Apertura nei muri esterni di un edificio che ha la funzione di illuminare gli ambienti interni. Si distinguono: una monofora, cioè una finestra sormontata da un arco con una sola apertura; una bifora e una trifora, una finestra il cui vano risulta diviso verticalmente in due (o tre) luci uguali mediante un piedritto centrale.
- Guglia: Elemento architettonico terminale a forma di cono o di piramide allungata posto al termine di torri, campanili o facciate.
- Matroneo: Loggiato posto al di sopra delle navate laterali, spesso destinato ad accogliere le donne.

Mesi e Navate
- Mesi: Rappresentazioni allegoriche (pittoriche o scultoree) che adornano gli edifici sacri medievali con la funzione di esaltare le attività lavorative dell’uomo nelle varie stagioni. L’immagine dei Mesi, quindi, indica le attività lavorative e il loro tempo, il cui valore è dato dall’appartenenza a Dio.
- Navate: Suddivisione longitudinale della chiesa in più parti. La navata centrale, normalmente, misura il doppio in larghezza rispetto alla navata laterale ed è delimitata da due file di elementi portanti (colonne o pilastri). Le navate laterali, al contrario, sono delimitate, da una parte, da un muro e, dall’altra parte, da file di elementi portanti. Solitamente, le navate sono in numero dispari: tre o cinque e possono presentare degli accessi indipendenti in facciata (portale centrale o maggiore; portali laterali).
Protiro e Pulpito
- Protiro: Nelle chiese romaniche, piccolo atrio posto davanti al portale d’ingresso, munito di una copertura a volta, sorretta da due colonne che spesso poggiano su leoni stilofori (dal greco, “portatore di colonna o di stilo“). Il leone è una scultura a tutto tondo: posto all’ingresso, simboleggia la forza che sta a guardia dello spazio sacro a protezione del fedele.
- Pulpito: Elemento architettonico posto a ridosso del presbiterio, sopraelevato da colonne e una trabeazione, di forma cilindrica o di parallelepipedo, destinata alla predicazione.

Quadriportico e Rosone
- Quadriportico: Spazio architettonico formato da un cortile porticato su quattro lati antistante le basiliche paleocristiane e destinato a radunare i catecumeni, le persone non ancora battezzate. La parte del porticato addossata alla facciata è chiamata nartece.
- Rosone: Finestra circolare munita di elementi decorativi disposti a raggiera. Si trova al centro della facciata principale di una chiesa, al di sopra del portale maggiore.
Transetto e Volta
- Transetto: Spazio architettonico che interseca trasversalmente la navata principale determinando una pianta a forma di croce greca o latina. Nel primo caso, la lunghezza dei quattro bracci è uguale e il presbiterio si trova al centro, all’intersezione del braccio longitudinale e trasversale.
- Volta: Un elemento architettonico composta da elementi a cuneo, derivata dal principio statico dell’arco. Esiste una volta a botte composta da archi a tutto sesto e da una parte di superficie semicilindrica. In aggiunta, esiste una volta a crociera originata dall’intersezione di due volte a botte. La crociera si diffonde specialmente nel periodo gotico e prevede l’utilizzo di archi a sesto acuto per ottenere un maggior slancio verticale e costoloni, ossia delle nervature aggettanti che suddividono la superficie e svolgono una funzione statica convogliando le spinte sulle strutture verticali (pilastri, colonne).
tags: #abside #e #presbiterio #disegno