Introduzione: Chiamate Distinte nella Chiesa Cattolica
Nel contesto della Chiesa Cattolica, i termini "consacrato" e "sacerdote" indicano entrambi una dedicazione a Dio e un impegno nella vita ecclesiale, ma si riferiscono a realtà distinte con specificità proprie in termini di vocazione, ministero e forma di vita.
Comprendere queste differenze è fondamentale per apprezzare la ricchezza delle varie vocazioni che compongono il tessuto della Chiesa.
La Vita Consacrata: Dedizione Totale a Dio

Cos'è la Vita Consacrata?
La vita consacrata è la forma di vita delle persone che dedicano interamente la loro esistenza a Dio attraverso voti pubblici (di povertà, castità e obbedienza) e il servizio della Chiesa e dell'umanità.
I consacrati desiderano essere un segno visibile della presenza di Dio nel mondo, anticipando già qui sulla terra alcuni aspetti della vita che ci attende quando saremo con Dio.
Benché le forme e le modalità possano essere tra le più diverse, ci sono alcune caratteristiche che accomunano tutti i consacrati.
I fratelli consacrati rispondono alla chiamata di Cristo e vogliono seguirlo impegnando in maniera dinamica tutto il loro essere verso la santità, convinti che la vera sorgente della vita si trova in Cristo.
La contemplazione di Dio apre verso una gioiosa e luminosa comunione fraterna dove ciascuno stima gli altri superiori a se stesso (Fil 2, 3).
È questa missione comune che lascia intravedere che le tenebre passano e che già brilla la vera luce (1 Gv 2, 8).
Origini e Forme della Vita Consacrata
La vita consacrata ha avuto origine nei primi secoli del cristianesimo, quando alcune persone scelsero di dedicare la loro vita interamente a Dio, vivendo in povertà e pregando in eremitaggi o in piccole comunità monastiche.
Nel corso dei secoli, la vita consacrata ha assunto diverse forme:
- I monaci, ad esempio, si dedicavano alla preghiera e allo studio e vivevano nei monasteri, osservando regole di clausura e di silenzio.
- I frati e le suore, invece, si dedicavano ad attività più esterne, come la predicazione, l’assistenza ai poveri e agli ammalati, e vivevano nei conventi.
Il frate è espressione della ricchezza della Chiesa: segue e vive secondo l’esempio del Cristo, casto, nella povertà e nell’obbedienza della volontà del Padre.
Oggi, la vita consacrata, nelle sue varie forme, continua a essere una scelta importante per molti cristiani che desiderano dedicare la loro vita interamente a Dio e al servizio della Chiesa e della società.
Il Sacerdozio Ministeriale: Il Sacramento dell'Ordine

Cos'è il Sacramento dell'Ordine?
L'Ordine è il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine dei tempi: è, dunque, il sacramento del ministero apostolico.
Nell'Antica Alleanza sono prefigurazioni di tale Sacramento il servizio dei Leviti, come pure il sacerdozio di Aronne e l'istituzione dei settanta "Anziani" (Nm 11,25).
Tali prefigurazioni trovano il loro compimento in Cristo Gesù, il quale, col sacrificio della sua Croce, è l'«unico […] mediatore tra Dio e gli uomini» (1 Tm 2,5), il «sommo Sacerdote alla maniera di Melchisedech» (Eb 5, l0).
"Solo Cristo è il vero sacerdote gli altri sono i suoi ministri" (san Tommaso d'Aquino).
Il sacerdote, con i suoi diversi gradi gerarchici, è una guida per il cristiano e svolge quanto Gesù Cristo aveva chiesto ai suoi discepoli dopo la sua morte.
I Tre Gradi del Sacramento dell'Ordine
Il Sacramento dell'Ordine si compone di tre gradi, che sono insostituibili per la struttura organica della Chiesa:
- L'Episcopato (Vescovo)
- Il Presbiterato (Sacerdote o Prete)
- Il Diaconato (Diacono)
L'ammissione al sacerdozio ministeriale avviene attraverso il sacramento dell'Ordine, che conferisce un carattere spirituale indelebile.
L'Episcopato
L'Ordinazione episcopale conferisce la pienezza del Sacramento dell'Ordine, fa del Vescovo il legittimo successore degli Apostoli, lo inserisce nel Collegio episcopale, condividendo con il Papa e gli altri Vescovi la sollecitudine per tutte le Chiese, e gli consegna gli uffici di insegnare, santificare e governare.
Il vescovo è la guida della Chiesa locale, ma è anche legato alla Chiesa universale.
Il Presbiterato
L'unzione dello Spirito segna il presbitero con un carattere spirituale indelebile, lo configura a Cristo sacerdote e lo rende capace di agire nel Nome di Cristo Capo.
Il Presbitero, pur essendo ordinato per una missione universale, la esercita in una Chiesa particolare, in fraternità sacramentale con gli altri presbiteri che formano il «presbiterio» e che, in comunione con il Vescovo e in dipendenza da lui, portano la responsabilità della Chiesa particolare.
I sacerdoti ordinati, nell'esercizio del ministero sacro, parlano e agiscono non per autorità propria e neppure per mandato o per delega della comunità, ma in Persona di Cristo Capo e a nome della Chiesa.
Il Diaconato
Il diacono, configurato a Cristo servo di tutti, viene ordinato per il servizio della Chiesa, che egli compie sotto l'autorità del proprio Vescovo, a riguardo del ministero della Parola, del culto divino, della guida pastorale e della carità.
Il diaconato può essere temporaneo, cioè il primo passo per diventare sacerdote, oppure permanente.
I diaconi sono ministri ordinati per gli incarichi di servizio della Chiesa, sono i “servi”.
Assistono il vescovo e i presbiteri nelle celebrazioni dei divini misteri, possono distribuire l’Eucaristia, benedire i matrimoni, proclamare il Vangelo, predicare e presiedere i funerali.
Non possono però consacrare il pane e il vino, confessare e dare l’Estrema Unzione.
Il Rito dell'Ordinazione
Ordinazione Sacerdotale di don Salvatore Agovino (clip)
Per ciascuno dei tre gradi, il Sacramento dell'Ordine è conferito mediante l'imposizione delle mani sul capo dell'ordinando da parte del Vescovo, che pronunzia la solenne preghiera consacratoria.
Con essa il Vescovo invoca da Dio per l'ordinando la speciale effusione dello Spirito Santo e dei suoi doni, in vista del ministero.
L'ordinazione si celebra durante la Santa Messa solenne e generalmente questa cerimonia avviene nella chiesa cattedrale.
Dopo la proclamazione del Vangelo inizia la liturgia dell'ordinazione, che include diversi momenti:
- Presentazione ed elezione del candidato.
- Omelia del vescovo, che spiega il ministero.
- Interrogazioni e promessa di rispetto e di obbedienza al vescovo.
- Litanie dei santi, durante le quali gli ordinandi sono obbligati a compiere il gesto della prostrazione a terra, segno di riverenza, umiltà e totale disponibilità a Dio e alla Chiesa.
- Imposizione delle mani: questo gesto richiama le azioni sia dell'Antico Testamento che del Nuovo Testamento ed è di fondamentale importanza nel sacramento dell'Ordine.
- Preghiera di ordinazione: "Dona, Padre onnipotente, a questo tuo figlio la dignità del presbiterato."
- Vestizione: Dopo la preghiera di ordinazione, l'ordinato riveste la stola al modo sacerdotale e la casula.
- Unzione: Per il presbitero l'unzione con il crisma sulle mani vuole essere un dono perché le sue mani siano simbolo di salvezza, di guarigione, di forza e di soavità insieme; mani consacrate che prolunghino visibilmente quelle di Cristo Gesù. Al presbitero il vescovo consegna inoltre il calice e la patena per la celebrazione del sacrificio eucaristico.
L'ordinazione del vescovo ha la stessa struttura di quella del presbitero, ma durante la presentazione del candidato viene letta la nomina papale.
L’imposizione delle mani viene fatta, in questo caso, esclusivamente dai vescovi presenti, ciò rende chiaro l’ingresso del nuovo vescovo nel collegio episcopale.
Durante la preghiera di consacrazione, è posto sul capo del nuovo vescovo il vangelo, alla cui parola egli si deve attenere trasmettendo la dottrina degli apostoli.
Anche il rito dell’unzione è diverso: viene unto il capo, esprimendo con questo gesto che il capo della Chiesa non è il vescovo ma Cristo stesso: il vescovo può guidarla solo in forza dello Spirito Santo.
Gli viene poi imposto sul capo il vangelo, poiché anche il compito profetico fa parte del ministero episcopale: egli deve interpretare la Scrittura in modo tale che essa sia in grado di parlare al nostro tempo e che diventi, non solo per il singolo ma per tutta la comunità, fonte di ispirazione e di guida.
Chi può ricevere il Sacramento dell'Ordine?
Può riceverlo validamente soltanto il battezzato di sesso maschile: la Chiesa si riconosce vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso.
Nessuno può esigere di ricevere il Sacramento dell'Ordine, ma deve essere considerato adatto al ministero dall'autorità della Chiesa.
Per l'episcopato è sempre richiesto il celibato.
Per il presbiterato, nella Chiesa latina sono ordinariamente scelti uomini credenti che vivono da celibi e che intendono conservare il celibato «per il regno dei cieli» (Mt 19,12); nelle Chiese Orientali non è consentito sposarsi dopo aver ricevuto l’ordinazione.
Gli Effetti del Sacramento dell'Ordine
Questo sacramento dona una speciale effusione dello Spirito Santo, che configura l'ordinato a Cristo nella sua triplice funzione di Sacerdote, Profeta e Re, secondo i rispettivi gradi del sacramento.
I ministri ordinati sono posti a servire il popolo di Dio. Questo servizio si manifesta attraverso l’insegnamento del Vangelo; il culto divino, cioè la celebrazione dell’Eucaristia e degli altri sacramenti, e il governo pastorale.
Distinzioni Terminologiche: Consacrazione vs. Ordinazione

Un punto di grande confusione riguarda l'uso dei termini "ordinazione" e "consacrazione".
Il Codice di Diritto Canonico distingue i tre gradi del sacramento dell'Ordine: diaconato, presbiterato ed episcopato (can. 1009).
Benché parli di "imposizione delle mani" e di "preghiera consacratoria" per tutti e tre (can. 1009 § 2), tuttavia nei vari canoni successivi usa i termini "ordinare", "ordinato", "ordinazione" per il diaconato e il presbiterato, e il termine "consacrare", "consacrato", "consacrazione" per l'episcopato.
Questa duplice scelta terminologica è legata alla differenza tra presbiterato ed episcopato e quindi alla sacramentalità della consacrazione episcopale.
La Lumen Gentium al n. 21 afferma la sacramentalità della consacrazione episcopale: "Docet autem Sancta Synodus episcopali consecratione plenitudinem conferri sacramenti Ordinis, quae nimirum et liturgica Ecclesiae consuetudine et voce Sanctorum Patrum summum sacerdotium, sacri ministerii nuncupatur".
I vescovi e i presbiteri partecipano dello stesso e unico sacerdozio di Cristo (Christus Dominus 15).
I presbiteri, non possedendo l'apice del sacerdozio, dipendono dai vescovi nell'esercizio della loro potestas. Tuttavia sono veri sacerdoti del Nuovo Testamento, partecipando in virtù dell'ordinazione sacramentale ricevuta, all'unico sacerdozio di Cristo e alla missione apostolica.
La differenza dell'episcopato rispetto al presbiterato si pone a livello giuridico di ufficio da svolgere all'interno della Chiesa, ma sulla base di una differenza di pienezza dello stesso sacramento.
In sintesi:
- L'ordinazione sacramentale riguarda i diaconi e i presbiteri (sacerdoti), conferendo loro il sacramento dell'Ordine in gradi specifici.
- La consacrazione episcopale si riferisce al sacramento che conferisce la pienezza dell'Ordine al vescovo.
- Esistono anche altre forme di "consacrazione" (benedizioni con portata duratura) per persone (come l'abate o le vergini consacrate) o oggetti/luoghi liturgici, ma queste non sono "ordinazioni sacramentali".
Clarificando i Ruoli: Sacerdote, Parroco, Frate e Altre Figure Ecclesiali
Spesso si usano termini diversi per riferirsi a figure all'interno della Chiesa cattolica, generando confusione.
- Il sacerdote (prete) è colui che ha ricevuto l'ordinazione nel grado del presbiterato.
- Un parroco è un sacerdote alla guida di una parrocchia, che riceve un ulteriore mandato dal vescovo. Non tutti i sacerdoti sono parroci.
- Un cooperatore o cappellano è un sacerdote di regola più giovane che affianca il parroco nella pastorale.
- Un vicario è in generale un sacerdote che riveste un compito di rappresentanza. Il vicario parrocchiale (cooperatore o cappellano) è chi fa le veci del parroco. Il vicario generale è il rappresentante del vescovo, di colui cioè che guida l'intera diocesi. Un vicario episcopale è un rappresentante del vescovo per un determinato ambito di competenze.
- Un decano è colui che guida un decanato.
- Un canonico è un membro del capitolo del duomo della chiesa episcopale, una comunità di sacerdoti che gestisce la pastorale della chiesa episcopale.
- Con il termine prevosto (dal latino praepositus) si indica nel linguaggio ecclesiale una persona che presiede. Il prevosto del duomo è il primo tra i dignitari, la più alta carica del capitolo del duomo.
- Il termine prelato deriva dal latino praepositus (presiedere o essere preferito) e si riferisce in generale a sacerdoti dignitari della Chiesa cattolica.
- Il termine latino pastor significa in italiano: pastore. Chi guida una comunità è chiamato pastore, specialmente nella Chiesa protestante.
- Il presbiterio è la comunità dei sacerdoti di una diocesi, la cui presidenza è detenuta dal vescovo. L'insieme dei vescovi è a sua volta l'episcopato.
- Un membro di una comunità religiosa è chiamato frate (fratello). A differenza di un padre (sacerdote ordinato), però, un frate non è ancora un sacerdote ordinato. Gli ordini francescani sono un'eccezione, poiché i sacerdoti consacrati sono chiamati anche frati. Il frate segue una vita comunitaria e il Carisma del loro Fondatore.
- L'abate è il capo di una comunità monastica. Come un vescovo, egli indossa una croce pettorale, un anello e una mitra. Tuttavia, egli è eletto e non nominato. La consacrazione di un abate non è propriamente un sacramento come la consacrazione di un vescovo, ma una benedizione.
- Anche il titolo di cardinale non denota un grado del ministero ordinato, ma è una dignità conferita.
- Il sostituto dell'abate nella comunità monastica è il priore (dal latino: il precedente).
Sacerdoti Diocesani e Religiosi: Differenze e Possibilità
Un religioso può diventare sacerdote diocesano e viceversa.
In linea generale è possibile. Per entrambi i casi, se un religioso esce dall'ordine e viene ascritto a una diocesi - si parla di sacerdote incardinato - o se un sacerdote diocesano desidera entrare in un ordine religioso, esistono regole precise riguardo il procedimento e le scadenze.
È importante che tale processo sia ben ponderato, in fedeltà alla propria vocazione e in accordo sia con il vescovo locale che con il superiore dell'ordine.
La Formazione e la Vita del Sacerdote

Percorso Formativo
La formazione fino all'ordinazione dura in media sette anni. Questo periodo comprende l'anno propedeutico, almeno quattro anni di formazione in seminario e al contempo il completamento del curriculum quinquennale di Teologia Cattolica e l'anno pastorale come diacono.
Se necessario, il responsabile della formazione può integrare anche determinati tirocini o pause, per approfondire ed ampliare temi centrali o per favorire processi di maturazione.
La formazione continua in ogni modo anche dopo l'ordinazione. In ultima analisi essa si protrae per tutta la vita e presuppone che ognuno sia disposto a lavorare sempre su di sé.
Requisiti e Ammissione al Seminario
- Età minima: Per entrare in seminario bisogna aver compiuto 18 anni.
- Limite di età: La Conferenza Episcopale Italiana non prevede un limite di età, ma richiede una valutazione attenta del candidato.
- Diploma di maturità: L'ammissione all'ordinazione sacerdotale presuppone il curriculum di studi in Teologia. Per questo si richiede nella norma il diploma di maturità. Tuttavia se il candidato non ne è in possesso e vuole comunque aspirare al sacerdozio, egli può sostenere il cosiddetto "Studienberechtigungsprüfung".
- Colloqui di ammissione: Non è previsto un esame, ma sono necessari diversi colloqui di ammissione per entrare in Seminario. Tali colloqui devono essere sostenuti dal candidato con il rettore, il padre spirituale e il consulente psicologico.
- Idoneità: Non tutti quelli che ne fanno richiesta vengono ordinati. I candidati vengono accompagnati nel loro cammino vocazionale e anche esaminati. Se i formatori e il vescovo dovessero giungere alla conclusione che il candidato non è idoneo, egli non verrà ammesso all'ordinazione.
- Cambio di diocesi: In determinate circostanze si può anche cambiare diocesi, ma accade raramente e le ragioni devono essere trasparenti e coerenti con la propria vocazione.
La Vita Quotidiana in Seminario
La giornata in seminario comincia con la preghiera del mattino, le lodi. Poi si va a fare colazione.
Nel corso della mattinata i seminaristi frequentano insieme agli altri studenti i corsi di lezione allo Studio Teologico Accademico.
Dopo l'ora media, il pranzo e un'adeguata pausa pomeridiana, continua la frequenza di lezioni e seminari.
La celebrazione comune della Santa Messa, la cena e talvolta anche un programma serale concludono la giornata.
Dal venerdì alla domenica i seminaristi sono spesso impegnati nelle loro parrocchie di tirocinio.
Aspetti Etici e Pastorali del Sacerdozio
Celibato e Sessualità
La sessualità è un grande dono, che ognuno di noi ha ricevuto. Il sacerdote promette di rinunciare a vivere la sessualità genitale. Ciò rimane un compito e una sfida per tutta la vita.
La Chiesa cattolica è convinta che il celibato (il termine usato per chi sceglie di non sposarsi per motivi religiosi) sia la forma di vita più adeguata per un sacerdote e fonda tale convinzione sul fatto che, secondo la testimonianza del Vangelo, Gesù non era sposato e che il sacerdote debba dedicarsi interamente e senza restrizioni alla comunità che gli viene affidata.
Per questo la disponibilità al celibato è condizione di ammissione all'ordinazione per un candidato al sacerdozio nella Chiesa cattolica romana.
È necessario che i candidati al sacerdozio si confrontino e si interroghino già nel periodo formativo con e sulla loro sessualità, che apprendano delle modalità per rapportarsi al loro bisogno di amore e tenerezza, come anche a tutte le loro energie affettive, cosí da farne strumento di servizio a Dio e al prossimo. La forza positiva della sessualità deve essere parte integrante della persona.
Se un sacerdote si innamora, è importante che ne possa parlare in una cerchia confidenziale e fare chiarezza circa i propri sentimenti, cercando delle vie per integrare questa esperienza nella propria vita e rimanere fedeli alla personale decisione di fondo.
È importante che anche i sacerdoti coltivino buone amicizie di entrambi i sessi e possano frequentare persone amiche. Tali amicizie possono rafforzare e arricchire il cammino esistenziale di un sacerdote. Non è corretto invece un rapporto di amicizia che sfoci in una doppia vita degli interessati.
Il "sacerdozio temporaneo" non esiste, poiché il ministero sacerdotale è una vocazione per la vita. Non si può rinunciare al servizio sacerdotale se occasionalmente ci si trova in un periodo difficile.
Dubbi di Fede e Prevenzione degli Abusi
- Dubbi di fede: La fede non esclude il dubbio. Ogni credente nella sua vita avrà dubitato almeno una volta dell'esistenza di Dio. I dubbi possono svilupparsi e maturare, aiutando a comprendere Dio più a fondo e in modo nuovo. Per questa ragione anche un sacerdote può nutrire dubbi.
- Prevenzione degli abusi sessuali: La prevenzione degli abusi e delle violenze sessuali è parte integrante della formazione del sacerdote. I candidati si confrontano con la problematica e la affrontano approfonditamente. La migliore prevenzione viene svolta attraverso un confronto aperto e sincero con i propri bisogni sessuali ed emozionali e attraverso una sessualità ed emozionalità mature.
Remunerazione del Sacerdote
Il sistema dei compensi in Italia prevede che un sacerdote riceva una cosiddetta remunerazione di sostentamento.
L'importo viene calcolato in base ad un sistema a punti. Un punto corrisponde ad un valore lordo di 12,36 Euro. Ogni sacerdote ha 80 punti base, che corrispondono ad un importo di 988,80 Euro.
A seconda di incarichi particolari o lavori specifici possono essere aggiunti ulteriori punti. Il compenso quindi non è molto alto, nondimeno esso permette facilmente ai sacerdoti di condurre uno stile di vita semplice.
Donne e Sacerdozio
No, secondo la dottrina della Chiesa il sacramento dell'ordinazione può essere ricevuto solo da uomini battezzati.
La Chiesa in questo si attiene in primo luogo al fatto che Gesù aveva chiamato ad essere suoi discepoli solo uomini e che nella tradizione della Chiesa cattolica romana non è mai stata praticata l'ordinazione di donne.
Conclusione: Vocazioni Complementari per l'Edificazione della Chiesa
In sintesi, mentre il "consacrato" si riferisce a una persona che ha dedicato la propria vita a Dio attraverso voti religiosi, che possono assumere diverse forme (monaci, frati, suore), il "sacerdote" è una figura che ha ricevuto il sacramento dell'Ordine sacro, che gli conferisce il potere di agire in persona di Cristo Capo e di esercitare un ministero specifico nella Chiesa (presbiterato).
Sebbene un sacerdote possa anche essere un religioso (un frate-sacerdote, ad esempio), la consacrazione religiosa e l'ordinazione sacerdotale sono due percorsi vocazionali distinti ma complementari, entrambi essenziali per la vita e la missione della Chiesa.
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