Fra Modestino: Erede Spirituale e Testimone di Padre Pio

Fra Modestino da Pietrelcina, al secolo Damiano Fucci, è stato una figura di profonda spiritualità e un testimone privilegiato della vita di Padre Pio. Morto il 14 agosto 2011 all'età di 94 anni presso l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, è considerato l'erede spirituale del frate cappuccino dalle stimmate.

Ritratto di Fra Modestino da Pietrelcina

Un Legame di Infanzia e Vocazione

Il legame tra Fra Modestino e Padre Pio affondava le radici nell'infanzia. La madre di Fra Modestino, Anna, era coetanea e vicina di casa di Francesco Forgione (Padre Pio). Da bambini, i due trascorrevano tempo insieme, conducendo le pecore al pascolo nella contrada "Piana Romana". Questo legame d'infanzia si rafforzò nel tempo, portando Damiano Fucci a cercare la guida spirituale di Padre Pio.

Nel 1940, Damiano si recò a San Giovanni Rotondo per la prima volta. Si confessò da Padre Pio, il quale, con tono scherzoso, gli rispose affermativamente alla domanda se Gesù lo chiamasse, incoraggiandolo a "camminare dritto". Nel 1944, il futuro Fra Modestino trascorse due settimane a stretto contatto con Padre Pio. Confidò al frate la sua vocazione religiosa, maturata durante il servizio militare a Roma, e il suo desiderio di entrare in una comunità benedettina.

Padre Pio, tuttavia, rivelò che il Signore non lo chiamava all'Ordine dei Benedettini. Di fronte all'insistenza di Damiano, Padre Pio lo avvertì: "Se tu vuoi andare a Roma, vai. Però ti è stata riservata una bruttissima sciagura". Tre anni dopo, l'abbazia benedettina fu teatro di una rapina in cui l'abate venne pugnalato a morte. Padre Pio, con questa preveggenza, salvò Damiano da un destino tragico.

Su ordine di Padre Pio, Damiano tornò nel suo paese natale, prese alcuni effetti personali e si trasferì a San Giovanni Rotondo per un periodo. Questo anno trascorso al fianco del Santo gli permise di conoscere intimamente il suo rapporto con il Signore, spingendolo a diventare egli stesso cappuccino. Padre Pio accolse la sua decisione con l'esortazione: "Paesano, non mi far fare brutta figura!". Successivamente, quando Fra Modestino iniziò il suo ministero come frate questuante, Padre Pio gli garantì: "Fra Modestino, vai tranquillo, io ti starò sempre vicino e lo sguardo di san Francesco, dal cielo, sarà sempre sopra di te".

Immagine di Piana Romana, luogo di infanzia di Padre Pio e Fra Modestino

Anni al Fianco di Padre Pio

Fra Modestino visse 28 anni al fianco di Padre Pio, condividendo la sua quotidianità e diventando un punto di riferimento per molti fedeli. Dopo la morte del Santo, fu trasferito a San Giovanni Rotondo come portinaio del convento. In questo ruolo, memore delle promesse ricevute, assicurava ai pellegrini le sue preghiere per invocare l'intercessione del suo venerato compaesano, ottenendo numerose grazie dal cielo, tra cui quella che portò alla beatificazione di Padre Pio.

Nei suoi scritti autobiografici, raccolti nel libro "Io... testimone del Padre", Fra Modestino ha condiviso numerosi episodi significativi del suo rapporto con Padre Pio. Raccontò di un episodio in cui Padre Pio gli chiese il catino con acqua calda per lavarsi i piedi. Quando Fra Modestino glielo portò, Padre Pio gli disse: "Ora puoi andare". Nonostante il desiderio di restare per assisterlo, Padre Pio insistette affinché andasse, affermando di potercela fare da solo. Questo episodio rivela la profonda fiducia che Padre Pio riponeva nella sua autonomia e, forse, un desiderio di proteggere Fra Modestino da certe responsabilità.

Fra Modestino aveva un grande desiderio: sapere se Padre Pio avesse avuto o meno la famosa piaga sulla spalla. Quando desiderava ottenere qualcosa di speciale, Fra Modestino si dedicava a sacrifici, rinunce e offriva abbondante carità verso il prossimo, concentrandosi su lunghe preghiere. Stabilì un appuntamento con i figli spirituali di Padre Pio per recitare il rosario sulla tomba del Santo alle ore 21:00.

Immagine del convento di San Giovanni Rotondo

Episodi Significativi e Preveggenza

Fra Modestino testimoniò la profonda umanità e la sensibilità di Padre Pio. Un inverno, nel lungo corridoio della clausura, prima di entrare nella cella n. 5, Padre Pio si sfogò con Fra Modestino: "Guagliò, mi sembra di essere il più grande delinquente. Mi pedinano ad ogni passo che fo. Vado in chiesa e trovo gente; per i corridoi trovo frati e borghesi...". Queste parole riflettevano il peso della sorveglianza e la costante attenzione che Padre Pio doveva subire, una situazione che lo stesso Fra Modestino conosceva, dato che anche il dottor Cardone, amico di Padre Pio, glielo aveva confidato.

Continuando la conversazione all'interno della cella, Padre Pio aggiunse: "Devi sapere che un delinquente, in carcere, ha la sua ora di libertà, un po’ di tempo per passeggiare in giardino… Ma a me non danno un minuto di tempo libero! Mi pedinano e mi sorvegliano di giorno e di notte".

Nei suoi scritti, Fra Modestino ricorda anche episodi legati al Purgatorio. Descrive come, dopo la morte del padre, Padre Pio gli rivelò che il padre si trovava in Purgatorio e che le Messe Gregoriane potevano aiutarlo. Fra Modestino si dedicò con tutte le sue forze a suffragare l'anima del padre attraverso preghiere e mortificazioni. Successivamente, Padre Pio comunicò a Fra Modestino che suo padre era salvo, grazie alle sue preghiere e intenzioni, e che ora si trovava in Paradiso.

Un altro episodio toccante riguarda Padre Luca da Vico del Gargano. Padre Luca, che aveva lavorato intensamente per il nuovo convento e per la gente di Pietrelcina, temeva un trasferimento. Si confidò con Padre Pio, il quale, grazie al suo carisma, gli assicurò che sarebbe rimasto a Pietrelcina fino alla morte. Nonostante questa rassicurazione, Padre Luca si ammalò gravemente e morì assistito da Fra Modestino. Successivamente, Padre Pio comunicò che Padre Luca era salito in Paradiso la notte di Natale, pregando per i suoi frati e per Pietrelcina.

Fra Modestino descrive anche il profumo intenso che avvertiva baciando la mano di Padre Pio, un profumo che lo faceva quasi svenire. Chiese a Padre Pio di aiutarlo a non fare brutta figura davanti alla gente, e in quel preciso istante il profumo svanì. Padre Pio spiegò che non era lui ad agire, ma il Signore, che manifestava la sua presenza quando e a chi voleva.

Pietrelcina Tutto è avvenuto là. Fr. Modestino racconta

Il Ruolo di Fra Modestino e la Sua Eredità

Fra Modestino è stato un cappuccino che ha vissuto una vita di profonda devozione, servendo Dio e il prossimo con umiltà e fede. Il 18 marzo 1997, ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario di vita religiosa, esprimendo gratitudine al Signore. Affermava che le persone si confidavano con lui riguardo alle loro pene e problemi, ma che lui si limitava a pregare, avere fede e voler bene a Gesù, lasciando che fosse Padre Pio a suggerirgli le risposte giuste, capaci di commuovere, far piangere e portare al cambiamento di vita.

La sua eredità spirituale è stata riconosciuta dall'Associazione Pro Padre Pio, che ha rivolto una preghiera al Vescovo mons. Michele Castoro per istruire la Causa di Beatificazione di Fra Modestino, considerato erede spirituale, confratello e compaesano di Padre Pio.

La sua morte, avvenuta il 14 agosto 2011, ha segnato la fine di una vita dedicata all'amore verso Dio e al servizio del prossimo, seguendo le orme del suo amato Padre Pio. Ha chiesto di essere sepolto nella sua terra d'origine, Pietrelcina, il paese che ha dato i natali sia a lui che al Santo.

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