L'Eremo di San Felice a Trabia: Un Crocevia di Natura, Storia e Spiritualità

L'Eremo di San Felice è un piccolo rifugio nascosto, un luogo di Sicilia molto particolare che si erge a circa 600 metri sul livello del mare, nel territorio del comune di Caccamo. Affacciato sul Tirreno, ma al riparo tra i monti, è diventato negli anni un fulcro di incontri e attività grazie a un gruppo di volontari.

Un Rifugio Nascosto nel Cuore della Riserva Naturale

L'Eremo di San Felice ricade all’interno della Riserva Naturale Orientata di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto, nei pressi della Riserva di Monte San Calogero. Si può considerare la "porta principale" di questa riserva, un punto base per l'accoglienza e le escursioni nel territorio.

Mappa della Riserva Naturale di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto con l'Eremo di San Felice

Contesto Geografico e Panoramico

La struttura gode di una straordinaria vista che spazia dalla città di Cefalù a quella di Caccamo, comprendendo anche il fiume San Leonardo, annesso al lago artificiale della diga Rosamarina. Dal solingo Eremo di San Felice si ammira il mare azzurro che bagna la costa settentrionale della Sicilia e la montagna solenne e rocciosa che domina la Rocca di Caccamo e l'antica tonnara di Trabia. Questo angolo di pace fra cielo e mare è diventato un punto nevralgico, crocevia di escursioni e cammini, un luogo dove ritrovare la propria spiritualità e il contatto con la natura incontaminata.

La Storia dell'Eremo: Dalle Origini al Restauro

L'eremo, insieme alla residenza estiva dei Marchesi Artale, nota come casina, e ai resti della casina di caccia, è il sito più antico dell'intera Riserva.

Fondazione e Periodi di Abbandono

La sua costruzione, avvenuta tra il 1290 e il 1310, si deve all'eremita laico Frate Guglielmo Gnoffi, oggi beato e compatrono di Castelbuono, che la edificò insieme alla sua piccola confraternita. Segnato da secoli di abbandono, l’Eremo, fino al 1989 circa, era totalmente sprovvisto di tetto, porte e finestre. La cappella era malridotta e venne utilizzata come stalla per mucche e pecore, al cui interno trovavano rifugio dalle intemperie. Fu anche rifugio per gli sfollati durante le guerre mondiali. Nonostante tutto, forte era il legame con il territorio, soprattutto con la tonnara di Trabia, tanto che la parete nord dell’edificio veniva dipinta con calce bianca per essere vista dai pescatori in mare e indicare a distanza il punto esatto della calata delle reti.

Foto storica dell'Eremo di San Felice prima del restauro, usato come stalla

La Rinascita e il Restauro

La ricostruzione dell’Eremo di San Felice, avvenuta tra il 1989 e il 1992 con fondi dell’Assessorato Regionale al Lavoro e M.O. (ex cantieri scuola), è stata tenacemente voluta dal Reverendo Don Nicasio Galbo, già Arciprete di Caccamo, e da alcuni suoi stretti collaboratori. Dopo la ricostruzione a cura dei campi scuola della Regione, l’eremo inizia la sua rinascita. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 30 maggio 1992, in occasione della Festa di San Felice, con una celebrazione eucaristica presieduta dall’allora Arcivescovo di Palermo, il Cardinale Salvatore Pappalardo. Oggi, la struttura, interamente restaurata, è adibita ancora ad Eremo nel rispetto delle finalità volute dal suo fondatore, il Beato Guglielmo Gnoffi, e della sua naturale collocazione.

Foto dell'Eremo di San Felice restaurato

La Struttura del Complesso Eremitico

Il complesso dell’Eremo di San Felice è composto da una cappella absidata, una canonica e una mansarda.

La Cappella

La suggestiva cappella medievale, austera e semplice con circa 70 posti a sedere ed estesa circa 50 mq, accoglie la Santa Messa, in un raccoglimento spirituale capace di coinvolgere un pubblico differente, a prescindere dalla provenienza culturale e religiosa. Nella cappella si conservano ancora tracce di un antico affresco dedicato alla Madonna, a cui la chiesa è dedicata, e qualche elemento architettonico originario, come l’arco ogivale sopra l’altare.

Interno della cappella absidata dell'Eremo di San Felice

La Canonica e le Aree Comuni

La canonica con ambiente giorno a piano terra, estesa circa 50 mq, è sufficiente per ospitare circa 40 persone e dispone di camino, cucina e servizi igienici. La grande sala d’ingresso è adibita a cucina e refettorio, liberamente utilizzabili. Una mansarda, estesa circa 40 mq, costituisce un unico ambiente notte con 9 letti a castello e un servizio igienico.

Servizi e Dotazioni

Per l'ospitalità notturna, è necessario munirsi di lenzuola personali o sacco a pelo. L'acqua potabile sgorga da una piccola sorgente naturale all'esterno della struttura. L’Eremo non è dotato di energia elettrica permanente, ma all’occorrenza si può ricorrere ad un gruppo elettrogeno da 3 Kw a disposizione. Per chi vuole fare a meno della luce elettrica all'interno del rifugio, si utilizzano ancora le candele di cera che creano atmosfere particolari. La ricezione e la trasmissione dei telefonini è di buon livello.

Attività e Vocatione dell'Eremo

Oggi San Felice è una struttura adibita ancora ad Eremo, ma è anche un punto nevralgico, diventato negli anni crocevia di escursioni e cammini, un luogo dove ritrovare la propria spiritualità e il contatto con la natura incontaminata.

Ospitalità e Campi Scout

La struttura accoglie, in qualsiasi periodo dell'anno, per singole giornate, week-end o intere settimane, le diverse associazioni scout, gruppi ed istituti scolastici. Qui si possono effettuare diverse attività come:

  • Attività di educazione ambientale
  • Corsi di formazione spirituale
  • Attività educative
  • Campi scuola
  • Incontri di lavoro
  • Attività escursionistiche (purché non di carattere esclusivamente ludico-ricreazionale)
Gruppo di scout in attività presso l'Eremo di San Felice

Escursionismo e Conoscenza del Territorio

Dall’Eremo di San Felice partono numerosi sentieri escursionistici che permettono di esplorare la Riserva e conoscere località e posti suggestivi. È un punto di partenza per la terza tappa della via francigena siciliana da Palermo a Messina. In tutte le stagioni si può godere della bellezza del paesaggio, fatto di affascinanti colori e profumi intensi. A pochi minuti di macchina si possono raggiungere un minimarket e alcune attività in cui si possono degustare la ricotta fresca ed altri prodotti tipici locali.

Sentiero escursionistico nei dintorni dell'Eremo di San Felice con vista panoramica

L'Associazione "Amici di San Felice": Custodi e Promotori

L'Eremo è gestito dall’associazione di volontariato "Amici di San Felice", che da più di vent’anni si prende cura del bene, oggi di proprietà della parrocchia San Giorgio Martire di Caccamo. Lo spirito dell'ospitalità è innato nei gestori ed accogliere diventa un gesto semplice di vera amicizia verso tutti i fruitori. L'associazione saprà consigliare su qualsiasi necessità o richiesta che possa agevolare il soggiorno.

Eventi Caratteristici: La "Notte Sotto lo Stesso Cielo"

Vengono anche organizzati eventi ed attività particolari nel corso dell’anno. Immancabile appuntamento estivo è la "Notte sotto lo stesso cielo", una serata dedicata all’osservazione degli astri con telescopi professionali, lontani dalle sorgenti di inquinamento acustico e luminoso. È un’occasione imperdibile per la contemplazione delle stelle, del vasto panorama e dell’ambiente naturale. Il programma dell'evento prevede anche la proiezione di video documentari sulla riserva naturale, musica dal vivo e momenti di animazione. Tra le attività, il Centro Regionale di Recupero della Fauna selvatica di Ficuzza procede talvolta alla liberazione di alcuni rapaci notturni riabilitati. La suggestiva cappella medievale dell’Eremo accoglie la Santa Messa, in un raccoglimento spirituale capace di coinvolgere un pubblico differente, a prescindere dalla provenienza culturale e religiosa.

Osservazione astronomica notturna presso l'Eremo di San Felice

Collaborazioni e Progetti per l'Inclusione

Un lavoro sinergico ha dato vita a una rete di collaborazioni con altre associazioni, tra cui il Club Alpino Italiano (CAI), e l’adesione dell’eremo a varie reti tra cui le Vie Sacre di Sicilia, di cui fa parte il sentiero del Beato Guglielmo sui passi Chiaramontani. San Felice, inoltre, è tappa obbligata della Via Francigena per le montagne Palermo Messina, un cammino di 400 chilometri che attraversa le Madonie, i Nebrodi fino ai Peloritani.

Gli "Amici di San Felice" hanno incontrato da qualche anno anche il comitato Diversi Sentieri, che permette anche ai disabili la fruizione della rete sentieristica del territorio. L’associazione è dotata di due joelette, carrozzine speciali per attività outdoor, condotte dai soci in occasione di escursioni che si organizzano durante l’anno in Sicilia e oltre lo Stretto. Aderiscono anche alla rete “Un Sentiero per Tutti”, insieme a varie associazioni sicane che si occupano di sostegno ai disabili e, in particolar modo, ai giovani pazienti oncologici. L'associazione è accreditata al Servizio Civile Universale, impegnando ragazzi nella promozione sociale e turistica del territorio, e sta organizzando eventi per la promozione dell’attività escursionistica anche tra i portatori di handicap motori, grazie all’uso delle joelette e alla spinta propulsiva.

Immagine di joelette o persone con disabilità che partecipano a un'escursione

La Sede Operativa a Trabia

Dal 2017, inoltre, l’associazione ha rilevato in comodato d’uso l’ex fabbricato viaggiatori della stazione ferroviaria di Trabia, dove ha realizzato un centro polifunzionale e la propria sede operativa all’interno del centro urbano, che ospita anche incontri culturali. Salvatore Zizzo, operatore culturale e presidente dell’associazione Amici di San Felice, sottolinea l'impegno costante dell'associazione, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia.

Come Arrivare all'Eremo e Consigli per i Visitatori

Arrivare all'Eremo di San Felice è abbastanza facile. L'Eremo si trova al km. 18 della Strada Provinciale Trabia-Ventimiglia. È prevista una strada sterrata di circa 1 Km per raggiungere la struttura. In occasione di eventi speciali, è previsto un servizio navetta operativo per raggiungere l'Eremo dal Ponte Saraceno, sulla Strada Provinciale Trabia-Ventimiglia Km 18. Si potrà anche salire a piedi, in compagnia di altri partecipanti, inseriti in appositi gruppi guidati.

Per le escursioni, l'escursione è adatta a persone a partire dagli 12 anni, purché senza gravi problemi locomotori o fisici; i minori dovranno essere accompagnati da un genitore o da un adulto che ne fa le veci. Si consiglia un abbigliamento adatto alla stagione, ma comodo per le diverse condizioni meteorologiche che potrebbero presentarsi durante la giornata. Un abbigliamento a strati è la soluzione ottimale per qualsiasi condizione. Consigliate scarpe da trekking e pantaloni lunghi per evitare punture di insetti o escoriazioni da contatto con piante spinose. Occorre portare anche una torcia elettrica per le attività serali o notturne.

La storia di una riserva: Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto

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