Il dibattito paolino tra interpretazioni contrastanti
Alcuni testi della Bibbia hanno influito profondamente sulla cultura occidentale, innescando per secoli interpretazioni divergenti. È il caso delle affermazioni di Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi: «Come in tutte le comunità dei santi, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la Legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea» (1Cor 14,34-35).
Questi passaggi, che sembrano esprimere un atteggiamento misogino e squilibrato, si scontrano con la visione teologica proposta dallo stesso Apostolo nella Lettera ai Galati: «Voi, infatti, siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3,25-26). Qui emerge una visione ampia e ben fondata di una parità e fraternità che nasce direttamente dalla fede in Cristo.

Contesto esegetico: la Lettera ai Corinzi
Proseguendo lo studio sul libro dei Corinzi, emerge una questione spinosa, trattata da Paolo con l'intento di definire l'assetto della comunità. Viene ritrattato il dono delle lingue, la profezia e la questione dell'intervenire delle donne nella Chiesa. Una visione d'insieme rivela la preoccupazione di Paolo per la comunità corinzia, ponendo l'accento su ordine e disciplina, pur nella libertà dell'esercizio dei doni. Più volte l'Apostolo evidenzia la necessità dell'intelligibilità, della chiarezza e del rispetto, elementi fondamentali per l'esercizio del dovere primario della comunità.
Evoluzione storica del ministero femminile
La storia dell'interpretazione e della prassi ecclesiale ha visto diverse tappe fondamentali:
- XV secolo: Nell'unità dei Fratelli Boemi è documentato un anzianato responsabile per la cura d'anime differenziato per sesso, «affinché ogni singola persona sia ascoltata dai suoi anziani preposti nel Signore Cristo, i fratelli da fratelli e le sorelle da sorelle».
- Riforma del XVI secolo: L'abolizione dell'idea specificamente sacerdotale del ministero ha aperto spiragli verso la predicazione femminile, sebbene rimasta in gran parte teorica. Martin Lutero sosteneva che lo Spirito eleggesse alla predicazione esclusivamente uomini, pur relativizzando la posizione con la clausola «tranne in casi di emergenza».
- XIX-XX secolo: Una prassi di predicazione femminile si è consolidata nel pietismo radicale, nel metodismo e in diverse denominazioni statunitensi.
- L'ammissione al pastorato: Negli anni '20, in diverse chiese europee, fu introdotto il ministero di teologa «vicaria» o «aiutante», inizialmente vincolato al celibato. L'ammissione regolare delle donne al pastorato è avvenuta progressivamente tra gli anni '40 e '70.

Incontri di approfondimento e parità di genere
L'Istituto superiore di scienze religiose di Padova, in collaborazione con Irecoop Veneto, promuove una serie di appuntamenti dedicati al tema della parità di genere. La proposta nasce in occasione della pubblicazione di due volumi introduttivi alle lettere di san Paolo: il libro postumo di don Andrea Albertin, Annunciare e vivere Cristo. Le lettere di san Paolo e le lettere non giovannee, e una nuova pubblicazione accademica.
Queste iniziative si inseriscono nel progetto «Singolare Plurale: T-Essere per la Parità di Genere» (DGR 588/25), finalizzato a incrementare l'occupazione femminile e creare contesti lavorativi più equi. Attraverso laboratori nelle scuole, formazioni sulla leadership inclusiva e consulenze, l'obiettivo è decostruire gli stereotipi di genere e superare il gender gap.
| Evento | Dettagli |
|---|---|
| Webinar di approfondimento | Mercoledì 4 febbraio, 20.30-22.30 |
| Relatore | Ernesto Borghi (biblista) |
| Moderatore | Muriel Pusterla (giudaista, Associazione biblica della Svizzera Italiana) |
| Piattaforma | Online su Zoom |