Santuario dell'Amore Misericordioso di Collevalenza: Storia e Informazioni

La Venerabile Madre Speranza di Gesù, fondatrice delle Ancelle dell’Amore Misericordioso, lasciò la Casa delle Ancelle dell’Amore Misericordioso a Roma nell’anno 1951. La sua missione, affidatale dal Signore, non si sarebbe conclusa con la sola organizzazione della Casa Romana. Dalle note del suo diario, emerge che già nel 1949 aveva avuto la premonizione di dover realizzare un luogo che accogliesse tutti, un simbolo concreto dell’Amore e della Misericordia di Dio verso i suoi figli, un luogo aperto a chiunque cercasse conforto e speranza.

Fu scelta Collevalenza, una località dell’Umbria situata in collina poco sopra la città di Todi, a soli 120 Km da Roma. Su ispirazione del Signore, in questo luogo, Madre Speranza di Gesù decise di far costruire il Santuario dell’Amore Misericordioso. Nel 1951, la Venerabile Madre vi si stabilì con una piccola comunità di Ancelle e i suoi Figli. Attorno a loro si estendevano solo boschi, pietraie e natura incolta. Un duro e lungo lavoro li attendeva per creare il luogo dove, come disse Madre Speranza, “Dio sta aspettando gli uomini, non come un giudice per condannarli e infliggere loro un castigo, ma come un Padre che li ama, li perdona, che dimentica le offese ricevute e non le tiene in conto”.

Creare dal nulla ciò che oggi ogni pellegrino può vedere con i propri occhi fu un atto di profonda fede e assoluta convinzione. I lavori iniziarono nel 1954 e, un anno dopo, venne terminata la Cappella del Crocifisso. Il senso spirituale di questo Santuario, tanto ardentemente voluto dalla Venerabile Madre Speranza, è forse racchiuso proprio in questa cappella, la prima opera a essere completata. La scultura del crocifisso, opera dell’artista spagnolo Cullot Valera, rappresenta l’immagine del Calvario di Gesù Amore Misericordioso e ricorda il sacrificio estremo da Lui compiuto.

Scultura del Crocifisso nella Cappella del Crocifisso

Alla base della Croce si trova un globo, a simboleggiare il mondo intero, che sostiene un libro aperto, il Vangelo. Su di esso è incisa la frase: “Amatevi gli uni con gli altri come Io vi ho amato”.

La Storia del Santuario

Il 18 agosto 1951, Madre Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valera, fondatrice della Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso, si stabilì nel piccolo paese di Collevalenza. Solo tre giorni prima, a Roma, aveva fondato la seconda Congregazione, i Figli dell’Amore Misericordioso, ramo maschile della sua Famiglia religiosa.

Il progetto del Santuario venne affidato all’architetto spagnolo Julio Garcìa Lafuente e la costruzione del complesso fu avviata nell’anno 1953. Nel 1965, terminata la chiesa superiore, questa venne solennemente consacrata dal cardinale Alfredo Ottaviani, accompagnato da una settantina di Vescovi di varie parti del mondo, Padri conciliari convenuti a Roma per la conclusione del Concilio Vaticano II.

Il 22 novembre 1981, domenica di Cristo Re, Papa Giovanni Paolo II, che conosceva e aveva incontrato Madre Speranza prima di diventare Papa, nella sua prima uscita fuori Roma dopo l’attentato in Piazza San Pietro del 13 maggio, si recò in visita al Santuario per ringraziare l’Amore Misericordioso. Dal 6 aprile 2013, vigilia della Domenica in albis, festa della Divina Misericordia, nel Santuario è stabilmente custodita una reliquia di San Giovanni Paolo II.

Immagine di Papa Giovanni Paolo II in visita al Santuario

Architettura e Struttura del Santuario

Il nucleo centrale del complesso è costituito dalla Basilica e dalla Cappella dell’Amore Misericordioso, con al centro la torre campanaria che presenta una pianta formata da quattro semicerchi contrapposti, atte a creare una croce. Il complesso ecclesiastico prospetta su una grande piazza semicircolare, destinata ad accogliere i pellegrini, delimitata da un’alta recinzione cilindrica in cemento armato, forata lungo il perimetro esterno e aperta verso l’interno per permettere la seduta.

Il primo edificio realizzato fu la Cappella dell’Amore Misericordioso, un piccolo tempio dalle linee architettoniche estremamente semplici. La facciata è caratterizzata da una pensilina aggettante che copre il portone d’ingresso, al di sopra della quale si apre un finestrone romboidale ad intrecci. La chiesa presenta una pianta a croce latina, conclusa dall’abside rivestito in legno pregiato, al centro del quale è collocato il Crocifisso dell’Amore Misericordioso, scultura lignea policroma opera dell’artista spagnolo Cullot Valera.

La Basilica, con la sua maestosità, rappresenta il centro di tutto il complesso. Lo spazio interno della Basilica, a navata unica, è delimitato da una serie di cilindri in mattoni, di diametro variabile, leggermente distanziati gli uni dagli altri per lasciar penetrare la luce attraverso vetrate policrome. Tutta l’attenzione all’interno della Basilica è concentrata sull’area presbiteriale di forma circolare. Rialzata di alcuni gradini rispetto al piano della chiesa e realizzata interamente in marmo bianco, essa ospita al centro l’altare maggiore, e sui lati l’ambone, la cattedra e il tabernacolo. L’area è sovrastata da un baldacchino costituito da una corona di rame, sospesa sopra l’altare e attaccata al soffitto mediante fili di acciaio.

Interno della Basilica del Santuario

Una scala elicoidale collega la Basilica alla Cripta, parzialmente interrata e delimitata dal prolungamento degli stessi cilindri portanti che formano le cappelle laterali della chiesa superiore. La Cripta ricalca l’organizzazione spaziale della Basilica, con il presbiterio di forma circolare rialzato rispetto al piano del Tempio e sovrastato da una bassa cupola musiva.

La Basilica dell’Amore Misericordioso è a navata unica con sei cappelle per lato, costituite da cilindri leggermente distanziati per lasciare penetrare la luce, e coperte da una grande lastra in cemento armato che conferisce unità all’insieme. Rialzata di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa, l’area presbiteriale è interamente in marmo bianco e ospita al centro l’altare maggiore, il leggio e il tabernacolo. Alla destra del presbiterio si trova l’organo a canne Tamburini opus 531, costruito nel 1966.

Da Vedere nel Santuario

L’Acqua Miracolosa

L’Acqua Miracolosa del Santuario proviene da una falda acquifera trovata a 122 metri di profondità. Averla individuata fu un vero e proprio evento miracoloso. Sulla sinistra del Santuario è possibile raggiungere il pozzo, profondo 122 metri, fatto scavare dalla Madre Speranza per espressa Volontà del Signore nel punto da Lui indicato. I lavori furono terminati alla fine dell’anno 1960.

Pozzo dell'Acqua Miracolosa

Al lato del Santuario sono presenti le Piscine in cui l’ammalato, bisognoso di cure, si immerge. All’ingresso delle Piscine si legge un invito di Madre Speranza: "Adopera quest'acqua con fede ed amore, sicuro che ti servirà di refrigerio al corpo e di salute dell’anima”.

La Via Crucis all’aperto

Le quattordici stazioni della Via Crucis iniziano vicino alla portineria della Casa del Pellegrino e si snodano, in un viale alberato, per circa un chilometro. Per aiutare la meditazione lungo il percorso, si può leggere un opuscolo scritto a questo scopo da Madre Speranza.

Vita e Prodigi di Madre Speranza

Madre Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valera (Santomera, 30 settembre 1893 - Collevalenza, 8 febbraio 1983), nacque nel 1893 a Santomera, nella regione di Murcia (Spagna), da una famiglia indigente. Primogenita di nove figli, era figlia di un bracciante e di una casalinga. Giunta in Italia nel maggio 1936, andò a vivere a Roma. Fu protagonista di diversi fenomeni prodigiosi, quali la trasmutazione di acqua in olio e altri.

Come altre figure mistiche, Madre Speranza fu protagonista in vita di fenomeni di bilocazione. Stigmatizzata, spesso essudava sangue. Memorabile è l’episodio avvenuto nel 1960, quando, essendo il paese umbro di Collevalenza privo di acqua, Lei, affidandosi a Dio (il suo "ingegniero"), indicò con il bastone il punto in cui procedere con la trivellazione per trovare l’acqua. Dopo la rottura di numerose trivelle, venne trovata la falda acquifera che Madre Speranza definì «il sollievo del corpo per trovare Dio».

Tra i fatti di cui si rese protagonista, si ricorda l’episodio in cui circa cinquecento persone vennero sfamate, pur avendo a disposizione pochissimo cibo. Secondo i testimoni, le pentole, pur svuotate di minestra, mantenevano sempre lo stesso livello.

Pietro Iacopini, che visse per più di 35 anni al fianco della venerabile Madre Speranza di Gesù, racconta innumerevoli altri fatti apparentemente inspiegabili. Tra questi, la materializzazione di una statuina di Gesù bambino da inserire in un presepe (attualmente custodita ad Alfaro in Spagna), l’incredibile pioggia di denaro caduta dal cielo in presenza di numerosi testimoni, destinata al pagamento degli operai che avevano costruito il santuario. Infine, la materializzazione di 40 milioni delle vecchie lire, trovati dentro una scatola di cartone appoggiata su un letto, che servirono per pagare gli operai che avevano costruito la Via Crucis del santuario.

Secondo il Padre Spirituale, Madre Speranza avrebbe ricevuto in sogno dal Signore la profezia che il Vescovo di Todi stava per morire di un tumore in fase terminale, e per entrare in Paradiso come premio della Consacrazione del primo santuario al mondo dedicato all'“amore misericordioso”.

Sapete cosa pregava Madre Speranza quando aveva bisogno di un miracolo? Il Trisagio alla S.S Trinità

Riconoscimento Ecclesiastico

Il 22 novembre 1981 papa Giovanni Paolo II si recò in visita al santuario, incontrando anche Madre Speranza. Le sue parole furono: «Il mondo è assetato, anche senza saperlo, della Misericordia divina e in questo mondo voi siete chiamati a porgere quest'acqua prodigiosa e risanatrice dell'anima e del corpo».

Nel santuario da lei voluto, Madre Speranza visse fino al giorno della sua morte, avvenuta l’8 febbraio 1983. Il 24 aprile 1988 è iniziato il processo per la canonizzazione nella diocesi di Orvieto-Todi. Il 12 giugno 1992 la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso il decreto di validità giuridica degli atti del processo diocesano. Il 12 giugno 1993 è avvenuta la consegna alla Congregazione delle Cause dei Santi della positio sulla vita e le virtù di Madre Speranza. Il 23 aprile 2002 la Chiesa, dopo aver riconosciuto le sue virtù eroiche, l’ha proclamata venerabile. Il 5 luglio 2013, con il consenso di papa Francesco, il cardinale Angelo Amato ha emesso il decreto di beatificazione.

Informazioni Pratiche

Il Santuario ha annessa la struttura della Casa del Pellegrino per chi desidera sostare in questo luogo di grazia alcuni giorni. Per gruppi superiori a 15 persone è necessaria la prenotazione al numero del Centro Informazioni (075 8958282) almeno una settimana prima.

Orari delle Messe:

  • Lunedì e Sabato ore 12:00
  • Ore 17:30

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