L'Eremo della Casella: Storia, Altitudine e Itinerari

L'Eremo della Casella è un luogo di profonda spiritualità e interesse storico, situato nel cuore selvaggio degli Appennini, in una Toscana meno convenzionale. Questo sito è strettamente legato alla figura di San Francesco d'Assisi e offre panorami mozzafiato e percorsi immersi nella natura.

Eremo della Casella immerso nel paesaggio montano toscano

L'Importanza Storica e la Leggenda di San Francesco

La leggenda narra che San Francesco, durante il suo ultimo viaggio dalla Verna verso Assisi dopo aver ricevuto le stimmate nel settembre 1224, volle fermarsi alla Casella per compiere un rito. Da quell'altezza, dove l'occhio spazia nella vastità di superbi paesaggi, San Francesco, cosciente che quel viaggio sarebbe stato senza ritorno (morirà ad Assisi il 3 ottobre 1226), guardò lungamente verso la Verna e con profonda commozione pronunciò il suo commiato:

«Addio, monte di Dio, monte santo, mons coagulatus, mons pinguis, mons in quo beneplacitum est Deo habitare! Addio monte Alvernia; Dio Padre, Dio Figliolo, Dio Spirito Santo ti benedica! Restati in pace, che più non ci vedremo».

Simili parole si trovano in un libro stampato a Firenze nel 1628 ed esistente nella biblioteca della Verna che, dopo la descrizione della sosta di San Francesco, recita: "E dette queste parole con abbondanza di lacrime grande fece, per mano dei suoi compagni, piantare una croce in quest'istesso luogo, dove disse il vale al monte e fece la partenza." San Francesco ebbe ragione, poiché morì ad Assisi il 3 ottobre 1226, senza aver mai più fatto ritorno in questi luoghi.

La prima traccia storica dell'Eremo della Casella si trova in un manoscritto che porta la data del 30 settembre 1228, giorno-anniversario della partenza del Santo. Nello stesso testo si legge anche della Cappella dove, per i meriti del suo servo Francesco, il Signore opera molti miracoli: "vanno i popoli circonvicini ogni anno a visitar quella il secondo giorno della Pentecoste, ed il Rev.do Piovano di Sovaggio, sotto cui Parrocchia è detta Chiesa, vi dice in tal dì la Messa ed offeriscono li devoti le loro preghiere, doni e voti in quel Santo luogo." La tradizione vuole che in caso di siccità, gli abitanti usassero andare in processione per pregare per la pioggia e, in segno della loro petizione, levassero dal tetto una lastra; in pochissimi casi, o a detta di alcuni mai, non avrebbe piovuto il giorno stesso o quello seguente.

Oggi, guardando verso il Santuario della Verna, è ancora possibile respirare quell'aria di santità che si è sempre percepita da quel lontano 1228.

Dalle Origini ai Giorni Nostri

All'inizio fu costruita solo una piccola cappella, che quasi subito, sembra già nel 1229, vide poi nascere anche un adiacente romitorio. Esso esisteva già nel 1522, come risulta da un documento dell'archivio Comunale di Caprese Michelangelo datato 22 gennaio 1522, e venne ampliato in quell'anno. I romiti della Casella si susseguirono nel tempo, non sappiamo se ininterrottamente o saltuariamente, almeno nei primi secoli.

Il 14 aprile 1733, Andrea Nofrini di fu Francesco della Parrocchia di S. Biagio in Fragaiolo, si presentò al Vescovo di Sansepolcro per ottenere la licenza "di poter mettersi l'habito del Padre S." Grandissima è sempre stata la devozione con cui gli abitanti dei paesi vicini salivano all'Eremo per celebrare i riti religiosi, tanto che l'ultimo romito sembra sia stato Giuseppe Veri di S. Il romitorio fu utilizzato fino all'inizio del Novecento, per poi iniziare un periodo di declino. Tuttavia, negli anni Ottanta, è avvenuto un recupero che ha riportato questo luogo a essere suggestivo e accogliente.

Antico manoscritto o documento storico relativo all'Eremo

Posizione Geografica e Morfologia del Territorio

L'Eremo della Casella si trova in provincia di Arezzo, in Valtiberina, in una zona dove gli Appennini si fanno vicini. Qui si manifesta una Toscana differente da quella tipica delle colline ondulate e dei cipressi slanciati; esiste una "Toscana verace, solida e straordinaria" dove i boschi rivelano un'anima selvaggia da macchia mediterranea, come nel Parco dei Monti Rognosi, oppure ricoprono fittamente le alture con castagni e faggi, come nel territorio che circonda l'Eremo.

Il comune di riferimento è Caprese Michelangelo, un nome curioso legato a un personaggio straordinario: Michelangelo Buonarroti, nato qui il 6 marzo 1475. Il colle panoramico dove Francesco salutò il Sacro Monte e dove volle fosse costruito un piccolo eremo, vede oggigiorno incontrarsi i confini dei comuni di Chitignano, Caprese Michelangelo e Chiusi della Verna.

L'Eremo della Casella: Altitudine e Struttura

L'Eremo della Casella è situato a un'altitudine di 1.263 metri sul livello del mare (m/slm). È un grigio e sobrio edificio in pietra che ospita al suo interno una piccola chiesa e uno spartano rifugio. All'interno del rifugio si trovano solo un tavolo, un paio di stanze e un camino, rendendolo essenziale ma funzionale per la sosta.

Attorno all'eremo si estende un prato circondato da silenziosi e solenni faggi, con alcuni tavolini che invitano alla sosta, mentre davanti ad esso si apre un vasto panorama.

Il meraviglioso Santuario della Verna !

Itinerari e Punti d'Accesso

Per raggiungere l'Eremo della Casella sono disponibili diversi percorsi. Un punto d'accesso comune è la frazione di Fregaiolo, che si trova a 760 m/slm. Da Fregaiolo, dopo aver ripercorso un tratto di asfalto, si prende una strada sterrata ben segnalata con diversi indicatori, tra cui i cartelli “20A-Eremo della Casella”, il Tau giallo della Via di Francesco in Toscana (un cammino che collega Anghiari con La Verna in 47 chilometri e due tappe passando per Caprese Michelangelo) e i segni “E1-Sentiero Europeo”, un sentiero di lunga percorrenza che unisce Capo Nord in Norvegia a Capo Passero in Sicilia.

Il percorso da Fregaiolo si inoltra tra splendidi castagneti che ombreggiano il cammino. Tra questi, sparse nel bosco, si notano delle antiche costruzioni in pietra murate con la terra: sono i seccatoi per le castagne, che risalgono addirittura al Medioevo. Alcuni sono abbandonati e in rovina, altri vengono tuttora utilizzati durante la castagnatura come riparo o come depositi degli attrezzi. Una volta, per circa un mese, vi venivano seccate le castagne, mantenendo costantemente acceso un fuoco che facesse molto fumo, ma senza fiamme.

La sterrata, in salita costante, attraversa fitti boschi di castagni inizialmente coltivati e "domestici", per poi passare a quelli più "selvatici" e spontanei, mescolandosi poco a poco con carpini e faggi, che prendono il sopravvento man mano che si sale di quota. Dopo Fregaiolo, la strada si fa più stretta per quasi 1 chilometro ed è necessario procedere con cautela.

Un'altra via che sale, meno ripida ma più sconnessa, è quella da Sovaggio. Questo percorso non si addentra nel bosco fitto come quello di Fragaiolo, ma si apre ad ampi panorami, sia verso la Valtiberina che verso il Casentino. Nel suo primo tratto, il paesaggio è caratterizzato dalla brughiera, con grandi massi, erba e arbusti.

Dati informativi per l'escursione all'Eremo (sola andata):

  • Lunghezza: 6 km
  • Dislivello: 510 m
  • Tempo al netto delle soste: 2 ore

L'area offre anche l'opportunità di vivere un'esperienza unica, come una notte in bivacco nel cuore selvaggio degli Appennini, fra Caprese Michelangelo e Chiusi della Verna.

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