Commemorazione e Devozione: La Salette e la Divina Misericordia a Novembre

Nel cuore delle celebrazioni e delle memorie spirituali, il mese di novembre riveste un significato particolare per alcune comunità, intrecciando ricorrenze personali a profonde devozioni religiose, come quelle legate alla Divina Misericordia e alla storia di Mélanie Calvat, la veggente de La Salette.

La Devozione alla Divina Misericordia in Novembre

In un contesto di ricordo e preghiera, si inserisce la commemorazione che, in una domenica di novembre, è dedicata alla memoria di mamma Carmela, a ridosso dell'anniversario della sua scomparsa (25 novembre 1978). Le celebrazioni si tengono nella Basilica di Sant'Agostino, diventando un momento di raccoglimento e di invocazione della Divina Misericordia attraverso una serie di preghiere sentite.

Tra queste invocazioni, spiccano le seguenti suppliche, che riflettono la profondità della fede e la fiducia nella compassione divina:

  • Eterno Padre, Ti offro il cuore di Gesù, fonte di misericordia e il sangue e l’acqua che vi scaturiscono, per lavare le anime nostre da tutte le colpe e in modo particolare dal vizio della superbia che, dopo aver trasformato gli angeli in demoni, rende gli uomini ribelli alla legge di Dio.”
  • Eterno Padre, infinito nella tua Provvidenza, ricevi il Cuore misericordioso del tuo Figùlio Gesù e abbi pietà di tutti i disperati, degli sfiduciati e di coloro in cui è venuta meno la speranza di raggiungere il Paradiso.”
  • Eterno Padre, che per la salvezza delle anime, che ami di amore infinito, non hai esitato a dare al mondo il tuo divin Figlio, ricevi il suo Cuore misericordioso e usa pietà ai peccatori.”
  • Padre Santo, infinito nei tuoi attributi, gradisci l’offerta che ti faccio del Cuore del tuo divin Figlio, abisso di ogni virtù.”
  • Eterno divin Padre, che hai creato il mondo e vi hai posto come Re del creato il tuo divin Figlio, ricevi il suo Cuore pieno di sapienza e di bontà, e per suo amore dona la tua luce e la tua forza a tutti i governanti della terra.”
  • Eterno Padre, compassionevole e buono verso ogni creatura, ricevi il Cuore misericordioso del tuo Figlio Divino, pieno di bontà e misericordia e per l’amore che Vi unisce abbi pietà di ogni creatura che soffre.”
  • Eterno Padre, accetta il Cuore misericordioso del tuo Gesù, pieno di zelo per la salvezza delle anime. Per quel fuoco che lo divora, ti prego di suscitare sempre più numerose vocazioni sacerdotali e missionarie, onde si realizzino i suoi desideri.”

Queste preghiere si concludono con un atto di totale unione e affidamento: “Interamente uniti con l’Eterno Padre, gli diciamo con tutto il cuore: ‘Padre Eterno e infinitamente buono, ricevi dalle mani di Gesù l’offerta che ti facciamo di noi stessi. Non siamo più noi a comandare ma sei Tu che comandi in noi e dirigi le nostre azioni secondo il tuo divino Volere.’

rappresentazione iconografica della Divina Misericordia con Gesù che mostra il suo cuore raggiante

Mélanie Calvat e l'Apparizione de La Salette

Parallelamente a queste devozioni, la storia di Mélanie Calvat offre un ulteriore spunto di riflessione sulla spiritualità e le apparizioni mariane. Nata a Corps (Grenoble, Francia) il 7 novembre 1831, Mélanie era la quarta dei dieci figli di una povera famiglia di boscaioli. La sua vita prese una piega straordinaria il 19 settembre 1846 quando, mentre era impegnata al pascolo nei pressi della frazione de La Salette, insieme a Maximin Giraud (1835-1875), divenne protagonista di una delle grandi apparizioni mariane a cavallo tra il XIX e il XX secolo, precedendo Lourdes (1858) e Fatima (1917).

Le Origini e l'Apparizione

Ai due ragazzi apparve una donna seduta, con la testa fra le mani e i gomiti sulle ginocchia, in atteggiamento di profonda mestizia. Vestiva come le donne della regione e aveva al collo una catenina con un crocifisso ai cui lati v’erano i simboli della Passione di Gesù: le tenaglie e il martello. La “Bella Signora” - come la chiamarono i due ragazzi - trasmise loro un lungo messaggio da diffondere.

Illustrazione storica dell'apparizione della Madonna a La Salette con i due veggenti, Mélanie Calvat e Maximin Giraud

La Diffusione del Messaggio e le Difficoltà di Mélanie

Mélanie e Maximin raccontarono l’accaduto al parroco e da quel giorno l’intera comunità fu sconvolta. Fin da subito si credette che la “Bella Signora” de “La Salette” fosse la Beata Vergine, apparsa in quel sabato pomeriggio del 19 settembre 1846, giorno in cui si iniziava l’Ufficio liturgico della festa della Madonna Addolorata, che allora veniva celebrata la terza domenica di settembre. Cominciarono i pellegrinaggi al luogo dell’apparizione - dove scaturì una fonte d’acqua che cominciò ad operare prodigi - e commissioni di teologi ed ecclesiastici esaminarono il messaggio che, nel 1851, fu approvato nella sua veridicità dal vescovo di Grenoble, Mons. Philibert de Bruillard. Ciò spianò la strada alla diffusione in Francia e all’Estero della devozione alla Madonna de La Salette. Da questo momento per Mélanie Calvat iniziò un percorso fatto di sofferenze e incomprensioni che si estese per tutta la sua vita.

L'Incontro con Sant'Annibale Maria Di Francia

Mélanie trascorse quattro anni presso le Suore della Provvidenza a Corps ma fu lo stesso nuovo vescovo di Grenoble, Mons. Jacques Achille Marie Ginoulhiac, a rifiutarsi di ammetterla ai voti religiosi. Per sfuggire a Napoleone III, da lei accusato di cesaropapismo, e al clero francese divenutole in larga parte ostile, Mélanie cominciò il suo esodo per l’Europa, spostandosi dall’Inghilterra alla Francia e alla Grecia fino ad approdare in Italia, a Castellammare di Stabia (Napoli). Qui vi trascorse diciassette anni avvalendosi della direzione spirituale dell’abate Luigi Salvatore Zola (1822 - 1898) dei Canonici Regolari Lateranensi.

Nella cittadina del Salento, l’8 e il 9 agosto 1897, incontrò Sant’Annibale Maria Di Francia (1857 - 1927), sacerdote messinese, fondatore dei Padri Rogazionisti e delle Suore Figlie del Divino Zelo. Di lei gli avevano parlato il canonico Vincenzo De Angelis (1809 - 1893) di Oria (Brindisi), confessore della mistica stigmatizzata Maria Palma Matarrelli (1825 - 1888), dalla quale anche Mélanie, nel 1873, si era recata in segreto, ed il palermitano Beato Giacomo Gusmano (1834 - 1888).

Padre Annibale l’aveva cercata con insistenza per chiederle di assumere la direzione del ramo femminile dell’Opera, minacciato di soppressione a causa di una serie di spiacevoli inconvenienti e di torbidi intrighi. La Calvat, considerata la gravità delle circostanze, accettò l’invito ed il 14 settembre 1897 si recò a Messina e prese in mano con decisione le redini della delicata situazione. Padre Annibale invitò tutti a seguire le sue direttive: “Coraggio, la Superiora è una santa, essa parla con la Madonna: quindi siate contente di ubbidirle”. Tuttavia, fu Mélanie stessa a sottolineare la divergenza dei “sistemi educativi”: “…il Padre dovrebbe essere la Madre e la Madre il Padre!”. Comunque, con il suo apporto di spiritualità e carisma, vennero superate le difficoltà contingenti e la sua presenza ripulì l’ambiente da beghe e scontenti, rassicurando l’autorità ecclesiastica.

Passato poco più di un anno, Mélanie lasciò Messina rassicurando il Padre: “Je suis de vòtre Congrégation”. Per ringraziare la Vergine Maria della presenza di Mélanie e nell’intento di trattenerla ancora a Messina, Padre Annibale il 2 agosto 1898 si recò in pellegrinaggio a La Salette. Nel 1918 Padre Di Francia aprì una Casa delle Figlie del Divino Zelo ad Altamura e subito si adoperò affinché i resti mortali della veggente de La Salette potessero essere traslati nella chiesa dell’Istituto, cosa che avvenne il 19 settembre dello stesso anno. Tentò infine anche di far aprire - ma invano - il processo diocesano per il riconoscimento delle sue virtù. “Nei miei istituti - affermava - la memoria di Melania è santa e non smettiamo di ringraziare la bontà divina che, con un mezzo ammirabile, ce l’ha data per un anno e che ce la ha lasciata in seguito per protettrice. Melania è una creatura nella quale l’Altissimo profuse singolarissime grazie, una creatura il cui nome risuonò in tutto il mondo, prediletta da Dio, ammirata dagli uomini.” Nel primo anniversario della morte di Mélanie, il 14 dicembre del 1905, nella cattedrale di Altamura Padre Annibale, giunto da Messina con Madre Nazarena Majone, superiora generale, Padre Pantaleone Palma e due suore, tenne una commemorazione.Una riproduzione dell’apparizione de La Salette, che Mélanie stessa affermava essere la più esatta e conforme alla visione, è rimasta a testimonianza.

Ritratto fotografico di Sant'Annibale Maria Di Francia

Il Messaggio di La Salette e le Controversie

Il messaggio che Maria affidò ai due ragazzi, mentre si doleva con essi dei peccati dell’umanità, richiamava gli uomini alla conversione, al rispetto del giorno festivo dedicato a Dio e alla condanna della bestemmia. Padre Annibale aveva seguito appassionatamente tutta la vicenda e il dibattito che ne era scaturito, i cui strascichi polemici non accennavano a scomparire. Intanto il “segreto” di Mélanie, reso noto per intero nel 1958, con il suo linguaggio profetico, i rimproveri addolorati e il patetico appello al clero, e gli annunci di castighi della giustizia divina, furono giudicati abbastanza duri e la collera di gran parte dell’episcopato francese raggiunse toni inauditi. L’imprudenza di Mélanie, presa dal fervore di diffondere scritti apocalittici suoi e di tanti suoi ammiratori, specialmente francesi (fra cui Leon Bloy), portò alla condanna dell’opuscolo “Le grand coup avec sa date probable. Ètude sur le secret de La Salette” da parte del Santo Uffizio (1915 e 1922). Nonostante le difficoltà, il Servo di Dio Mons. Philibert de Bruillard fu uno dei primi e più convinti sostenitori di Mélanie Calvat, nell’affermare la veridicità dell’apparizione mariana di La Salette.

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