Complesso Parrocchiale Beato Paolo VI: Architettura e Comunità a Forlì

Nell’anonima confusione dei segnali urbani circostanti, il nuovo edificio del Complesso Parrocchiale Beato Paolo VI esprime valori chiari e significativi, direttamente esposti sulla facciata, sul campanile e nel sagrato. La bellezza dei luoghi dedicati alla liturgia si propone, in tal modo, come elemento di qualificazione dello scenario della vita quotidiana. Questo complesso parrocchiale si caratterizza per il suo carattere semplice ed essenziale.

rendering esterno del complesso parrocchiale Beato Paolo VI con facciata e campanile

Il Contesto e il Progetto

Il Complesso Parrocchiale “Beato Paolo VI” è una proposta vincitrice dello studio Cavejastudio e Romano Pretolani per la Diocesi di Forlì, progettato nel 2015. Situato a Forlì, Italia, in un contesto periferico, il complesso è di scala media. Ben visibile dalla strada principale, presenta la facciata e il campanile sull’ampio sagrato alberato.

Si tratta di un edificio stereometrico, con un compatto volume a struttura lignea ritmato da nervature che scandiscono le parti murarie basamentali in pietra locale. Tra i materiali chiave utilizzati nella sua realizzazione figurano il cemento, il legno e la pietra locale.

Una "Casa di Dio e degli Uomini"

La progettazione del Complesso Parrocchiale vede la nascita di una nuova “Casa di Dio e degli Uomini”, intesa come luogo di preghiera e di incontro tra il mondo terreno e quello celeste. L’architettura complessiva si configura mediante una forma concava, che richiama antiche esedre di origine romana e genera uno spazio pubblico che ispira un senso di accoglienza.

L’aula liturgica e il centro parrocchiale sono coesi in un tutto unitario, creando un ambiente armonioso e funzionale per la comunità.

planimetria o schema degli spazi del complesso parrocchiale

Spazi Comunitari e Partecipazione

La corte centrale, di forma ellittica, è un luogo aperto ma al contempo protetto, dove potranno svolgersi attività culturali, religiose e conviviali, favorendo l'interazione e il senso di appartenenza della comunità. La chiesa stessa è l’elemento cardine degli edifici, portatrice di una nuova centralità, sia materiale che figurata. Caratterizzata da una pianta triangolare, appare forte, solida e indeformabile. Non è intesa come edificio isolato, bensì abbracciato agli ambienti circostanti, agendo come sostenitrice e sostenuta dalle attività che si sviluppano attorno ad essa.

L'Aula Liturgica: Dinamismo e Coinvolgimento

Una partecipazione pienamente attiva da parte dell’assemblea dei fedeli alla liturgia ha costituito l’obiettivo principale del progetto per l’aula liturgica. Attorno al presbiterio, l’assemblea trova posto su tre lati, un aspetto che genera un forte senso di collettività e vicinanza all’azione liturgica, determinando un significativo coinvolgimento dei fedeli durante le celebrazioni.

Lo sviluppo dello spazio interno della chiesa, identificata come nuova Chiesa di Santa Maria del Voto in Romiti all'interno del complesso, è caratterizzato da una forte dinamicità generata da potenti murature perimetrali in laterizio. A livello di pianta, la fruizione dello spazio è lasciata libera e flessibile, senza interruzioni planimetriche, mentre dal punto di vista volumetrico interno lo spazio è trattato in maniera articolata.

L'obiettivo della composizione interna all'aula assembleare è quello di definire una spazialità suggestiva, proiettata verso l'alto: il guscio dell'intradosso interno alla copertura sembra sospeso rispetto alle pareti perimetrali ed accentua la verticalità verso la cuspide, creando un'atmosfera di elevazione spirituale.

interno dell'aula liturgica con enfasi sulla verticalità

Il Sagrato: Porta della Comunità

Lo spazio antistante alla chiesa, la piazza o sagrato, aperto alla città, è il primo luogo d'incontro della comunità ed esalta il percorso di avvicinamento all'ingresso, fungendo da vero e proprio invito all'accoglienza e alla partecipazione.

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