La statua di Padre Pio decapitata: atti di vandalismo e reazioni

Un atto di vandalismo ha destato stupore, sdegno e rabbia tra i frequentatori della zona di Mergellina: la statua di Padre Pio, nota anche come San Pio, è stata decapitata.

La scultura era stata installata otto anni fa dalla signora Rita, devota del frate delle stimmate, sulla scogliera frangiflutti prospiciente il palazzo del consolato statunitense. Nel corso degli anni, la statua era diventata un punto di riferimento per i fedeli e un simbolo di "protezione" per la navigazione, i marinai e i barcaioli del quartiere.

La signora Rita, che aveva commissionato la statua come ringraziamento per la grazia ricevuta in seguito a un grave intervento cardiaco subito dal figlio, ha vivamente protestato con le forze dell'ordine e i professionisti della sicurezza che presidiano la zona "ad alta sicurezza" a causa della vicinanza del consolato statunitense.

Ella non riesce a comprendere come sia stato possibile che due o tre individui abbiano potuto deturpare la statua senza che nessuno degli addetti alla sicurezza se ne sia accorto, data la costante presenza militare nell'area.

La statua del Santo di Pietrelcina era diventata meta di piccoli pellegrinaggi per i numerosi fedeli devoti a San Pio, con la domenica che registrava la maggiore affluenza. La scoperta del vandalismo è avvenuta questa mattina, quando sulla scogliera è stato trovato il solo busto, con un foro dove prima si trovava la testa del santo.

La domanda che tutti si pongono, in particolare la signora Rita, è chi possa aver commesso un vandalismo che assume i contorni di un atto sacrilego. La Polizia e i Carabinieri hanno avviato le indagini, sebbene appaia difficile individuare i responsabili. Inutili, al momento, le immersioni dei sommozzatori dei vigili del fuoco alla ricerca della testa mancante.

Statua di Padre Pio decapitata sulla scogliera di Mergellina

Altri episodi di vandalismo a danno di statue di Padre Pio

La vicenda di Mergellina non è un caso isolato. Nella cappelletta del quartiere Annunziata a Giulianova, una delle due statuette di Padre Pio è stata anch'essa vandalizzata e decapitata.

Sandro Brandimarte, presidente del comitato di quartiere Annunziata, si è precipitato sul posto, prelevando la statua di gesso alta circa mezzo metro dalla teca. Ha definito l'accaduto un "vero e proprio oltraggio" e ha dichiarato che, come comitato di quartiere, si impegnano a ricomprare la statua a proprie spese come atto simbolico, con l'augurio che simili barbarie non si verifichino mai più.

Nino Cartone, titolare del camping Tam Tam nella zona, ha raccontato che la cappella, realizzata negli anni '80 dal suo defunto padre, molto devoto a Padre Pio, non è la prima volta che subisce sfregi, ma la decapitazione rappresenta un atto di particolare gravità. Le piccole sculture erano state acquistate dal padre durante un pellegrinaggio al santuario di San Pio a San Giovanni Rotondo e donate ai fedeli.

Il parroco dell'Annunziata, don Ennio Di Bonaventura, ha precisato che la statuetta di gesso, dopo essere stata benedetta, verrà portata in parrocchia per una preghiera prima di essere demolita, poiché la testa non è stata ritrovata e la riparazione non è possibile. Ha espresso dispiacere per l'accaduto e ha annunciato che si pregherà anche per le persone che hanno compiuto tale gesto.

Un ulteriore episodio si è verificato a Benevento, dove una statua di Padre Pio, situata nella cappella dell'Azienda ospedaliera San Pio, è stata completamente distrutta. Vandali hanno ridotto la statua in mille pezzi, danneggiando anche una statua raffigurante la Madonna.

Il cappellano dell'ospedale, padre Angelo Carfora, ha lanciato l'allarme. Il direttore generale dell'Azienda ospedaliera, Mario Ferrante, si è detto "molto dispiaciuto e amareggiato", esprimendo sorpresa per un evento del genere in quel luogo. Anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha definito il gesto "riprovevole e senza senso", sottolineando l'importanza del rispetto dei luoghi sacri come elemento primario di civiltà.

Dettaglio della cappelletta vandalizzata a Giulianova

Riflessioni sugli atti di scempio e il valore del denaro

Questi ignobili scempi hanno suscitato riflessioni più ampie sul valore del denaro e sulla responsabilità individuale e collettiva.

Viene evidenziato come lo "scempio" possa essere collegato alla predominanza del "dio denaro", che non ha radici né rispetto per persone o luoghi, ma ama muoversi di mano in mano. Si dibatte sulla colpa, attribuendola a figli, genitori e adulti, e si critica chi si lamenta senza agire concretamente.

Si sottolinea la necessità di intervenire attivamente, non solo con le leggi, che possono e devono essere modificate e adattate ai tempi, ma con la volontà di agire e con il coraggio di apportare cambiamenti. Viene citato l'esempio biblico della creazione in sei giorni come metafora del tempo necessario per realizzare grandi opere, ma anche della fiducia e della speranza divina nella sua creatura.

Si contrappone questo "dio" che ama stare e non scappare, che aiuta senza pretendere ricompense, a una visione più materialistica. Si ammette che il cambiamento individuale possa richiedere tempo, ma si ribadisce che è possibile con la volontà e il coraggio.

Viene infine fatta un'analogia storica con il XIX secolo, quando l'introduzione delle ferrovie fu osteggiata con pretesti banali, come quello che avrebbero spaventato le mucche, nascondendo forse il timore di una rapida circolazione di idee "peregrine". Si conclude con l'idea che oggi si continuino ad accampare vari pretesti per non collaborare, sperando che tutto vada a finire "ai pesci", a vantaggio dei "pescecani".

Atti vandalici alla stazione: sfregiata la statua di San Pio

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