Casa della Carità Gesù Redentore: Storia, Servizi e Impegno Comunitario

La Casa della Carità Gesù Redentore rappresenta un fulcro di accoglienza e servizio per le comunità in cui opera. La sua missione è profondamente radicata nei valori evangelici, offrendo supporto a chi si trova in condizioni di vulnerabilità attraverso una vasta gamma di attività e strutture.

Origini e Sviluppo Storico

La Villa Donzelli e le Suore di Gesù Redentore

La storia dell'attuale comunità di Gesù Redentore è legata a una splendida villa seicentesca, originariamente proprietà di Joseph Donzelli, Barone di Diola. Donzelli, medico, fisico e farmacista, si dedicò allo studio e alla preparazione di medicamenti, organizzando sui terreni circostanti la villa un'azienda per la coltivazione di piante medicinali rare e preziose.

La villa, nel corso dei secoli, fu un punto di riferimento per intellettuali e persone in cerca di cure. Oggi, questa storica dimora ospita la Comunità-famiglia "Paradiso dei bambini", gestita dalle Suore di Gesù Redentore. Questa congregazione religiosa fu fondata da Victorine Le Dieu De la Ruaudière (Suor Marie Joseph de Jesus) nel 1866. Le Suore sono consacrate per una missione tra bambini e giovani poveri ed emarginati, e tra coloro che soffrono, portando a tutti il messaggio della salvezza.

Le religiose operano in fraternità non solo in Italia, ma anche in Francia, Spagna e Colombia, pur nella diversità dei doni e dei servizi. Le Suore di Gesù Redentore sono una delle cinque istituzioni religiose presenti nell'ambito territoriale della Chiesa parrocchiale.

Foto storica della Villa Donzelli o immagine delle Suore di Gesù Redentore

La Nascita della Comunità di Gesù Redentore a Salerno

Un'altra significativa espressione della Casa della Carità Gesù Redentore è legata all'opera di don Ciro Torre, ordinato sacerdote nel 1975. Inviato nel 1980 nel Quartiere Europa, una zona semi-periferica di Salerno, don Ciro si attivò immediatamente dopo il terremoto in Irpinia che colpì anche il salernitano. Quello che era inizialmente un piccolo garage parrocchiale divenne il centro vitale per gli abitanti del quartiere e per chiunque fosse senza riferimenti.

In questo garage nacque la comunità di Gesù Redentore. Successivamente, la Caritas donò alla parrocchia un prefabbricato per attività, catechesi e riunioni. Oggi, nonostante lo spopolamento del quartiere, l'opera instancabile di don Ciro continua, trasformando un vecchio asilo abbandonato in luoghi di accoglienza come Casa Nazareth.

Mappa del Quartiere Europa a Salerno con evidenziate le opere della Carità

Missione e Valori Fondamentali

La Casa della Carità ha al centro della sua vita Gesù Cristo, lodato, contemplato e accolto in vari modi e diverse situazioni. L'intuizione di don Mario ne riconosce la nascita all'interno dell'Eucaristia, legata indissolubilmente alla struttura ecclesiale (Vescovo - Parroco - Case della Carità). La Congregazione Mariana della Casa della Carità testimonia ciò che ha visto e vissuto, ciò che don Mario ha intuito del mistero di Cristo.

In questo legame profondo con la Parrocchia e la Diocesi, la Casa della Carità deve mettersi al servizio della Chiesa locale. Come diceva don Mario: "è la comunità parrocchiale che si vale di operatori anche specializzati e preparati altrove, per una propria inderogabile presenza con i poveri".

La Parrocchia "Gesù Redentore" come Comunità Missionaria

La Parrocchia "Gesù Redentore", sotto la guida del Parroco, costituisce un forte richiamo a vivere la vita comunitaria di crescita nella Fede e di responsabile partecipazione alle scelte di servizio missionario. Sulle orme del Concilio Vaticano II, la Parrocchia è diventata Comunione, Servizio Missionario e anima del quartiere in cui opera.

La vita comunitaria si impernia sui seguenti capisaldi: Ascolto e approfondimento della Parola di DIO, Sacramenti, Preghiera e Carità. I progetti annuali di cammino spirituale vengono preventivamente elaborati e discussi dai responsabili dei gruppi e poi sottoposti all’esame e all’approvazione del Consiglio Pastorale Parrocchiale, il tutto preceduto da un ritiro spirituale di tre giorni.

Gruppi e Attività Parrocchiali

La settimana è scandita dall’incontro e dal lavoro di diversi gruppi:

  • Catechesi degli adulti
  • Corso Biblico
  • Giovani adulti
  • Giovani scuole medie
  • Apostolato della preghiera
  • Catechesi
  • Gruppo Caritas
  • Gruppo volontariato
  • Chirichetti
  • Gruppo liturgico
  • Legione di Maria
  • Spiritualità coniugale
  • Spiritualità Francescana

Tutti questi gruppi collaborano con unità d’intenti per la diffusione del Regno di DIO, costituendo una comunità con un'identità tipicamente carismatica e ministeriale in stato di permanente servizio. Nella Parrocchia "Gesù Redentore" funziona da diversi anni un Centro d’accoglienza per i bisognosi e gli extracomunitari “CASA NAZARETH”.

Immagine stilizzata che rappresenta l'interconnessione dei gruppi parrocchiali

Opere e Servizi di Accoglienza

Caritas Diocesana e le sue Iniziative

La Caritas Diocesana è una componente essenziale della Chiesa locale, attiva con servizi di ascolto e di distribuzione di viveri e vestiti in molte parrocchie. La comunità diocesana è una comunità cristiana matura, dove non mancano gesti significativi di solidarietà, raccogliendo gli inviti del vescovo e dei parroci a sostenere chi è nel bisogno.

Tra le attività più significative dell’Anno pastorale della Caritas si annoverano:

  • Ritiro spirituale per operatori e volontari Caritas diocesani e parrocchiali.
  • Avvento di Fraternità dedicato alle opere segno-strutture di accoglienza diocesane (con il Centro di Ascolto che ha celebrato 20 anni).
  • Tradizionale pranzo di Natale in cattedrale con gli ospiti delle opere segno e le persone sole della città, un'iniziativa che si svolge ininterrottamente dal 25 dicembre 2001.
  • Quaresima di Carità con momenti spirituali dedicati alle povertà emergenti.
  • L’iniziativa-segno concreto di carità, come la Grande raccolta viveri per i bambini dei villaggi delle Ande Peruviane.

Iniziative in corso includono l'accompagnamento e la promozione delle Caritas parrocchiali, incontri con i sacerdoti nelle Zone pastorali, la presenza al Campo volontariato Caritas regionale in Abruzzo e il Fondo di solidarietà delle Chiese umbre.

Strutture di Accoglienza della Caritas

Alle Querce di Mamre

“Alle Querce di Mamre” è un'esperienza di vita comunitaria a Cenerente, dove si cerca di vivere la carità ospitando famiglie con gravi disagi e bambini bisognosi. Nata dall’amore di due coniugi e altre famiglie, l’associazione accoglie persone che non hanno bisogno solo di un vestito, ma spesso cercano il senso della loro vita. La sera, in giardino, davanti a una statua della Madonna, si recita il rosario tutti insieme, spesso con la partecipazione di altre famiglie della parrocchia. L'aria nel cortile, sempre pieno di bambini, testimonia la fiducia nella mano di Dio anche nei momenti più difficili.

Casa di Accoglienza Gesù Redentore

Inaugurata ufficialmente nel maggio 1993, la Casa di Accoglienza Gesù Redentore era già attiva nel sostenere situazioni difficili. Ospita temporaneamente detenute in permesso ed ex detenute affidate al servizio sociale. La gestione è affidata alla Congregazione delle Suore di Gesù Redentore. Le suore, all’interno e fuori dal carcere, diventano confidenti, amiche e guide verso un riscatto morale, occupandosi anche di portare i bambini delle detenute all’asilo o prendendosene cura temporaneamente presso la Casa Famiglia. Ogni momento è vissuto con la convinzione che solo il perdono conta e che questo, prima di essere un fatto sociale, riguarda il cuore di ogni uomo.

Casa Emmaus

Nata nel 1999 come segno del IV Congresso eucaristico diocesano, si trova in località Lidarno. Quest’opera nasce dall’attenzione verso i disabili, cercando di andare incontro alle loro esigenze all’interno del nucleo familiare. È costituita da quattro miniappartamenti, alcuni ambienti per laboratori e spazi di vita comunitaria.

Casa San Vincenzo

Piccola comunità nata nel 1995 su iniziativa della Caritas diocesana e del Volontariato Vincenziano, Casa San Vincenzo ospita giovani madri con bambini piccoli e donne in difficoltà. Le suore Figlie della Carità condividono con le donne ospitate la semplicità della vita quotidiana: ascolto, sostegno, rispetto ma soprattutto amore, per ogni donna che arriva, qualunque sia la sua strada, il suo paese d’origine o la sua religione.

Centro d’Ascolto

Il Centro d’Ascolto è l’opera segno chiamata in primo luogo ad ascoltare chiunque bussa, qualunque sia la storia o la richiesta: un pasto, un letto, un vestito, un lavoro, una mano di cui fidarsi. Spesso chi bussa porta con sé una croce grande, a volte invisibile, a volte frettolosa o incomprensibile, che richiede pazienza, calma e un linguaggio fatto di gesti e simboli semplici. A volte è sanguinante, di una disperazione profonda. Saper raccogliere ogni giorno la voce che si eleva dalle strade della città non è un’impresa facile; una volta ascoltata, ogni croce va portata, presa e accompagnata. Per ogni uomo va trovato un luogo in cui l’ascolto si trasforma in una condivisione più stretta, dove le parole lasciano spazio a gesti concreti e semplici di condivisione quotidiana.

Infografica che illustra il processo di accoglienza e supporto del Centro d'Ascolto

Il Casolare

Nel 2002, la vecchia azienda Buitoni a Sanfatucchio, vicino al Lago Trasimeno, è stata donata per farne una comunità. L’azienda è composta da 16 ettari di terreno, una villa e diverse case da ristrutturare. Il lavoro, svolto dai ragazzi che vi transitano, è tanto e li appassiona a un sogno: costruire con fatica qualcosa di prezioso per la loro vita e per quella di chi arriverà un domani, un luogo dove chi arriva possa trovare qualcuno che si prende cura di lui, avendo in comune una strada tracciata dal bene. Il bene, pur esigente e capace di rompere sicurezze, rende docili e buoni, e permette il miracolo di far passare un uomo dalla morte alla vita.

Punto Ristoro Sociale “San Lorenzo”

Attivato in collaborazione tra la Caritas diocesana e il Comune di Perugia, il Punto Ristoro Sociale “San Lorenzo” è un’opera segno al servizio delle persone in difficoltà, disagiate ed emarginate. Il Comune si occupa della preparazione e distribuzione dei pasti e dell’approvvigionamento e conservazione delle derrate. Alla Caritas è affidata la preparazione di un altro cibo: la presenza accanto alle persone, offrendo accoglienza e calore umano. Quest'opera è dei perugini, un modo concreto di essere accanto agli “ultimi”, che possono sentirsi i “primi” se alla loro tavola ci si siede anche noi.

Sant’Anna dei Servitori

Sant’Anna dei Servitori accoglie persone senza fissa dimora, italiani e stranieri, per il pernottamento. È un “rifugio” per chi non ha niente, per chi ha perso non solo un letto ma anche la speranza. L’ospitalità è temporanea; gli ospiti sono infatti aiutati, attraverso il Centro d’Ascolto, a trovare nei giorni successivi una migliore sistemazione abitativa e un lavoro. Spesso è la porta d’ingresso verso altre opere segno.

Villaggio Santa Caterina

Il Villaggio Santa Caterina è stato donato alla Diocesi di Perugia per farne una casa di accoglienza per anziani in difficoltà. Ogni ospite porta in questo luogo gli oggetti più cari e carichi di ricordi, coltivando piccole passioni. Condividere la vita di queste persone significa prendersi cura delle necessità di ognuno, ma soprattutto fermarsi a parlare perché la solitudine non arrivi mai. Si tratta di tenere viva una piccola comunità con gesti e parole quotidiani, nella consapevolezza che la risposta alle difficoltà della vita va cercata nell'amore di Dio.

Impegno Internazionale: Campo-missione Caritas Umbria in Kosovo

Nel 1999, alcuni giovani sono partiti dal Campo del volontariato Caritas di Nocera Umbra per andare in Macedonia, per condividere con i profughi Kosovari il momento difficile della guerra e dell’esilio. I legami creati con le persone nei campi e l'ascolto delle loro storie hanno commosso i ragazzi davanti a tanta sofferenza, spingendoli a decidere di aprire una casa in Kosovo. Lì, le persone distrutte dalle atrocità della guerra hanno iniziato a bussare alla porta cercando qualcuno che ascoltasse i loro drammi e raccogliesse il loro dolore.

Foto di volontari Caritas in missione internazionale

Formazione ed Educazione per Giovani

Il Sistema Preventivo di Don Bosco

Nella Parrocchia "Gesù Redentore" viene applicato il Sistema Preventivo, il segreto pedagogico di don Bosco, basato sulle parole di San Paolo (1 Cor 13,7): "Tutto crede, tutto spera, tutto sopporta". Perciò soltanto il cristiano può con successo applicare il Sistema Preventivo: Ragione e Religione sono gli strumenti di cui deve costantemente far uso l’educatore, insegnarli ed egli stesso praticarli se vuole essere ubbidito ed ottenere il suo fine.

Il cortile è il luogo dell’incontro con i ragazzi e i giovani, mentre il gruppo (nelle varie espressioni presenti nella parrocchia) è il luogo di formazione più specifica.

Attività Ricreativo-Culturali e di Supporto

L’Oratorio Centro-Giovanile offre numerose attività ricreative (pittura, gioco libero e organizzato), sportive (pallavolo, calcio a 5, danza moderna, Kick Boxing) e musicali (chitarra, complessino, coro con circa 35 bambini, ragazzi e giovani). Il coro anima la celebrazione eucaristica domenicale dei ragazzi e le feste della parrocchia.

  • Estate Ragazzi: ogni anno a conclusione della scuola viene organizzata l’Estate Ragazzi per tre settimane, con la partecipazione di circa 400 bambini e ragazzi e oltre 100 animatori. L’attività prevede tempi di gioco, di formazione e una gita settimanale fuori Roma.
  • Campi estivi: ogni anno vengono organizzati almeno tre campi estivi.
  • Doposcuola: volontari, giovani e adulti, seguono quotidianamente bambini di Scuola Elementare e ragazzi della Scuola Media con il fine di aiutarli a fare i compiti e a recuperare le lacune di base.
  • VIDES (Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo): è l’Associazione di Volontariato nata e operante all’interno dell’oratorio, che presta diversi servizi anche all’esterno a favore dei poveri del quartiere. Si distinguono come opere del Vides: la Banca del sangue, la Banca del mobile e la possibilità di missioni all’Estero. Grazie all’Associazione, l’Oratorio accoglie volontari che collaborano all’opera educativa: adulti del posto, ragazzi/e del Servizio Civile, tirocinanti dell’Università convenzionate con l’Associazione.

In questo momento l’opera privilegiata è il Centro Diurno “Casa mia, Casa nostra” che nel 2003 ha preso fisionomia definitiva. Il Centro accoglie 20 bambini e ragazzi di scuola elementare e media dalla fine della scuola alla cena compresa. I ragazzi ogni pomeriggio hanno la possibilità di fare i compiti, di partecipare alle attività dell’oratorio e di vivere momenti di fraternità all’interno del Centro.

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