L'episodio dell'uomo nudo e le proteste nella Basilica di San Pietro

La Protesta all'Altare Maggiore del 1° Giugno 2023

Nel pomeriggio di giovedì 1° giugno 2023, un singolare e inaspettato evento ha avuto luogo all'interno della Basilica di San Pietro in Vaticano. Un uomo si è denudato e, completamente nudo, è salito sull'altare maggiore, proprio sotto il magnifico baldacchino del Bernini. Questo gesto clamoroso è stato un atto di protesta contro la guerra in Ucraina e, in particolare, contro le bombe russe in uno dei luoghi più sacri della cristianità.

Sulla schiena dell'uomo, che si era spogliato sotto lo sguardo esterrefatto dei pellegrini, era visibile a pennarello la scritta: «Save children of Ukraina», ovvero «Salvate i bambini dell'Ucraina». Il suo intento era quello di compiere un "gesto eclatante" per richiamare l'attenzione sulla situazione dei bambini ucraini e sulle povertà del mondo.

La persona protagonista di questa irruzione è stata identificata come un cittadino russo con passaporto polacco, di 34 anni, nato nel 1989. Dagli accertamenti è emerso che l'uomo era afflitto da una seria forma di depressione e da turbe psichiche di vario genere. Arrivato in Italia con l'idea fissa di compiere questa protesta, nel tardo pomeriggio del 1° giugno è entrato nella basilica, mescolandosi ai visitatori presenti nell'orario a ridosso della chiusura. Si è avvicinato all'altare maggiore, si è spogliato rapidamente ed è saltato sopra il piano di marmo, tra tre preziosi candelabri.

Foto interna della Basilica di San Pietro con il Baldacchino del Bernini in primo piano

I primi custodi sono subito accorsi per farlo scendere e rivestire, bloccandolo. Non ci sono state urla né resistenza da parte sua. Successivamente, gli uomini della Gendarmeria vaticana lo hanno condotto negli uffici per l'identificazione. Subito dopo, in base alle norme del trattato Italia-Santa Sede, lo squilibrato è stato consegnato dalle autorità vaticane all'ispettorato della polizia di Stato presso la Santa Sede (alla Città Leonina), dove ha trascorso la notte, dopo essere stato sottoposto a interrogatorio e denunciato.

La Risposta della Chiesa: Rito Penitenziario e Riflessione

La profanazione dell'altare di San Pietro ha richiesto un rito di purificazione riparatorio. Secondo quanto confermato da fonti vaticane, in quell'occasione venne celebrato un rito penitenziale guidato dal cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica, con la partecipazione dei canonici del Capitolo Vaticano.

Durante la celebrazione, il cardinale Gambetti ha affermato: «Siamo qui riuniti per confessare ancora una volta la nostra fede e per invocare misericordia e purificazione». Si è poi soffermato sulle "strutture di peccato" che nel mondo portano anche alle guerre, riflettendo sul gesto compiuto: «È proprio questa struttura di peccato anche che provoca in una persona che magari non si sente ascoltata, che vuole richiamare l’attenzione sulle povertà del mondo, come le situazioni in cui i bambini dell’Ucraina vivono, e che la spinge a farsi forse ascoltare e a compiere un gesto inappropriato, veramente spiacevole qui, all’Altare della Confessione, come è avvenuto l’altro giorno».

Il rito è proseguito con la recita del Credo, la benedizione dell’acqua, le litanie penitenziali e l'aspersione dell’altare. Successivamente, due suore hanno coperto l'altare con una tovaglia bianca di lino, collocandovi sopra i ceri, la croce antica e dei fiori. La recita del Padre Nostro ha terminato la celebrazione tra nuvole di incenso e la benedizione.

Precedenti Gesti Sacrileghi nella Basilica

La Basilica di San Pietro non è stata per la prima volta teatro di gesti sacrileghi tali da rendere necessaria una riparazione liturgica. Oltre all'episodio del 1° giugno 2023, le cronache recenti riportano almeno altri due casi documentati:

  • Un secondo episodio si è verificato il 7 febbraio 2025, quando un uomo, poi identificato come cittadino romeno, si scagliò sull'altare maggiore urlando frasi irriguardose e rovesciando sei candelabri ottocenteschi. Per questo gesto, però, non risulta che sia stata celebrata una funzione riparatrice, secondo quanto riportato da fonti giornalistiche vaticane.

La Verità Nascosta sulla Basilica di San Pietro: Segreti, Sangue e Gloria | Documentario

Questioni di Sicurezza e Contromisure

L'episodio del 1° giugno 2023 ha fatto sorgere seri interrogativi sulle misure di sicurezza approntate all'interno della Basilica di San Pietro e negli altri accessi in territorio vaticano, soprattutto in vista del prossimo Giubileo.

Questo incidente si è verificato a poca distanza temporale da un altro evento preoccupante: il 18 maggio dello stesso anno, un uomo a bordo di un'auto aveva forzato il varco di Porta Sant'Anna e la Gendarmeria era stata costretta a sparare alle gomme per fermarlo. Anche in quel caso, si è trattato di uno squilibrato.

A destare particolari preoccupazioni tra le forze incaricate della sicurezza interna è stato il fatto che l'uomo russo-polacco abbia avuto il tempo di denudarsi e balzare sull'altare maggiore senza essere notato dagli addetti. In queste ore, all'interno delle Sacre Mura, sono allo studio nuove misure per aumentare i controlli e prevenire altri blitz potenzialmente pericolosi. Un ufficiale ha commentato: «C'è sempre un elemento imponderabile quando, come negli ultimi due casi, entrano in azione persone non in possesso delle piene facoltà mentali, ma il problema resta e dobbiamo porcelo, al fine di studiare contromisure: se quel soggetto avesse avuto in tasca un martello, avrebbe avuto il tempo di fare danni alla basilica o ai turisti presenti».

Infografica sulle procedure di sicurezza e controllo negli accessi vaticani

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