La scelta eremitica nella Diocesi di Verona e il carisma del silenzio

La figura dell'eremita, intesa come scelta di vita radicale dedicata alla preghiera, al silenzio e alla ricerca di un incontro personale con Dio, trova espressioni significative nel territorio veronese. Questa vocazione, pur inserendosi in un mondo globalizzato e frenetico, risponde a un bisogno profondo di interiorità, trovando accoglienza e riconoscimento giuridico all'interno della struttura diocesana.

Foto suggestiva di un eremo immerso nel verde o di una chiesetta isolata tra le colline della Valpolicella

L'eremitaggio contemporaneo: l'esperienza di fra Giovanni Maria a Tregnago

Dal 2019, fra Giovanni Maria vive nella minuscola frazione di Centro di Tregnago, dove si occupa di custodire la chiesetta locale. Dal gennaio 2020, questo luogo è stato eretto a eremo Mater Dei. Il frate, ex religioso salesiano con un'esperienza missionaria in Romania, ha ristrutturato personalmente la canonica, occupandosi di opere di muratura e dell'impianto elettrico, recuperando mobili di seconda mano.

Per l'eremita, la giornata è scandita da un ritmo rigoroso:

  • Ore 05:30: Sveglia, preghiera, lodi e meditazione.
  • Attività manuale: L'eremita si dedica alla sartoria, una competenza appresa in famiglia dal padre sarto, che gli permette di mantenersi e finanziare la sistemazione della canonica.
  • Servizio alla comunità: Fra Giovanni Maria è diventato un punto di riferimento per gli abitanti della zona, celebrando la Messa domenicale e offrendo ascolto a chiunque si rivolga a lui.

«La gente è molto frastornata dal caos che ci circonda ma inizia a rendersi conto che è necessario fare qualche passo indietro e trovare principi più sani per migliorare la propria esistenza», osserva il religioso.

Mille anni a Camaldoli

Annamaria: l'eremita missionaria nel santuario di Fumane

Un'altra testimonianza di vita eremitica nel veronese è rappresentata da Annamaria, che dal 2016 risiede presso il santuario della Madonna di La Salette a Fumane, in Valpolicella. La sua vocazione segue la regola delle missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta, distinguendosi come «eremita missionaria».

Il suo ruolo integra la solitudine tipica dell'eremita con l'accoglienza dei pellegrini e la custodia del santuario. La devozione alla Madonna di La Salette, giunta a Fumane nel 1859, è profondamente radicata nella comunità locale. Il santuario, situato in una posizione panoramica, non è solo un luogo di preghiera, ma un punto di riferimento per chi cerca conforto nelle difficoltà quotidiane, come testimoniano i numerosi quaderni di richieste di preghiera lasciati dai fedeli.

Radici storiche: l'Oratorio di San Filippo Neri a Verona

La ricerca di una vita consacrata, comunitaria o solitaria, ha radici profonde nella storia spirituale di Verona. La Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri, eretta ufficialmente nel 1713 dal vescovo Gianfrancesco Barbarigo, ha rappresentato per secoli un faro di cultura e spiritualità.

La storia dell'Oratorio veronese è stata segnata da momenti di grande fervore e da durissime prove:

Periodo Evento rilevante
1713 Fondazione ufficiale della Congregazione a Verona.
1791 Consacrazione della nuova Chiesa progettata dall'architetto Cammarata.
1810 Confisca dei beni durante la riforma napoleonica.
1867 Ulteriore confisca dei beni a seguito delle leggi Siccardi.
1944-1970 Ricostruzioni post-belliche e restauri radicali degli ambienti.

Nonostante le vicissitudini storiche, la Congregazione ha mantenuto vivo il carisma di San Filippo Neri, dedicandosi con passione all'attenzione per la cultura, la musica e l'arte, restando integrata nel tessuto della pastorale diocesana veronese.

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