Il Vangelo del 7 Gennaio: La Luce di Cristo in Galilea e la Potenza della Parola Curativa

L'Inizio del Ministero di Gesù in Galilea

L'Arresto di Giovanni Battista e il Ritiro a Cafarnao

In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:

«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».

Mappa della Galilea e del lago di Tiberiade con evidenziati Nazaret, Cafarnao, Zàbulon e Nèftali

La Predicazione del Regno e la Guarigione del Popolo

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Il Vangelo sottolinea come Gesù andasse "attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo".

La Parola di Gesù: Non solo Informativa, ma Curativa

Il Potere Trasformativo della Parola di Dio

È bello l’accostamento che il Vangelo di oggi fa rispetto all’insegnamento di Gesù. Sembra quasi volerci dire che la parola di Gesù non è semplicemente una parola informativa, ma una parola curativa. Gesù insegna e guarisce contemporaneamente.

Noi cristiani molto spesso abbiamo dimenticato questo legame profondo che esiste tra la parola di Gesù e la possibilità di una guarigione. Infatti, la frequenza della parola di Dio non è un fatto magico, né semplicemente un fatto intellettuale, ma è la possibilità di credere che quella parola ha il potere di entrare nel cuore, di donargli luce, di metterlo nella condizione di un cambiamento, di una guarigione, di una decisione.

Frequentare la Parola di Dio è come sottoporsi costantemente a una forma di latente esorcismo. La Parola ha il potere di liberare le persone, perché cambia loro lo sguardo, dona loro un'altra mentalità e aumenta il dono della fede.

Dio combatterà per te Come Trovare Forza nella Fede (Motivazione Cristiana)

L'Importanza dell'Incontro con la Parola

Certo, se lasciata da sola la Parola può diventare pericolosa perché essa ha senso solo se favorisce un incontro. Per noi cristiani l’incontro reale accade nei sacramenti, nell’umanità ferita dei fratelli, in ogni circostanza della vita quando essa viene accolta come volontà di Dio.

Senza la Parola siamo ciechi, ma se la Parola aprisse i nostri occhi, a nulla servirebbe vedere senza riconoscere e accogliere dentro la propria vita la presenza reale di Cristo.

La Dinamica dell'Amore e il Protagonismo di Gesù

Giovanni Battista: Un Passo Indietro per un Passo Avanti

Giovanni viene arrestato e Gesù comincia la sua predicazione. Giovanni fa un passo indietro e Gesù fa un passo in avanti. Questa dovrebbe essere la dinamica dell’amore. Volere il bene di una persona significa saper arretrare al momento giusto.

La grande lezione di Giovanni è saper fare tutto ciò che deve e allo stesso tempo sapersi togliere di mezzo senza recriminare nulla, senza lamentarsi, senza avere nessuna pretesa. Anche Gesù farà così con i suoi discepoli.

Nuove Stagioni Spirituali e la Conversione

Nella vita spirituale viviamo stagioni diverse e tempi diversi. C’è il tempo in cui qualcuno ci fa da Giovanni Battista e ci insegna umanamente delle cose. Poi Gesù sembra quasi “abbandonarci” ma solo perché si manifesti in noi lo Spirito. È una fase di purificazione da tutto quello che fino a quel momento ci rassicurava.

L’arresto di Giovanni Battista spinge Gesù a un protagonismo diverso. Non torna più a casa, a Nazareth ma va a Cafarnao. Geograficamente Cafarnao rappresenterà il posto principale dove Gesù proclamerà il Vangelo. Se la conversione del Battista consiste nel cercare di rimettere ordine nella propria vita affinché sia avvantaggiato il passaggio del Signore, la conversione che predica Gesù non consiste più nel fare solo noi qualcosa ma nell’accorgerci di qualcosa che è già in atto, che sta avvenendo in questo istante davanti ai nostri occhi. Tutto ciò che stiamo cercando è qui, davanti a noi.

La Missione di Gesù: Insegnare, Annunciare e Curare

Insegnare, annunciare e curare sono le tre modalità che Gesù usa per mostrare la sua missione. Infatti il desiderio più grande che l’uomo si porta nel cuore è trovare qualcuno che gli insegni come si fa a vivere davvero.

Il Vangelo non ci dice cose che non sappiamo già, ma per salvarci non abbiamo bisogno di saperle ma abbiamo bisogno che qualcuno le dica a noi.

La Fede nelle Tempeste della Vita e l'Esempio di Don Bosco

La Presenza di Dio Nelle Difficoltà

Una tempesta sembra la protagonista principale della pagina del Vangelo di oggi. Ma la cosa che conta di più è la capacità che ha Gesù di saper dominare le tempeste. Eppure ciò che salta all'occhio è la paura dei discepoli, che quando si trovano in difficoltà, smettono di avere fiducia in quel Gesù che è sulla barca insieme con loro.

Dio non è colui che ci evita le tempeste, ma colui che sta con noi durante quelle tempeste. Avere fede significa continuare ad avere fiducia in Dio anche quando abbiamo la sensazione che siamo perduti e che ormai non c'è più nessuna via di uscita.

Se crediamo che attraverso Gesù Dio è entrato definitivamente nella storia di ciascuno di noi, allora dobbiamo credere profondamente che nella barca della nostra vita non siamo più soli, ma Lui è sempre con noi, anche quando abbiamo la sensazione che dorma o che apparentemente non gli importi nel nostro destino.

Immagine simbolica di Gesù che calma la tempesta o è presente sulla barca con i discepoli impauriti

Il Sogno Profetico di San Giovanni Bosco

Oggi festeggiamo un grande santo che ha fatto della sua vita un'immensa professione di fede in Gesù: è San Giovanni Bosco. Ed è interessante che a un certo punto San Giovanni Bosco racconta ai suoi ragazzi un sogno particolare che egli fa.

Nel sogno egli vede il mare agitato, scosso da onde violente e da venti impetuosi. Al centro di questo mare in tempesta c’è una grande nave, simbolo della Chiesa, attaccata da ogni parte, colpita, urtata, apparentemente destinata ad affondare. I nemici sono forti, la confusione è grande e la situazione sembra senza via di uscita.

Eppure quella nave non è abbandonata: al timone c’è il Papa, che con grande fatica cerca di guidarla tra i flutti. A un certo punto, nel mare compaiono due colonne: una più alta, sormontata dall’Eucaristia, e un’altra più bassa, sulla quale sta la statua di Maria Ausiliatrice.

Quando la nave riesce ad ancorarsi saldamente a queste due colonne, la tempesta si placa, gli attacchi cessano e la nave trova finalmente stabilità e salvezza. Il messaggio del sogno è chiaro e profondissimo: nelle tempeste della storia e della vita personale, la Chiesa e ogni credente non si salvano con le proprie forze, ma restando ancorati a Cristo presente nell’Eucaristia e affidandosi con fiducia a Maria.

Don Bosco voleva insegnare ai suoi ragazzi che la fede non elimina le difficoltà, ma dà un punto fermo a cui aggrapparsi quando tutto sembra crollare.

Illustrazione del sogno delle due colonne di Don Bosco: la nave della Chiesa ancorata all'Eucaristia e a Maria Ausiliatrice

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