La Grande Croce di San Pio da Pietrelcina: Storia, Arte e Fede a San Giovanni Rotondo

La Grande Croce della Chiesa nuova di San Pio da Pietrelcina, inaugurata il 3 marzo 2003 a San Giovanni Rotondo, è stata al centro di un significativo progetto formativo coinvolgendo gli alunni di quinta della scuola Primaria De Muro Lomanto di Canosa di Puglia. Il maestro Giuseppe Di Nunno riprodusse la croce in un modello in scala, utilizzando legno e integrando due piccoli blocchi (12 x 8 x 4 cm) di pietra di Apricena con la croce incisa, forniti dalla Fabbrica del Convento di San Giovanni Rotondo.

Modello in scala della Grande Croce di San Pio da Pietrelcina con elementi in pietra di Apricena

Dopo un periodo di oblio dovuto al passare del tempo, nel 2023 il progetto è stato riscoperto e viene ora riproposto e divulgato attraverso un pieghevole stampato. Questo progetto sottolinea l'importanza del monumento nella storia, nell'arte, nella cultura e nella fede, configurandosi come un patrimonio internazionale.

La Biblioteca Padre Pio di San Giovanni Rotondo, tramite il suo referente Antonio Villani, ha ritrovato la pagina della rivista Il Pellegrino del 2003 che pubblicò l'articolo con le foto degli alunni partecipanti. Sono stati inoltre ritrovati i due pietrini benedetti da Fr. Gerardo Saldutto, deceduto nel 2021.

La lettera inviata dalla scuola nel 2003, con la quale si comunicava il progetto formativo al Convento di Padre Pio e alla Fabbrica della Nuova Chiesa, testimonia l'impegno educativo. L'istituto scolastico, rappresentato dai docenti Di Nunno Giuseppe, Barbarossa Sabina e Di Biase Clementina, ha realizzato un modello in miniatura della Grande Croce in pietra di Apricena. La collaborazione dell'architetto Binetti della Fabbrica della Chiesa è stata fondamentale per fornire le dimensioni e i dati architettonici del monumento. Si ringraziano inoltre l'architetto Binetti, il Direttore Ing. Giuseppe Muciaccia e il rag. Dell’Erba della cava di Apricena per il contributo alle conoscenze degli alunni.

Il modello della Croce, realizzato in legno in scala 1:44,4, ha ridotto i quaranta metri di altezza reale a novanta centimetri. L'inclusione di un pezzo di pietra autentica di Apricena ha permesso agli alunni di "toccare con mano" la roccia utilizzata per la costruzione della nuova chiesa, progettata da Renzo Piano.

Storia, arte e devozione hanno costituito un itinerario formativo per i ragazzi della scuola di Canosa. Dalla finestra della scuola, situata sulle colline della Bassa Murgia, i bambini potevano ammirare la cresta del Gargano, su cui oggi svetta la Grande Croce.

Dopo aver discusso con gli alunni delle classi Quinta A e B, è stata posta una domanda significativa nell'atrio della scuola: "Qual è la croce più grande e più vera di questa Croce di pietra?". Sorpresi, gli alunni hanno inizialmente ricordato che si trattava della croce più alta del mondo. Tuttavia, dopo ulteriori riflessioni, alcuni hanno compreso che la croce più grande e vera è quella del sangue che Padre Pio ha portato nelle sue stimmate. Questa Croce in pietra, posta tra cielo e terra, rappresenta quindi il segno monumentale della croce mistica di Padre Pio.

Si attende, con il nuovo impianto di illuminazione, di poter scorgere dalle alture di Canosa di Puglia, nelle sere limpide, un raggio di luce a forma di croce sulla cresta del Gargano.

La Chiesa di San Pio da Pietrelcina: un capolavoro architettonico di Renzo Piano

La nuova Chiesa di San Pio da Pietrelcina, situata a San Giovanni Rotondo, è un'opera architettonica di grande rilievo, progettata dal celebre architetto Renzo Piano e inaugurata il 1° luglio 2004. Con una superficie complessiva di 6.000 metri quadrati, è la seconda chiesa in Italia per estensione e può ospitare circa 6.500 fedeli seduti, con la possibilità di accogliere 30-40 mila persone sul sagrato.

Vista aerea della Chiesa di San Pio da Pietrelcina, evidenziando la forma a conchiglia

La struttura è un esempio straordinario di architettura contemporanea, realizzata con materiali naturali e durevoli come la pietra di Apricena, legno lamellare per le travi e rame preossidato per la copertura. Il progetto ha previsto l'utilizzo della pietra locale, la pietra beige di Apricena, per creare un legame con la tradizione costruttiva della regione.

Design e Struttura

Renzo Piano ha optato per una pianta a forma di conchiglia, distribuendo l'edificio su due piani. Lo spazio è organizzato attorno a un pilastro centrale che si apre a ventaglio sui due livelli. Il piano inferiore è suddiviso in arcate che delimitano i vari ambienti, mentre il piano superiore è organizzato in tre grandi sezioni sostenute da 22 archi convergenti verso il pilastro centrale, dove sorge l'altare maggiore.

Le navate interne sono tre e presentano una forma semicircolare, simile a quella di un teatro greco. I 22 archi portanti sono disposti su due file secondo uno schema a raggiera che si estende dall'altare verso l'esterno. Questi archi sostengono la struttura secondaria dei pannelli in legno del sottotetto, fissati su puntoni in acciaio.

Dettaglio degli archi in pietra di Apricena che sostengono la copertura della chiesa

La copertura in legno riveste uniformemente l'intero complesso come una calotta. La struttura ariosa interna non risponde solo a scelte estetiche, ma soddisfa anche le esigenze di sicurezza, considerando il grande afflusso di pellegrini. Il progetto include un ampio e funzionale sagrato squadrato, dotato di un altare mobile per celebrazioni all'aperto, delimitato da 12 fontane a velo e ulivi.

Materiali e Innovazione Tecnologica

La scelta della pietra di Apricena, una pietra locale "molto calda", è stata una decisione ponderata per evitare una caratterizzazione formale troppo fredda e per valorizzare la tradizione locale. Per la realizzazione degli imponenti archi in pietra, sono state impiegate tecnologie moderne, tra cui il taglio controllato da macchine automatiche. La campata principale di oltre cinquanta metri rappresenta uno dei più lunghi archi portanti in pietra mai realizzati, frutto della volontà di esplorare le potenzialità della pietra nell'architettura contemporanea.

La struttura primaria è composta da una doppia teoria di archi in pietra con luci differenziate. La prima serie, con luci maggiori fino a 45 metri, parte dall'altare e diverge verso il perimetro esterno, sostenendo la copertura nella zona centrale. L'insieme di queste arcate in pietra delinea un inviluppo di linee curve che salgono e ridiscendono a terra, creando una forma di grande conchiglia aperta verso la piazza-sagrato.

Il sagrato, con una superficie di 9.000 m², può accogliere fino a 30.000 pellegrini e, grazie allo spazio ininterrotto che lo collega all'interno della chiesa, permette di seguire le cerimonie religiose anche dall'esterno.

Padre Pio e il dono della bilocazione

Opere d'Arte e Dettagli Architettonici

L'ingresso del santuario è caratterizzato da due archi in pietra. L'arco maggiore presenta una grande vetrata con motivi tratti dall'arazzo medievale francese di Angers, che narra l'Apocalisse di San Giovanni in 84 pannelli. L'arco minore costituisce l'ingresso vero e proprio.

Tra le opere d'arte contemporanea presenti nella chiesa spicca il portale bronzeo dell'artista Mimmo Paladino, con le figure di Abramo e Cristo nei battenti.

La cripta sotterranea di 2.000 metri quadrati ospita i mosaici del presbitero sloveno padre Marko Rupnik, uno dei maggiori artisti contemporanei nell'arte musiva sacra. È qui che sono custodite le spoglie di San Pio.

La copertura, realizzata in rame preossidato TECU® Patina, presenta una caratteristica patina verde e ricopre un'area di 19.500 m². La struttura portante del tetto è costituita da legno e pietra calcarea garganica, materiali tipici della regione.

Considerazioni Antisismiche e Costruttive

Il progetto ha posto particolare attenzione agli aspetti antisismici, considerando la zona a rischio sismico. Sono state adottate soluzioni innovative, tra cui l'uso di malta fibrorinforzata tra i "maxiconci" (grandi blocchi di pietra) per creare un cuscinetto dissipativo. L'armatura degli archi avviene tramite cavi di acciaio interni e un sistema di controventatura spaziale per garantire la stabilità.

La lavorazione dei blocchi litici per la formazione degli archi ha richiesto processi tecnologici avanzati, con il taglio dei blocchi informi tramite frese computerizzate. Il montaggio dei singoli blocchi per formare i maxiconci avviene in cantiere con macchine speciali, raggiungendo pesi considerevoli.

La chiesa di San Giovanni Rotondo, con la sua imponente Grande Croce e la sua architettura innovativa, rappresenta un luogo di profonda spiritualità e un capolavoro di ingegneria e arte contemporanea, legato indissolubilmente alla figura di Padre Pio e alla storia della Puglia.

tags: #laterizi #padre #pio #puglia