La situazione sociale, al tempo di Gesù, si staglia su uno sfondo eminentemente agricolo-pastorale. L’allevamento e la cura degli ovini giocano un ruolo importantissimo per il vivere e sopravvivere quotidiano. Per questo il Signore, sempre molto attento a calare il suo messaggio nella realtà quotidiana, non esita a presentare la sua missione come quella di un pastore attento e premuroso nei riguardi delle pecore a cui il Padre lo ha inviato.

L'identità di Gesù: Pastore e Porta
Gesù è il pastore che non si relaziona solo al popolo, ma a ciascuna persona, perché conosce il nome di tutti, li chiama uno per uno, per una relazione e una vocazione personale. Il Buon Pastore non sfrutta il gregge: lo cura, lo conosce, lo guida e lo ama. Egli stesso afferma: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore».
La metafora della porta indica un confine, una separazione tra casa e mondo, l’accoglienza o l’esclusione, la possibilità di entrare e di uscire. Gesù si definisce porta, indicando così la sua identità di mediatore tra il mondo di Dio e quello degli uomini. Chi passa attraverso lui trova casa accogliente, il luogo di vita fraterna della comunità.
La missione contro i "lupi" e i falsi pastori
L’indifferenza dei farisei contrasta con la sollecitudine attenta ed individualizzata del Signore. Le pecore devono liberarsi dalla loro tirannia, devono uscire dal recinto trasformato in lager. Gesù denuncia ladri e briganti. Ce ne sono nella Chiesa e ce ne saranno fino alla fine dei tempi; colpiscono i più deboli.
- La voce degli estranei: Sono tanti quelli che ci invitano con voce suadente, dolce e falsa per condurci alle mille schiavitù che abitano la nostra cultura e la nostra società.
- La vocazione: Il nome con cui Gesù ci chiama indica la nostra identità di figli di Dio.
- Il compito dei fedeli: Chi è più forte ha dal Signore il dono e il compito di aprire bene gli occhi per anticipare il male, vederlo quando si manifesta e denunciarlo a chi può porre rimedio.

Vivere nell'abbondanza della Parola
Cristo è venuto perché le sue pecore abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Essere membra vive del Suo Corpo mistico, che è la Chiesa, significa riposare sui pascoli erbosi delle Sue Scritture. Passare attraverso la "porta" vuol dire semplicemente decidere di avere Gesù come riferimento unico della propria vita, accogliere il suo insegnamento e vivere come lui ha mostrato, obbedendo al Padre e amando i fratelli.
O Buon Pastore, da Te impariamo a vincere il male con il bene, a chiamarci per nome, a prenderci cura gli uni degli altri, a sopportare con pazienza la sofferenza, a perdonarci scambievolmente. Con Te non temiamo alcun male, perché Tu sei il Dio con noi, l’Emmanuele. Tu sei l’unico Pastore e guardiano delle pecore, venuto per darci la vita in abbondanza.