Nella vastità del panorama dei santi e delle sante della Chiesa Cattolica, indubbiamente, Santa Rita è una delle figure più conosciute e venerate. Vissuta ben sei secoli fa, è viva e presente ancora oggi, ricordata, invocata e pregata nei casi più disperati da migliaia di devoti non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ricerche effettuate in Italia hanno evidenziato la sua grande notorietà, affiancandola a figure come San Francesco, Sant’Antonio e San Giovanni Bosco. Tra le sante, spicca lei, Santa Rita da Cascia, figura di spicco accanto a Santa Chiara d’Assisi.
Rita Mancini, questo il cognome della santa, nacque a Roccaporena, vicino a Cascia, nel 1381. Figlia di genitori ormai anziani, fin da piccola si distinse per la sua bontà, laboriosità e devozione alla Chiesa. Arrivata all’adolescenza, Rita desiderava entrare in monastero, ma i genitori si opposero e prepararono per lei il matrimonio con Paolo di Ferdinando. Quest'ultimo era un uomo di carattere burbero, aggressivo e arrogante. Tuttavia, dopo diversi anni, grazie alle preghiere e all’umiltà della santa, il marito cambiò vita. Successivamente, Paolo di Ferdinando venne ucciso, probabilmente da suoi ex-compagni, a causa di rancori passati ed accuse di tradimento, mentre rincasava in piena notte. Nonostante ciò, Rita perdonò gli assassini. Di morte naturale, anche i due figli avuti da questo matrimonio morirono. Rita, allora, decise di prendere i voti ed entrare nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena, a Cascia.

Il Prodigio della Rosa e la Spina sulla Fronte
Nella iconografia mondiale, Santa Rita è ritratta con una rosa in mano, un crocifisso e una spina sulla fronte. La spina sulla fronte è un chiaro rimando a uno degli avvenimenti straordinari accaduti durante la sua vita: in uno slancio d'amore, S. Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpì alla fronte, provocandole uno spasimo senza fine. Questo evento è espressione della sua profonda devozione e del desiderio di partecipare alla Passione di Cristo.
L'altro avvenimento straordinario, che l'ha resa famosa e che ancora oggi rivive nella tradizionale benedizione delle rose, è quello accaduto al tramonto della sua vita terrena: il prodigio della rosa. Questo prodigio è reso attendibile da diverse testimonianze raccolte nel processo per la beatificazione nel 1626. Chiunque sia stato al Monastero di Cascia, ricorderà il roseto, posto vicino alla cella della santa, creato proprio in ricordo di questo sorprendente evento. Il roseto che c'è oggi, è stato piantato nel secolo scorso.
Siamo nel 1457. Rita, da circa quattro anni costretta a letto da una malattia, ha 76 anni e le forze le mancano. Nel congedarsi, una cugina le chiese se desiderava qualcosa da casa. Rita rispose che desiderava una rosa e due fichi dal suo orticello di Roccaporena. La cugina, pensando che fosse nel delirio della malattia, le spiegò che in pieno inverno non avrebbe potuto trovare tali frutti nel giardino. Rita insistette e, con grande meraviglia, la parente, tornando verso casa, trovò in mezzo alla neve una rosa e due fichi maturi. Stupefatta, tornò subito a Cascia per portarli a Rita.
Da quel dì al maggio susseguente, il tempo fu breve. Rita, prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli e, contemporaneamente, le campane della chiesa si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo si sparse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa, come se vi fosse entrato il Sole.
Il Simbolismo della Rosa nel Cristianesimo e il Culto di Santa Rita
La rosa, con le sue spine, è il simbolo di Rita da Cascia, in ricordo della rosa fiorita sotto la neve che una sua parente le portò insieme ai due fichi prima della morte. Le monache di Cascia spiegano che essa racchiude il senso del messaggio tramandato dalla santa: godere appieno dell’Amore e della Bellezza di Dio attraverso l’amore e la bellezza della vita, accettando le spine come parte di essa.
Tantissimi e diversi sono stati i significati e le simbologie a cui questo fiore è stato associato nella storia. Nel contesto cristiano, la rosa diviene simbolo di un amore più etereo, fatto di elevazione spirituale, purezza e verginità. Se Maggio è per eccellenza il mese della rosa, esso è altrettanto notoriamente il mese mariano. E Rosa Mistica è definita la Vergine Maria, il più bello dei fiori nel mondo spirituale.
La Madonna è anche rosa senza spina, come senza spine divennero miracolosamente i fiori del roseto della Porziuncola, nel racconto della vita di San Francesco d’Assisi, uno dei santi che come Rita da Cascia sono strettamente legati all’immagine della rosa. La Madonna è "nascosta" a noi più degli altri santi, per via della riunione del sacro corpo e della sua anima con l’Assunzione in cielo dopo la morte. Gli elementi che rafforzano la correlazione tra la madre di Gesù e le rose sono ancora moltissimi: una corona di rose le si offre quando si recitano le preghiere del Rosario; gli altari dedicati alla Madonna sono spesso adorni di rose; nelle raffigurazioni sono spesso gli angeli, i santi o i devoti a offrirle questi fiori, mentre altrove è la stessa Maria a recarli in mano o sulle vesti.

La cultura cristiana richiama anche l’immagine dantesca della Candida Rosa, luogo del Paradiso dalla forma di anfiteatro in cui siedono le anime candide, simbolo di divina beatitudine. Nel Canto XXXII del Paradiso, Bernardo di Chiaravalle spiega come al centro della Rosa vi sia proprio la Vergine Maria.
Luoghi e Tradizioni Legate a Santa Rita
Superate le due porte di entrata del Monastero Santa Rita da Cascia, salendo ci troviamo nel chiostro del monastero dove c’è il pozzo, da cui Santa Rita attingeva l’acqua per l’orto, la cucina e le pulizie. La tradizione racconta che la superiora chiese a Rita, appena novizia, di innaffiare uno sterpo secco in giardino. Rita lo fece umilmente, giorno per giorno. Così, un giorno, Dio trasformò lo sterpo secco in una vite rigogliosa. La vite che vediamo oggi produce uva bianca ed è plurisecolare. Questo episodio è diventato il simbolo dell’obbedienza di Santa Rita e della sua fecondità spirituale.
Sul muro accanto alle scale, possiamo notare dei piccoli fori dove abitano le api murarie. Un’antica credenza popolare collega le api al primo miracolo attribuito a Rita in vita: la guarigione di un contadino.
Il 22 maggio è la Festa di Santa Rita da Cascia, figura legata indissolubilmente alle rose. In occasione della ricorrenza, dalla Basilica di Cascia viene trasmessa, in diretta streaming sui canali social e in diretta televisiva, la Benedizione delle Rose alle ore 11:30. Questo evento si svolge dal vivo nella Basilica di Cascia e attira devoti da tutto il mondo.
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Preparazione delle "Rosette di Santa Rita"
Per preparare le cosiddette "rosette di Santa Rita", che richiamano la forma della rosa, è necessario seguire alcuni passaggi:
- In una ciotolina, sciogliere il lievito nel latte tiepido.
- Nella ciotola della planetaria (o impastando a mano), mettere la farina, lo zucchero, lo strutto, l’uovo, i semini di vaniglia ed il latte con il lievito.
- Iniziare ad impastare con la foglia, a bassa velocità, per amalgamare gli ingredienti.
- Aggiungere l’acqua e il sale.
- Aumentare la velocità e continuare a lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo (circa 10 minuti).
- Trasferire l’impasto sulla spianatoia, dargli una forma rotonda e metterlo in una ciotola, coperto con un canovaccio o pellicola trasparente. Far lievitare per un’ora (nel forno spento con la luce accesa è un buon metodo).
- Trascorso il tempo, dividere l’impasto in 10 pezzi e con ognuno formare un salsicciotto lungo circa 30 cm.
- Arrotolare ciascun salsicciotto su se stesso, formando una chiocciola, senza stringere troppo i giri per evitare che la pasta si strappi durante la lievitazione.
- Disporre le chiocciole, distanziandole, su una teglia rivestita di carta da forno. Coprirle con un canovaccio e lasciarle lievitare fino al raddoppio.

Iniziative Solidali e Celebrazioni
Le piantine dei fiori simbolo della "santa dei casi impossibili" sono disponibili in 350 punti di distribuzione dove è possibile fare donazioni per l’infanzia. Le monache del monastero di Cascia sostengono progetti per minori in situazioni di disagio e la realizzazione di strutture scolastiche. È possibile contribuire anche richiedendo l’“Ovunque di Santa Rita”, un ciondolo a forma di cuore con incisa una rosa.
Le celebrazioni per Santa Rita includono eventi come la consegna del “Riconoscimento Internazionale Santa Rita” a donne che si distinguono per il loro impegno sociale. La Fiaccola della Pace e del Perdono, segno dei valori ritiani, viene accesa ogni anno in una città gemellata con Cascia per amplificare il messaggio e l’esempio di Rita.
Il programma delle celebrazioni per ricordare la religiosa agostiniana prevede messe solenni, rievocazioni degli ultimi istanti della vita terrena di Rita e la benedizione delle rose. La figura di Santa Rita da Cascia, con la sua vita segnata da sofferenze e perdono, e il suo simbolo della rosa fiorita sotto la neve, continuano a ispirare milioni di persone in tutto il mondo.