Michelangelo Buonarroti, scultore, pittore, architetto e raffinato poeta, ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'arte con le sue opere di ineguagliabile bellezza e profondità. Tra queste, le sue rappresentazioni della Vergine con il Bambino occupano un posto di rilievo, dimostrando la sua maestria scultorea sin dai primi lavori. Due delle più significative sono la Vergine di Bruges, custodita in Belgio, e la Madonna della Scala, conservata a Firenze, opere che rivelano diverse fasi e sperimentazioni dell'artista.
La Vergine di Bruges
Bruges, la capitale delle Fiandre Occidentali, è un gioiello risplendente con il suo centro storico medievale, patrimonio UNESCO dal 2000. Tra le sue sontuose architetture spicca l'Onze-Lieve-Vrouwekerk, o Chiesa di Nostra Signora, con il suo campanile che svetta oltre i 115 metri, la seconda torre in mattoni più alta del mondo. Questa chiesa gotica, tra i luoghi sacri più antichi di Bruges, ospita al suo interno un capolavoro assoluto della scultura rinascimentale italiana: la Vergine di Bruges di Michelangelo.
Contesto e commissione
La Vergine di Bruges, opera in marmo scolpita dal giovane Michelangelo tra il 1503 e il 1505, fu commissionata da Jean e Alexandre Mouscron (italianizzato in Moscheroni), due ricchi mercanti di tessuti fiamminghi. Essi erano in contatto lavorativo con il banchiere fiorentino Jacopo Galli, amico e protettore di Michelangelo, il quale fece da intermediario per questa prestigiosa committenza.
L'opera fu eseguita mentre Michelangelo era impegnato nella realizzazione del David a Firenze, e fu pagata con la considerevole cifra di quattromila fiorini, somma inaudita per l'epoca per un'opera di tali dimensioni. L'artista gestì l'intera vicenda con estrema riservatezza, tanto che l'opera fu imbarcata quasi segretamente a Livorno, diretta nelle Fiandre via mare, intorno al 1506. Questa cautela era probabilmente dettata dalla volontà di non far spazientire altri committenti che attendevano da tempo i suoi lavori. A Bruges, invece, l'opera fu subito celebrata, e già nel 1508 venne collocata nella cappella della famiglia Mouscron all'interno della cattedrale, dove fu ammirata anche da Dürer.
Descrizione dell'opera

La scultura a tutto tondo, alta 128 cm, raffigura la Vergine con Gesù Bambino. La composizione del gruppo è basata sulla postura perfettamente in asse della Vergine, che siede sul trono, simbolo tradizionale della "Sedes sapientiae". Maria è avvolta in una veste dagli ampi panneggi, di un marmo così levigato da apparire quasi traslucido, e il suo volto è quello di una giovane bellissima. La sua dignità è quella di una vera "Regina del Cielo".
A differenza delle Madonne rinascimentali tradizionali, questa Vergine non guarda il Bambino e non sorride. Sfugge lo sguardo dello spettatore, immersa in un raccoglimento pensoso e malinconico. Sembra assorta nella premonizione del doloroso destino che attende lei e suo figlio, consapevole del dono divino del sapere. Conosce il destino e sa di non poterlo evitare, accettando la sofferenza che le sarà imposta. Centrale, sulla veste, si può notare un fermaglio sul quale è modellato un cherubino, simbolo della sua "intelligenza chiara" o del dono della profezia.
Il Bambino, alto e robusto, è in piedi, quasi senza sostegno, entro le ginocchia aperte della madre che richiamano la posa del parto e rievocano il titolo di "Mater Dei", secondo un'antica iconografia bizantina. Sembra che esca, già grande, dal grembo materno e muova, con una certa solennità, i primi passi per offrirsi al mondo. Nelle due mani unite c'è l'unico punto di contatto tra madre e figlio, espressione di un affetto irriducibile e forse già della nostalgia per una fusione perfetta ed esclusiva, ma ormai irrimediabilmente perduta.
Sebbene realizzata poco tempo dopo la celeberrima Pietà Vaticana, con la quale dimostra di avere più di un punto in comune, in particolare nella somiglianza del volto delle due Madonne, entrambe con lo sguardo rivolto in basso e il velo sulla testa, la Madonna di Bruges presenta elementi di estrema originalità, soprattutto nel rapporto madre-figlio. Gesù è rappresentato in piedi, quasi senza sostegno, tenuto lievemente dal braccio sinistro della madre, e sembra che stia per muovere i primi passi verso il mondo.
Michelangelo - La Madonna di Bruges
Storia e spostamenti
La scultura ha avuto una storia movimentata. Durante il periodo dell'occupazione napoleonica, la Madonna di Bruges venne requisita e portata a Parigi. Fu restituita nel 1815 alla nazione legittima proprietaria. Poco più di un secolo dopo, nel 1944, fu nuovamente trafugata dai tedeschi durante la loro ritirata nel corso della Seconda Guerra Mondiale, e le sue tracce si persero. Fu ritrovata due anni dopo, nel 1946, in una miniera ad Altaussee, e finalmente restituita.
La Madonna della Scala
Tra le prime testimonianze del genio scultoreo di Michelangelo vi è la Madonna della Scala, un bassorilievo che si distingue per la sua innovativa tecnica e profonda simbologia. Conservata a Casa Buonarroti a Firenze, quest'opera risale a un periodo cruciale per la formazione dell'artista.
Contesto e datazione
La Madonna della Scala è il primo lavoro di Michelangelo giunto a noi, datato tra il 1490 e il 1491 circa. L'artista e biografo Giorgio Vasari indicò nel suo testo del 1568, intitolato Vite, la presenza della scultura nella casa del nipote di Michelangelo. Lionardo Buonarroti la donò poi nel 1566 al Granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici. Tuttavia, la famiglia de’ Medici restituì la scultura agli eredi dell’artista nel 1616, dove poi rimase nel palazzo di famiglia in via Ghibellina, sede attuale di Casa Buonarroti.
Tecnica e stile: Lo stiacciato

Secondo il Vasari, la Madonna della Scala di Michelangelo può essere considerata un omaggio alla tecnica dello stiacciato di Donatello. Lo stiacciato è una tecnica scultorea del Rinascimento, di cui Donatello fu maestro, che prevede minime variazioni di spessore (anche di pochi millimetri) tra i vari elementi dell'opera, creando un efficace effetto prospettico e di profondità ambientale.
Michelangelo sperimentò questa possibilità creando piani spaziali che si graduano con variazioni minime di spessore. La superficie del rilievo è chiara e le figure si rilevano di poco rispetto alla base della lastra. La scena si coglie con maggiore facilità se colpita da luce ambientale radente, poiché, data la poca profondità del modellato, le ombre che si creano sono schiarite e generano un morbido e delicato chiaroscuro. Le parti evidenziate dalle ombre sono quelle centrali, come la mano di Maria che scosta il manto dal seno e la schiena di Gesù Bambino. Michelangelo deve aver appreso la tecnica dello stiacciato da Bertoldo di Giovanni, allievo di Donatello e insegnante nell'Accademia d’Arte voluta da Lorenzo il Magnifico.
Nell’opera di Michelangelo, la scala con i massicci gradini sulla sinistra, che risultano più pronunciati in primo piano, e il corrimano sono un espediente scenografico che permette di creare una fuga prospettica in profondità. Inoltre, contribuisce a rendere la scena credibile prospetticamente anche il punto di vista molto basso.
Descrizione e simbolismo
Protagonisti dell’opera sono la Vergine Maria e Gesù Bambino. Maria è raffigurata di profilo con il busto eretto, rivolta a sinistra, seduta su un masso squadrato e con lo sguardo rivolto lontano. Protegge il Bambino con un lembo del mantello. Da questa postura nasce un movimento a spirale, generato anche dalla disposizione a contrapposto degli arti, come nelle figure umane della statuaria classica greca, molto evidente nel Doriforo di Policleto. Gesù ha un braccio che va dietro la schiena, mentre Maria intreccia i piedi, mostrando la pianta del destro e dando dinamismo all’opera. La figura della Vergine occupa l’intera altezza del rilievo.
Gesù Bambino, che pare addormentato, mostra un'anatomia dal modellato evidente. Una curiosità interessante è che Gesù ha una mano destra girata verso l’esterno, un dettaglio che Michelangelo usava per rappresentare il sonno o la morte, come si vede nel Ritratto di Lorenzo de’ Medici Duca di Urbino o nella Pietà Bandini. Il Bambino è muscoloso, e le grandi mani di Maria conferiscono un tono vigoroso anche a un gesto quotidiano come quello tra madre e figlio. Il panneggio della veste di Maria segue il suo corpo in modo dinamico, ricordando quello che si vede nella Madonna Dudley di Donatello.
Sempre a sinistra, si innalza una scala, al sommo della quale alcuni angioletti (putti) giocano scivolando lungo il corrimano. Due di loro sembrano lottare o danzare, mentre un altro è impegnato a tendere un drappo con l'aiuto di un altro putto sull'estrema destra dell'opera. La scala è un elemento simbolico: nel XII secolo, nel Monastero di Santa Maria della Valle (a Colli di San Rizzo, vicino Messina), dei marinai donarono un mosaico che rappresentava la Vergine con la mano destra sul cuore e la sinistra che indicava una scala. Questa rappresentazione simbolica alludeva al fatto che i fedeli, tramite la Vergine Maria, sarebbero giunti in Paradiso, proprio come una scala permette di salire ai piani superiori.
Domande Frequenti sulla Madonna della Scala
Dove si trova la Madonna della Scala?
La Madonna della Scala si trova in Casa Buonarroti, a Firenze.
Cosa rappresenta la Madonna della Scala di Michelangelo?
La Madonna della Scala di Michelangelo rappresenta una scena in cui la Vergine siede su un blocco di pietra, guarda lontano e protegge Gesù Bambino che pare addormentato con un lembo del mantello. Alla sua sinistra, una scala su cui stanno giocando dei putti simboleggia il cammino verso il Paradiso tramite Maria.
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