Il Dittico Verista: "Suor Angelica" e "Cavalleria Rusticana" al Teatro Sociale di Rovigo

Il Teatro Sociale di Rovigo ha spalancato le porte a un nuovo appuntamento della sua Stagione Lirica 2019/2020, presentando un dittico d'opera che ha affascinato e, in alcuni aspetti, sorpreso il pubblico. Sabato 25 gennaio alle ore 20.30 e domenica 26 gennaio alle ore 16.00, è andata in scena una nuova produzione di "Suor Angelica" di Giacomo Puccini e "Cavalleria Rusticana" di Pietro Mascagni.

Locandina del dittico Suor Angelica e Cavalleria Rusticana

Una Collaborazione di Prestigio per la Nuova Produzione

Questa produzione è il frutto di una significativa collaborazione tra importanti realtà teatrali italiane: i Teatri Goldoni di Livorno, il Teatro Coccia di Novara e il Teatro Sociale di Rovigo. Tale sinergia ha permesso di portare in scena un allestimento ambizioso e di grande impatto. La Stagione Lirica 2019/2020, approvata dalla Giunta l'8 agosto, ha visto il consolidarsi della lunga tradizione lirica del Teatro Sociale, come dichiarato dall'allora direttore artistico Claudio Sartorato, e l'introduzione dell'operetta non più come evento speciale, ma inserita a pieno titolo nel cartellone.

Il direttore artistico del Teatro Sociale, Luigi Puxeddu, ha espresso la sua soddisfazione nell'aprire il 2020 con questo dittico, definendolo un importante inizio per il suo nuovo incarico. L'allestimento ha visto protagonisti i cantanti del Mascagni Opera Studio, un percorso formativo unico al mondo dedicato al canto verista, a testimonianza dell'attenzione alla formazione e alla valorizzazione di nuovi talenti.

La Visione Registica di Gianmaria Aliverta

La regia di Gianmaria Aliverta ha proposto un'interpretazione originale e, per certi versi, "sconvolgente", come da lui stesso definita, per unire le due opere. Il regista, già apprezzato al Sociale per il successo di precedenti produzioni, ha elaborato un filo conduttore che lega profondamente le vicende di "Suor Angelica" e "Cavalleria Rusticana".

"Suor Angelica": Lola nel Monastero

L'idea più audace di Aliverta è stata quella di identificare Suor Angelica con Lola, la donna di Cavalleria Rusticana, costretta alla monacazione dopo aver partorito il figlio suo e di Turiddu. Questa scelta intende stimolare la riflessione sulla condizione femminile, invitando lo spettatore a porsi domande sul ruolo della donna nella società e nella Chiesa.

Il libretto di "Suor Angelica", opera lirica in un atto di Giacomo Puccini, è di Giovacchino Forzano. L'allestimento ha voluto esplorare le profondità dell'animo umano e le sue contraddizioni attraverso un viaggio tra la fede e il senso di oppressione della Chiesa. Aliverta ha utilizzato un impianto scenico che enfatizza l'oppressione della Chiesa concentrandosi sull'immagine e la retorica barocca, focalizzando l'attenzione su una donna "poco colta e in balìa di credenze e superstizioni".

"Cavalleria Rusticana": Tra Fede e Oppressione

Il melodramma in un atto "Cavalleria Rusticana" di Pietro Mascagni, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, è stato integrato in questa visione, creando quasi un'unica opera. Le diverse vicende sono state accomunate da rimandi, collegamenti, riferimenti e flashback dal sapore cinematografico, consolidando l'idea di un destino comune per i personaggi.

L'ispirazione per questo dittico risiede anche nell'amicizia tra Puccini e Mascagni, entrambi giganti del verismo, che furono persino coinquilini a Milano. La scelta di accostare la pucciniana "Suor Angelica" - secondo capitolo del "Trittico" e operina dal gusto crepuscolare - alla più celebre "Cavalleria Rusticana", riflette una volontà di esplorare nuove prospettive e dare spazio a un'opera meno nota. Tuttavia, la produzione di questo dittico ha riservato risultati alterni, come evidenziato da alcune osservazioni critiche.

Il Cast Artistico e le Esecuzioni

L'allestimento ha potuto contare su un cast vocale notevole, con interpreti che hanno saputo dare profondità ai personaggi, nonostante alcune scelte registiche discutibili. I cantanti del Mascagni Opera Studio si sono dimostrati all'altezza del compito.

Le Voci Femminili: Tra Santuzza e Suor Angelica

  • Marta Mari ha vestito i panni di una Suor Angelica convincente, mostrando una linea di canto pulita e un fraseggio curatissimo. Il suo coinvolgimento scenico si è tradotto in una performance vocale ricca di mezzevoci e filati, culminata nella celebre "Senza mamma", che ha meritato un sentito applauso a scena aperta. Curiosamente, la stessa Mari è stata ritrovata nel ruolo insolito di Lola, usualmente assegnato a mezzosoprano, fornendo una bella resa vocale, seppur penalizzata da un costume poco adatto.
  • Donata D’Annunzio Lombardi ha offerto una prova molto positiva nel ruolo di Santuzza, interpretandola con passione e grande cura espressiva, con una forte presenza scenica. La sua tecnica vocale solida le ha permesso di delineare con naturalezza le molteplici sfumature richieste dal verismo.
  • Il mezzosoprano russo Anastasia Boldyreva ha evidenziato una tessitura contraltile sicura ed elegante. Nel complesso ruolo della Zia Principessa, il suo fraseggio è apparso da arricchire, mentre come Mamma Lucia la sua interpretazione è stata più semplice, sebbene la sua avvenenza rendesse meno credibile l'anziana vedova.

L'esito d'insieme del cast femminile in "Suor Angelica" è stato generalmente buono, riuscendo a creare una resa collettiva delle abitanti del chiostro, delle loro speranze e della loro familiarità. Tra le prove più memorabili, quelle di Lucrezia Venturiello come Badessa, con una voce piena e ricca di colori, e di Giulia de Blasis, una Suor Genovieffa dalla linea di canto pulita e dal timbro pastoso e morbido.

Le Voci Maschili e i Ruoli Secondari

Nel cast maschile di "Cavalleria Rusticana":

  • L'Alfio di Sergio Bologna è stato interpretato con la sicurezza di un artista di grande esperienza, seppur senza eccessivo piglio, ma penalizzato da una caratterizzazione registica.
  • Il Turiddu di Aquiles Machado, forse non in serata, ha mostrato delle mancanze sia dal punto di vista tecnico-vocale che scenico, oltre a una dizione approssimativa. Nonostante un timbro bello e una sonorità ampia e sana, queste caratteristiche non sono state sufficienti a costruire a dovere un personaggio complesso e sfaccettato come quello creato da Verga.

Direzione Musicale e Coro

La direzione del Maestro Daniele Agiman è stata generalmente corretta, con il pregio di mantenere un pieno controllo su scena e buca. Nelle ricche parti orchestrali di "Cavalleria Rusticana", la sua direzione ha fatto emergere un languore simile a quello riservato a "Suor Angelica", piuttosto che l'energia bruciante spesso associata a tali pagine. Il Coro Ars Lyrica, diretto da Chiara Mariani, ha offerto un'ottima resa, in particolare nella potente ed evocativa Messa dell'opera di Mascagni.

Scenografie e Costumi: Un Dittico Unico

L'approccio registico di Aliverta ha alternato "lampi di genio a diverse scelte per lo meno opinabili". Un'idea scenica notevole è stata quella di una scena unica "rivoltata" per entrambi gli atti unici: "Suor Angelica" ambientata all'interno di un monastero e "Cavalleria Rusticana" nell'adiacente Chiesa e immediatamente all'esterno di essa. Questa soluzione ha contribuito a creare l'effetto di un'unica narrazione.

Tuttavia, alcuni simbolismi sono apparsi forzati, come le vesti schizzate di fango delle suore (ad eccezione di Suor Angelica, che mantiene un'immacolata purezza), o la caratterizzazione di alcuni personaggi. La Suora Zelatrice è stata presentata in una veste sadomasochista, mentre Alfio è stato trasformato in un venditore ambulante di chincaglierie religiose kitsch e variopinte, perdendo la sua nota sanguigna e virile per assumere i tratti di un grottesco imbonitore.

Le scene, curate da Francesco Bondì, sono state considerate belle e ben costruite sui vari livelli, con un brillante uso delle proiezioni accanto a scenografie "à l’ancienne". Nonostante ciò, sono apparse talvolta ridondanti, come i fondali in velluto rosso e il cuore gigante pugnalato, che in alcuni momenti stemperavano l'atmosfera. I costumi di Sara Marcucci sono stati giudicati discutibili, con esempi come una Badessa/Papessa e una Lola "mortificata in una modesta camicetta e minigonna H&M". Il costume della Zia Principessa, moderno in un contesto che evocava il Seicento, è stato un altro elemento di discussione.

Presentazione al Pubblico

Per preparare il pubblico alla rappresentazione, l'opera è stata preceduta da una presentazione tenutasi giovedì 23 gennaio alle ore 18 presso il Ridotto del Teatro Sociale. L'evento, a cura di Luigi Costato e in collaborazione con il Conservatorio Venezze, ha fornito approfondimenti e chiavi di lettura per apprezzare al meglio il dittico.

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