Il Significato Profondo del "Sermone Gran Esarca": Un Percorso tra Fede, Arte e Profezia

Il "Sermone Gran Esarca" è un'espressione che abbraccia diverse dimensioni della vita cristiana, dall'omelia pastorale alle profonde riflessioni teologiche sulla storia della Chiesa e l'arte sacra. Questa analisi approfondisce i temi principali emersi dalle visite pastorali dell'Esarca Apostolico e le interpretazioni storiche e profetiche che si sono succedute nel corso dei secoli.

La Visita Pastorale dell'Esarca Apostolico: Unità e Significato della Divina Liturgia

La Comunità di San Demetrio a Parma

Sabato 15 giugno 2024, il Vescovo Dionisio Lachovich, Esarca Apostolico, ha compiuto una visita pastorale alla comunità parrocchiale di San Demetrio a Parma. Rivolgendosi ai fedeli, il Vescovo Dionisio ha enfatizzato l'importanza della Divina Liturgia nella vita cristiana. Ha sottolineato che "la Divina Liturgia è la cima, la fonte e il senso di tutta la nostra vita. Mediante essa diventiamo più vicini al Signore, partecipando al Corpo e al Sangue di Gesù Cristo sotto le specie del pane e del vino."

Il Vescovo ha osservato che tra i cristiani è estremamente importante l'unità, poiché "dove non c'è unità, non c'è amore". Utilizzando l'esempio del passo evangelico della guarigione della suocera dell'apostolo Pietro, il Vescovo Dionisio ha spiegato come possiamo guarire le profonde ferite della guerra e le persone colpite dal conflitto.

La Comunità Ucraina a Correggio

Il giorno successivo, domenica 16 giugno, l'Esarca Apostolico ha visitato la comunità ucraina del decanato fiorentino-bolognese a Correggio, curata anche da Padre Andrea. Sua Eccellenza ha celebrato la Santa Liturgia con la concelebrazione di Padre Michele Chromjanciuk e Padre Andrea Maczkiv. Al termine della Liturgia, è stata recitata la preghiera per l'Ucraina "O Dio, Grande, Unico". Al termine, Padre Andrea ha ringraziato il Vescovo Dionisio e Padre Michele per la visita e la preghiera condivisa.

Il Beato Angelico nella storia dell'arte

L'Epifania e il Cammino di Speranza nell'Arte Cristiana

I Re Magi e la Rivelazione Universale

Il cardinale e teologo Gianfranco Ravasi, riguardo alla festività dell’Epifania, afferma che è "...una rivelazione aperta a tutti, un incontro di salvezza al termine di un cammino di ricerca..." Allo stesso modo siamo stati accompagnati dai Re Magi nei cinque appuntamenti intitolati “Un Cammino di Speranza”, un percorso narrativo e figurativo nell’arte cristiana dei monumenti diocesani di Ravenna, guidato nei ‘social’ durante il periodo di Avvento e natalizio da don Lorenzo Rossini, delegato ai Beni Culturali Ecclesiastici dell’Archidiocesi di Ravenna-Cervia.

L'Episodio dei Re Magi nell'Arte Bizantina Ravennate

L’episodio con i tre Re Magi è stato inserito in un momento successivo al regno ostrogoto, dopo la conquista bizantina di Ravenna nel 540. Sontuosamente abbigliati allo stesso modo di cortigiani bizantini, con il caratteristico berretto frigio, i Magi offrono rispettosamente i loro doni con le mani velate e seguono la stella: "...Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il Bambino..." (Matteo 2, 1-11). I Magi incedono con la loro offerta verso il riquadro successivo che illustra la Madonna con Bambino in Trono e quattro Arcangeli, di età teodericiana.

mosaico dei Re Magi a Sant'Apollinare Nuovo

La Cattedra di Massimiano: Catechesi per Immagini e Vangeli Apocrifi

Le Storie dell'Infanzia di Gesù

Questo rarissimo seggio episcopale, realizzato durante l’episcopato di Massimiano a Ravenna (546-556), offre una formidabile catechesi per immagini. Poniamo la nostra attenzione su alcune formelle che illustrano le Storie dell’Infanzia di Gesù intagliate all’interno dello schienale.

La Prova delle Acque Amare

Si tratta del raro soggetto iconografico della Prova delle acque amare, posto nel registro inferiore. Tale episodio raffigura Maria e Giuseppe obbligati a bere una coppa d’acqua velenosa scaturita dalla sottostante fonte. Se essi rimarranno sani e salvi - come poi accadde - significa, agli occhi del popolo e del Sommo Sacerdote che la accusava, che effettivamente Maria porta in grembo il Figlio del Dio incarnato. Sullo sfondo è presente l’angelo che certifica il miracoloso evento. Questo episodio, consueto nell’arte bizantina, è stato tratto dal protovangelo apocrifo di Giacomo. In quell’epoca i vangeli apocrifi erano un repertorio molto utilizzato dai vescovi e dagli artisti per il loro carattere spiccatamente descrittivo. Tali testi erano cioè funzionali dal punto di vista didattico per fare arrivare alla mente e al cuore dei fedeli complessi contenuti dogmatici.

La Natività Inconsueta e Salomè

Sempre nella parte interna dello schienale della cattedra di Massimiano, nel secondo registro, è intagliata un’inconsueta Natività. La formella è suddivisa in due sequenze narrative: in alto San Giuseppe accudisce amorevolmente il Bambino appena nato accanto al bue e all’asinello e alla presenza della stella e dell’angelo; in basso Maria, spossata dopo le doglie del parto, rivolge la parola ad una giovane donna che le mostra disperata il braccio destro paralizzato al fine di essere guarita. Quest’ultima è Salomè, l’ostetrica della Vergine che dubitò che Gesù fosse realmente il Figlio di Dio. La vicenda di Salomè è ancora una volta tratta dal protovangelo di Giacomo.

L'Adorazione dei Magi Mutila

Nella formella successiva troviamo solo una scena della Adorazione dei Magi, suddivisa originariamente in due tavolette. Purtroppo proprio quella, a destra, che doveva raffigurare i tre Magi protesi verso la Sacra Famiglia è ritenuta dispersa. Rimane a sinistra solo la Vergine in Trono con il Bambino alla presenza di San Giuseppe, della stella e di un angelo. Comunque, anche tale episodio mutilo ci fa meditare sul Mistero dell’Incarnazione e sull’Epifania di Gesù: la sua divina manifestazione.

dettaglio della cattedra di Massimiano, Storie dell'Infanzia di Gesù

Riflessioni Patristiche e Ulteriori Rappresentazioni Artisticche

Pietro Crisologo e il Mistero della Verginità

Come afferma la storica dell’arte Emanuela Penni, un secolo prima un altro vescovo ravennate, San Pietro Crisologo (426 - 450), nei suoi Sermoni sull’Avvento e sul tempo del Natale, ribadiva gli stessi concetti: "...Quando la Vergine concepisce, vergine partorisce e vergine rimane. Non rientra nell’ordine della natura, ma dei segni divini. Non c’entra la ragione, ma la potenza superiore, non la natura, ma il Creatore."

Natività di Giovanni Bono da Mantova

Nella sala del Presepe, situata di fronte a quella che ospita la cattedra d’avorio, si può ammirare un prezioso altorilievo rinascimentale che nel marmo illustra un’altra Natività. Essa è firmata in latino e datata 1497 dallo scultore Giovanni Bono da Mantova.

La Capsella dei Santi Quirico e Giulitta

La capsella dei santi Quirico e Giulitta era un’urna marmorea che assolveva alla funzione di custodia delle reliquie. È datata alla prima metà del V sec. Un’antica tradizione afferma che il vescovo San Germano di Auxerre donò all’imperatrice Galla Placidia i resti di questi due santi, madre e figlio, martirizzati nel 304 a Tarso. L’Augusta fece traslare le reliquie nella basilica ravennate di San Giovanni Battista, dalla quale l’urna proviene. La capsella presenta quattro immagini a bassorilievo:

  • Daniele nella fossa dei Leoni: Qui viene rievocata la speranza nella Resurrezione. Daniele viene raffigurato nella posa di orante, con le mani rivolte al Cielo. Egli si appresta ad un atteggiamento di serena fiducia alla volontà di Dio.
  • L’Adorazione dei Magi: Lo schema iconografico è simile al mosaico di Sant’Apollinare Nuovo. I Magi indossano sempre vesti di foggia orientale. Essi incedono nel loro cammino ritmicamente riconoscendo l’Epifania del Signore.

Sarcofago dell'Esarca Bizantino Isacio e Mosaico di Teodora

Nella basilica di San Vitale rivolgiamo il nostro sguardo verso il sarcofago del V sec. reimpiegato nel VII allo scopo di custodire le spoglie dell’esarca bizantino Isacio, che presenta anch'esso l'Adorazione dei Magi. In questo caso è utile un confronto soprattutto con la capsella dei santi Quirico e Giulitta custodita nel Museo Arcivescovile. Infine, concludiamo il nostro percorso di fronte ad un particolare del mosaico che illustra Teodora e la sua corte nella cappella absidale della basilica (metà del VI sec). Si tratta del lembo inferiore della sontuosa veste della sovrana, decorato con l’immagine dei tre Re Magi. In tale caso la scelta dell’iconografia è stata interpretata nella volontà di Teodora di fregiarsi di fronte ai suoi sudditi del ruolo di protettrice, assieme al marito Giustiniano, della vera ortodossia religiosa contro tutte le eresie sulla natura di Cristo che avevano lacerato la chiesa cristiana delle origini. Teodora fu accusata di essere vicina al monofisismo: una dottrina eretica che sosteneva esclusivamente la natura divina di Cristo. Con la raffigurazione dei Re Magi nel manto di Teodora entra in gioco la colta committenza dell’arcivescovo di Ravenna Massimiano. Così don Giovanni Montanari scrive: "...è ben verosimile che Massimiano abbia voluto espressamente mostrare che Teodora, professando la vera fede della tradizione in Cristo quale vero uomo e vero Dio, non partecipava al circolo monofisita..."

La Teologia della Storia e le Profezie Apocalittiche

Il Beato Angelico nella storia dell'arte

La Divisione Settenaria della Storia

La teologia della storia ha spesso cercato di interpretare il decorso temporale della Chiesa militante attraverso schemi profetici. Un modello ricorrente è la divisione della storia in epoche, spesso ispirata al settenario biblico. Questo approccio è stato sviluppato da vari pensatori, inclusi i Padri della Chiesa e teologi medievali, fino a figure più recenti.

Agostino d'Ippona e le Sei Età del Mondo

La storia del mondo secondo Sant'Agostino, come emerge dalle sue opere, si basa su un significato mistico-allegorico della storia sacra, centrato su Cristo. L'annuncio del Redentore ai Progenitori preannuncia la nascita della Chiesa. Sant'Agostino, nel suo De Civitate Dei, presenta una divisione della storia in sei epoche, paragonate ai giorni della creazione, con una settima epoca di riposo. Queste epoche sono:

  1. Dall'Adamo al Diluvio.
  2. Dal Diluvio ad Abramo, l'infanzia del mondo.
  3. Da Abramo al Re Davide.
  4. Da Davide alla deportazione babilonese.
  5. Dalla deportazione babilonese a Cristo, la vecchiaia del paganesimo.
  6. Da Cristo alla fine del mondo, in cui opera la Chiesa.

Questa periodizzazione riflette la consapevolezza di un "senescens saeculum", di un mondo che invecchia, entrato negli ultimi tempi della rivelazione pubblica, in cui lo Spirito Santo deve operare in attesa della fine.

Il Venerabile Holzhauser e le Sette Epoche della Chiesa

Un'altra significativa partizione della storia della Chiesa è quella proposta dal Venerabile Bartolomeo Holzhauser (1613-1658), il cui metodo esegetico fu influente nel XVII secolo. Holzhauser individuò sette epoche della Chiesa, ciascuna caratterizzata da particolari sfide e interventi divini:

  1. Età di Efeso (dalla Pentecoste a Nerone, 66 d.C.): La Chiesa brilla nel mondo avvolto dal buio dell'idolatria, con una rigenerazione soprannaturale.
  2. Età di Smirne (da Nerone a Costantino il Grande, 312 d.C.): Epoca di persecuzioni, dove "il sangue dei Santi martiri è seme di nuovi cristiani".
  3. Età di Pergamo (da Costantino il Grande a Carlo Magno, 787 d.C.): Caratterizzata dalla libertà della Chiesa e dall'ordinamento del culto divino, con un'enfasi sulla regalità sociale di Cristo.
  4. Età di Tiatira (da Carlo Magno a Leone X, 1520 ca.): La "chiesa sarda", in cui si manifestano le eresie cristologiche e trinitarie, culminando nella caduta di Costantinopoli nel 1453.
  5. Età di Sardi (da Leone X all'Anticristo): Il tempo della "cattività babilonese", prefigurazione della rovina e delle tribolazioni. Secondo Holzhauser, in quest'epoca gli uomini cercheranno il Regno di Dio e la sua giustizia. Seguirà un periodo di pace e la liberazione dal potere di Satana, che porterà ad una felice epoca della Chiesa.
  6. Età di Filadelfia (periodo di pace prima del Giudizio Finale): Un'epoca di grande santità e rinnovamento, con la restaurazione dell'unità e la diffusione della dottrina cattolica nella sua purezza.
  7. Età di Laodicea (il regno dell'Anticristo e il Giudizio Finale): La fase finale, con l'apostasia universale, l'avvento dell'Anticristo e i segni catastrofici preannunciati.

Holzhauser, pur non fornendo termini cronologici esatti, sottolinea che dopo le tribolazioni vi sarà un tempo di pace, anche se il momento preciso rimane incerto.

schema delle sette epoche della Chiesa secondo Holzhauser

Il Contributo di San Vincenzo Ferreri e le Profezie Mariano

Figure come San Vincenzo Ferreri (nato in Spagna a Valenza nel 1346 ca.), appartenente all'Ordine di San Domenico, interpretarono le Scritture con un forte orientamento escatologico. Egli vide nell'Angelo descritto nel capitolo XIV dell'Apocalisse un riferimento all'Ordine di San Domenico, prefigurando una vita evangelica che gli uomini avrebbero condotto più tardi. San Vincenzo Ferreri profetizzò una grande tribolazione, seguita da un rinnovamento spirituale e da una grande restaurazione della Chiesa.

Il ruolo di Maria Santissima è centrale in molte di queste profezie. Si ritiene che la Madonna opererà a beneficio della Santa Chiesa negli ultimi tempi. L'essenza della vera natura spirituale della Chiesa è intrinsecamente mariana. La gloria di Gesù è inseparabile da quella di sua Madre, Maria corredentrice, Madre della Chiesa e del Corpo Mistico. Si profetizza che, per mezzo di Maria, la Chiesa regnerà ovunque e che i Giudei si convertiranno, anche se il modo e il tempo rimangono un mistero.

La Devozione al Sacro Cuore di Gesù e le Sue Promesse

Le Apparizioni a Santa Margherita Maria Alacoque

La devozione al Sacro Cuore di Gesù, pur affondando le radici nel Medioevo, ebbe un'importante riscoperta nel XVII secolo, culminata con le apparizioni a Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690). Gesù rivelò a lei le sue dodici grandi promesse per coloro che avrebbero onorato il suo Cuore:

  1. Darò loro tutte le grazie di stato.
  2. Metterò la pace nelle loro famiglie.
  3. Li consolerò in tutte le loro pene.
  4. Sarò il loro sicuro rifugio durante la vita e soprattutto alla morte.
  5. Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro imprese.
  6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l'oceano infinito della misericordia.
  7. Le anime tiepide diventeranno ferventi.
  8. Le anime ferventi si eleveranno a una grande perfezione.
  9. Benirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata.
  10. Darò ai sacerdoti il potere di commuovere i cuori più induriti.
  11. Le persone che propageranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.
  12. A tutti coloro che per nove mesi consecutivi si comunicheranno il primo venerdì del mese, darò la grazia della perseveranza finale e non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Santi Sacramenti. Il mio Cuore sarà loro asilo sicuro in quell'ultimo momento.

Questa devozione è stata interpretata come il più efficace rimedio spirituale in un'epoca di crisi, simboleggiando la misericordia divina e la volontà di Gesù di restaurare la sua Regalità Sociale.

immagine del Sacro Cuore di Gesù

Le Profezie su Luigi XIV e la Restaurazione

Nel corso del 1674, Santa Margherita Maria Alacoque fu incaricata di comunicare a Luigi XIV, il re di Francia, la richiesta di consacrare la nazione al Sacro Cuore, ponendo l'immagine divina sulle insegne della Monarchia Cristianissima, affinché egli trionfasse su tutti i nemici della Santa Chiesa. Tuttavia, il re non ottemperò a questa richiesta. Questa inottemperanza fu interpretata come una delle cause delle tribolazioni che avrebbero colpito la Francia, culminate nella Rivoluzione Francese e nella ghigliottina del re, come prefigurazione della passione del Corpo mistico della Chiesa, prima di vedere la luce della pace finale.

Le profezie e le interpretazioni successive, fino al XIX e XX secolo, continuano a riflettere su questi temi, cercando di individuare i segni della restaurazione della Regalità sociale di Nostro Signore e la vittoria finale della Chiesa sui suoi nemici, anche attraverso interventi miracolosi e un "grande rivolgimento" che condurrà alla pace definitiva.

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