Don Valentino Porcile condivide con tutti un libretto virtuale di preghiera (in PDF) che è possibile scaricare. Questa iniziativa è nata quasi per caso, coinvolgendo inizialmente pochissime persone con la domanda: “La volete una preghiera alla domenica mattina via sms?”.
Nel corso del tempo, ciò che poteva interrompersi ha invece preso slancio. Alle pochissime persone se ne sono aggiunte altre, e poi altre ancora, che a loro volta hanno rilanciato le poche righe di preghiera domenicale. Successivamente, in Avvento, qualcuno ha chiesto che la preghiera diventasse quotidiana, e la stessa richiesta si è ripetuta in Quaresima. Oggi, oltre ottocento persone vengono raggiunte direttamente e, a loro volta, rilanciano una semplice preghiera. Questa diffusione genera stupore, gioia e gratitudine al buon Dio.

Il Vangelo della domenica: La Parabola dei Due Figli
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto».

Il Commento di Don Valentino Porcile
Don Valentino Porcile, ispirandosi anche alle parole di Jean Vanier, offre una profonda riflessione su questo passo del Vangelo.
La ricerca di tenerezza e il "bambino interiore"
Jean Vanier, in un incontro con i carcerati ad Haiti, disse loro: “Voi sapete bene che in fondo al vostro cuore, più a fondo di ogni ferita, c’è un bambino in cerca di tenerezza”. Don Valentino Porcile ci invita a chiederci se questo non sia forse vero per ognuno di noi.
Tornare bambini: una questione di cuore
Gesù nel Vangelo dice di “tornare bambini”, ma non di essere “infantili”. C’è infatti una grande differenza tra chi vive incontentabile, capriccioso, pretendendo dalla vita tutto, subito e facilmente, prendendosela con chiunque - sia lo Stato, le leggi, i massimi sistemi o anche il vicino di casa - gli impedisce di avere ciò che desidera. Questa attitudine è ben diversa dallo scoprire il bambino dentro di noi, quel Bambino che nasce nella grotta di Betlemme e che vive nascosto dentro ogni cuore.

In cerca di un "oltre da raggiungere"
Scoprire e incontrare questo Bambino significa vivere per qualcosa di grande. Significa avere i piedi piantati bene in terra, ma con un cuore che cerca un “oltre” da raggiungere. Per chi crede, questo significa incontrare Dio che viene a rivelare Se stesso, e a rivelare all'uomo chi è e cosa è chiamato a essere. Scoprire questo bambino dentro di noi significa andare oltre la superficie e sentire lo stupore di vivere, uno stupore che l’esistenzialismo ha sottolineato a modo suo come intuizione filosofica, e che la fede rende trascendente.
Questo stupore provoca un tuffo al cuore e, al contempo stesso, suscita una voglia di vivere in pienezza, rendendo migliore il mondo che abitiamo.
La dignità dell'essere umano
Scoprire ed incontrare questo Bambino significa anche affermare e credere nella dignità di ogni essere umano, qualunque esso sia. Quella dignità che Jean Vanier indicava a quei carcerati e che noi, persone libere - o davvero libere? - troppo spesso rischiamo di perdere di vista.
La Storia dei Diritti Umani
Fermarsi per riscoprire il valore del Natale
Natale è proprio questo Bambino da incontrare: nella fede della grotta di Betlemme e nella dignità di ogni animo umano, dove la Vita sprigiona tutta la sua forza dirompente. Possa questo giorno fermare le nostre corse, per gustare la bellezza della famiglia e degli affetti più cari, per esserci e dedicare noi stessi a chi abbiamo accanto. Don Valentino augura che nessuno si senta solo, che nessuno guardandosi attorno non abbia una mano da stringere, uno sguardo che accarezzi l’anima e trasmetta vita.
