Don Gianluca Fabbian: Ordinazione e Visione del Sacerdozio

La Chiesa di Venezia accoglie un nuovo giovane sacerdote: don Gianluca Fabbian. La sua ordinazione sacerdotale è avvenuta sabato 7 aprile, alle ore 10, nella basilica cattedrale di San Marco, presieduta dal patriarca Francesco Moraglia durante una solenne celebrazione eucaristica.

Foto di Don Gianluca Fabbian durante l'ordinazione sacerdotale nella Basilica di San Marco, con il Patriarca Francesco Moraglia

Il Percorso Vocazionale e Formativo

Prima di approdare nel 2014 al Seminario veneziano, don Gianluca ha seguito un percorso formativo variegato. Aveva conseguito il diploma di istituto agrario e frequentato per alcuni anni il Seminario di Padova. Successivamente, ha vissuto un anno di esperienza nella comunità benedettina dell’isola di San Giorgio. In questi anni veneziani, ha sempre collaborato con la parrocchia di S. Nicola.

La "Prima Messa" e gli Incarichi Pastorali

Don Gianluca ha presieduto la sua “prima Messa” domenica 8 aprile, alle 9.30, nel suo paese natale di Borso del Grappa, luogo in cui, come afferma, "tutto è cominciato". L’appuntamento di festa con la parrocchia di S. Pietro e la collaborazione pastorale di Oriago è stato fissato, in particolare, per domenica 15 aprile, in occasione della Santa Messa delle ore 10.

Mappa dell'area pastorale di Oriago e Borso del Grappa con evidenziate le parrocchie di S. Pietro e le comunità di Don Gianluca

La Visione di un "Sacerdote Felice" e la "Cura d'Anime"

In diverse occasioni, don Gianluca ha espresso la sua profonda visione del sacerdozio. In un'intervista rilasciata a Gente Veneta e in un articolo per la sua comunità d’origine, ha affermato di voler incarnare la figura di “sacerdote felice”. Per lui, un sacerdote felice non è semplicemente una persona che ride costantemente, ma è colui che ha incontrato Cristo e Lo ha posto al centro della propria vita.

Don Gianluca pensa a un prete che “ha cura e ci tiene alla sua gente”, che desidera “far bene il prete ed avvicinare le persone al Signore” stando “con la sua gente, in parrocchia”. Sottolinea l’importanza che la gente si affezioni al proprio sacerdote e che quest'ultimo sappia relazionarsi con persone anche molto diverse tra loro. La locuzione “cura d’anime”, sebbene antica, va recuperata perché “sento che le persone hanno bisogno del prete e lo cercano, anche le persone per certi versi più distanti, come un punto di riferimento”.

Tra le priorità del suo ministero, don Gianluca evidenzia l’importanza di «celebrare la Santa Messa e donare il perdono di Dio nel sacramento della confessione», recuperando appunto il valore della “cura d’anime”.

Il vescovo Renato sui Giorni dello Spirito e di comunità

Influenze e Riflessioni Personali

La sua vocazione è stata fortemente influenzata dal parroco avuto a Borso del Grappa, che considerava un “testimone contento della vocazione” che il Signore gli aveva donato e che lui aveva sempre accolto con disponibilità, dedizione e gioia. Questo esempio di felicità e dedizione è stato per don Gianluca una testimonianza più eloquente di qualsiasi insegnamento teorico.

Don Gianluca riflette anche sul cambiamento del contesto storico e sociale, che richiede continue modifiche e attualizzazioni nella formazione del prete. Tuttavia, il suo desiderio è far capire che Gesù Cristo non è cambiato: “Possiamo leggere o attualizzare il Vangelo in modo diverso ma l’incontro con Cristo rimane non tanto una cosa di teologia o di scienza ma incontro con una persona”.

Il Cammino della Fede e il "Per Sempre"

Il Signore, secondo don Gianluca, si serve anche delle difficoltà per guidare la storia di ogni persona. I momenti bui e di poca chiarezza del passato non sono stati sconfitte, ma occasioni di crescita per la sua maturità umana e spirituale. Riguardo all’impegno del sacerdozio, la frase “Tu sei sacerdote per sempre” non lo spaventa, ma lo rende “contento”. Egli vede le grandi scelte della vita, sia quella presbiterale che quella matrimoniale, non come prove temporanee, ma come impegni definitivi: “Sono per sempre, è molto chiara la cosa. Non è per un tempo o fino a quando mi sento e poi si vedrà…”.

La preghiera è per lui la linfa che alimenta la sua vita e il suo rapporto con il Signore e le persone. La fiducia nel Signore significa “lasciarsi condurre anche dove talvolta non si capisce… ma Lui poi ti dà la chiave di lettura che è, in fondo, Lui stesso”.

Accoglienza e Collaborazione Pastorale

Don Gianluca si è sentito subito ben accolto dalla gente e dal parroco don Cristiano. Riconosce le sfide attuali, come il fatto che don Cristiano sia ora parroco di tre comunità, ma nota che il parroco è "contento" del suo impegno, e questo deriva dal suo incontro personale con Cristo. La collaborazione tra comunità è vista come un modo per aiutarsi reciprocamente, unire le forze e crescere. La gente è ben disposta, vivendo la collaborazione pastorale in maniera serena e intuendo che può essere "una cosa bella e valida".

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