Il Ministero Sacerdotale e le Ordinazioni nella Concattedrale Gran Madre di Dio a Taranto

La Concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto riveste un ruolo centrale nella vita spirituale dell'Arcidiocesi, fungendo spesso da scenario per eventi di grande rilevanza ecclesiale, come le ordinazioni sacerdotali. Queste celebrazioni rappresentano un momento di gioia e festa per la Chiesa locale, che accoglie nuovi ministri chiamati al servizio di Dio e della comunità.

Veduta esterna della Concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto

Le Ordinazioni Sacerdotali Recenti nella Concattedrale

In un giorno di festa per l’Arcidiocesi di Taranto, nella Concattedrale Gran Madre di Dio, si sono svolte importanti ordinazioni sacerdotali presiedute dall’arcivescovo metropolita, mons. Filippo Santoro. La diocesi ha accolto con gioia quattro nuovi sacerdoti, le cui storie vocazionali, pur diverse, convergono nel desiderio di consacrarsi a Dio.

I Nuovi Sacerdoti dell'Arcidiocesi di Taranto

Don Fabio Raffone: Una Chiamata Matura

Il percorso di Don Fabio Raffone verso il sacerdozio è stato caratterizzato da una chiamata matura. Impiegato alle poste, ha conosciuto Dio all'età di 40 anni, grazie a un amico con cui faceva canoa, che gli ha fatto scoprire il carisma di Comunione e Liberazione. Da quel momento è iniziato un lungo percorso di discernimento che lo ha portato in giro per l’Italia, spesso di nascosto da famiglia e amici, per approfondire e rispondere a questa vocazione.

Don Mattia Santomarco: Dalla Vita Quotidiana al Servizio

Don Mattia Santomarco è cresciuto nell’Azione Cattolica della parrocchia Madonna di Fatima di Talsano, una borgata del capoluogo, e in una famiglia fortemente credente. La sua formazione è stata influenzata da diverse esperienze: la montagna, la fotografia, gli studi di Infermieristica (mai compiuti a causa di un ostico esame di ammissione) e l'esperienza come volontario del 118 sulle autoambulanze. Queste esperienze lo hanno plasmato, offrendogli uno sguardo diverso sulla vita e guidandolo fino alla scelta di seguire Dio.

Don Francesco Fanelli: Fratello tra i Fratelli

Don Francesco Fanelli, originario di San Marzano di San Giuseppe e secondo di tre fratelli, è attualmente impegnato nella Cattedrale di San Cataldo, al fianco del parroco mons. Emanuele Ferro, dove proseguirà il suo cammino sacerdotale. Don Francesco racconta: «Sono cresciuto nella semplicità del mio paese, tra una partita di pallavolo e una pizza con gli amici, tra la scuola e le messe la domenica servite all’altare. Il mio presbiterato spero abbia sempre lo stile della fraternità. Sento che questa è la mia vocazione particolare: fratello tra fratelli, fratello dei giovani, dei più poveri tra i poveri, per citare la santa Madre Teresa di Calcutta. Sono molto a mio agio in contesti socialmente duri, tra la gente “lontana”. Sono queste persone i miei primi formatori al ministero.»

Don Alessandro Fontò: La Chiamata a La Verna e il Ministero Missionario

La storia vocazionale di Don Alessandro Fontò, di Crispiano, è altrettanto particolare. «Ho ricevuto la chiamata il 26 agosto 2009 alle 12.00, mentre ero in preghiera alla Verna di Assisi. Un giorno, un luogo e un orario preciso che mi hanno spinto a cambiare vita. Avevo un lavoro stabile, vigile urbano a Milano, dove per tre anni mi sono trasferito per l’allora fidanzata Irene.» Il suo ministero di sacerdote proseguirà nella Basilica di San Martino, a Martina Franca, dove si trova attualmente. Egli sottolinea che, nonostante la comunità della basilica sia piccola e il centro storico sia abitato principalmente da anziani, si tratta di un contesto interessante: «Abbiamo numeri bassi rispetto a una parrocchia di città, ma è interessante vivere in un centro che, di fatto, è una periferia sociale: hai da risolvere tante situazioni di povertà e di solitudine.» A ciò si aggiunge l'aspetto missionario: «La Basilica è meta di passaggio di tanti turisti e il sagrato nelle sere d’estate si riempie di giovani fino a tardi. Così mi ritrovo a incontrare e a confrontarmi con questi ragazzi: non serve allontanarsi troppo per fare missione.»

Foto di gruppo dei sacerdoti appena ordinati con l'Arcivescovo di Taranto

Il Percorso Vocazionale di Don Antonello

Anche Don Antonello, nato a Grottaglie il 28 marzo 1979, ha intrapreso un significativo cammino verso il sacerdozio. Attualmente vicario parrocchiale nella basilica cattedrale di San Cataldo, in gioventù ha frequentato la parrocchia di San Domenico a Martina Franca, un luogo ricco di vocazioni. Proprio lì, lo scorso gennaio, è avvenuta la sua ordinazione diaconale.

Don Antonello racconta l'inizio della sua vocazione: «Il tutto è iniziato con il servizio all’altare, quando ero piccolo, e nell’ammirazione verso i sacerdoti della parrocchia, don Franco Angelini soprattutto e figure come don Romano Carrieri (che da noi festeggiò il sessantesimo di sacerdozio) fino all’attuale parroco don Piero Lodeserto.» Ha anche gestito a Carosino generazioni di ministranti, accompagnandoli agli incontri al seminario diocesano, un'esperienza che ha inciso profondamente nel suo percorso. Durante gli impegni scolastici al liceo classico ‘Tito Livio’ di Martina Franca, pur con buoni risultati, avvertiva un'inquietudine: «Sono stati anni in cui ho avuto la convinzione di poter bastare a me stesso, essendo assiduo agli studi, con buoni risultati. Ma tutto ciò non era sufficiente a farmi sentire tranquillo. Dio usava quella inquietudine per lavorare in me e farmi prendere consapevolezza della mia vocazione.»

Le risposte cominciarono ad emergere attraverso le parole del libro del profeta Geremia (1, 4-10), dove Dio manifestava la sua chiamata a un ragazzo che si sentiva inadeguato, rassicurandolo. Al termine degli studi, Don Antonello prese la decisione di frequentare l’anno propedeutico, informando la famiglia solo tardivamente, durante gli esami di maturità. Fu ammesso al Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta, dove profuse grande entusiasmo e impegno, affrontando anche difficoltà al quarto anno, quando avvertì la grande responsabilità del ministero presbiterale. La tappa finale è stata l’ordinazione sacerdotale, che Don Antonello ha dedicato «fortemente a nonna Vita, che sta pregando per me, alla mia comunità parrocchiale di origine, quella di San Domenico, all’arcivescovo mons. Miniero e al parroco della basilica cattedrale mons.»

Il Messaggio di Speranza dell'Arcivescovo Mons. Filippo Santoro

Durante l’omelia, l'arcivescovo mons. Filippo Santoro ha rivolto parole significative ai nuovi sacerdoti: «Come altri vostri giovani confratelli siete i preti della pandemia, e ve lo ricorderete per sempre. In questo momento tutti gridano al Signore di salvarli e voi, con il vostro "eccomi", siete la risposta di Dio, perché la tempesta si plachi. Il mondo in questo momento ha bisogno di speranza e voi siete i ministri della speranza, che trasbordano pienezza. Conservatevi sobri e azzimi nell’offrire la vostra vita al Signore. Rimanete umili adoratori come i magi.»

Mons. Santoro ha anche ricordato i frutti del suo ministero decennale a capo dell’Arcidiocesi di Taranto, durante il quale ha consacrato 26 sacerdoti e un vescovo, mons. Angelo Panzetta. Ha sottolineato che: «Tutto ciò che ho avuto in questi dieci anni è grazia.» Rivolgendosi ai nuovi ordinati, ha affermato: «Siete stati scelti perché portiate molto frutto; siete chiamati per una pienezza. La pienezza della vita consiste nel consegnarla a Cristo, non volerla salvare con le nostre mani. Sembra passività, ma è semplicemente riconoscere che all’origine della nostra vita e della nostra vocazione c’è una sapienza e un amore che ci chiama. Nella vocazione degli apostoli, come nella nostra, c’è innanzitutto una vocazione profetica. Il profeta è chiamato da un Altro e la sua vita è la risposta a quest’Altro: in questo consiste la libertà.» L'arcivescovo ha evidenziato il contrasto tra la logica della risposta al dono come offerta della vita e quella del possesso, ribadendo che «la logica del dono porta alla pienezza già in questa vita e poi nell’eternità. Il Signore ci chiama ad essere suoi ministri e ministri della verità, che ha anche il nome del dono, dell’offerta, dell’amicizia, e della sinodalità.»

Omelia dell’Arcivescovo Riccardo per il 50.mo anniversario della sua ordinazione presbiterale

Tra Gioia e Lutto: Il Ricordo di Mons. Cosimo Quaranta

La gioia per queste ordinazioni è stata purtroppo turbata dalla notizia della morte improvvisa, nella stessa notte, di mons. Cosimo Quaranta, cerimoniere della diocesi, all'età di 61 anni. Mons. Quaranta aveva partecipato al rito di consacrazione insieme agli altri sacerdoti della diocesi ionica. L'arcivescovo Santoro ha celebrato i suoi funerali nella parrocchia Santa Lucia, ricordando il suo prezioso servizio alla Chiesa di Taranto.

tags: #sacerdoti #della #santa #maria #del #popolo