Don Flavio Pace è stato nominato da Papa Francesco come nuovo segretario del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ricevendo contestualmente il titolo personale di arcivescovo, come riferisce il portale della Diocesi Ambrosiana. Questa nomina è stata inaspettata per il don monzese, che l'ha accolta con serenità dopo un periodo di preghiera e riflessione.
L'arcivescovato di Monsignor Pace è personale e titolare di Dolia, un'antica sede vescovile sarda oggi soppressa. Questo significa che continuerà a operare a Roma e nel mondo, non in Sardegna.

Il Percorso Umano e Sacerdotale
Nato a Monza il 29 luglio 1977, Don Flavio Pace è cresciuto nell'oratorio di San Biagio e si è diplomato al Liceo Zucchi nel 1996. Nonostante avesse intenzione di studiare Giurisprudenza con indirizzo internazionale, aveva già maturato una diversa scelta, che lo ha portato a entrare in seminario.
È stato ordinato sacerdote nel 2002 dall’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini. I primi nove anni di sacerdozio li ha trascorsi nella cittadina di Abbiategrasso, dove si è impegnato con i bambini e i giovani in oratorio, ha insegnato religione al liceo ed è stato cappellano nell’hospice, creando una solida rete di amicizie e rapporti umani.
Nel 2010 ha conseguito la certificazione in islamistica presso il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica a Roma. Questa formazione gli ha permesso di collaborare a diverse iniziative per i rapporti dell’arcidiocesi ambrosiana con l’Islam. Quando il suo vescovo, Dionigi Tettamanzi, intuì la necessità di promuovere il dialogo con la comunità islamica, lo inviò a Roma per un corso intensivo. Successivamente, dal 2011, è diventato officiale della Congregazione per le Chiese Orientali, di cui è poi divenuto sottosegretario dal 2020. In questo ruolo, ha avuto l'opportunità di incontrare patriarchi di diverse chiese ortodosse e ortodosse orientali, diventando un esperto del settore.
L'Ordinazione Episcopale nel Duomo di Milano
L'ordinazione episcopale di Monsignor Flavio Pace si è tenuta il 4 maggio 2024 nel Duomo di Milano. È stato l'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, a presiedere la cerimonia. Lo stesso monsignor Pace ha chiesto che la sua ordinazione avvenisse nella sua Chiesa d’origine, quella ambrosiana. Tra i tanti presenti in cattedrale, c'erano anche le autorità locali di Abbiategrasso, a testimonianza dei profondi legami umani lasciati in quel periodo.
Monsignor Flavio ha scelto come suo motto episcopale un'invocazione, una preghiera, esprimendo il proposito di essere un "uomo fatto preghiera". Nell’omelia, monsignor Delpini ha sottolineato l'importanza di cercare "uomini di preghiera, cioè uomini fatti preghiera", "uomini disponibili ad attraversare le asprezze del deserto", che "si affidino allo spirito, inclini ad abitare il silenzio". Ha aggiunto che si cercano "uomini così semplici e sapienti che siano anche poeti e cantori" e, quindi, "uomini di dialogo, che vivano anche la riflessione con la cronaca per scaldare il cuore". Con riferimento implicito al nuovo incarico di monsignor Pace, Delpini ha evidenziato quanto sia "desiderabile l’unità tra le confessioni cristiane", ricordando che "i ricordi possono anche alimentare rancori e non favorire il perdono".
28 giugno 2020 ordinazione episcopale di monsignor Luca Raimondi: il suo ringraziamento
La Missione del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani
Nel suo nuovo ruolo di segretario, Monsignor Flavio Pace si occuperà di diverse tematiche cruciali per il dialogo ecumenico e interreligioso. Il dicastero ha una sezione occidentale che si occupa dei rapporti con il mondo luterano, anglicano e metodista, oltre al dialogo con l'ebraismo, e una sezione dedicata alle Chiese Orientali cattoliche e ortodosse.
Tra le priorità, vi è la dimensione ecologica, molto sentita dal patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, e l'ecumenismo del sangue: "I Cristiani sono sottoposti a persecuzioni in tutto il mondo. L’Isis uccide, il martirio non è solo quello che c’era ai tempi dell’imperatore Diocleziano, c’è anche oggi e abbraccia tutti i Cristiani, è trasversale". Monsignor Pace ha incontrato "tutto il Mondo" al Global Christian Forum (GCF) in Ghana, dove si sono riuniti oltre 240 partecipanti da 60 paesi e varie tradizioni cristiane.
L'obiettivo è superare le divisioni storiche del Cristianesimo, che sono state "motivo di scontri, ferite e anche peccati", per intraprendere un "cammino comune". Riguardo a una presunta "crisi" del Cristianesimo, Monsignor Pace invita a "decentrarsi" dal pensiero occidentale per accorgersi dell'espansione, vitalità e freschezza delle chiese dell’Asia e dell’Africa, che non sono "cristiani di serie B".
Sul dialogo con l'Islam, Monsignor Pace riconosce le difficoltà e le minacce degli estremismi: "Gli estremisti islamici non guardano la tua carta di identità, non ti chiedono se sei cattolico, copto o anglicano, una certa lettura fondamentalista dell’Islam vede tutti i cristiani come miscredenti". Tuttavia, sottolinea l'esigenza di comprensione reciproca tra cristiani e di testimonianza nei confronti dell’Islam, ricordando il "Documento sulla Fratellanza Umana" firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar nel 2019 ad Abu Dhabi, considerato "pietra miliare nel riconoscimento della dignità dell’altro e nell’impegno a essere fratelli".
Il Dialogo Ebraico-Cristiano: Sessant'anni dalla "Nostra Aetate"
In un'intervista, Monsignor Pace ha riflettuto sullo stato del dialogo ebraico-cristiano a sessant'anni dalla promulgazione della dichiarazione conciliare Nostra Aetate. Ha descritto l'attuale fase come un "tempo di travaglio", ma anche un "tempo di generazione", riconoscendo "tensioni reali, fatiche, anche freddezze", ma sottolineando che il cammino iniziato con il Vaticano II "non si è interrotto".
Dopo il 7 ottobre 2023, molti osservatori hanno notato un raffreddamento nei rapporti. Monsignor Pace ha ammesso che "molte voci nel mondo ebraico hanno espresso delusione, dolore, a volte perfino una percezione di distanza da parte della Chiesa". Ha evidenziato come in momenti difficili si tenda a confondere il livello religioso con quello politico: "Nostra aetate non è un documento di geopolitica. Dobbiamo distinguere i piani. Un conto è la posizione della Santa Sede sul rispetto del diritto internazionale, che riguarda la diplomazia. Un altro è il riconoscimento del legame spirituale tra cristianesimo ed ebraismo. Questo legame non può essere intaccato da eventi politici, per quanto drammatici. Il popolo ebraico resta, per la Chiesa, il popolo dell’Alleanza." Ha ribadito l'importanza dell'ascolto e della comprensione profonda del legame tra popolo, terra e Promessa nell'ebraismo, invitando a "sospendere il giudizio, porre domande, e farlo in spazi relazionali veri, non nei talk show".
Monsignor Pace ha anche affrontato la questione dell'antisemitismo, definendolo "un veleno che torna a diffondersi" e condannando ogni sua forma. Ha sottolineato la necessità per la Chiesa di "schierarsi, pubblicamente, pastoralmente, culturalmente". Ha ricordato i "gesti profetici" di Giovanni Paolo II e l'impronta di Papa Francesco con il "dialogo dell’amicizia".
L'intervista ha toccato anche l'attesa per un futuro "Papa Leone" nel mondo ebraico, percepita come un segnale di speranza. La lettera inviata da "Papa Leone" ai leader ebraici e la presenza di delegazioni ebraiche alla messa di inizio del pontificato sono state accolte con entusiasmo. Il 28 ottobre è prevista una grande commemorazione della Nostra Aetate nell'Aula Paolo VI, con delegazioni ebraiche e la partecipazione di "Papa Leone", e l'udienza generale del 29 ottobre sarà interamente dedicata a questa dichiarazione conciliare.

Monsignor Pace tra i Vescovi Più Giovani del Mondo
Con i suoi 46 anni e 7 mesi al momento dell'ordinazione episcopale (4 maggio 2024), Monsignor Flavio Pace si colloca tra i vescovi più giovani del mondo e d'Italia. Tuttavia, non detiene il primato di presule più giovane tra gli italiani.
Secondo la classifica redatta dal sito Catholic-Hierarchy, il vescovo più giovane al mondo (fino al 6 maggio 2024) è Isaac Jules Peter Georges Boutros, della Chiesa di Antiochia in Libano, nato il 28 dicembre 1982 e consacrato vescovo il 12 maggio 2022 all'età di 39 anni e 3 mesi. Nell'elenco dei vescovi più giovani, prima di Monsignor Pace, si trovano altri ventitré nominativi con un'età attuale inferiore. Tra questi, ci sono due italiani impegnati nella loro missione episcopale fuori dai confini nazionali: Christian Carlassare, missionario comboniano e vescovo di Rumbek nel Sud Sudan, nominato l'8 marzo 2021 all'età di 43 anni e 4 mesi.
Il più giovane vescovo italiano è Vincenzo Turturro, nato a Bisceglie il 7 ottobre 1978. Ordinato prete nell'arcidiocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi il 31 ottobre 2003, è stato nominato nunzio apostolico in Paraguay il 29 dicembre 2023 e ordinato vescovo il 9 marzo 2024. Dal 2019 era segretario particolare del segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin.
Nella "classe 1977", oltre a Carlassare e Pace, figurano altri due vescovi italiani, entrambi consacrati all'età di 45 anni: Davide Carraro, missionario del Pime e vescovo di Orano (Algeria), nato il 26 gennaio 1977 e consacrato il 22 ottobre 2023; e Vito Piccinonna, vescovo di Rieti, nato il 1 giugno 1977 e ordinato vescovo il 18 novembre 2022. Complessivamente, nella speciale classifica dei vescovi più giovani del mondo (sotto i 50 anni compiuti), si contano 84 nominativi, inclusi altri quattro italiani non citati.
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