La Divina Misericordia: Devozione e Presenza a Treviso

La devozione alla Divina Misericordia è un pilastro fondamentale della spiritualità cattolica moderna, radicata nelle rivelazioni private di Santa Faustina Kowalska. Questa devozione, riconosciuta e promossa dalla Chiesa, trova espressione e vitalità anche sul territorio di Treviso attraverso specifici movimenti e iniziative.

Le Origini della Devozione alla Divina Misericordia

Santa Faustina Kowalska e le Apparizioni di Gesù Misericordioso

La genesi della devozione alla Divina Misericordia è indissolubilmente legata alla figura di Santa Faustina Kowalska. Ella nacque il 25 agosto 1905 a Glogowiec, in Polonia. A 20 anni entrò in Convento presso le Suore della Beata Vergine Madre della Misericordia, dedicando la sua vita al Signore. Morì a 33 anni il 5 ottobre 1938 a Lagiewniki, Cracovia, lasciando un inestimabile "Diario" che raccoglie le sue esperienze mistiche.

Le apparizioni di Gesù a Santa Faustina iniziarono il 22 febbraio 1931 nel convento di Plock, in Polonia. Gesù le apparve vestito di una veste bianca e teneva una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste che, leggermente scostata, lasciava uscire due grandi raggi: uno rosso e l’altro pallido.

Immagine di Gesù Misericordioso come descritto nelle apparizioni a Santa Faustina

Gesù rivelò a Santa Faustina il significato di questi raggi, dicendo: “Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia.” I due raggi sul quadro rappresentano il Sangue, simbolo della vita divina e del sacrificio, e l’Acqua, che purifica le anime. Santa Faustina annotò nel suo diario: “Oggi ho visto la gloria di Dio che si propaga da questa immagine. Molte anime ricevono grazie, benché non ne parlino ad alta voce. Sebbene le sue vicissitudini siano di vario genere, Iddio ottiene gloria per suo mezzo e gli sforzi di satana e degli uomini malvagi s’infrangeranno e verranno annientati.”

In risposta a queste rivelazioni e alla profonda spiritualità di Santa Faustina, da un Anno Giubilare specifico, la Domenica “in Albis” è stata dedicata alla Festa della Divina Misericordia, come voluto da San Giovanni Paolo II.

La Divina Misericordia a Treviso: Il Movimento Eucaristico

Il Segretariato e le Attività a Fiera

Anche a Treviso, la devozione alla Divina Misericordia trova un punto di riferimento e un attivo impegno. Il Segretariato “Divina Misericordia” coordina diverse iniziative e promuove la spiritualità legata a questa devozione. In particolare, il Movimento Eucaristico a Fiera, una zona di Treviso, conta circa 40 persone attivamente coinvolte.

Incontri e Preghiera

I membri del Movimento Eucaristico si incontrano regolarmente. Nello specifico, si ritrovano in chiesetta di San Luca al Gescal, ogni mercoledì dalle ore 17 alle 18. Durante questi incontri, si prega per alcune particolari intenzioni che vengono proposte dalla comunità e dai fedeli.

Foto della chiesetta di San Luca al Gescal a Treviso

In periodi liturgici forti come l’Avvento e la Quaresima, il Movimento Eucaristico di Fiera si unisce a tutti gli Adoratori del Veneto. Questi incontri regionali sono seguiti da don Antonio Guidolin, il quale guida i partecipanti in una meditazione profonda, a cui segue la celebrazione della santa Messa.

L'Impegno nell'Adorazione Eucaristica

Il Movimento Eucaristico accoglie con fervore l’invito della Chiesa che, attraverso le parole di San Giovanni Paolo II, esorta: “L’adorazione eucaristica diventi un impegno speciale per i singoli fedeli e per le comunità parrocchiali e religiose.” Questa ispirazione ha trovato conferma nella sorprendente risposta di numerosi laici, desiderosi di scoprire e di vivere la ricchezza della preghiera eucaristica, intesa come adorazione e riparazione.

L’impegno dei primi adoratori e la loro testimonianza sono diventati un invito e una proposta concreta, favorendo la crescita e la diffusione del Movimento Eucaristico. Queste proposte si sviluppano secondo un Progetto Formativo elaborato dal Comitato Movimento Eucaristico e approvato dalla Superiora Generale della Congregazione delle Suore Dorotee Figlie dei Sacri Cuori, garantendo una guida solida e una formazione continua ai partecipanti.

« L'Adorazione: che cosa è, come si fa, quali i suoi effetti »

La Misericordia Rivelata: Riflessione sulla Domenica in Albis

La Pace del Risorto e la Fede di Tommaso

La Domenica della Divina Misericordia, nota anche come “Domenica in Albis”, ci riporta all'evento della risurrezione di Gesù e al suo incontro con gli apostoli. In quella circostanza, gli apostoli erano in un'aria di paura: paura dei Giudei ma anche di sé stessi, della propria viltà e di come si erano comportati nella notte del tradimento.

Eppure Gesù viene, nonostante il loro e il nostro cuore inaffidabile, e stette in mezzo a loro. “Shalom”, ha detto. Questo saluto biblico significa molto più della pace come semplice fine delle violenze; indica la forza dei miti e dei nonviolenti dentro la logica del più armato, la luce dei puri di cuore dentro la nebbia delle astuzie, la serenità dei giusti nelle ingiustizie, la perseveranza degli onesti fra le disonestà.

Su quel pugno di creature, chiuse e impaurite, scende il vento delle origini, il vento che soffiava sugli abissi, il vento sottile dell’Oreb su Elia profeta, quello che scuoterà le porte chiuse del cenacolo: “ecco io vi mando!”

La figura di Tommaso è emblematica. A lui, che affermava: «Se non vedo e non tocco, non crederò», Gesù si avvicina alla nostra lentezza del credere con pochi, semplici verbi: guarda, metti, tocca. Da quei fori Tommaso comprende il motivo per cui Cristo è risorto: per un amore scritto con ferite ormai incancellabili, da cui non sgorga più sangue ma luce.

Tommaso si arrende non ai suoi occhi o al suo toccare, ma a questa esperienza di pace offerta da Gesù per ben tre volte. E la sua pace scende ancora sulle nostre sconfitte, sulle nostre chiusure, sulle nostre paure. Alla fine, Tommaso passa dall’incredulità all’estasi! Se poi abbia toccato o no il corpo del Risorto, non è importante. Pronuncia le parole: «Mio Signore e mio Dio». Tommaso ripete quel piccolo “mio” che cambia tutto, che indica appartenenza, un’eco del Cantico dei Cantici: il mio amato è mio e io sono sua! Mio Signore, che mi fai vivere, che sei la parte migliore di me. “Mio”, come lo è il cuore. E, senza, non sarei. “Mio”, come lo è il respiro.

Gesù proclama: “Beati quelli che senza aver visto crederanno”: una beatitudine consolante, che sentiamo nostra! Beato chi fa fatica, chi cerca a tentoni, chi non vede ancora eppure cammina avanti, come dice San Giovanni della Croce: “siamo pellegrini senza strada, ma tenacemente in cammino”. Questa è l'essenza della fede e della fiducia nella Divina Misericordia.

tags: #divina #misericordia #a #treviso