L'Abbazia di Sept-Fons: Storia, Vita Monastica e Criticità Attuali

L'Abbazia di Sept-Fons, situata alla confluenza della Loira e della Besbre nel comune di Dompierre-sur-Besbre (Allier), è un significativo monumento storico e spirituale in Francia. Fondata nella prima metà del XII secolo, ha mantenuto una vita monastica cistercense trappista quasi ininterrottamente fin dalla sua nascita e oggi ospita quasi settanta fratelli.

Foto aerea dell'Abbazia di Sept-Fons

Oltre alla sua vocazione spirituale, l'abbazia di Sept-Fons è aperta per pensioni e altri soggiorni turistici. È anche rinomata per la sua attività commerciale, in particolare per la produzione della sua birra, iniziata alla fine del XIX secolo, e di altri prodotti alimentari come confetture e integratori alimentari a base di grano.

La Crisi Spirituale e Istituzionale

Negli anni '70, l'abbazia giunse al limite dell'estinzione, ma conobbe una sorprendente ripresa grazie alla figura di padre Jérôme, al cui magistero fanno riferimento i protagonisti della storia attuale: padre Nicolas e padre Patrick. Entrambi entrarono nell'abbazia nel 1969. Padre Nicolas divenne rapidamente maestro dei novizi, responsabile e accompagnatore dei nuovi arrivati, mentre padre Patrick divenne abate dal 1980 al 2022. Nel 2018, padre Nicolas, una personalità carismatica, favorì l'identificazione della comunità con sé stesso, trasformandola in una sorta di proprietà privata.

Documentaire de l'Abbaye de Sept-Fons -HD- Présence à Dieu

Nel 2020, una visita canonica da parte del dicastero romano suggerì un passaggio di mano. I tre visitatori, dom J-C. Naut, C. Falletti ed E. Pen, furono coinvolti in questo processo. Nel 2022, dom Patrick terminò il suo servizio abbaziale e fu eletto, tra molte tensioni, il suo successore, dom Thomas Getti.

L'Intervento Vaticano e le Accuse

Il dicastero vaticano intervenne con una lettera molto severa, in cui si parlava di «profondo malfunzionamento», di comportamenti menzogneri e intrusivi, di indebite confusioni fra foro interno e foro esterno, di espressioni verbali sconvenienti e di indebite ironie sui “dissidenti”. Nonostante queste criticità, nel 2024 il consenso maggioritario per l'elezione dell'abate ricadde nuovamente su Thomas Getti. Di fronte alla chiusura insuperabile delle logiche interne e istituzionali, alcuni monaci si rivolsero alla stampa cattolica, in particolare a La Croix. Il giornale pubblicò anche una testimonianza interna che attestava un sistema di plagio e condizionamenti pervasivi, sottolineando la necessità di interrompere un clima di condizionamenti pesanti attivo da troppo tempo nell'abbazia.

Le richieste erano chiare: «È necessario che scompaiano le ingerenze nella coscienza dei fratelli, che la confidenzialità sia rispettata, che ciascuno ritrovi una piena libertà spirituale. La divisione della comunità, generata da un ristretto cerchio di privilegiati, deve finire. È necessario ristabilire la distinzione tra foro interno (coscienza) e foro esterno (azioni visibili). La prudente disposizione tradizionale di sentire il proprio padre spirituale una volta al mese non deve diventare un dialogo quotidiano per di più riferibile con altre persone e chi è allontanato dalla comunità (p. Nicolas) non è prudente che torni per dei mesi riprendendo le relazioni che si dovevano interrompere.»

La Natura degli Abusi Spirituali

I profili dell'abuso spirituale rimangono imprecisi, anche se il suo cuore è molto oscuro e pesante. Per illustrare la sua sostanza, si possono riprendere alcune indicazioni del sussidio della conferenza episcopale italiana "L'abuso spirituale" dell'aprile scorso. Secondo tale documento, «L’abuso spirituale è una particolare forma di abuso di coscienza che si concretizza nella violazione della dignità, libertà e integrità della persona nella sua autodeterminazione religiosa e spirituale. Tale abuso è il più invasivo dell’intimità della persona, perché si attua in riferimento alla relazione con Dio, con la vita di fede e spirituale, attraverso un esercizio distorto del potere e dell’autorità personale, religiosa e istituzionale».

Diagramma che illustra il ciclo dell'abuso spirituale

L'abusante è spesso una figura carismatica che crea attorno a sé gruppi esclusivi con un elevato tasso critico rispetto all'istituzione ecclesiale. Il carismatico annulla progressivamente lo spazio vitale della libertà interiore dei membri, diventa autorità indiscussa circa l'appartenenza, crea un proprio linguaggio e impedisce una formazione esterna al gruppo. Tutto questo ha bisogno di un contesto in cui svilupparsi di tipo comunitario, sociale e istituzionale: un “contesto sistemico”. «Il concetto di “sistema”, inteso in senso ecclesiale, comprende la missione, le norme e le strutture necessarie per realizzare il mandato originario della Chiesa e per garantire la sua continuità.

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