L'Abbazia di Farfa, gioiello millenario della Sabina, e l'area di Fiano Romano, sono due località di grande interesse storico e naturalistico nel Lazio. La distanza tra questi punti può essere percorsa attraverso suggestivi itinerari che attraversano borghi antichi, paesaggi collinari e aree protette. Questa guida dettagliata illustra il percorso a piedi, basandosi su tratti della Via di Francesco e altri sentieri locali, fornendo informazioni utili su distanze, tempi di percorrenza e punti di interesse.

Percorso Dettagliato dall'Area di Fiano alla Val Farfa
Il percorso qui descritto si concentra sul tragitto a piedi che collega le zone prossime a Fiano Romano, come Fara in Sabina e Canneto, all'Abbazia di Farfa. Verranno integrate le informazioni relative alle distanze e ai tempi di percorrenza per fornire un quadro completo.
Da Canneto/Via San Fiano a Fara in Sabina
Il viaggio inizia dall'area che può essere considerata prossima a Fiano Romano, in particolare dal Fontanile Colle San Fiano (secco, a quota 360 m), situato su una via sterrata che si diparte dalle ultime case di un itinerario naturalistico, e dall'incrocio con la strada asfaltata Via Montegrottone. Da qui si può godere di un'ottima vista su Fara in Sabina e sull'ex preventorio della Croce Rossa Italiana.
Proseguendo, si trascurano due deviazioni a sinistra e in pochi minuti si giunge al quadrivio con la Strada Provinciale 41C. Da Fara in Sabina a questo punto il tempo stimato è di 30 minuti, con una discesa di 230 m per un totale di circa 3 Km. Si attraversa la Provinciale e si prosegue lungo la strada che si ha di fronte, Via Catone, passando tra terreni coltivati ad olivo.
Dopo 300 metri, sulla destra, si nota un pino molto alto e una grande casa; poco prima dell’abitazione si svolta a sinistra, a quota 220 m. Qui, su un palo di legno della linea telefonica, è presente una bandierina di vernice bianco-rosso del CAI e una freccia gialla. Si scende percorrendo una strada interpoderale che attraversa un uliveto, si passa un fosso (quota 190 m) e si risale oltrepassando una larga strada di servizio ad una villa con un bel viale alberato. Si scende ancora, attraversando un secondo fosso in un fitto canneto (quota 165 m), e si risale trascurando tutte le deviazioni a destra e a sinistra; le bandierine bianco-rosso in questo tratto sono fondamentali.
Si arriva così ad un bivio presso un'abitazione con il numero civico 18. Qui si trascura la strada di sinistra (Via Cesare Battisti) e si prende a destra; dopo pochi metri, a una biforcazione, si va a sinistra in Via di Fontevecchia (sulla destra c'è un'antica fonte con vasche, a quota 200 m). Salendo leggermente, si raggiungono le prime case di Canneto, frazione del comune di Fara in Sabina. A un bivio si prosegue a sinistra e si esce sulla Strada Provinciale 41C, nel punto dove convergono 5 vie, a quota 230 m. Questo tratto, dall'inizio di Via Catone, richiede circa 35 minuti, con un'ascesa di 60 m e una discesa di 100 m, per un totale di circa 1,8 Km.
Da qui, si va a destra in Via Roma, fino a raggiungere la Piazza Luigi Paceri. Dalla Piazza è possibile visitare "L’Ulivone", l'ulivo più grande d’Europa (circa 30 minuti tra andata e ritorno, visita inclusa). Dalla Piazza si prosegue in Via 25 Aprile, si va a destra all’incrocio successivo e subito dopo, a un incrocio più grande, si prende a sinistra in Via Colle Fusari. Percorse poche decine di metri, all'ennesimo bivio, si gira a destra in Via Colle della Noce. Dopo circa 2 Km ci si immette nuovamente sulla Strada Provinciale 41C, si attraversa la Strada Statale Salaria tramite un sottopasso e si arriva all’incrocio con la Strada Provinciale n. 636 di Palombara.
Da Fara in Sabina all'Abbazia di Farfa
Da Fara in Sabina, un punto di riferimento iniziale è la Piazza del Duomo, dove si trovano la chiesa di Sant’Antonio Martire, la Torre Campanaria e la Cisterna Farnese, offrendo un ottimo panorama sui paesi di Castelnuovo di Farfa, Mompeo, Monte Santa Maria e sul gruppo montuoso del Terminillo. Da qui si segue Via della Repubblica e poi Via del Popolo fino ad uscire dal centro storico dalla stessa porta d’entrata.
Per raggiungere l'Abbazia di Farfa, si prende come punto di riferimento iniziale il grande parcheggio a Nord del Borgo di Farfa. Usciti dal posteggio, si va a destra e si incontra il bivio della Strada Provinciale 41A con la Strada degli Inglesi. Dall’incrocio si segue la Strada 41A a sinistra, direzione Fara in Sabina-Toffia, per circa 200 metri, con l’Abbazia visibile in basso a sinistra, fino a prendere a destra un sentiero segnato di recente dal CAI con bandierine di vernice bianco-rosso.
Si sale a mezza costa il costone boscoso Nord-Est di San Martino e a quota 350 m ci si immette su una sterrata erbosa dove si trova un fontanile. Si trascura la mulattiera che continua a salire e si prosegue a sinistra lungo la carrabile fino a raggiungere l’incrocio stradale dei Quattro Venti. Dopo aver attraversato un cancello di ferro tra due cipressi, si compie un tornante e si continua a salire lungo un sentiero (sempre segnato bianco-rosso) che conduce all’ingresso dell’abitato di Fara in Sabina. Attraversata Porta Romana, si sale lungo i vicoli fino alla Piazza del Duomo. Questo tratto richiede circa 1 ora, con un'ascesa di 300 m, per un totale di 3,4 Km.

Riepilogo Distanze e Tempi per il Tratto Fiano-Farfa (Percorso a Piedi)
- Da Canneto (area di Fiano) al Quadrivio SP 41C (Via Catone): 3 Km, 30 minuti (discesa 230 m).
- Dal Quadrivio SP 41C a Canneto (Via Catone, Via di Fontevecchia): 1,8 Km, 35 minuti (ascesa 60 m, discesa 100 m).
- Da Fara in Sabina all'Abbazia di Farfa: 3,4 Km, 1 ora (ascesa 300 m).
Il tempo totale stimato per il percorso a piedi dall'area di Fiano Romano (Canneto/Via San Fiano) all'Abbazia di Farfa è di circa 2 ore e 5 minuti, coprendo una distanza di circa 8,2 Km. È importante notare che la segnaletica giallo-blu della Via di Francesco potrebbe non essere presente in tutti i tratti dopo l'Abbazia.
L'Abbazia di Farfa e le Vie Storiche
L'Abbazia di Farfa è un centro storico e spirituale di primaria importanza. Il territorio circostante è attraversato da percorsi storici come la Via di Francesco, che offre diverse diramazioni per esplorare la regione.
Un Itinerario Alternativo: Da Poggio Moiano all'Abbazia di Farfa (Via di Francesco)
Un altro percorso che porta all'Abbazia di Farfa è quello che parte da località Pratolungo, dove la Via di Francesco si divide. Prendendo la direzione Nord (destra), si procede verso l'Abbazia di Farfa. Da questo punto fino all'Abbazia (Tappa 19b) e dall'Abbazia ad Acquaviva di Nerola (Tappa 19c) non ci sono più segnali giallo-blu.
Si prende a destra, si passa accanto alla Fonte Notari (quota 441 m) e dopo aver percorso 1,6 Km si gira a sinistra su Via delle Cave. Si percorre tutta la via fino alla località Osteria Nuova (quota 400 m), dove si attraversa, su un ponte, la Strada Statale n. 4 Via Salaria. Si prosegue per 400 metri sulla Via Mirtense per poi girare a sinistra in Via Scalette, all’altezza della Chiesa e della Grotta dei Massacci (monumentale tomba d’età romana risalente al II sec. d.C. inglobata in un casale).
La stretta strada asfaltata corre quasi parallela alla Statale per circa 1,5 Km fino ad incrociare la Via Farense (strada alberata con grandi pini), che si segue a destra. Percorsi 700 metri si gira a sinistra in Via Longarina; più avanti si attraversa la Strada Statale con un sottopasso e al bivio successivo si va a destra incontrando nuovamente la Via Salaria Vecchia. Si arriva così, dopo 1,5 Km da quando si è lasciata la Via Farense, ad un nuovo sottopasso.
Alla biforcazione, subito dopo aver oltrepassato la Via Salaria, si va a sinistra (a destra c’è l’indicazione per Toffia); al quadrivio successivo si va a destra in discesa su una strada larga ma sconnessa, un tempo asfaltata e ora con numerose buche cementate. La via prende il nome di Strada Comunale Carlo Corso e porta ad un fontanile, Fonte Nocera, a quota 329 m, che si trova vicino al Casale Carlo Corso. Questo tratto, dal punto dove la Via di Francesco si divide, richiede circa 2 ore, con un'ascesa di 100 m e una discesa di 250 m, per un totale di 8,6 Km.
Si prosegue in direzione Ovest su un fondo stradale buono, trascurando tutte le deviazioni. Dopo 2,8 Km ci si immette sulla Strada Provinciale 41, Via Farense, che si segue a destra. Usciti dall’arco d’ingresso del paese, si prende a sinistra Via Giacomo Matteotti. La carreggiata scende ripida fino ad incrociare la Strada Comunale di Farfa che si prende a sinistra. Ancora in discesa (direzione Ovest) fino ad attraversare il Fosso Riana e proseguire sul lato destro del torrente. Quando la strada asfaltata compie un tornante a sinistra, si segue a destra una sterrata (la strada asfaltata dopo il tornante termina). Da Toffia, questo tratto richiede circa 30 minuti, con un'ascesa di 30 m e una discesa di 160 m, per un totale di 2 Km.
Si passa accanto a un campo di calcio che si lascia a sinistra e si entra in una macchia di bosco misto. Dopo 10 minuti si giunge a un bivio, si trascura la strada di sinistra che va in netta discesa e si prosegue a destra passando accanto a una staccionata con cancello. Più avanti si superano dei tratti fangosi, poi si costeggia un campo erboso e ci si avvicina al Torrente Riana nel punto dove c’è un bivio. Si lascia la sterrata principale che continua a destra per guadare o scavalcare il rio grazie ad uno stretto ponte di ferro. Un ultimo tratto, in salita, su una sterrata dissestata fino a un incrocio dove si va a sinistra e si arriva all’ingresso del borgo di Farfa e all’Abbazia, a quota 200 m. Dal campo sportivo, questo segmento richiede circa 35 minuti, con un'ascesa di 80 m e una discesa di 20 m, per un totale di 2,4 Km.

La Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere - Farfa
L'area dell'Abbazia di Farfa è immersa in un contesto naturalistico di grande pregio, la Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere - Farfa, un'oasi di biodiversità e un importante sito per l'osservazione della fauna.
Nascita e Evoluzione di un'Area Protetta
La Riserva Naturale Regionale (RNR) Nazzano Tevere - Farfa si estende a monte della centrale idroelettrica Enel di Nazzano e comprende il tratto di fiume Tevere che va dalla centrale stessa fino al monte di Poggio Mirteto e lungo il corso del fiume Farfa fino al ponte di Granica. Questa è compresa nell’area più vasta della Zona di Protezione Speciale Tevere - Farfa (IT 6030012).
Tra il 1953 e il 1955, l'ENEL costruì uno sbarramento sul fiume Tevere per la produzione di energia elettrica, poco più a valle della confluenza con il torrente Farfa. La realizzazione di questa diga innalzò il livello dell'acqua, inondando i terreni circostanti e formando un "lago" esteso per circa 300 ettari, con profondità variabile tra i 20 cm e 100 cm. Questo ambiente divenne un habitat ideale per un gran numero di specie di uccelli durante le loro migrazioni.
L'importanza naturalistica del "Lago di Nazzano" portò nel 1968 alla creazione di una "Oasi di protezione della fauna", istituita grazie all'intesa fra ENEL, Comune di Nazzano e WWF Italia. La protezione portò a un significativo aumento dell'avifauna stanziale e migratoria, inclusa la presenza di specie a rischio d’estinzione. Ciò rese l'area meritevole di essere inserita nel 1977, con Decreto del Ministero dell'Agricoltura e Foreste, nell'elenco delle "Zone umide d’importanza internazionale" tutelate dalla "Convenzione di Ramsar".
Nel 1979, la Regione Lazio istituì la "Riserva Naturale Tevere-Farfa" (Legge 4 aprile 1979, n. 21), la prima riserva naturale regionale d'Italia, comprendente parte dei territori dei Comuni di Nazzano e Torrita Tiberina. Oggi la Riserva, divenuta "area di interesse regionale" (Legge della Regione Lazio n. 27 del 1999), e grazie ad un recente ampliamento (Art. 6 L.R. 22/10/2018 N°7), include anche il tratto del fiume Farfa che va dalla foce fino al ponte di Granica. Il Parco è anche ente gestore della Riserva Monte Soratte.

Biodiversità e Attrazioni della Riserva
Oggi la Riserva è uno dei siti più interessanti dell'Italia centrale per il birdwatching e l'osservazione del mondo affascinante e poco conosciuto della palude. I sentieri natura e i capanni di osservazione lungo le sponde del Tevere svelano la vita acquatica della Riserva; il Museo del Fiume aiuta a capire l'ecosistema di questo ambiente; le aree attrezzate consentono di passare una giornata a contatto con la natura; i battelli "Airone" e "Martin Pescatore" percorrono il Sentiero del Fiume.
Non mancano attrazioni storiche e culturali legate ai Comuni di Fara in Sabina, Castelnuovo di Farfa, Nazzano, Torrita Tiberina e Montopoli di Sabina. L'area protetta è stata istituita con L.R. 4 aprile 1979, n. 21 (B.U.R. 30 aprile 1979, n. 13) e successivamente ampliata con L.R. 5 ottobre 1999, n. 27 (B.U.R. 30 ottobre 1999).
Zone di Protezione Speciale Gestite
La Riserva Tevere-Farfa gestisce diverse zone a protezione speciale e zone di speciale conservazione:
- ZSC Monte Soratte: circa 440,00 ettari, cod. IT6030014.
- ZSC e ZPS Riserva Naturale Tevere Farfa: circa 2.062 ettari, cod. iT603012.
- ZSC e ZPS Monti Elci e Monte Grottone: circa 514,00 ettari, cod. IT 6020019.
- ZSC e ZPS Fiume Farfa (corso medio alto): circa 596,00 ettari, cod. IT6020018.