Nella storica Aula Paolo VI, il Santo Padre, Papa Francesco, ha ricevuto in Udienza i partecipanti alla 66ª Assemblea Generale del Movimento dei Focolari, che si è svolta online dal 24 gennaio al 7 febbraio 2021. In quest'occasione, il Pontefice ha offerto preziose riflessioni per incoraggiare il cammino del Movimento, articolando il suo discorso in tre punti focali: il dopo-Fondatrice, l'importanza delle crisi e la necessità di vivere la spiritualità con coerenza e realismo.

Introduzione all'Udienza
Rivolgendosi ai partecipanti, sia a coloro presenti di persona che a quelli collegati in streaming, Papa Francesco ha espresso la sua gioia di accoglierli a conclusione di un'Assemblea Generale che li ha visti confrontarsi su tematiche importanti e scegliere i nuovi responsabili. Ha ringraziato la Presidente uscente, Maria Voce, per il suo operato, definendola "tanto brava e tanto umana". Un augurio di cuore è stato rivolto alla neo-eletta, Margaret Karram, per le sue gentili parole e per aver ricordato una serata di preghiera per l’unità e la pace in Terra Santa. Il Santo Padre ha sottolineato l'importanza di portare la Terra Santa nel cuore, sempre.
Il Pontefice ha esteso il suo saluto a tutti i membri dell’Opera di Maria, sottolineando la presenza del Cardinale Kevin Farrell e della Signora Linda Ghisoni, Sotto Segretaria, esprimendo gratitudine e augurando il meglio anche al Copresidente e ai Consiglieri.
Il Dopo-Fondatrice: Fedeltà Dinamica al Carisma
A dodici anni dalla scomparsa di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento, Papa Francesco ha evidenziato la chiamata a superare il naturale smarrimento e il calo numerico, per continuare a essere espressione viva del carisma di fondazione. Il carisma, secondo il Papa, richiede una fedeltà dinamica, capace di interpretare i segni e i bisogni dei tempi e di rispondere alle nuove istanze che l’umanità pone. "Ogni carisma è creativo, non è una statua di museo, no, è creativo", ha affermato.
Si tratta di rimanere fedeli alla fonte originaria, sforzandosi di ripensarla ed esprimerla in dialogo con le nuove situazioni sociali e culturali. Questo significa avere radici ben fisse, ma permettere all'albero di crescere in dialogo con la realtà. L'opera di aggiornamento, ha sottolineato il Papa, è tanto più fruttuosa quanto più viene realizzata armonizzando creatività, saggezza, sensibilità verso tutti e fedeltà alla Chiesa. La spiritualità dei Focolari, caratterizzata dal dialogo e dall’apertura ai diversi contesti culturali, sociali e religiosi, può certamente favorire questo processo.
Evitare l'autoreferenzialità
L'apertura agli altri, chiunque essi siano, è sempre da coltivare, poiché "il Vangelo è destinato a tutti, ma non come proselitismo, no, è destinato a tutti, è fermento di umanità nuova in ogni luogo e in ogni tempo". Questo atteggiamento di apertura e dialogo è cruciale per evitare ogni autoreferenzialità, definita dal Papa come "sempre un peccato" e "una tentazione quella di guardarsi allo specchio".
L'autoreferenzialità, che non viene mai dallo spirito buono, impedisce di vedere errori e mancanze, frena il cammino e ostacola una verifica aperta dei procedimenti istituzionali e degli stili di governo. Il Papa ha auspicato che si eviti "il ripiegamento su sé stessi, che induce a difendere sempre l’istituzione a scapito delle persone, e che può portare anche a giustificare o a coprire forme di abuso", come purtroppo si è visto in questi anni. È meglio, ha esortato, "essere coraggiosi e affrontare con parresia e verità i problemi, seguendo sempre le indicazioni della Chiesa, che è Madre, è vera Madre, e rispondendo alle esigenze della giustizia e della carità". L'autocelebrazione, ha concluso, non rende un buon servizio al carisma. Si tratta invece di accogliere ogni giorno con stupore il dono gratuito ricevuto e di corrispondervi con fede, umiltà e coraggio.

L'Importanza delle Crisi
Il secondo tema proposto dal Santo Padre è stato quello dell’importanza delle crisi. "Non si può vivere senza crisi. Le crisi sono una benedizione", ha affermato, sia sul piano naturale (come le crisi della crescita in un bambino) che nella vita delle istituzioni. Ha sottolineato la tentazione di trasformare la crisi in conflitto, ma ha chiarito che "il conflitto è brutto, può diventare brutto, può dividere, ma la crisi è un’opportunità per crescere".
Ogni crisi è una chiamata a nuova maturità, un tempo dello Spirito che suscita l'esigenza di operare un aggiornamento, senza scoraggiarsi davanti alla complessità umana e alle sue contraddizioni. In un'epoca che enfatizza la resilienza, ovvero la capacità di affrontare le difficoltà positivamente, la crisi diventa un'opportunità di crescita.
Crisi comunitarie e spirituali: distinzione dei fori
Il compito di chi ricopre incarichi di governo, a tutti i livelli, è quello di affrontare nel modo migliore e più costruttivo le crisi comunitarie e organizzative. Al contrario, le crisi spirituali delle persone, che coinvolgono l'intimità del singolo e la sfera della coscienza, richiedono di essere affrontate prudentemente da chi non ricopre incarichi di governo all'interno del Movimento. Questa "saggia distinzione tra foro esterno e foro interno", insegnata dall’esperienza e dalla tradizione della Chiesa, è indispensabile.
Il Papa ha ammonito che "la commistione tra ambito di governo e ambito della coscienza dà luogo agli abusi di potere e agli altri abusi dei quali siamo stati testimoni, quando si è scoperta la pentola di questi problemi brutti".

Vivere la Spiritualità con Coerenza e Realismo
Il terzo e ultimo punto del discorso si è concentrato sulla necessità di vivere la spiritualità con coerenza e realismo. La coerenza, ha spiegato il Papa, è ciò che rende una persona autorevole. La meta ultima del carisma dei Focolari coincide con la preghiera di Gesù al Padre: "che «tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21)", sapendo che ciò è opera della grazia del Dio Uno e Trino. Questo intento richiede un impegno in una duplice prospettiva: al di fuori del Movimento e al suo interno.
Impegno esterno: Testimonianza di vicinanza
Per quanto riguarda l'agire all’esterno, Papa Francesco ha incoraggiato i Focolarini a essere "testimoni di vicinanza con l’amore fraterno che supera ogni barriera e raggiunge ogni condizione umana". Ha richiamato l'esempio di Chiara Lubich nel superare le barriere, senza paura. Questa strada della prossimità fraterna trasmette la presenza del Risorto agli uomini e alle donne del nostro tempo, partendo dai poveri, dagli ultimi, dagli scartati, e lavorando con persone di buona volontà per la promozione della giustizia e della pace. Il Papa ha ricordato che la vicinanza è lo stile autentico di Dio, culminato nel Verbo fatto carne.

Impegno interno: Promuovere la sinodalità
Circa l’impegno all’interno del Movimento, il Pontefice ha esortato a promuovere sempre più la sinodalità, affinché tutti i membri, in quanto depositari dello stesso carisma, siano corresponsabili e partecipi della vita dell’Opera di Maria e dei suoi fini specifici. Chi ha la responsabilità del governo è chiamato a favorire e attuare una trasparente consultazione "non solo in seno agli organi direttivi, ma a tutti i livelli, in virtù di quella logica di comunione secondo la quale tutti possono mettere al servizio degli altri i propri doni, le proprie opinioni nella verità e con libertà".
Conclusione e ringraziamento
In conclusione, Papa Francesco ha invitato i Focolarini, a imitazione di Chiara Lubich, a rimanere sempre in ascolto del grido d’abbandono di Cristo in croce, che manifesta la misura più alta dell’amore. La grazia che ne deriva è in grado di suscitare risposte generose ed eroiche, trasformando sofferenze e tragedie in fonte di luce e di speranza per l’umanità. "In questo passare dalla morte alla vita si trova il cuore del Cristianesimo e anche del vostro carisma", ha detto.
Il Santo Padre ha ringraziato il Movimento per la sua "gioiosa testimonianza al Vangelo" che continua a offrire alla Chiesa e al mondo, ricordando con un aneddoto lo spirito sorridente dei Focolarini. Ha affidato i propositi e progetti di bene all’intercessione di Maria Santissima Madre della Chiesa e ha impartito la sua benedizione, chiedendo ai presenti di pregare per lui.
