La Diplomazia Vaticana e le Nunziature Apostoliche: Una Presenza Globale al Servizio della Pace

L'Identità della Santa Sede e la sua Missione Diplomatica

La Santa Sede, riconosciuta dal diritto internazionale come entità giuridica sovrana, rappresenta il governo universale della Chiesa cattolica, distinguendosi dallo Stato della Città del Vaticano, di cui è parte integrante. Pur avendo la sua sede sul territorio sovrano e indipendente di 0,44 chilometri quadrati dello Stato della Città del Vaticano, la Santa Sede non è "ridotta" al suo perimetro geopolitico.

Papa Francesco è a capo sia dello Stato della Città del Vaticano che della Santa Sede, agendo e parlando per tutta la Chiesa cattolica, che raccoglie oltre 1,4 miliardi di fedeli (oltre il 17,5% della popolazione mondiale) attraverso i suoi 500.000 sacerdoti, 800.000 religiose/consacrate e 219.655 parrocchie. Questa vasta rete le permette di raggiungere ogni angolo del pianeta.

Gli ambasciatori di tutto il mondo sono ufficialmente accreditati presso la Santa Sede, e non nello Stato della Città del Vaticano. I Rappresentanti Pontifici o Nunzi Apostolici sono a loro volta accreditati presso gli Stati e le Organizzazioni internazionali, riconosciuti come agenti diplomatici della Santa Sede. In quanto entità sovrana, la Santa Sede è presente sulla scena geopolitica mondiale, e il Papa è una delle voci morali più significative del mondo, mantenendo uno status privilegiato con l'Islam e l'Ebraismo. La Santa Sede è da sempre un punto privilegiato di ascolto e di monitoraggio della situazione mondiale per le ambasciate accreditate, ponendosi come una delle istituzioni più antiche, prestigiose e globali.

Papa Francesco, nel solco dei Suoi Predecessori, mette spesso in evidenza gli ambiti in cui la Santa Sede e la Comunità internazionale degli Stati sono chiamati a lavorare insieme: la pace, la dignità umana, la giustizia sociale, la democrazia e la cura dell'ambiente.

Mappa delle relazioni diplomatiche della Santa Sede nel mondo

Evoluzione e Estensione delle Relazioni Diplomatiche

La diplomazia vaticana ha conosciuto una crescita esponenziale nel corso del Novecento e nel nuovo millennio. All'inizio del 1900, erano appena una ventina i Paesi con rapporti diplomatici con la Santa Sede. Questa cifra è aumentata a 49 nel giugno 1963, a 89 nell'agosto 1978 e a 174 nel 2005. Con Papa Benedetto XVI, il numero ha raggiunto i 180, e con Papa Francesco è arrivato a 184, ai quali si aggiungono l'Unione Europea e l'Ordine di Malta. Questo sviluppo testimonia il rafforzamento della diplomazia vaticana, che oggi intrattiene pieni rapporti diplomatici con quasi tutti gli Stati dell'orbe.

Gli ultimi Stati ad allacciare pieni rapporti diplomatici con la Santa Sede sono stati il Sud Sudan (2013), la Mauritania (2016), il Myanmar (2017) e l'Oman. In particolare, il rapporto con l'Oman, siglato di recente, rappresenta un ulteriore consolidamento della presenza vaticana nel delicato quadrante mediorientale.

Un caso significativo è quello dello Stato di Palestina. Nel 2016, le "relazioni speciali" con la Santa Sede, così definite ufficialmente dopo la risoluzione ONU 67/19 del novembre 2012 che le ha concesso lo status di osservatore permanente, sono diventate rapporti diplomatici a pieno titolo, a seguito dell'entrata in vigore dell'Accordo globale firmato nel giugno 2015.

Le Nunziature Apostoliche e la Rete Diplomatica

Il Nunzio Apostolico (impropriamente definito anche nunzio papale) è il rappresentante diplomatico permanente della Santa Sede presso uno stato o un'organizzazione internazionale, ossia il capo della missione diplomatica. All'interno della gerarchia ecclesiastica, solitamente detiene il titolo di Arcivescovo titolare.

Attualmente, sono 95 i nunzi in attività nel mondo. Per quanto riguarda le nazionalità, gli italiani sono 31, i polacchi 9, gli spagnoli 6, gli statunitensi 5 e i filippini 4. Croazia, Francia, India, Irlanda e Malta contano ciascuna tre rappresentanti pontifici.

Esistono circa una novantina di cancellerie di ambasciate con sede a Roma, mentre i Paesi rimanenti sono rappresentati in genere da diplomatici residenti in altre capitali europee. Con Papa Francesco, gli ambasciatori "non residenti" di Armenia, Azerbaigian, Belize, Ghana, Malaysia, Palestina, Sud Africa e Svizzera sono diventati residenti. Il decano del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede è Georgios Poulides, ambasciatore di Cipro a Roma dal 2003.

Nunziature Vacanti e Incarichi Speciali

Al momento, diverse nunziature sono vacanti. Tra queste figurano Repubblica Democratica del Congo, Corea, Costa Rica, Georgia, Armenia, Giappone, Monaco, Mozambico, Nigeria, Papua Nuova Guinea, Romania, Sud Africa, Venezuela, Zimbabwe, Haiti, Sudan, Myanmar, Sri Lanka, Albania, Uganda, Gabon, Ecuador, Indonesia e Nicaragua. Inoltre, i nunzi negli USA, in Italia, in Siria, in Albania e in Israele e Palestina hanno superato l'età pensionabile (75 anni). Tre nunzi - quelli in Siria, negli Stati Uniti e in Italia - sono stati creati cardinali da Papa Francesco, mantenendo il loro incarico.

Negli ultimi anni, si sono moltiplicate le nomine di "incaricati d'affari" stabilmente residenti in Paesi che non ospitano nunzi, specialmente in Africa (Timor Est, Ciad, Gabon, Malawi, Sud Sudan e Cipro).

Foto di un Nunzio Apostolico durante una cerimonia ufficiale

Casi Specifici e Sfide Regionali

Medio Oriente

All'inizio del 2023, sono stati nominati due nunzi residenti negli Emirati Arabi Uniti e in Giordania, che si aggiungono a quelli storicamente presenti in Egitto, Israele e Palestina, Libano, Siria, Iran, Iraq e Kuwait. Nell'area, l'Arabia Saudita rimane l'unico Paese a non avere rapporti diplomatici con la Santa Sede.

Cina

Tra i Paesi con cui la Santa Sede ha rapporti diplomatici c'è la Cina-Taiwan, dove però dal 1972 non risiede più un nunzio, ma un semplice "incaricato d'affari ad interim". Nei colloqui in corso con la Cina, che hanno portato allo storico Accordo provvisorio e parziale sulle nomine episcopali del settembre 2018 (rinnovato nel 2020 e nell'ottobre 2022), la questione dei rapporti diplomatici non sembra essere stata ancora affrontata, anche se alla Santa Sede non dispiacerebbe poter aprire un ufficio informale a Pechino. Una rappresentanza risiede stabilmente nella "missione di studio" a Hong Kong, collegata formalmente alla nunziatura delle Filippine.

Vietnam

Il Vietnam rappresenta un caso particolare. Dal 2011, era nominato un rappresentante vaticano non residenziale. Lo scorso anno è stato siglato un Accordo sulla presenza ad Hanoi di un "rappresentante pontificio residente". Il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin ha spiegato che questo non è "solo un traguardo", ma "un nuovo inizio", nel segno del "reciproco rispetto e della reciproca fiducia" tra Santa Sede e Repubblica socialista del Vietnam. Tale Accordo crea una «res nova in iure» nella diplomazia vaticana: il rappresentante pontificio residente, pur non essendo formalmente un nunzio, avrà il compito di rafforzare le relazioni amichevoli e parteciperà agli incontri del Corpo diplomatico. Il 23 dicembre, l'arcivescovo Marek Zalewski, già "non residente" dal 2018, è stato nominato rappresentante pontificio residente ad Hanoi.

Nicaragua

Dal marzo 2022, per decisione unilaterale del governo, il Nicaragua ha sospeso i rapporti diplomatici con il Vaticano. La nunziatura è stata chiusa e gli interessi della Santa Sede sono curati dall'ambasciata italiana, in un contesto dove il regime di Daniel Ortega tiene in prigione vescovi e sacerdoti, e altri presuli sono stati costretti all'esilio.

Venezuela

Dal maggio 2021, la nunziatura in Venezuela è vacante.

Kosovo

Per quanto riguarda il Kosovo, il cui riconoscimento avverrà quando il suo status internazionale sarà meno controverso, la Santa Sede si è per ora limitata a nominare un delegato apostolico nella persona del nunzio in Slovenia. Le udienze del Pontefice con le autorità kosovare di norma non vengono rese pubbliche ufficialmente.

Paesi senza Relazioni

La Santa Sede non intrattiene ancora relazioni con undici Stati. In sette di questi Paesi non è presente nessun inviato vaticano (Afghanistan, Arabia Saudita, Bhutan, Cina popolare, Corea del Nord, Maldive, Tuvalu). In altri quattro Paesi sono in carica dei delegati apostolici (rappresentanti pontifici presso le comunità cattoliche locali ma non presso i governi): Comore, Somalia, Brunei e Laos.

Mappa geopolitica con evidenziate le aree di crisi menzionate

Il Contributo della Santa Sede alla Comunità Internazionale

La Santa Sede è presente sulla scena geopolitica mondiale e Papa Francesco è una delle voci morali più significative del mondo. Essa rappresenta la Chiesa cattolica, che si impegna attivamente in questioni internazionali, dando voce a chi non ha voce e peso ai valori morali nelle agende internazionali delle Nazioni.

Negli ultimi anni, la Santa Sede è intervenuta attivamente in processi di pace, come quello tra Cile e Argentina nel conflitto di Beagle, il processo di pace nell'Irlanda del Nord e la transizione nell'Europa centrale e orientale dopo la caduta del "muro". La Regina Elisabetta II ha riconosciuto profondamente il coinvolgimento della Santa Sede nella caduta dei regimi totalitari, che ha permesso una maggiore libertà per centinaia di milioni di persone, e ha sottolineato il suo ruolo nel sostenere la pace, lo sviluppo e nell'affrontare problemi comuni come la povertà e il cambiamento climatico.

I Papi, nel corso dei secoli, incluso Papa Francesco, sono stati figure di spicco nella difesa della dignità umana e della solidarietà, in particolare per i poveri e gli emarginati. Il Papa ha chiesto "nuovi approcci" per migliorare la condizione umana in ambiti vitali quali la libertà di religione, la qualità della vita, il diritto al lavoro e all'istruzione, il sostegno alle famiglie, ai rifugiati, ai migranti e ai perseguitati, il diritto all'assistenza sanitaria di base gratuita e aperta a tutti, l'eliminazione della povertà, la cura dell'ambiente e il disarmo.

Geopolitica di papa Francesco. La Santa Sede tra Europa, Usa e Asia

La Vita del Rappresentante Pontificio: Missione e Spiritualità

Ai collaboratori diplomatici nelle Rappresentanze Pontificie, il Papa raccomanda di resistere alla tentazione di isolarsi e di portare speranza soprattutto dove ai popoli mancano giustizia e pace. La prima testimonianza da dare è quella di sacerdoti innamorati di Cristo e dediti all’edificazione del suo Corpo. Servendo le Comunità ecclesiali, essi devono essere riflesso dell'affetto e della vicinanza del Papa per ciascuna, mantenendo un vivo sentire "cum Ecclesia".

Il Papa esorta i diplomatici a rinsaldare la propria identità sacerdotale attingendo forza dai Sacramenti, dalla comunione fraterna e dalla costante docilità allo Spirito Santo, specialmente in contesti di difficoltà, conflitto e povertà. Il Pontefice sottolinea l'importanza dell'inculturazione, definendola non un atteggiamento folkloristico, ma un desiderio di dedicarsi alla terra e alle persone che si servono. I rappresentanti pontifici sono chiamati a costruire relazioni con tutti, restando innestati nel corpo ecclesiale e nella storia dei popoli, conoscendo, amando e rispettando le tradizioni di ciascuna Nazione.

Il rischio di demotivazione in un incarico diplomatico, che il Papa descrive come il pericolo di diventare "come alberi senza radici", può essere evitato armonizzando il contesto di provenienza con quello di destinazione, e la Chiesa locale originaria con la Chiesa universale. In ogni Rappresentanza Pontificia, la cappella, centro spirituale della casa, dove quotidianamente si celebra l'Eucaristia, è un luogo fondamentale per attingere forza e custodire il "miracolo della grazia", al fine di essere "sale della terra e luce del mondo" e pellegrini di speranza.

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