Introduzione: Il "Regno Eremita" e il suo significato
Il termine "regno eremita" viene usato per riferirsi a qualsiasi paese, organizzazione o società che si separa di proposito, metaforicamente o fisicamente, dal resto del mondo. Nella geopolitica moderna, la Corea del Nord è considerata un caso esemplare di regno eremita, e il termine è spesso usato contemporaneamente per descrivere questo stato nazionale.
Tuttavia, l'uso originale del termine risale a un periodo ben precedente. La Corea, durante l'età della dinastia Joseon, fu oggetto del primo impiego di questa definizione, coniata nel libro di William Elliot Griffis del 1882 intitolato "Corea: The Hermit Nation". La Corea fu spesso descritta come un regno eremita fino al 1905, quando divenne un protettorato del Giappone. Curiosamente, il termine è ancora un luogo comune in tutta la Corea ed è spesso usato dagli stessi coreani per descrivere la Corea pre-moderna.
Le origini del termine: La politica isolazionista della dinastia Joseon
La ragione principale per cui la Corea venne definita "regno eremita" risiede nella sua rigorosa politica isolazionista, perseguita per secoli. In seguito alle invasioni del Giappone, re Chungjong (1506-1544) e i successivi sovrani coreani della dinastia Joseon adottarono una politica di chiusura quasi totale verso l'esterno. Sebbene i commerci avessero ancora luogo, regolati da severe leggi, la Corea rimaneva di fatto un regno eremita. Una delle regole fondamentali prevedeva che se uno straniero fosse approdato sulle coste coreane, non sarebbe stato ucciso, ma non avrebbe avuto in alcun modo il permesso di lasciare il Paese. Questa scelta di limitare i contatti con l'esterno era intesa a difendere la Corea da ingerenze straniere, soprattutto occidentali, e fu mantenuta per lungo tempo dai suoi governi.
Il caso di Jan Jansz Weltevree: Il primo europeo in Corea
Un episodio emblematico che illustra questa politica è la storia di Jan Jansz Weltevree. Nato in Olanda nel 1595, Weltevree arrivò a Batavia (l'odierna Jakarta) nel 1626 come marinaio della nave Hollandia. L'anno seguente, mentre si dirigeva verso Deshima (Giappone) sulla nave Ouwerkerk, a causa di una tempesta andò alla deriva, arrivando sull'isola di Cheju (Quelpart). Sbarcò con i suoi compagni marinai, ma furono arrestati e mandati a Hansŏng (l'allora nome della capitale Seoul) nel 1628. Dopo la loro cattura, furono gradualmente lasciati liberi di vivere all'interno del territorio coreano, ma senza possibilità di ripartire.

Weltevree finì per lavorare a palazzo, al servizio del sovrano, come consigliere militare, grazie alle sue conoscenze sulle armi e le polveri da sparo, contribuendo allo sviluppo militare del regno. Possedeva anche una minima conoscenza del cinese letterario che gli permise di studiare i classici e superare gli esami militari. Combatté al fianco del popolo coreano durante la seconda invasione mancese nel 1636 e acquisì il nome coreano di Pak Yŏn (박연). Fu il primo europeo a rimanere in Corea, dove sposò una donna coreana ed ebbe dei figli.
Nonostante la difficoltà nel trovare informazioni dirette scritte di suo pugno, Pak Yŏn è ancora oggi molto noto e apprezzato in Corea, quasi riconosciuto come un eroe, per il suo contributo al Paese. Raggiunse ruoli molto importanti, non solo per le sue competenze militari, ma soprattutto perché fu in grado di inserirsi in un contesto sconosciuto e rivestire cariche solitamente riservate agli aristocratici (yangban) o agli accademici (sŏnbi). Il suo servizio di interpretariato gettò le basi per un dialogo interculturale.
Hendrick Hamel e la prima descrizione dettagliata della Corea
Un altro evento chiave fu il naufragio della nave olandese "Lo Sparviero" (De Sperwer) sulle coste dell'isola di Cheju nel 1653. Hendrick Hamel, contabile della Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC), era tra i trentasei sopravvissuti (su 64 membri dell'equipaggio). Come Weltevree e i suoi compagni, furono presi in custodia e inviati nella capitale Hansŏng, impossibilitati a lasciare il paese.

Fu in questa occasione che Weltevree si recò sul luogo del naufragio per fungere da interprete, incontrando i suoi connazionali. Hamel descrisse la figura di Weltevree nel suo diario di bordo, il "Journal van de Ongeluckige Voyage van’t Jacht de Sperwer", annotando: "Era un uomo grande, con una lunga barba rossa e indossava abiti tradizionali coreani". Durante il loro incontro, Hamel rivelò l'intenzione di recarsi in Giappone, ma Weltevree lo informò dei pericoli: "In Giappone il solo porto aperto è quello di Nagasaki… La legge giapponese prevede l'uccisione per coloro che fanno ritorno nel Paese dopo essere naufragati in altri paesi, anche se loro connazionali. Se ora vi inviamo in Giappone non c’è ragione di credere che sopravviverete.”
Dopo tredici anni, Hamel e sette dei suoi compagni riuscirono a fuggire in Giappone e da lì nei Paesi Bassi. Qualche anno più tardi, tre diversi editori pubblicarono il suo rapporto, che descriveva dettagliatamente la loro avventura, fornendo così all'Europa la prima descrizione accurata della Corea, l'allora sconosciuto "regno eremita". Il diario di Hamel, ricco di descrizioni del territorio, degli usi, costumi e tradizioni del popolo coreano, ricreò una vivida immagine della società di Chosŏn, e ha fornito un contributo inestimabile alla conoscenza occidentale della Corea.
La Corea del Nord moderna: Un "regno eremita" contemporaneo
Nell'ordine geopolitico moderno, il termine "regno eremita" è stato ampiamente associato alla Corea del Nord a causa del suo prolungato isolamento politico ed economico dal resto del mondo, specialmente dai paesi occidentali.
Cambiamenti e aperture recenti
Nonostante questa fama di isolamento, negli ultimi anni la Corea del Nord ha mostrato alcuni segnali di cambiamento. A partire dal febbraio 2024, il leader Kim Jong Un ha iniziato ad aprire i confini ai primi gruppi di turisti russi e cinesi, seguiti poi da europei, canadesi e australiani, dopo un periodo di completo autoisolamento iniziato nel 2020 per proteggere il Paese dalla pandemia di SARS-CoV-2.
Corea Del Nord | La Realtà Del Paese In Cui Il Mondo Non Può Entrare | Documentario Completo 4K
La capitale Pyongyang ha abbandonato il grigiore e l'atmosfera spartana che la caratterizzavano dalla sua rifondazione negli anni Sessanta. Oggi è una metropoli vivace con un traffico sostenuto, e gli scaffali dei negozi e dei centri commerciali ospitano prodotti non solo cinesi, ma anche sudcoreani, europei e giapponesi. I nordcoreani hanno in parte abbandonato la ritrosia nell'avvicinare gli stranieri, e sebbene la critica aperta alla famiglia del leader rimanga vietata, la disapprovazione verso alcune scelte del partito e dei suoi amministratori comincia a farsi strada. Nelle campagne, sebbene le riforme siano più lente, la qualità della vita è nettamente migliorata rispetto a dieci anni fa. Tuttavia, il tema dei diritti umani continua a essere un punto dolente nei rapporti tra Pyongyang e l'Occidente.