La Confermazione: Significato, Rito e Preparazione

La preoccupazione mistagogica alla base di questo testo è il desiderio che ogni celebrazione della Confermazione sia un vero incontro con il Risorto, un'esperienza della sua Vita in noi, affinché impariamo a vivere da cristiani.

La Confermazione è uno dei sacramenti della Chiesa. Con il Battesimo e l'Eucaristia costituisce l'insieme dei “sacramenti dell’iniziazione cristiana”, vale a dire, dei sacramenti che è indispensabile ricevere per ottenere la pienezza della grazia che riceviamo nel Battesimo. La Confermazione vincola più intimamente alla Chiesa e arricchisce di una speciale forza dello Spirito Santo, e in questo modo coloro che la ricevono sono obbligati a diffondere e a difendere la fede mediante la parola e le opere, come veri testimoni di Cristo.

La Confermazione nella Bibbia e nella Storia della Chiesa

Nell’Antico Testamento i profeti annunciarono che lo Spirito del Signore avrebbe riposato sul Messia atteso. Nel libro del profeta Isaia si mettono sulle labbra del Messia le seguenti parole: «Lo Spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri» (Is 61, 1). Qualcosa di simile è annunciato anche per l’intero popolo di Dio; ai suoi membri Dio dice: «Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei precetti» (Ez 36, 27).

La discesa dello Spirito Santo su Gesù durante il battesimo datogli da Giovanni, fu il segno che Egli era colui che doveva venire, il Messia, il Figlio di Dio. Essendo stato concepito per opera dello Spirito Santo, tutta la sua vita e tutta la sua missione si compiono in una assoluta comunione con lo Spirito Santo che il Padre gli dà «senza misura».

Cristo aveva promesso ripetutamente l’effusione dello Spirito, promessa da Lui adempiuta per la prima volta il giorno di Pasqua e poi, in maniera più evidente, il giorno di Pentecoste. Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciarono a proclamare «le meraviglie di Dio» e Pietro dichiara che questa effusione dello Spirito è il segno dei tempi messianici. Gli Atti degli Apostoli raccontano che coloro che credettero alla predicazione apostolica e si fecero battezzare, ricevettero a loro volta il dono dello Spirito Santo mediante l’imposizione delle mani e la preghiera. È questa imposizione delle mani che è stata considerata ben a ragione dalla tradizione cattolica come la primitiva origine del sacramento della Confermazione, che nella Chiesa perpetua la grazia di Pentecoste.

Rappresentazione della Pentecoste con gli Apostoli e lo Spirito Santo

Questo quadro biblico si completa con la tradizione paolina e giovannea che lega i concetti di «unzione» e di «sigillo» con lo Spirito effuso sui cristiani. Quest'ultimo trovò espressione liturgica già nei più antichi documenti con l’unzione del candidato con olio profumato. Tale unzione spiega il nome di “cristiano”, che significa “unto” e che ha origine nel nome di Cristo, che “Dio unse con lo Spirito Santo”. E il rito dell’unzione esiste fino ai nostri giorni sia in Oriente che in Occidente. Ecco perché in Oriente questo sacramento si chiama crismazione, unzione con il crisma, o myron, che significa “crisma”. In Occidente il nome di Confermazione suggerisce che questo sacramento, contemporaneamente, conferma il Battesimo e rafforza la grazia battesimale.

Come si legge negli Atti degli Apostoli, questo sacramento si praticava già nella Chiesa primitiva: «Frattanto gli Apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spiro Santo» (At 8, 14-17).

Meditare con San Josemaría sulla Confermazione

  • “Nella Chiesa c’è diversità di ministeri, ma il fine è uno solo: la santificazione degli uomini. E a questo compito partecipano in qualche modo tutti i cristiani per il carattere ricevuto nei Sacramenti del battesimo e della cresima. “Tutti dobbiamo sentirci responsabili di questa missione della Chiesa, che è la stessa missione di Cristo. Chi non sente zelo per la salvezza delle anime, chi non cerca con tutte le sue forze di far sì che il nome e la dottrina di Cristo siano conosciuti a amati, non potrà comprendere l’apostolicità della Chiesa” (La Chiesa nostra Madre, 32).”
  • “È apostolo il cristiano che si sente innestato in Cristo, identificato con Cristo a motivo del suo Battesimo; reso idoneo a lottare per Cristo grazie alla Confermazione; chiamato a servire Dio attraverso il proprio agire nel mondo in virtù del sacerdozio comune dei fedeli, che conferisce una certa partecipazione al sacerdozio di Cristo, la quale, pur essendo essenzialmente diversa da quella del sacerdozio ministeriale, rende idonei a prendere parte al culto della Chiesa e ad aiutare gli uomini nel loro cammino verso Dio, con la testimonianza della parola e dell’esempio, con l’orazione e l’espiazione” (È Gesù che passa, 120).
  • “I discepoli, che già erano stati testimoni della gloria del Risorto, sperimentarono in sé la forza dello Spirito Santo: la loro intelligenza e il loro cuore si aprirono a una nuova luce. Avevano seguito Cristo e avevano accolto con fede i suoi insegnamenti, ma non sempre erano riusciti a penetrarne pienamente il senso: era necessario che giungesse lo Spirito di verità a far loro comprendere tutte le cose. Sapevano che soltanto in Gesù potevano trovare parole di vita eterna ed erano disposti a seguirlo e a dare per Lui la loro vita; ma erano deboli, e quando era venuta l’ora della prova erano fuggiti e lo avevano lasciato solo. Nella Pentecoste, però, tutto questo è finito: lo Spirito Santo, che è spirito di fortezza, li ha resi saldi, sicuri, audaci. La parola degli Apostoli risuona ora alta e vibrante per le strade e le piazze di Gerusalemme” (È Gesù che passa, 127).

Il Rito della Confermazione o Cresima

La celebrazione della Confermazione di norma avviene alla sede. Il sacramento della Confermazione è un avvenimento comunitario, anche se coinvolge singole persone. La celebrazione pertanto non sia preparata solo con i ragazzi e i genitori interessati: tutta la ministerialità presente in Parrocchia deve essere coinvolta per una liturgia che manifesti veramente il volto comunitario della Chiesa e la pluralità di compiti e ministeri che la animano. È bene che il parroco e gli altri sacerdoti collaboratori concelebrino con il Vescovo ed insieme a lui impongano le mani sui cresimandi. Se in parrocchia ci sono diversi sacerdoti, sia in servizio pastorale sia residenti, siano invitati a concelebrare con il Vescovo. Il desiderio di riprendere con telecamera o con fotografie la celebrazione della Confermazione è comprensibile.

267.Qual'è il il rito essenziale della Confermazione?

Preparazione e inizio della Messa

  • Un momento importante che precede la celebrazione della Confermazione, ma che, in un certo senso, ne fa parte, è la consacrazione del sacro crisma. È il vescovo che, il Giovedì Santo, durante la Messa crismale, consacra il sacro crisma per tutta la sua diocesi.
  • Cominciato il canto di ingresso adatto al tempo pasquale che si sta celebrando, parte la processione verso l’altare. Alla processione, dopo i ministranti con turibolo, croce e candele e il diacono o il lettore con l’Evangeliario, possono prendere parte anche gli eletti ai Sacramenti e i padrini.
  • Il parroco, dopo il segno di croce e il saluto liturgico “La pace sia con voi” del Vescovo, rivolge al vescovo a nome della comunità parrocchiale brevi parole di benvenuto.
  • Aspersione con l’acqua benedetta: Battesimo, Confermazione ed Eucaristia sono strettamente legati. Si sostituisca sempre l’atto penitenziale con l’aspersione per mantenere una chiara memoria battesimale e un chiaro collegamento tra i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana.

Liturgia della Parola

  • Nelle domeniche e nelle solennità del tempo pasquale si usino le letture del giorno. La Liturgia della Parola deve essere celebrata in modo da favorire la meditazione; quindi si deve assolutamente evitare ogni forma di fretta che impedisca il raccoglimento. In essa sono opportuni anche brevi momenti di silenzio.
  • Per quanto riguarda i libri liturgici per la proclamazione della scrittura si ricorda che è obbligatorio l’uso dell’ultima edizione del lezionario. Si valorizzi anche l’uso dell’evangeliario.
  • Vi sia sempre un lettore per la I lettura e uno per la II lettura. I lettori siano adulti e preparati: abbiano esperienza e buona capacità di proclamazione.
  • Si abbia cura di eseguire sempre in canto il salmo responsoriale e il canto al Vangelo, permettendo la partecipazione dell’assemblea.
Libri liturgici aperti sull'altare, con enfasi sull'evangeliario

Presentazione dei Cresimandi e Rinnovazione delle Promesse

  • Subito dopo il Vangelo tutta l’assemblea siede. Gli eletti ai sacramenti vengono presentati al vescovo o al delegato dal parroco o da un altro sacerdote, o da un diacono, o anche da un catechista.
  • Se i cresimandi non sono troppo numerosi possono essere chiamati per nome, e fatti entrare a uno a uno in presbiterio, dove tutti si fermano davanti al vescovo, si alzano in piedi e rispondono “Eccomi”. Se sono molti, possono essere invitati ad alzarsi in piedi mentre viene presentato al vescovo tutto il gruppo.
  • La liturgia del sacramento ha inizio con la rinnovazione delle promesse battesimali e con la professione di fede da parte dei cresimandi. In questo modo è evidente che la Cresima si colloca in successione al Battesimo.
  • I cresimandi fanno davanti al vescovo la rinuncia al male e la loro professione di fede. Dopo la professione di fede dei cresimandi si può eseguire una breve acclamazione con la quale tutta l’assemblea proclama la sua fede.

Imposizione delle Mani e Crismazione

  • Nel rito romano il vescovo stende le mani sul gruppo di cresimandi: gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è il segno del dono dello Spirito. Spetta al vescovo invocare l’effusione dello Spirito con la preghiera: «Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall’acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo santo Spirito Paraclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempili dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo, nostro Signore» (Rito della Confermazione, 25). Alla preghiera per l’imposizione delle mani si rispetti il momento di silenzio prescritto.
  • Segue il rito essenziale del sacramento. Mediante l’unzione con l’olio il confermando riceve “il sigillo”, l’impronta dello Spirito Santo. Nel rito latino, «il sacramento della Confermazione si conferisce mediante l’unzione del crisma sulla fronte, che si fa con l’imposizione della mano, e mediante le parole: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo, che ti è dato in dono» (Paolo VI, Cost. ap. Divinae consortium naturae).
  • Alla crismazione i ragazzi si dispongono ordinatamente in fila insieme ai padrini e madrine. Il padrino e la madrina suggerisca in modo chiaro al presidente il nome del cresimando e posa la mano sulla spalla destra del cresimando. Durante la cresima dei primi ragazzi si avrà cura di far sentire chiaramente la formula della crismazione e del dono della pace, con le risposte. Si potrà poi eseguire un canto adatto di invocazione allo spirito Santo alternandosi tra il coro e l’assemblea. Si valuti anche, in anticipo, con il presidente della celebrazione, la possibilità di non eseguire un canto ma di far udire a tutti le risposte dei cresimandi.
  • Spesso il Vescovo dà anche un leggero schiaffo al cresimando. Questo gesto significa che, in virtù di questo sacramento, il cresimando si impegna a sopportare pene e sofferenze in nome della fede.
  • Il bacio di pace che conclude il rito del sacramento significa ed esprime la comunione ecclesiale con il vescovo e con tutti i fedeli.
Vescovo che amministra la Cresima ungento la fronte di un cresimando

Preghiera dei Fedeli e Liturgia Eucaristica

  • Segue la preghiera dei fedeli. Le intenzioni di preghiera (5-6 al massimo) siano formulate con la necessaria brevità. Si prepari sempre, oltre alle intenzioni, anche la monizione introduttiva e l’orazione finale. Le intenzioni devono esprimere la preghiera per la Chiesa universale, la comunità diocesana e parrocchiale, la società civile, i cresimati.
  • Prima di tutto si prepara l’altare, o mensa del Signore, che è il centro di tutta la Liturgia eucaristica, ponendovi sopra un ampio corporale, il purificatoio e il calice. Si possono collocare in questo momento anche i fiori.
  • Poi si portano le offerte: alcuni cresimati presentano il pane, il vino, l’acqua e i doni per i poveri. Si possono anche fare offerte in denaro, o presentare altri doni per i poveri o per la Chiesa, portati dai fedeli o raccolti in chiesa. La disposizione sopra riportata è chiara: nessun dono simbolico. Quanto si porta all’altare deve essere realmente condivisibile con i poveri o provvedere a una necessità concreta della comunità. Non è, perciò, nemmeno il contesto rituale nel quale portare l’eventuale dono per i ragazzi o per il vescovo.
  • Il prefazio della messa rituale della confermazione, riunendo insieme il ricordo dei tre sacramenti dell’iniziazione, è particolarmente adatto. Durante la preghiera eucaristica si inserisca la preghiera per i cresimati/comunicandi e il ricordo della Domenica.
  • Si richiami, da parte del presidente, il valore battesimale del Padre nostro che è da pregare con le mani aperte e alte. Sarà opportuno, durante la catechesi preparatoria, richiamare il significato di questo gesto, presente già nelle catechesi mistagogiche dei Padri. Si eviti di banalizzare la portata di questa preghiera favorendo il gesto di prendersi per mano. Si educhi invece ad assumere l’atteggiamento dell’orante, con le braccia aperte.
  • La comunione sia fatta sotto le due specie, vincendo le possibili obiezioni con opportune e semplici scelte pratiche (educazione al gesto, scelta del vino utilizzato, pane eucaristico di maggiore consistenza). Si dovrà sottolineare il momento dell’invito alla comunione “Beati gli invitati” rivolgendo una breve monizione ai ragazzi prima dell’invito per richiamare la loro attenzione al gesto sacramentale che stanno per compiere.
  • I Comunicandi riceveranno il Corpo e il Sangue di Cristo, per intinzione e per primi, se possibile all’altare. Terminata la distribuzione della Comunione, si prega per un po’ di tempo in silenzio. Per completare la preghiera del popolo di Dio il vescovo recita l’orazione dopo la Comunione, nella quale invoca i frutti del mistero celebrato.
  • Solo a questo punto (e non prima, interrompendo la conclusione dei riti di comunione) si potranno dare brevi avvisi o presentare eventuali doni ai cresimati o rivolgere parole di ringraziamento alle catechiste.

Meditare con San Josemaría sulla Liturgia

  • “La Santa Messa ci pone così di fronte ai misteri principali della fede, in quanto è il dono che la Trinità fa di se stessa alla Chiesa. Si comprende allora come la Messa sia il centro e la radice della vita spirituale del cristiano, e come sia anche il fine di tutti i Sacramenti. La vita della grazia, generata in noi dal Battesimo, fortificata e accresciuta dalla Confermazione, si avvia nella Messa verso la pienezza” (È Gesù che passa, 87).
  • “Non limitarti a parlare al Paraclito, ascoltalo! Nella tua orazione, considera che la vita di infanzia, facendoti scoprire in profondità che sei figlio di Dio, ti ha riempito di amore filiale per il Padre; pensa che, prima, sei arrivato attraverso Maria a Gesù, che adori da amico, da fratello, da amante suo quale sei... Poi, nel ricevere questo consiglio, hai compreso che, fino a ora, sapevi che lo Spirito Santo abitava nella tua anima, per santificarla..., ma non avevi “afferrato” la verità della sua presenza. È stato necessario questo suggerimento: ora avverti l’Amore dentro di te; e vuoi stare con Lui, essere suo amico, suo confidente..., facilitargli il lavoro di pulire, di strappare, di infiammare... Non saprò farlo!, pensavi. Ascoltalo, insisto. Egli ti darà forza, farà tutto Lui, se tu lo vuoi..., e certo che lo vuoi! - Pregalo: Ospite Divino, Maestro, Luce, Guida, Amore: che io sappia onorarti, e ascoltare le tue lezioni, e infiammarmi, e seguirti e amarti” (Forgia, 430).

Gli Effetti del Sacramento della Confermazione

L’effetto del sacramento della Confermazione è la piena effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste. Ne deriva che la Cresima apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale:

  • Ci radica più profondamente nella filiazione divina;
  • Ci unisce più saldamente a Cristo;
  • Aumenta in noi i doni dello Spirito Santo;
  • Rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa;
  • Ci accorda una speciale forza dello Spirito Santo per diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede, come veri testimoni di Cristo, per confessare coraggiosamente il nome di Cristo e per non vergognarsi mai della sua croce.

La Confermazione, come il Battesimo, imprime nell’anima del cristiano un marchio spirituale indelebile, il “carattere”; per questo è un sacramento che si può ricevere una sola volta nella vita.

Meditare con San Josemaría sugli Effetti

  • “[Nel] Sacramento della Confermazione la Tradizione, con insegnamento unanime, ha sempre considerato come un irrobustimento della vita spirituale, un’effusione tacita e feconda dello Spirito Santo perché l’anima, fortificata soprannaturalmente, possa lottare come soldato di Cristo - miles Christi - nella battaglia interiore contro l’egoismo e la concupiscenza (cfr. È Gesù che passa, 78).”
  • “L’effusione dello Spirito Santo, facendoci divenire simili a Cristo, ci porta a riconoscerci come figli di Dio. Il Paraclito, che è carità, ci insegna a impregnare di questa virtù tutta la nostra vita; e consumati in unum, fatti una cosa sola con Cristo, possiamo diventare tra gli uomini quel che sant’Agostino afferma dell’Eucaristia: Segno di unità, vincolo dell’Amore” (È Gesù che passa, 87).
  • “Coltiva l’intimità con lo Spirito Santo - il Grande Sconosciuto - perché è Lui che ti deve santificare. Non dimenticare che sei tempio di Dio. Il Paraclito è nel centro della tua anima: ascoltalo e segui docilmente le sue ispirazioni” (Cammino, 57).
  • “Direi che fra i doni dello Spirito Santo ce n’è uno di cui tutti i cristiani hanno particolare bisogno: il dono di sapienza, che ci fa conoscere e gustare Iddio, rendendoci capaci di valutare rettamente le situazioni e le cose di questa vita” (È Gesù che passa, 133).

Chi può ricevere questo sacramento?

Può e deve ricevere il sacramento della Confermazione ogni battezzato, che non l’abbia ancora ricevuto. Dal momento che Battesimo, Confermazione ed Eucaristia costituiscono un tutto unitario, ne deriva che “i fedeli sono obbligati a ricevere tempestivamente questo sacramento”; senza la Confermazione e l’Eucaristia, infatti, il sacramento del Battesimo è certamente valido ed efficace, ma l’iniziazione cristiana rimane incompiuta. In ordine cronologico, la Cresima viene amministrata dopo il Battesimo e la Prima Comunione ed è un sacramento senza il quale non si può contrarre il Matrimonio con rito religioso.

In Oriente, questo sacramento è conferito immediatamente dopo il Battesimo ed è seguito dalla partecipazione all’Eucaristia, una tradizione che mette in evidenza l’unità dei tre sacramenti della iniziazione cristiana. Nella Chiesa latina questo sacramento viene conferito quando è stata raggiunta “l’età dell’uso di ragione”. Se il percorso cristiano viene rispettato, allora la Cresima viene amministrata tra gli 11 e i 13 anni. Tuttavia, qualora fossero in pericolo di morte, i bambini devono essere cresimati anche se non hanno ancora raggiunto tale età.

Esiste una preparazione al sacramento che aiuta a sentirsi parte della Chiesa di Gesù Cristo. Ogni parrocchia ha le sue modalità e tempi per la preparazione, attraverso incontri di catechesi, giornate di ritiro e veglie vicariali. L'ufficio per la liturgia è a disposizione per fornire materiali e suggerimenti. L’Ufficio per la liturgia è disponibile anche per guidare i ragazzi ad una visita alla Cattedrale come memoria dei Sacramenti ricevuti, esperienza che potrà essere vissuta all’interno dell’anno della mistagogia.

Il Ruolo dei Padrini e delle Madrine

La figura del padrino o della madrina ricopre un significato preciso nel contesto della celebrazione del Sacramento. I padrini infatti sono chiamati ad affiancare i genitori nell’educazione cristiana dei figli, rappresentando la sollecitudine materna della comunità cristiana. La scelta del padrino spetta ai genitori o a chi ne fa le veci (can. 874 § 1,1°). È opportuno che i parroci informino per tempo le famiglie dei ragazzi che si preparano alla cresima sui criteri per scegliere il padrino e sui requisiti che questi deve avere. È opportuno che il padrino della cresima sia lo stesso del battesimo (o meglio, uno dei padrini del battesimo, se come accade di solito, vi furono un padrino e una madrina).

Criteri per la scelta dei Padrini e delle Madrine

I criteri per la scelta dei padrini della cresima sono indicati dal can. 893 del Codice di Diritto Canonico, che rinvia a quanto prescritto dal can. 874 § 1. Va detto subito che non possono fungere da padrini i genitori: ciò è chiaramente escluso dal can. 874 § 1,5°. Il ruolo dei padrini è diverso da quello dei genitori. La persona prescelta dovrà soddisfare i seguenti requisiti:

  • Avere compiuto i sedici anni di età (can. 874 § 1,2°).
  • Essere cattolico, aver già ricevuto la Confermazione e l’Eucaristia e condurre una vita conforme alla fede e al compito che si assume (can. 874 § 1,3°).
  • La natura stessa del compito del padrino esige che nella scelta si seguano non tanto criteri di parentela, di amicizia o di opportunità sociale, ma di esemplarità nella vita cristiana, tenendo conto che il padrino di per sé non rappresenta la famiglia, ma la comunità cristiana che sostiene l’impegno educativo della famiglia.
  • La vita della persona scelta deve essere coerente con la pienezza di testimonianza che deve dare al ragazzo. Pertanto si dovrà trattare di un cristiano che partecipa con regolarità all’eucaristia domenicale e alla vita della parrocchia, in modo da essere di esempio al ragazzo e di poterlo incoraggiare e sostenere a diventare lui stesso membro attivo della comunità cristiana.
  • Alla luce di questo criterio non possono svolgere il compito di padrini coloro che vivono situazioni matrimoniali irregolari (conviventi di fatto, cattolici sposati solo civilmente, divorziati risposati) o che appartengono ad altri movimenti religiosi.

In questo senso potrebbe essere significativa la scelta per questo compito di persone che nella comunità cristiana esercitano qualche ruolo educativo. Spiritualmente, è richiesto che per la sua Cresima, una ragazza scelga una madrina, mentre un ragazzo un padrino, non necessariamente tra le persone di famiglia, ma comunque una figura presente da sempre nella vita del cresimando e non troppo in là con gli anni.

Padrino e Cresimando in Chiesa

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