Giovanni Santi: La Mostra a Urbino e la Formazione di Raffaello

La Galleria Nazionale delle Marche, situata nel suggestivo Palazzo Ducale di Urbino, ha ospitato, dal 30 novembre 2018 al 17 marzo 2019, una significativa mostra dedicata a Giovanni Santi (Colbordolo, 1440 circa - Urbino, 1494). Riconosciuto come uno dei più importanti pittori marchigiani del Quattrocento, Santi è noto ai più per essere stato il padre del grande Raffaello Sanzio. L'esposizione, intitolata "Giovanni Santi. Da poi... me dette alla mirabil arte de pictura", ha avuto l'obiettivo di restituire il giusto ruolo all’artista nel contesto urbinate, un momento indispensabile per la formazione e la cultura visiva di Raffaello.

Veduta del Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche

Il Contesto Urbino e la Figura di Giovanni Santi

Urbino non fu solo la città natale di Raffaello, ma determinò in modo significativo la sua formazione, restando per tutta la sua vita un punto di riferimento essenziale. Partendo da questo presupposto, la mostra ha inteso recuperare e valorizzare proprio questa stretta connessione tra Raffaello e la sua città natale. Esaminando il contesto urbinate dalla fine degli anni Settanta a tutti gli anni Ottanta del Quattrocento, è stato ricostruito l’ambito artistico-culturale in cui si sarebbe formato il giovane Raffaello e nel quale operava il padre, Giovanni Santi.

Giovanni Santi era pittore dei duchi e letterato, a capo di una ricca e fiorente bottega. Fu anche autore della famosa Cronaca rimata, nella quale espresse importanti giudizi sui pittori a lui contemporanei. La sua personalità umanistica e poliedrica, evidenziata dalla sua vasta produzione letteraria, è stata testimoniata in mostra dall'esposizione del manoscritto originale della sua capolavoro, proveniente dalla Biblioteca Apostolica Vaticana.

Ritratto di Giovanni Santi o scena dalla sua bottega con allievi

Raffaello e l'Influenza Paterna

La storiografia ha troppo spesso trascurato la conoscenza degli anni giovanili di Raffaello, la cui ricostruzione è oggi considerata fondamentale. A partire dalla mostra di Londra del 2004, la critica ha iniziato a concentrare la sua attenzione proprio su questi anni, assumendo come punto di riferimento l'assunto di questa rassegna: la prevalenza, nella formazione di Raffaello, del rapporto con il padre, con la sua bottega e soprattutto con la grande cultura che aveva come epicentro il Palazzo Ducale e le sue collezioni d’arte.

Ad Urbino, e nelle Marche, Raffaello respirò arte fin da subito, innanzitutto nella attivissima bottega del padre Giovanni Santi. Citato nel 1511 a Roma come allievo del padre, Raffaello non si distaccò mai dalla sua città natale, che rimase, anche nel periodo maturo della sua carriera, il centro dei suoi interessi, inclusi quelli economici.

La mostra ha esaminato anche le vicende della bottega di Giovanni Santi dopo la sua morte, avvenuta nel 1494. Nel 1500 il giovane Raffaello ereditò la bottega paterna, fino a firmarsi "Magister" con Evangelista da Piandimeleto per la commissione di una pala d'altare.

Ricerche archivistiche in corso hanno portato alla luce un numero incredibile di nuovi documenti, non pubblicati da Pungileoni, che mostrano il tessuto artistico in cui si formò il giovane Raffaello e gli stretti legami, mai recisi, con la sua città natale, sia artistici che economici. La presenza di Bramante a Urbino, che sarebbe poi stato il più valido supporto alla sua carriera romana, e la possibile influenza di altre personalità presenti nella città ducale come Girolamo Genga e Timoteo Viti, hanno reso particolarmente interessante l'esplorazione di questo terreno.

Alberto Angela racconta Raffaello

Opere in Mostra e Sezioni Tematiche

La mostra, allestita nel Salone del Trono e nelle sale dell’appartamento della Duchessa del Palazzo Ducale, si è posta l’obiettivo di ricondurre la prima formazione di Raffaello alla grande cultura espressa dalla corte urbinate e soprattutto all’influenza del padre, Giovanni Santi. Sono stati presentati 20 dipinti e 19 disegni originali dei capolavori giovanili di Raffaello, messi in rapporto alla pittura del padre e di altri pittori vicini alla fase giovanile della sua formazione ad Urbino, con 32 dipinti e 10 disegni. Questi lavori hanno affiancato i capolavori di Piero della Francesca, Giusto di Gand, Pedro Berruguete, già presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale delle Marche.

Una sezione della mostra è stata inoltre dedicata al rapporto dell’opera di Raffaello con la più importante produzione del ducato di Urbino: la maiolica, basata sulle immagini raffaellesche, di cui sono stati esposti esemplari antichi.

Le Curatrici della mostra hanno sottolineato che "è muovendo dal retroterra comune, dalle esperienze condivise, e dal confronto con le differenti reazioni di fronte ad analoghe sollecitazioni di cultura figurativa, che meglio risalta l’eccezionale ‘stacco’ compiuto dal giovane Raffaello, e che si intendono caratteri e limiti del percorso degli artisti urbinati contemporanei a lui in quel momento più legati". Hanno ribadito inoltre che "la mostra è un’occasione di misurare, in un un contesto specifico di estrema rilevanza quale quello urbinate e nelle sue tappe maggiori, la grande trasformazione che coinvolse la cultura figurativa italiana nel passaggio tra il Quattro e il Cinquecento".

Promotori e Organizzazione

La mostra è stata promossa da:

  • Ministero per i Beni e le Attività Culturali
  • Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche
  • Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche
  • Regione Marche
  • Provincia di Pesaro-Urbino
  • Comune di Urbino
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

L’organizzazione è stata affidata a Gebart in collaborazione con Civita.

Urbino: Un Patrimonio Artistico Vivo

Il centro storico di Urbino è interamente raccolto fra le sue mura rinascimentali. Molti dei suoi palazzi signorili, chiese e oratori racchiudono capolavori inestimabili. Eppure Urbino non è una “città - museo”, è un luogo dove la vivacità si incontra con la storia, creando delle atmosfere difficilmente ripetibili. Il visitatore si trova a percorrere i caratteristici saliscendi delle strade, accolto da architetture ben equilibrate, dove la luce delle stagioni esalta i colori caldi delle facciate. Proprio fra le sue mura si conservano opere d’arte fra le più rappresentative delle diverse epoche.

  • La testimonianza più significativa della pittura italiana tardo-gotica è presente presso l’Oratorio di San Giovanni Battista nel ciclo affrescato dai fratelli Salimbeni di San Severino.
  • Ricchi di testimonianze sono numerosi altri oratori, come Santa Croce e dell’Umiltà, che custodiscono opere di artisti tra i più rappresentativi, quali Federico Barocci e la sua scuola.
  • Importante è anche l’imponente monastero di Santa Chiara, con il suo straordinario giardino pensile che si affaccia sulle colline delle Cesane.

Di Raffaello si conserva ancora il nucleo primitivo della sua casa natale, oggi museo che ospita l’“Annunciazione” di Giovanni Santi e l’affresco raffigurante la “Madonna con Bambino”, che la critica assegna alla giovane attività di Perugino. Fuori le mura si erge il mausoleo di San Bernardino, prestigioso monumento assegnato al genio dell'architetto senese Francesco di Giorgio.

Scorcio del centro storico di Urbino con architetture rinascimentali

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